Tag
250 anni d Mozart a Mantova, Amadeus ex Mantova, Bibiena Theatre, eighteenth-century Mantua, ghetto de Mantoue, Ghetto di Mantova, histoire de la musique, history of music, Leopold Mozart, Mantoue au XVIIIe siècle, Mantova, Mantova nel Settecento, Mantova storia, Mantua Ghetto, Mozart 1770, Mozart a Mantova, Mozart and Leopold, Mozart à Mantoue, Mozart e Leopold, Mozart et Leopold, Mozart in Mantua, Mozart’s Italian journey, Mozart’s travels, music in Mantua, musica a Mantova, musique à Mantoue, Orchestra da Camera di Mantova, Rotonda di San Lorenzo, Salisburgo, storia della musica, talent and travel, talent et voyage, talento e viaggio, Teatro Bibiena Mantova, Teatro Scientifico Bibiena, Théâtre Bibiena, travelling is life, Viaggi, viaggi di Mozart, viaggiare è vita, viaggio italiano di Mozart, Viagiar descanta ma chi parte mona torna mona, voyage italien de Mozart, voyager c’est vivre, voyages de Mozart, Wolfgang Amadeus Mozart

Il viaggio come valore
Ci sono parole che usiamo troppo e che, a forza di usarle, rischiano di perdere forza. Viaggio è una di queste.
Oggi viaggiare può voler dire molte cose: vacanza, fuga, lavoro, fotografia, racconto sui social, lista di luoghi da spuntare. Ma nel suo significato più vero il viaggio resta una delle esperienze fondamentali della vita, perché ci obbliga a uscire dal nostro recinto.
Non basta partire, naturalmente.
Un vecchio detto veneziano lo dice meglio di tanti discorsi: “Viagiar descanta ma chi parte mona torna mona”. Viaggiare sveglia, apre gli occhi, rende meno ingenui. Ma solo se chi parte è disposto a lasciarsi cambiare. Altrimenti si torna uguali a prima, con una valigia più piena e la testa identica.
Il viaggio, quando funziona, non è una parentesi. È una scuola.
Lo capì benissimo Wolfgang Amadeus Mozart, che non fu soltanto un genio della musica, ma anche un grande viaggiatore. Per lui muoversi non era un passatempo. Era parte del mestiere, della formazione, della vita.
Mozart, il genio in movimento
Mozart visse 13.097 giorni. Di questi, 3.720 li trascorse in viaggio. Più di dieci anni. Quasi un terzo della sua esistenza.
Il dato è impressionante perché corregge un’immagine comoda del genio. Spesso pensiamo al talento come a qualcosa che nasce già completo, chiuso in una stanza, protetto dal mondo. Nel caso di Mozart il talento era straordinario, ma non rimase fermo. Fu messo in carrozza, portato nelle corti, nei teatri, nelle accademie, davanti a pubblici diversi e spesso severi.
Viaggiare significava suonare, certo. Ma significava anche ascoltare, imparare, osservare. Ogni città poteva diventare un esame. Ogni teatro una prova. Ogni incontro un’occasione per capire qualcosa in più del proprio mestiere.
Mozart non diventa Mozart soltanto perché nasce Mozart.
Diventa Mozart anche perché attraversa l’Europa.
La lettera da Parigi
C’è una frase, scritta da Parigi l’11 settembre 1778 al padre Leopold, che sembra un manifesto:
“Senza viaggi, almeno per le persone che si occupano di arti e di scienze, si è un povero tapino.”
Continua a leggere

Quest’anno ho partecipato con grande entusiasmo alle celebrazioni per i 250 anni dell’arrivo a Mantova di Leopold Mozart con il figlio Wolfgang Amadeus. E’ stato bellissimo fare un viaggio nel tempo e vedere la nostra città alla fine del settecento insieme all’Orchestra da Camera di Mantova.
A 250 anni dall’arrivo di Mozart e suo padre a Mantova ho avuto la splendida occasione di collaborare con l’Orchestra da camera di Mantova per un itinerario in giro per la città.
Una passeggiata perché?
La foto della presentazione alla stampa delle iniziative mozartiane.
Mantova non ha mai goduto di commenti molto positivi da parte dei viaggiatori o di chi vi ha soggiornato. O meglio si va da quelli entusiastici come nel caso di Torquato Tasso o a quelli tombali come per Benvenuto Cellini o Charles Dickens. In effetti il clima non è dei migliori e nei tempi andati era facilissimo prendere la febbre terzana o quartana come capitò anche a Carlo Goldoni o altre malattie dovute, come nel caso di Casanova, a frequentazioni allegre e poco sicure. Certo se fosse già esistito Trip Advisor alcuni di questi commenti non avrebbero deposto a favore di Mantova ma sarebbero sicuramente stati controbilanciati dagli altri. Sarebbe interessante che ogni autore sbarcato a Festivaletteratura in queste 20 edizioni ci avesse lasciato la sua opinione sulla città: avrebbe fatto la felicità dei turisti e di chi scrive guide letterarie. Eccovi allora 5 commenti su Mantova che non troverete su Trip Advisor. 