Un dettaglio dell’interno della cupola della Basilica di Sant’Andrea. Si nota l’affresco che decora la vela con l’evangelista Matteo e la scritta che corre alla base del tamburo: Probasti Me Domine. Subito sopra si nota la ringhiera che consente di percorrere il ballatoio che gira tutto intorno alla cupola, di recente aperta alla visita.
Tra i santi di questo mese ricordo: 17 gennaio Sant’Antonio Abate 29 gennaio Beata Aacangela Girlani
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
Un regalo di inizio anno da Giacomo Cecchin e Mantovastoria: ricevete gratuitamente il calendario con alcune cartoline da Mantova realizzate da Giovanna Caleffi. Per ogni mese troverete alcune curiosità sulla nostra splendida città.
Vi spedirò il calendario in PDF direttamente nella vostra e-mail. I dati saranno utilizzati per inviarvi aggiornamenti via e-mail e whatsapp sulle attività di Giacomo Cecchin.
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
Ci sono ancora segreti da scoprire a Mantova? Ebbene sì ed uno di questi lo troviamo nella Basilica di Sant’Andrea che è al centro di questa puntata n. 9 della quarta stagione di Mantova Segreta.
Insieme a Rosanna Golinelli della Compagnia del Preziosissimo Sangue scopriamo la sagrestia che un tempo era utilizzata da proprio dai componenti della Compagnia e che si trova dietro l’ancona lignea della seconda cappella grande a sinistra della Basilica. Da una piccola porticina si entra in un ambiente in via di restauro che ha accolto una mostra legata alle immagini dei Sacri Vasi.
Pochi sono a conoscenza di questa sagrestia segreta eppure gli indizi ci sono come ad esempio il fatto che ci sia la statua di San Longino con la lancia e al centro dell’ancona l’immagine dei Sacri Vasi.
“Palazzo Ducale è fatto a scale” sembra una filastrocca ma è proprio così. Ce ne sono decine: scale, scalette, scaloni e se le stanze della reggia dei Gonzaga sono più di 1.000 chi lo sa quanti sono gli scalini. E’ il secondo articolo dedicato alle scale di Palazzo Ducale e soprattutto a quelle che si trovano in Corte Nuova e nel Castello di San Giorgio. Chi volesse sfogliare tutta la rivista in cui è inserito l’articolo può cliccare a questo link: https://www.societapalazzoducalemantova.com/wp-content/uploads/2021/11/La-Reggia-Giugno-2021.pdf
Il Palazzo Ducale è fatto a scale
Le scale di Palazzo Ducale mettono a dura prova i turisti che le salgono baldanzosi all’inizio del percorso e le scendono affaticati per arrivare all’uscita. Se salire gli scalini è un’abitudine considerata salutare dai medici ebbene la Reggia dei Gonzaga è perfetta per un allenamento. In questo articolo procediamo con un inventario sommario delle scale di Palazzo Ducale e dopo aver affrontato quelle di Corte Vecchia ci spostiamo verso Corte Nuova e soprattutto all’interno del Castello di San Giorgio.
Quest’anno il NUMERO UNICO dell’UGM mi ha dedicato una pagina. C’ero già finito in passato (ne ho parlato qui) ma stavolta mi sono divertito a leggere l’articolo. Per chi se lo fosse perso lo trova riportato qui sotto.
Pensando al Giubileo di questo 2025 mi è tornato in mente questo santino che ho ritrovato in un libro cui sono molto legato. Spesso infatti inserisco tra le pagine dei volumi cui tengo di più foglietti con appunti o pensieri, biglietti di musei o concerti, ricordi personali.
Quando poi sfoglio il libro in questione mi tornano alla mente tutta una serie di emozioni e sensazioni ed è quello che è capitato con questo santino che Don Egidio Azzi, rettore della Casa del Giovane di Mantova, consegnò a mio padre con una esortazione manoscritta.
Ecco il testo che riporta la data del 28 maggio 1950 quando mio padre aveva 15 anni.
“Bruno, nella vita utile cosa è proporsi degli ideali, utilissima poi è perseguirli con paziente tenacia. Il tuo Rettore Don Egidio”
Il 2025 sarà l’anno del Giubileo e quindi diventeranno ancora più importanti le feste del calendario liturgico e quindi suggerisco di fare particolare attenzione ai santi e in particolare a quelli di cui portate il nome*. Queste feste sono contenute in un volume che si chiama Martirologio Romano e che contiene le memorie dei santi che sono stati riconosciuti tali dalla chiesa.
Occorre ricordare infatti che tutti i cristiani sono chiamati alla santità e che non tutti i santi sono stati riconosciuti dalla chiesa e quindi chi lo sa quanti ne incontreremo solo nell’altra vita (ovviamente per chi ha fede). A volte la chiesa fa anche degli esami ai santi ed alcuni li mette in lista d’attesa rimuovendoli dal Martirologio Romano oppure li declassa inserendoli solo nei calendari particolari e non in quello universale.
L’azione più importante in tal senso è stata quella di Papa Paolo VI che in una Lettera Apostolica Motu Proprio intitolata MYSTERII PASCHALIS del 14 febbraio del 1969 ha deciso di aggiornare il Martirologio Romano con alcune esclusioni eccellenti come ad esempio San Valentino, il santo degli innamorati, proprio nel giorno della sua festa.
Picasso tra Mantova e Milano per raccontare un punto di vista inedito sull’artista
Le due mostre di Mantova e Milano curate da Annie Cohen-Solal sono due occasioni da non perdere per scoprire un punto di vista inedito sull’artista che ha cambiato il corso dell’arte.
Dalla poesia come salvezza alla eterna condizione di straniero in Francia
L’esposizione in corso a Palazzo Te ha come sottotitolo Poesia e salvezza, un modo di raccontare il rapporto di Picasso con i poeti e la sua esperienza di artista alla ricerca del modo migliore di descrivere il mondo. La mostra di Palazzo Reale a Milano invece presenta il punto di vista inedito di un Picasso cui viene continuamente negata la cittadinanza francese e che si sentirà sempre un estraneo con molte opere e documenti inediti provenienti dagli archivi della polizia francese.
Ecco alcuni spunti per approfondire e i riferimenti per visitare le due mostre.
Mantova Segreta è una trasmissione che ha l’obiettivo di regalarvi uno sguardo diverso sulla città che vedete tutti i giorni. Oggi vi mostriamo le facciate dipinte di Mantova o, nella maggior parte dei casi, quello che ne rimane.
Tutti conoscono la facciata della cosiddetta Casa del Cappellaio, affrescata da Andrea Mantegna e che ancora oggi è visibile dopo un attento restauro, con l’azzurro del cielo che risalta ancora di più quando viene colpito dai raggi del sole.
Giacomo Cecchin prova a raccontare insieme a Paola Amabilia una città dove quasi ogni facciata presentava decorazioni diverse e raccontava storie legate alla famiglia che ci abitava o doveva semplicemente sostituire il marmo che costava molto di più.
E’ sorprendente pensare che potremmo considerare questi affreschi anche come una sorta di cappotto, di strati successivi che isolavano l’edificio.
Se chiedete ad un mantovano di scegliere tra Sant’Andrea e il Duomo sceglierà sempre la basilica (se è un vero mantovano). Il capolavoro di Leon Battista Alberti colpisce per bellezza, fascino, dimensioni e storia ed è il perfetto esempio del Rinascimento italiano. Ecco allora alcuni dettagli da non perdere la prossima volta che visiterete la basilica in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2024/Gennaio 2025
La Basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani Tra Sacri Vasi e Rinascimento una concattedrale capolavoro
“I Monsignori gli (al Duomo n.d.r.) preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41 In questo divertentissimo testo di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro. Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. La basilica di Sant’Andrea invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole. Eppure anche la concattedrale, il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo, a guardarlo bene è un palinsesto, un insieme di elementi dovuti ad interventi ed idee diverse rispetto al progetto iniziale.