Le salette o camere delle città sono un altro dei luoghi più segreti di Palazzo Ducale. In questi ambienti troviamo affrescate nelle lunette una serie di capitali europee e città varie, molte delle quali ancora perfettamente riconoscibili. Nell’immagine qui a fianco trovate quella di Mantova.
Giampaolo Dossena, uno scrittore cremonese, era talmente attratto da questi piccoli capolavori topografici da scrivere “…le stanze della Città (sic!), con quegli affreschi da stampe olandesi per cui forse daremmo anche la Camera degli Sposi…
Rivedete di seguito il frammento di Mantova Segreta. Continua a leggere →
Uno dei momenti più emozionanti della prima stagione di Mantova Segreta è stato quello che ci ha consentito di entrare nell’Appartamento dei Nani, uno dei luoghi più segreti di Palazzo Ducale.
Questi ambienti sono da almeno trent’anni chiusi alle visite ed è per questo che è stata una grande occasione poterli raccontare. Vedrete le scalette con i gradini minuscoli, le piccole stanze e una finestra che ha una storia particolare. Alla fine una sorpresa con la scala segreta che ci fa tornar a riveder le stelle.
Qui di seguito trovate gli altri frammenti di Mantova Segreta pubblicati sino ad ora
Il cinema è sempre stato una mia grande passione e Mantova era piena di sale cinematografiche. La mia preferita era l’Apollo, sotto i portici di Corso Umberto, con una galleria fornita di una balaustra lignea dove era bello appoggiarsi. C’erano poi sui due lati delle specie di balconate che si spingevano verso lo schermo e sembravano i ponti di un transatlantico. Mantova Segreta vi racconta la storia dei cinema a Mantova portandovi a scoprire quelli che non ci sono più e quelli che invece ci sono ancora.
E’ forse la puntata più personale della trasmissione ed è giusto che sia stata quella conclusiva con un’intervista finale a sorpresa assolutamente da non perdere. Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link trovate l’elenco di tutte le puntate andate in onda nella stagione 2018/2019.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito. Continua a leggere →
Oggi voglio raccontarvi il primo ciak di Mantova Segreta in un giorno di luglio del 2018.
Siamo partiti dalla sede di Telemantova al Boma insieme all’operatore Ivano Bottura: una strana coppia fatta da un professionista (lui) e un dilettante (io).
Dovevamo girare la puntata di prova di Mantova Segreta e avevo scelto come tema quello dei ponti sul Rio.
Siamo arrivati vicino al Rifugio a Belfiore, abbiamo parcheggiato e poi siamo andati fino all’imbocco del Rio sul Lago Superiore e ci siamo buttati.
Vi regalo tre curiosità ma prima guardate la prima ripresa in assoluto della grande avventura di Mantova Segreta (nel prossimo frammento invece vi regalerò l’ultimo ciak della trasmissione).
La prima curiosità è che abbiamo preso la multa perché non ci siamo accorti di aver parcheggiato in un posto vietato: è stata la prima voce di spesa della trasmissione.
La seconda curiosità è che è stata la puntata più lunga da girare perché, non avendo ancora i tempi per girare, siamo dovuti uscire altre due volte per integrare le immagini utilizzando anche foto d’epoca e voce fuori campo.
La terza curiosità è che la prima puntata ad essere girata (quella sui Ponti del Rio) è stata la terza ad andare in onda perché è stata ritenuta più frizzante quella sui Passaggi Segreti Urbani.
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A volte le grandi storie si trovano anche sugli scaffali del supermercato: basta avere la lista giusta e sapere dove cercare (in questo caso io l’ho trovata al Teatro delle Birre di Mantova, un pub da frequentare).
E’ il caso di una birra trappista legata a Matilde di Canossa.
Stiamo parlando dell’Orval che ha un’etichetta molto particolare: all’interno di una losanga si vede un pesce con un anello in bocca. Ebbene quell’anello è la fede nuziale di Matilde di Canossa.
Ma cosa c’entra Matilde con una birra?
Dove si trova Orval?
E perché il pesce ha un anello in bocca?
Proviamo a rispondere a queste domande raccontandovi una storia del nord dal titolo “Una birra per Matilde di Canossa” in questo frammento di Mantova Segreta.
E’ lì almeno dal 1227 che osserva chi passa in piazza Broletto.
Sto parlando della statua del Virgilio in cattedra che familiarmente i mantovani chiamano “la vecia”.
Neanche il terremoto le ha tolto il sorriso e sicuramente l’hanno vista sia Dante che Petrarca. La cosa più incredibile però sono i dettagli che puoi cogliere solo se ci arrivi davvero vicino.
E’ un’esperienza che potete fare con noi in questo frammento di Mantova Segreta.
Virgilio è un nume tutelare per Mantova ed è un itinerario da non perdere quello di giare per la città a caccia delle statue o dei busti che lo rappresentano.
Quando pensi al posto migliore in un teatro: molti pensano alla platea, qualcuno ai palchi e forse solo io penso al sottopalco. A Mantova questa esperienza la puoi fare solo al Teatro Sociale e la parte più interessante è che entri da una piccola porta che sembra quella di un magazzino.
Sotto il palcoscenico si svolgeva il vero dietro le quinte degli spettacoli con tutte le macchine teatrali per gli effetti scenici oppure con i fantasmi degli attori passati. Non tutti sanno dove si entra e non tutti lo potranno fare ma vi ci porto io con Mantova Segreta.
Il Teatro d’opera è una macchina straordinaria e ha ancora luoghi che non si usano più ma che un tempo erano il posto migliore per vedere lo spettacolo, ad esempio la buca del suggeritore.
Oggi che tutti usano gli auricolari o i gobbi proiettati questo ruolo non esiste praticamente più. Eppure quanta importanza aveva il suggeritore, che spesso conosceva meglio le parti di tutti gli artisti.
A Mantova basta camminare per le vie e sapere dove guardare per trovare continue sorprese. Ricordo ancora la prima volta che scoprii il campanile imprigionato di Santa Caterina mentre stavo scrivendo un piccolo testo su questa chiesa dalle origini molto antiche. Da allora ogni volta che passo di lì lo vado a trovare e ci porto delle persone, come per fargli conoscere un amico.
Per arrivarci basta prendere via Gradaro, di fianco alla biblioteca Baratta, e poi svoltare a sinistra in via Santa Caterina. Qui l’anonimo ingresso di un condominio rivela nel cortile l’antico campanile della chiesa coevo all’anno di costruzione (1329?). Molto simile ad altri campanili medievali di Mantova dello stesso periodo presenta bifore con archi a tutto sesto, archetti pensili e cornici con mattoni disposti a dente di sega.
La cupola di Sant’Andrea per Mantova è come il cupolone di San Pietro per Roma. Nel profilo è un punto di riferimento e insieme alle torri e ai campanili rappresenta uno dei picchi di quell’elettrocardiogramma che è il profilo della città.
Dal basso è imponente ma è molto bello poterlo vedere quando si sale in alto e sembra di poterlo toccare. Ecco cosa succede quando potete guardarlo da una delle finestre più belle di Mantova.
E’ stata una delle puntate più difficili da girare. Continua a leggere →
Sembra più basso di quanto non sia in realtà eppure dalla cima si gode una vista spettacolare. Sto parlando del campanile del Duomo che è proprio di fianco al Palazzo Ducale e da cui si coglie il dettaglio del Giardino pensile, dei tetti della cattedrale e di Piazza Sordello. Ma soprattutto entrare nell’ultima parte della torre ti mette a contatto con le campane che anche in questo periodo hanno suonato a stormo, su indicazione del Vescovo, per far sentire la voce della Chiesa (trovate qui un articolo che ne racconta i motivi pubblicato su Avvenire).
Saliteci con noi: