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Cooperativa Librai Mantovani, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Leonardo da Vinci, Stefano Donati, Storie di sera, Villa Di Bagno
Con un omaggio al Rinascimento torna la rassegna “Storie di sera”
Torna la rassegna letteraria Storie di sera, appuntamento all’insegna dell’approfondimento culturale promosso dal Comune di Porto Mantovano per il pubblico appassionato di storia e libri. Il tema della seconda edizione, ospitata a Villa di Bagno, è il Rinascimento, che sarà documentato nei quattro incontri con gli autori Giacomo Cecchin, Stefano Donati, Antonio Forcellino, Alessandra Necci e Marcello Simonetta. «Abbiamo puntato tutto sulla qualità del programma – osserva Patrizia Soldi, presidente della Cooperativa Librai Mantovani, che ha ideato e organizzato gli eventi – gli ospiti sono tutti nomi importanti nel panorama storico, artistico e letterario della cultura italiana e Villa Di Bagno è location elegante e impeccabile da tutti i punti di vista. Il Comune di Porto Mantovano, nelle figure di Massimo Salvarani e Nadia Albertoni, ha saputo scommettere su questa rassegna e il successo di pubblico ad ogni evento è stato un grande riscontro». Come evidenziano gli organizzatori un tema, quello scelto per la rassegna di Porto Mantovano, che si aggiunge al palinsesto culturale proposto a Mantova per Giulio Romano e celebra contestualmente gli anniversari dedicati a Leonardo Da Vinci e Caterina de’ Medici. Il primo incontro serale sarà mercoledì alle 21 con la conversazione spettacolo di Giacomo Cecchin e Stefano Donati “Giulio Romano & Co. L’arte libera la mente”. «Partendo dal grande artista manierista, di cui verrà svelato un profilo inedito – continuano gli organizzatori – Cecchin parlerà di arte, comunicazione e marketing: i grandi pittori, infatti, erano anche imprenditori che dovevano conquistare mercati, trovare sempre nuovi clienti e gestire eventuali reclami».Stefano Donati offrirà altre “lezioni di marketing” raccontando le storie straordinarie di artisti tra i più grandi del Rinascimento, da Raffaello a Giulio Romano, da Leon Battista Alberti a Leonardo per arrivare a Tiziano, Tintoretto e Veronese.


Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata agli ozi (“honesto ocio” si legge nell’iscrizione della Camera di Amore e Psiche) di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma qual è il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te? Provare a partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti.
A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te… 
