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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Buona Pasqua: quando la Resurrezione di Piero salvò Sansepolcro

01 domenica Apr 2018

Posted by mantovastoria in Articoli

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Aldous Huxley, Piero, Piero della Francesca, Resurrezione, Roberto Longhi, Sansepolcro

Mantovastoria vi fa gli auguri di Buona Pasqua con la Resurrezione di Cristo, dipinta da Piero della Francesca a Sansepolcro, suo paese natale.
Se non l’avete mai visto è il momento di colmare la lacuna e partire per la Toscana. L’esperienza è di quelle da non perdere anche perché questo affresco è davvero strabiliante e non può lasciare indifferenti*.
Basti pensare che per lo scrittore inglese Aldous Huxley si trattava della “più bella opera del mondo” e questo contribuì a salvare l’affresco di Piero durante la seconda guerra mondiale. Nel 1945 il capitano inglese Anthony Clarke ha l’incarico di liberare il paese di Sansepolcro e comincia a cannoneggiare il borgo. Si ricorda però di aver letto quando era giovane un saggio** di Aldous Huxley dove lo scrittore parlava di Sansepolcro, di Piero e della sua risurrezione.
Allora questo soldato inglese decise che non si poteva proseguire nel bombardamento con il rischio di perdere “la pittura più bella del mondo” e così fece, rischiando la corte marziale visto che aveva disubbidito agli ordini. Ecco cosa scrive il capitano Clarke: “Dovevo avere diciotto anni quando lessi un saggio di Aldous Huxley. Ricordavo con chiarezza il racconto del suo faticoso viaggio da Arezzo a Sansepolcro e, tuttavia, quanto meritasse farlo quel viaggio, dato che a Sansepolcro c’era la ‘Resurrezione’ di Piero della Francesca, ‘la più bella pittura del mondo’. Feci un calcolo dei bossoli sparati e fui sicuro che se non l’avessi già distrutta, avrei potuto, proseguendo il bombardamento, danneggiarla gravemente. E feci cessare il fuoco”.
Una storia davvero incredibile questa, quando la lettura può salvare un capolavoro e far risorgere, nel vero senso della parola, un paese martoriato dalla guerra.
Auguri ancora e, se non l’avete ancora fatto, andate a Sansepolcro!
* Famose le parole che nel 1927 lo storico dell’arte Roberto Longhi dedicò alla Resurrezione di Sansepolcro: un Cristo “orrendamente silvano e quasi bovino fermo sulla proda del sepolcro a contemplare i suoi poderi di questo mondo”
** Il saggio si intitolava “Along the road: notes and essays of a tourist” del 1925

Per approfondire
– Sito del museo civico di Sansepolcro
– Una nota sul Capitano Anthony Clarke
– Un articolo del Corriere sul salvataggio della Risurrezione
– La fondazione dei Monuments Men
– Due lettere pubblicate dal New York Times sul salvataggio dell’affresco di Piero: Fausto Braganti, Robert Wolcott

Una coincidenza che mi fa piacere e che aggiungo oggi alle 9.49 al post. Un bell’articolo di Marco Carminati dal Domenicale del Sole24ore sul restauro dell’affresco di Piero della Francesca.

Il «Risorto» restaurato
È stato un restauro complesso e durato anni (2015-2018) quello che ha riportato in vita la celeberrima Resurrezione di Cristo dipinta da Piero della Francesca nella “sua” Sansepolcro. Davanti all’opera risuonano alla mente le grandiose parole di Roberto Longhi: «Una calma supremamente spettacolare come non s’era ancora vista, una distensione puramente contemplativa e spaziale, che anche nel più drammatico degli argomenti è una delle più alte proprietà di Piero… La Resurrezione di Borgo presenta il momento più trionfale del mito cristiano… il Cristo che risorge è l’asse, il perno stesso della fede cristiana. Ma di che naturale dolcezza Piero sa avvolgere questa tremenda, immobile certezza! Come la luce di un sole che, dopo la lunga stagione invernale, rinasca in un’alba di aprile è il manto del Cristo che, in quel lume, si accende rosato, quasi che un albero di pesco sia fiorito segretamente nella prima notte di primavera. I guardiani del sepolcro… dormono ancora, nulla sapendo di quel che avvenne durante la notte. Il Cristo, orrendamente silvano, quasi bovino, torvo colono umbro levatosi ancor prima dell’alba, poggiato un piede sull’orlo del sarcofago come sulla proda del campo, guarda contristato i luminosi poderi di questo suo tristo mondo».
Il restauro del Cristo «orrendamente silvano» – realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dalla Soprintendenza di Arezzo e in parte sostenuto dal generoso contributo di Aldo Osti – s’era reso urgente a causa della solfatazione e dei distacchi di pellicola pittorica e intonaci. I restauratori hanno prima effettuato una pulitura e poi hanno agito per fermare il degrado. Un degrado causato non solo dal tempo ma anche da drastiche “puliture” con acqua e soda caustica (sic!) che furono inflitte al dipinto nell’Ottocento e che hanno cancellato gran parte delle finiture “a secco” realizzate dal maestro per ottenere effetti di verità simili a quelli delle pitture su tavola. I danni si notano soprattutto nelle colline dietro il Cristo risorto: il paesaggio risulta appiattito essendosi conservata solo la stesura di base verde, sulla quale andavano a sovrapporsi in origine i dettagli della vegetazione.
Oltre alla salvaguardia materiale dell’opera e al recupero della sua leggibilità, il restauro ha fornito nuovi dati storici. In particolare s’è chiarito che – pur essendo il dipinto realizzato su un muro interno del Palazzo della Residenza (oggi Museo Civico) – quella che vediamo oggi non era la sua collocazione originaria. Grazie a una campagna diagnostica s’è potuto chiarire che la Resurrezione venne trasportata da una parete all’altra, e che tale trasporto fu particolarmente complicato. Infatti, non si trattò di uno “strappo” nella modalità moderna, dove a essere strappato è solo il sottile strato di intonaco dipinto: qui siamo di fronte a una delle più antiche operazioni di “trasporto a massello”, ovvero del taglio di tutto il muro retrostante l’affresco e del trasporto del blocco del masso da un punto all’altro del palazzo. La collocazione originaria della Resurrezione non è nota con certezza, tuttavia s’ipotizza con buoni argomenti che l’opera possa esser stata dipinta sulla facciata esterna del Palazzo della Residenza, e più precisamente sopra l’arengario, il punto dal quale le magistrature cittadine si affacciavano per parlare al popolo. Tale punto coincide più o meno con l’attuale porta-vetrata aperta in corrispondenza del dipinto per farlo vedere anche dall’esterno. Però, quando avvenne questo “trasporto eccezionale” non è dato sapere.
Purtroppo, il restauro non ha portato risposte a un altro quesito decisivo: la datazione del dipinto. Gli studiosi l’hanno fatta oscillare fra il 1450 e il 1465. Nuove ricerche documentarie, svolte in occasione del restauro, si spingono a proporre una datazione più tarda, intorno al 1470. Ma stiamo comunque navigando nel mare incerto delle ipotesi.
Il soggetto della Resurrezione di Cristo è strettamente legato alla città di Sansepolcro, che ai tempi di Piero si chiamava Borgo San Sepolcro. Una pia leggenda vuole che la fondazione della città sia legata all’arrivo di alcune reliquie del Santo Sepolcro portate qui dalla Terra Santa dai pellegrini Arcano ed Egidio. Piero della Francesca avrebbe dunque dipinto una sorta di “stemma” della città, che Vasari considerava «dell’opere sue la migliore» e il romanziere Aldous Huxley definì: «la più bella pittura del mondo» (1924).
Fu proprio questa citazione di Huxley a salvare l’affresco durante la Seconda guerra mondiale. Il capitano alleato Anthony Clarke così ha ricordato quanto accadde nel luglio del 1944: «Mi comandarono di trovare un punto d’osservazione che dominasse Sansepolcro e presi a cannoneggiare la città. Ma non riuscivo a scorgere da nessuna parte il nemico. In fondo alla mente prese a tormentarmi un interrogativo: perché il nome di Sansepolcro lo conoscevo già? L’avevo sentito da qualche parte e doveva essere stato in relazione a qualcosa di importante. Ma non mi tornava in mente né dove, né quando. Poi, avemmo una visita. Si trattava di un ragazzo. Domandammo: “Tedeschi? Sansepolcro?” indicando la città. Lui scosse il capo e additò le colline. I tedeschi avevano abbandonato la città. Fu allora che all’improvviso mi tornò in mente perché conoscevo già il nome di Sansepolcro: “La più bella pittura del mondo!”. Qui c’era la Resurrezione di Piero della Francesca! Feci cessare immediatamente il fuoco. Il giorno dopo entrammo a Sansepolcro e domandai dove si trovava la pittura. L’edificio era intatto. Mi precipitai dentro: eccola! sana e salva, e magnifica! Talvolta mi chiedo come mi sarei sentito oggi se avessi sul serio distrutto la Resurrezione di Piero».
Marco Carminati

Un sabato di disperazione ma con la speranza della risurrezione: il Cristo morto nell’arte

31 sabato Mar 2018

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Andrea Mantegna, Annibale Carracci, Basilea, Cristo morto, Dostoevskij, Enciclica Lumen Fidei, Galleria Spada, Hans Holbein, L'Idiota, Lettera ai Corinzi, Lumen Fidei, Orazio Borgianni, Papa Francesco, Pinacoteca di Brera, Roma, San Paolo, Stoccarda

Il Sabato Santo non suonano le campane a sottolineare la disperazione per la morte del Cristo, colui che gli apostoli credevano Figlio di Dio e che invece morendo sembra abbandonarli al loro destino.
E’ una disperazione come quella che colpisce ognuno di noi quando perde una persona cara e capisce, proprio in quel momento, che non tornerà più, che non sarà più possibile parlargli, che non potrà più abbracciarlo. Per chi ha fede tuttavia c’è una grande consolazione. L’annuncio della Resurrezione appunto, ovvero che la vita non ha perso e la morte sarà sconfitta.
Ma per chi non ha fede oppure per chi come nel caso degli Apostoli aveva creduto in Cristo come Figlio di Dio e se lo vede portare via dalla morte come un uomo qualsiasi la disperazione non può avere fine. Continua a leggere →

La forza della poesia e l’arte contemporanea: una suggestione e 10 luoghi comuni

25 domenica Mar 2018

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luoghi comuni, Maurizio Cattelan, Ozymandias, Poesia, Shelley

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia (qui trovate alcune informazioni sulla sua istituzione) e, anche se non sono così convinto del valore di queste celebrazioni, vorrei condividere con voi una poesia di Percy Bisshe Shelley che mi è sempre piaciuta e che ho messo in collegamento con una scultura di arte contemporanea di Maurizio Cattelan. Ve le regalo tutte e due e vediamo se anche per voi scatta lo stesso cortocircuito che ho avuto io. Continua a leggere →

A Sabbioneta: una messa da requiem per Vespasiano Gonzaga

11 domenica Mar 2018

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Chiesa dell'Assunta, Chiesa dell'IncoronatA, Requiem solenne, Sabbioneta, Vespasiano Gonzaga

In un mondo sempre più secolarizzato e che non crede più a nulla diventa strano pensare ad una funzione religiosa, un requiem solenne per un uomo morto nel 1591 se non fosse che questo uomo era Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta, e durante la celebrazione si sia proceduto alla nuova sepoltura dei suoi resti mortali e di quelli di alcuni suoi familiari. Ma andiamo all’inizio di questa storia. Continua a leggere →

La città ideale? a misura di cittadino – conversazione sabato 20 gennaio ore 15.00

20 sabato Gen 2018

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città ideale, Giacomo Cecchin, Palmanova, Pienza, Sabbioneta, Società per il Palazzo Ducale

Il dibattito sulla città ideale nasce durante il Rinascimento italiano ed è una riflessione che vede impegnati architetti come Leon Battista Alberti, artisti come Mantegna o personaggi come il papa Pio II Piccolomini.
Ma la città ideale è davvero un posto in cui sarebbe bello vivere?
Sabato 20 gennaio alle 15.00 presso la sede della Società per il Palazzo Ducale in piazza Sordello Giacomo Cecchin racconterà vita, morte e miracoli del sogno di costruire il paradiso in terra partendo da esempi come Pienza, Palmanova o Sabbioneta per arrivare ai monasteri e alle città della modernità.

La poesia del ponte di barche

19 venerdì Gen 2018

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Poesia, Ponte di Barche, Torre d'Oglio

Un ponte di barche è leggero sul fiume,
si alza e si abbassa come un respiro
e tu passi lì sopra con eleganza,
sembra una danza,
tu che scendi e poi sali,
tu che da sponda a sponda osservi
l’onda che arriva e sciaborda…
ascolti allora il respiro del fiume.

Riflessioni in forma di poesia su un ponte di barche che ha sempre avuto per me un’aura particolare. Il retaggio di un modo di attraversare i fiumi rispettoso del momento e della stagione.
Qui alcune informazioni storiche dal sito della Provincia di Mantova.

Una curiosità: il ponte appare come anacronismo storico nel film il Mestiere delle Armi di Ermanno Olmi, quando l’esercito dei Lanzichenecchi attraversa il fiume.

S.Antonio abate: protettore degli animali e guaritore! Perchè…

17 mercoledì Gen 2018

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Antoniani, aspi­di, Fuoco di Sant'Antonio, guaritore, gugioler, leoni, leopardi, lupi, orsi, Paolo Golinelli, Protettore degli animali, Sant'Antonio abate, scorpioni, serpenti, Tentazioni, Tentazioni di Sant'Antonio, tori, zner

Sant’Antonio abate è un santo molto importante nella nostra pianura contadina tanto che ancora oggi ci tengono le celebrazioni in chiesa alla presenza degli agricoltori, si benedicono le stalle dove spesso viene appesa un’immagine di Antonio con saio, bastone e campanella circondato dagli animali domestici.
Un proverbio molto noto a Mantova dice:
“Sant’Antoni gugioler 
che al derset al vin de zner”
Ma perché Antonio abate, un eremita di origine egiziana, diventa protettore degli animali. Da dove viene il bastone a forma di TAU? Continua a leggere →

I Re Magi: il viaggio delle reliquie tra doni, spostamenti e furti

06 sabato Gen 2018

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Tag

Baldassarre, Barbarossa, Colonia, Federico Barbarossa, Furto di Reliquie, Gaspare, I Re Magi, Melchiorre, Milano, Reliquie, San Eustorgio, Trio Magorum

E’ strano che ancora oggi le reliquie siano spesso al centro di discussioni e polemiche che riguardano soprattutto la loro autenticità (e lo sanno bene i mantovani ai quali spesso si chiede se sia stato analizzato il contenuto dei Sacri Vasi) ma è ancora più strano che ci sia ancora chi rubi le reliquie anche se per motivi diversi dal passato.
Se pensiamo a due furti recenti come quello delle reliquie di San Giovanni Bosco o di Sant’Antonio da Padova l’obiettivo era quello di ottenere un riscatto in denaro.
Nel Medioevo invece il furto di reliquie avveniva soprattutto per acquisire protezione e potere, ma soprattutto anche per garantire prestigio alla città, alla cattedrale, al monastero. Continua a leggere →

Tre stanze vista Paradiso: tra Mantegna, Correggio e Parmigianino

04 giovedì Gen 2018

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Andrea Mantegna, Antonio Allegri, Bagno di Paola Gonzaga, camera degli sposi, Camera della Badessa, Camera di San Paolo, Camera Picta, Correggio, Fontanellato, Mantova, Parma, Parmigianino

Domenica prossima ci sarà ancora l’occasione per visitare gratuitamente Palazzo ducale e in particolare la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna. E’ uno dei capolavori del Rinascimento italiano ed è una fortuna che sia ancora integra viste le sciagure che hanno colpito altri affreschi mantegneschi (basti pensare al bombardamento che ha colpito la cappella Ovetari agli Eremitani di Padova o la distruzione della cappella affrescata da Mantegna nei Palazzi vaticani ad opera del papa Pio VII per far posto al suo museo archeologico).
Ma oggi vorrei invitarvi ad un itinerario in tre luoghi diversi, in tre stanze che offrono davvero una vista paradisiaca e sono in qualche modo legate tra loro e a Mantova.
Eccole:

1. La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna (Mantova)

L’occhio della volta fa entrare il cielo con le nuvole e porta lo sguardo a giocare con i putti che scherzano in bilico sul cornicione o infilando la testa nella balaustra (come fanno spesso i bambini con le ringhiere, rimanendone a volte prigionieri).
Per alcuni approfondimenti sulla Camera Picta potete leggere su questo sito:
– 5 donne da osservare nella Camera degli Sposi tra marchese, nutrici e nanette
– 5 modi diversi per guardare la Camera degli Sposi
– La fedeltà è una virtù: 5 cani da osservare nella Camera degli Sposi
– 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato

Continua a leggere →

E nel 2018 cosa si ricorderà? Spunti per far bella figura nelle conversazioni

03 mercoledì Gen 2018

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Antonio Vivaldi a Mantova, Giovanni Bono, Guido Corradi, Luigi Gonzaga il santo

All’inizio del nuovo anno parte il gioco (soprattutto in Italia) delle celebrazioni di anniversari e altre ricorrenze. Non si può dimenticare la fine della Prima Guerra Mondiale o il Sessantotto (di cui si aspetta la celebrazione da almeno 50 anni). Ma ci sono anche anniversari meno eclatanti ma molto importanti per alcuni paesi come ad esempio i 450 anni dalla nascita di San Luigi Gonzaga. Ecco un elenco sintetico e sicuramente non completo da utilizzare per far bella figura nelle conversazioni. Ad esempio: “Come? non ricordi i 950 anni dalla morte di Nerone?” cui fa seguito la risposta “Come passa il tempo…”.
Buon divertimento.

68 – Muore Nerone (9 giugno) sostituito da Galba

118 – Adriano vara un grandissimo condono fiscale

768 – Muore Pipino il Breve (24 settembre)

1118
 – Nasce Tommaso Becket (21 settembre) futuro martire e santo (29 dicembre 1170)

1168 – viene fondata Alessandria in Piemonte e nasce a Mantova il futuro beato Giovanni Bono

1268 – muore Corradino di Svevia, decapitato a Napoli l’ultimo degli Hohenstaufen

1318 – muore Guido Corradi (il papà di Luigi Gonzaga, capostipite della dinastia gonzaghesca)

1418 – Filippo Brunelleschi vince il bando di concorso per la cupola di Santa Maria del Fiore.

1518 – Tiziano dipinge l’Assunta.

1568 – il 9 marzo nasce Luigi Gonzaga, futuro gesuita e santo

1618 – scoppia la Guerra dei trent’anni

1668 – il 23 giugno nasce Giambattista Vico

1718 – il 22 novembre muore il pirata Barbanera ma soprattutto a Mantova arriva Antonio Vivaldi come musico di cappella di Filippo d’Assia Darmstadt (e probabilmente vi compone le 4 Stagioni – su suggerimento di Nicola Zanella che ringrazio)

1768 – il 19 aprile muore Canaletto mentre il 4 settembre nasce François-René de Chateaubriand

1818 – dichiarazione di indipendenza del Cile e nascita di Emily Bronte

1868 – il 13 novembre muore Gioachino Rossini

1918 – finisce la Prima Guerra Mondiale. Per l’Italia battaglia di Vittorio Veneto 24 ottobre. Fine della guerra: 4 novembre per il fronte italiano, 11 novembre per quello franco-tedesco. Nasce Nelson Mandela.

1968 – basta dire l’anno (vietato vietare). Vengono uccisi Martin Luther King e Robert Kennedy. Esce nei cinema 2001 Odissea nello spazio.

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