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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale

16 lunedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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appartamento dei nani, Clinio Cottafavi, Guida Rossa, Guida Rossa Touring, La Reggia, Nani, nani di mantova, Società per il Palazzo Ducale

Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Il primo lo trovate di seguito e vi si parla dei Nani di Mantova.
La Reggia è una interessantissima rivista che viene spedita gratuitamente ai soci della Società per il Palazzo Ducale ma che si trova anche on-line a questo indirizzo
http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/it/la-reggia.html
Buona lettura.

Per approfondire sui nani di Mantova su questo blog:
1. 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
2. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
3. Mantova 1914: la rossa, i nani e i custodi che accorciano Continua a leggere →

I cavalli mantovani correvano al Palio: da Palazzo Te a Siena per il palio della Madonna di Provenzano

02 lunedì Lug 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Contrade, Contrade alleate, Contrade rivali, Mantova, Palio, Palio di Siena, Siena

“Intorno alla concava, inclinata Piazza del Campo… corre un anello di pietra lungo poco più di trecento metri. Su questo perimetro, cinque giorni prima del Palio, una speciale miscela di tufo o sabbia, conservata e curata d’anno in anno in certe cantine dei magazzini del comune, viene sparsa e pressata per uno spessore di venti centimetri e una larghezza di sette metri e cinquanta. Si dice allora che “c’è la terra in piazza”, ossia che la febbre della gara è entrata nello stadio acuto”. Fruttero & Lucentini, Il Palio delle contrade morte, 1983

Oggi a Siena si corre il Palio e pur essendoci, a prima vista, poche similitudini tra la città toscana e Mantova si possono trovare molti punti di contatto.
Pensiamo ad esempio che i cavalli dei Gonzaga erano richiestissimi per questo tipo di gare e corsero non solo a Siena ma anche a Ferrara.
D’altra parte a Palazzo Te la sala più importante della villa è decorata con i cavalli delle scuderie gonzaghesche. Quando l’imperatore Carlo V arriva a Mantova nel 1530 fargli vedere i destrieri gonzagheschi era come mostrargli oggi le Ferrari oppure dei potentissimi strumenti di combattimento.

(informazione aggiunta alle 21.00 – Il Palio della Madonna di Provenzano è stato vinto dal Drago. Qui trovate alcune informazioni  e qui il link al video della carriera.
Potete anche leggere uno splendido articolo sul Palio scritto da Daniele Manusia e pubblicato su Internazionale – lo trovate qui)

(informazione aggiunta alle 20 di giovedì 16 agosto – Il Palio dell’Assunta è stato vinto dalla Lupa. Qui trovate alcune informazioni e qui il link al video della carriera.

Ringrazio di cuore l’amico fotografo Paolo Barni che segue appassionatamente e visceralmente il Palio per avermi consentito di pubblicare queste foto dell’ultima carriera. Secondo me sono splendide.

Il Drappellone
Il fantino del Drago
Tenerezza dopo la carriera

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Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo

30 sabato Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Camarone dei Giganti, Carlo V, Federico II Gonzaga, Giorgio Vasari, Jovanotti, L'ombelico del Mondo, Lorenzo Cherubini Jovanotti, Palazzo del T, Palazzo Te, Sala dei Giganti, Sei in un Paese meraviglioso, Sky Arte, Un luogo dove andare a cena per ispasso

Anche in passato si sentiva il bisogno di ricaricare le batterie: ecco Palazzo Te è un luogo di svago. Se fossimo a Ferrara diremmo che è una “delizia” come ad esempio Schifanoia che già nel nome racconta il suo scopo. Invece siamo a Mantova dove il marchese e poi duca Federico II commissiona a Giulio Romano la costruzione di una villa fuori città “dove andare a cena per ispasso” scriverà Vasari.
E’ un palazzo dei lucidi inganni e già il nome ne racconta uno: il Te non è quello che bevono gli inglesi alle 5 del pomeriggio ma un riferimento al luogo dove sorge il palazzo. Ci sono solo delle ipotesi e nessuna certezza: la prima dice che l’isola su cui sorgeva il Palazzo all’interno del quarto lago di Mantova (che non esiste più) si chiamava Tejeto, luogo di Tigli che ci sono tuttora. In dialetto si accorciano le parole e da Tejeto si arriva a Te. Ma l’ipotesi più accreditata è che il nome venga da due strade che si incontravano al centro dell’isola formando la lettera T. Vasari chiama infatti il palazzo il palazzo del T. Continua a leggere →

A Sabbioneta, tante comparse e un solo protagonista: Vespasiano Gonzaga

29 venerdì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Gonzaga, Itinerari, Storia Locale

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Corridor Grande, duca Vespasiano Gonzaga, Patrimonio Unesco, Sabbioneta, Sky Arte, Teatro all'antica, Unesco, Vespasiano Gonzaga, Vincenzo Scamozzi

La storia di Sabbioneta non può essere raccontata senza citare il suo fondatore Vespasiano Gonzaga. Perché senza di lui non esisterebbe questa città ideale nel mezzo della pianura padana, circondata dalle mura e ancora bloccata all’epoca in cui fu costruita. Una delle cose più particolari di Sabbioneta è che è raro vedere persone camminare per le vie e questo rende la città metafisica e il set perfetto per le produzioni cinematografiche: qui hanno girato i Medici televisivi, qui i Promessi sposi di Salvatore Nocita, qui la Strategia del Ragno Bernardo Bertolucci.

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L’archistar e il tagliapietre: Leon Battista Alberti e Luca Fancelli tra Sant’Andrea e San Sebastiano

28 giovedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Leon Battista Alberti, Luca Fancelli, Ludovico II Gonzaga, s.Andrea, San Sebastiano

Quando Leon Battista Alberti arriva a Mantova è già molto conosciuto: oggi lo definiremmo un dilettante di genio perché Alberti scrive un po’ di tutto dalla famiglia alla pittura e si diletta di architettura.

A Mantova arriva nel 1459 come abbreviatore, oggi diremmo scrittore professionale, per il Papa Pio II Piccolomini. Qui costruirà due chiese che sono dei capolavori. In realtà l’Alberti le disegna mentre sarà Luca Fancelli, un tagliapietre fiorentino al servizio dei Gonzaga, a costruirle.

La chiesa di San Sebastiano: chiesa, moschea o sinagoga?

La prima è il San Sebastiano che il marchese Ludovico II Gonzaga (quello del Mantegna e della Camera degli Sposi) gli commissiona in una zona vicina alle mura della città, verso l’isola dove si costruirà palazzo Te. E’ una chiesa nuova ma antica o nuova proprio perché antica e strana. Alberti infatti usa la pianta centrale, tipica di molti edifici dell’antichità, e inizia a sperimentare l’uso di strutture antiche ma rielaborate in senso moderno. La stessa cosa che farà quando progetterà la Basilica di S.Andrea. E’ strana invece perché si fa fatica a riconoscerla come un edificio sacro. Il Cardinale Francesco Gonzaga, sempre quello della Camera degli Sposi, scriverà al padre Ludovico che non si capisce se sia una chiesa, una moschea o una sinagoga. La chiesa viene modificata agli inizi del secolo scorso e trasformata in Famedio, tempio dedicato ai caduti.

Basilica di Sant’Andrea: concattedrale di Mantova

E’ Sant’Andrea tuttavia che consacrerà per sempre il genio di Leon Battista Alberti. Il marchese Ludovico II Gonzaga vuole rinnovare la chiesa dove sono conservati i Sacri Vasi che contengono il Sangue di Cristo, la reliquia più preziosa della cristianità. Chiede allora progetti agli architetti più importanti e alla fine si presentano in due: Antonio di Manetti Ciaccheri e Leon Battista Alberti che alla fine vincerà. Abbiamo il testo della lettera che scrive al marchese per sponsorizzare il suo progetto dove sottolinea che lo farà “più capace, più eterno, più degno, più lieto”. La prima pietra di Sant’Andrea viene posata nel 1472 quando Alberti è già morto da due anni e la fabbrica andrà avanti per secoli chiudendosi con il “cupolone” barocco progettato da Filippo Juvarra che con i suoi quasi 90 metri d’altezza è il punto più alto della città. La facciata della Basilica propone la ripresa dell’arco trionfale romano con il timpano del tempio greco. Rimane il campanile gotico. La pianta è a croce latina e al suo interno oltre alla reliquia dei Sacri Vasi, riposa Andrea Mantegna qui sepolto nel 1506.

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Avventure di un occhio: un libro che racconta le attribuzioni in storia dell’arte

26 martedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Ajaccio, Berenson, Cristo del Bronzino, Longhi, Museo Fesch, Philippe Costamagna, Zeri

A chi non piacerebbe scoprire in soffitta un quadro sconosciuto che si rivela essere un Caravaggio (un caso di questo tipo lo potete leggere qui)? Chi non ha sognato almeno una volta di acquistare ad un mercatino una tela che, ripulita e fatta vedere ad uno storico dell’arte, si riveli un Renoir (ecco come può succedere nella vita reale)?
Ebbene in entrambi questi casi di regola entra in gioco uno storico dell’arte che si occupa di attribuzioni come Philippe Costamagna: lo possiamo chiamare un occhio di talento.
E’ un gran bel libro “Avventure di un occhio” quello scritto da questo studioso francese, oggi direttore del Museo Fesch di Ajaccio, che racconta la sua vita di attribuzioni e prova a spiegare a chi non si è mai occupato di attribuzioni come funziona questo particolare settore del mondo dell’arte, a metà tra mercato e storia, tra collezionisti e musei, tra possibilità di sbagliare e la gloria. Continua a leggere →

Clinio Cottafavi: chi era costui? Note a margine di un episodio di vandalismo urbano

25 lunedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Clinio Cottafavi, Palazzo Ducale, piazza pallone, Società per il Palazzo Ducale

E’ una notizia minore, di quelle che finiscono a pagina 14 sulla Gazzetta di Mantova, in basso a sinistra, in una posizione poco evidente.
Il titolo dice “Statua abbattuta in Piazza Pallone” e solo chi leggesse il testo capirebbe a chi appartiene il busto in questione.
Si tratta di Clinio Cottafavi, un nome d’altri tempi, intendente di finanza e direttore onorario del Palazzo Ducale agli inizi del 1900 ma soprattutto uno dei protagonisti del recupero del complesso museale insieme all’architetto Achille Patricolo.
E’ grazie a uomini come lui che a Mantova oggi possiamo ancora renderci conto del fasto della corte gonzaghesca, passeggiando tra le immense sale e i grandi cortili. Continua a leggere →

Le particolarità di Palazzo Ducale su MCG di giugno-luglio: torna Mantovagando

06 mercoledì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Palazzo Ducale

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Affreschi Pisanello, Appartamento degli Arazzi, appartamento dei nani, Arazzi raffaelleschi, Galleria degli Specchi, Giardini Pensili, Giochi ottici

Torna Mantovagando su MCG di giugno-luglio.
Qui potete leggere l’intera rivista mentre a lato trovate la pagina e di seguito i testi dell’articolo.

Forse più di mille stanze e almeno 35.000 metri quadrati di superficie: bastano questi numeri a rendere il Palazzo ducale unico nel suo genere. I visitatori infatti sono disorientati davanti a queste dimensioni e spesso li si trova a vagare per il labirintico palazzo in cerca dell’uscita. Questo succedeva ancora più spesso prima del terremoto quando il complesso museale prevedeva un percorso lunghissimo e si arrivava alla Camera degli Sposi per un percorso interno (e non come oggi passando da Piazza Castello). Eccovi allora una microguida in 5 punti alle stranezze di Palazzo ducale tra arazzi, giardini pensili e i soliti nani. Continua a leggere →

Giardini di Cultura2018: Passeggiando tra i giardini a caccia di statue. Storie di piante, pietre e monumenti

04 lunedì Giu 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Itinerari

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A caccia di statue, Giardini di cultura, Giardini di cultura 2018

Quest’anno parteciperò all’iniziativa Giardini di Cultura 2018 grazie alla disponibilità di Casa Andreasi con una passeggiata tra i giardini a caccia di statue.
Vi aspettiamo quindi Venerdì 15 giugno 2018 alle ore 17.00 nel giardino di Casa Andreasi per partire con un itinerario inconsueto e un po’ disordinato.
La partecipazione è libera e la durata di circa 2 ore.
Vi aspettiamo.

Honesto ocio: la lezione di Palazzo Te per la festa del 1° maggio

01 martedì Mag 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Tag

Amore e Psiche, CEO, Federico II Gonzaga, honesto ocio, ispasso, Palazzo Te, Un luogo dove andare a cena per ispasso

Gli antichi insegnano e per festeggiare egregiamente la festa del 1° maggio basterebbe andare a pranzo a Palazzo Te, nella camera di Amore e Psiche, dove mangiarono il marchese Federico II Gonzaga e l’imperatore Carlo V nel 1530.
Nella scritta dedicatoria che gira intorno alla sala sta scritto (in una sintesi che andrebbe bene per le informazioni essenziali su linkedin)
Federicus Gonzaga II Mar. V.S.R.E. et Reip. Flor. capitaneus generalis Honesto ocio post labores ad reparandam virt quieti construi mandavit
che tradotto significa
Federico II Gonzaga, quinto marchese, Capitano Generale della Santa Romana Chiesa e della Repubblica Fiorentina, per il suo onesto ozio dopo le fatiche, fece costruire allo scopo di ristorare le energie per la vita di pace.
C’è tutto ma quello che ci interessa nella Festa del lavoro è quel HONESTO OCIO.
Si tratta di un ozio diverso da quello che siamo abituati a considerare come il “padre dei vizi”.
E’ un ozio creativo dove ognuno mette a frutto le proprie passioni e riflette, pensa e riposa per “ricaricare le batterie” (in latino “ad reparandam virtutem). E’ quell’ozio che a Ferrara si esercitava nella palazzina di Schifanoia, ovvero per schifare o schivare la noia.
Un augurio quindi a tutti perché possano dedicare il 1° maggio a quello che gli sta più a cuore in un “honesto ocio” che consenta di ricaricare le batterie ma soprattutto di schivare la noia.
Buon 1° maggio.1

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