Giancarlo Businelli: un pittore tra acqua e pianura

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Barcaiolo sul Mincio 2013, olio su tela, cm 65x55
Barcaiolo sul Mincio
2013, olio su tela, cm 65×55

Giancarlo Businelli è un vero pittore ed è un amico sincero. Oggi pubblico questa mia recensione che è contenuta all’interno del catalogo edito da Sartori editore. Il quadro qui a fianco è esposto nella mostra Mantova in Arte 2015. 1° regestro artistico mantovano” alla Casa Museo Sartori di Via XX Settembre, 11/13/15 a Castel d’Ario, è visitabile il sabato dalle 15,30 alle 19,30 e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19.00.
Giancarlo Businelli: un pittore tra acqua e pianura
Giancarlo Businelli nasce il 3 aprile 1940 a Borgoforte (Mn). È pittore, risiede e lavora a Mantova.
Il suo sito è www.businelli.it

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Mantova 2016: capitale italiana della cultura. E Mantova 1516?

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Mantova ha vinto il titolo di capitale italiana della cultura 2016. Dopo essere stata esclusa dalla corsa per la capitale europea della cultura (esclusa già alla prima selezione ed era il 15 novembre 2014, vinse poi Matera) oggi possiamo invece festeggiare. Ma a mio parere non dobbiamo vedere questo titolo come un riconoscimento di qualcosa ma come un invito a tornare ad essere quello che la città era nel suo passato: una vera piccola capitale. Se torniamo indietro al 1516 cos’era Mantova allora?

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Shakespeare colpisce ancora!

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E’ proprio così. Il grande drammaturgo non finisce di stupire e seppur ridotto, sintetizzato, in pillole riesce ancora a coinvolgere il pubblico.
In particolare la storia di Enrico V colpisce per la sua attualità e per come ancora oggi sa parlare al cuore degli uomini. Riportiamo di seguito l’articolo uscito sulla Gazzetta di Mantova di lunedì 26 ottobre 2015 in merito alla rievocazione della battaglia di Agincourt e il programma di sala distribuito per l’occasione in formato sfogliabile.

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Domani accadde: la battaglia di Agincourt dove Enrico V asfaltò i francesi

Questione di leadership

Non capita tutti gli anni di poter celebrare i 600 anni dalla battaglia di Agincourt. Forse per noi italiani significa poco e per noi mantovani un avvenimento accaduto all’epoca di Gianfrancesco Gonzaga, capitano del popolo e non ancora marchese.
Eppure per chiunque abbia letto l’Enrico V di Shakespeare si tratta di una storia che non può lasciare indifferenti. Un giovane re che si pone un obiettivo ambizioso e lo realizza nonostante tutto e tutti.

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Un Albergo reale per Mantova: tra Dickens, l’imperatore d’Austria e un passaggio segreto

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La facciata dell'Albergo Reale

Questo è un post sperimentale.
E’ la pubblicazione ora per ora degli articoli che hanno accompagnato la giornata FAI d’autunno con l’apertura di Palazzo Barbetta.
Io ero volontario FAI e questa è la storia di quella giornata. Andiamo a incominciare…

Domenica 18 ottobre 2015, Mantova, Esterno giorno.

Oggi si tiene la FAI Marathon 2015 e io sarò impegnato come “concierge” per un giorno a Palazzo Barbetta che una volta era l’Albergo Reale di Mantova. Qui di seguito pubblico in sequenza i post che oggi saranno pubblicati sulla pagina Facebook di Fai Giovani Mantova. Se siete a Mantova oggi fate un salto e in caso contrario godetevi la lettura e naturalmente venite in un’altra occasione.

Iniziamo con quello delle 9.11 …

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I Gonzaga al potere: quattro secoli tra manager, condottieri e capitani di ventura

Cacciata dei Bonacolsi

Spesso ci si chiede da dove escono i Gonzaga e soprattutto da dove prendevano i fondi che gli consentirono di governare Mantova dal 1328 al 1707, di trasformare la città in una piccola capitale e di raccogliere alcuni tra gli artisti più importanti e alcuni tra i più grandi capolavori della storia dell’arte.
Ebbene i Gonzaga venivano proprio da Gonzaga, il paese nella bassa padana, si chiamavano Corradi ed erano contadini arricchiti ma con grandi ambizioni in un periodo in cui bastava un po’ di scaltrezza e pochi scrupoli per conquistare il potere (ma oggi i tempi sono davvero cambiati?).

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Una piazza San Pietro a Mantova? Il Vescovo, Sordello e Microsoft word

Piazza San Pietro

La toponomastica racconta meglio di tanti libri la storia dei luoghi perchè cambia in relazione ai periodi storici, ai personaggi più alla moda o alla voglia di cancellare il passato e aprire una nuova fase. E’ il caso di Piazza Sordello a Mantova che in origine si chiamava Piazza grande di San Pietro e solo nel 1867 assunse la denominazione attuale. Proviamo a fare un po’ di ordine e a spiegare il perchè del cambiamento ma soprattutto cosa c’entrano il Vescovo e Microsoft word.

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Uccidere una città? Quando la storia presenta il conto.

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Mantova assediata dagli imperiali

Vi siete mai chiesti se sia possibile uccidere una città? In alcuni casi questo è successo ma c’è stata anche una rinascita: pensiamo a Milano dopo la sua distruzione da parte dell’imperatore Federico Barbarossa nel 1162 oppure a Roma dopo il sacco del 1527 da parte dei Lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V. A volte invece le città non si risvegliano più, anzi si addormentano in attesa di qualcosa che le possa risollevare. Questo è il caso di Mantova (1630), Ferrara (1597), Urbino (1625) e Piacenza (1547).

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Il Milanese, il Mantovano e lo Tsunami gentile

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La rotta del ponte dei Mulin

A volte le storie vere sono più strane di quelle inventate. Ciò che accadde durante la disputa tra Gian Galeazzo di Visconti, duca di Milano, e Francesco I Gonzaga, capitano del popolo a Mantova è proprio una di queste. Siamo alla fine del 1300 e per motivazioni diplomatiche e di strategia il Milanese (il Visconti) vuole spodestare il Mantovano (Francesco I Gonzaga).

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Il Rio che non ti aspetti – sabato 5 settembre 2015 presso le Pescherie

Il Rio prima della tombatura

Il Rio è per i mantovani una parentesi che appare e scompare tra le case del centro eppure si tratta di un luogo ricco di storia e di storie. Giacomo Cecchin ne parlerà ad una cena con pesce di fiume organizzata da Slow Food, Non Capovolgere e Amici di Palazzo Te sotto il loggiato delle Pescherie a Mantova.

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