Alzare gli occhi a Mantova per meravigliarsi (QUASI) a ogni passo

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Un particolare della gabbia appesa alla Torre della Gabbia a Mantova.

Quando si cammina per Mantova bisognerebbe abituarsi a guardare in alto perché la città è ricca di particolari da scoprire.

Nella cinquina numero 18 del libro Mantova, 5 cose che so di lei, troviamo un po’ di spunti da applicare durante la prossima passeggiata in città.

Alcuni di questi particolari riguardano proprio le prigioni e le torture medievali.

Ve ne regaliamo due: la gabbia che troviamo a una trentina di metri d’altezza sulla facciata dell’omonima torre e gli anelli di ferro cui venivano appesi i condannati per la tortura dei cosiddetti tratti di corda. Li troviamo ancora oggi appesi sotto l’arcone dell’Arengario.

Alzare gli occhi è uno dei modi più semplici per meravigliarsi in una città come Mantova.

Per approfondire:
La libertà della Torre della Gabbia: un documentario apre il Mantova Film Fest 2018
5 particolari da osservare a Mantova passeggiando con il naso all’insù
5 torri tra sale, zucchero e gabbie
5 carceri storiche a Mantova tra Gonzaga, Austriaci e conventi
Il supplizio della Gabbia Sospesa su wikipedia

Matilde, la Gran Contessa tra Mantova e Canossa

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La facciata della basilica dell'Abbazia di San Benedetto in Polirone, dove fu sepolta Matilde di Canossa

Lo sapevate che Matilde di Canossa è nata a Mantova?
E che i mantovani odiavano i Canossa tanto che preferirono l’imperatore alla Gran Contessa?

Nella cinquina numero 17 del libro Mantova, 5 cose che so di lei proponiamo un percorso a tappe sulle tracce di Matilde di Canossa: dall’affresco che probabilmente la ritrae a due anni in sant’Andrea mentre assiste alla scoperta della reliquia dei Sacri Vasi, alla Rotonda di San Lorenzo fino all’abbazia del Polirone.

Una curiosità che vi regaliamo è che la Gran Contessa ha viaggiato così tanto in vita che il suo corpo lo fece anche dopo la sepoltura. Infatti prima di arrivare nella Basilica di San Pietro a Roma Matilde fu sepolta al Polirone nella cappella di Santa Maria prima e davanti alla sagrestia poi, quindi fu traslata a Castel Sant’Angelo fino a quando non fu pronto il monumento funebre creato per lei da Bernini.

Mantova ha poche tracce del periodo canossiano ma Matilde è uno dei personaggi più interessanti da seguire tra la città e la provincia.

Per approfondire:
Una birra per Matilde di Canossa – il nuovo frammento di Mantova Segreta
Giacomo Cecchin vi porta Sulle tracce di Matilde di Canossa tra città e provincia con Mantova Segreta
5 date da ricordare nella storia della Rotonda di San Lorenzo
Matilde di Canossa su Wikipedia

Farmacisti mantovani, reali e immaginari, tra Romeo Montecchi e Vincenzo Gonzaga

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Il Giardino dei semplici con il campanile della Basilica di Santa Barbara a fare da sfondo e una delle torri della Domus Nova

Il farmacista più famoso della storia di Mantova è quello che vende il veleno a Romeo.

All’epoca i farmacisti si chiamavano speziali ed erano un mix tra erboristi, alchimisti e rabdomanti.

Nella cinquina numero 16 del libro <<Mantova, 5 cose che so di lei>> raccontiamo di veleni e di farmacisti, di giardini e di alchimisti e di rimedi contro la mancanza di reattività nelle questioni amorose.

Vi sveliamo il nome del farmacista che partirà per l’America alla ricerca dell’unguento miracoloso richiesto da duca Vincenzo I per recuperare la virilità affaticata: Evangelista Marcobruno. Non so se tra i farmacisti attuali ci siano ancora dei suoi discendenti ma so che purtroppo non fu in grado di testare l’efficacia della pomata: al suo rientro il duca era già morto.

Un’ultima curiosità: a Mantova di veleno doveva girarne parecchio e forse gli speziali mantovani erano tra i migliori d’Italia per questo particolare tipo di medicina, adatta ad eliminare i nemici più insidiosi…

Per approfondire:
Mantova e Verona, Romeo e Giulietta e il farmacista che non segue la ricetta
Vincenzo Gonzaga, un duca da leggenda tra donne, arte e guerra
5 passi sulle tracce di Matilde di Canossa a Mantova
Il farmacista Evangelista Marcobruno su Wikipedia

Passeggiando in bicicletta…in discesa a Mantova

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Via Corridoni a Mantova illuminata dalle luci di Natale

Lo sapevate che anche a Mantova ci sono discese a rotta di collo?
E che spesso queste vie sono le uniche che i mantovani non imboccano in senso vietato in bicicletta per evitare la salita?

Nella cinquina numero 15 del libro Mantova, 5 cose che so di lei, vi invitiamo ad inforcare la bici e a provare l’ebbrezza di pedalare con il vento che ti scompiglia i capelli.

Mantova è una delle città più piatte d’Italia, eppure il centro è tutto un su è giù e anche se i turisti sorridono quando gli si parla delle discese a rotta di collo basta provare ad aumentare il passo quando li si porta in giro per la città. Alla fine del percorso il fiatone arriva: volete provare? Basta andare di buon passo da Piazza Arche a Piazza Paradiso passando per via Teatro Vecchio e via Scuderie Reali.

Cosa aspettate allora ad attraversare Mantova in bicicletta come se partecipaste ad una delle tappe di montagna del Giro d’Italia?

Vi sveliamo che il Gran Premio della Montagna lo trovate tra Piazza Virgiliana e Piazza Sordello percorrendo via Cairoli.

Per approfondire:
5 discese a rotta di collo a Mantova da provare almeno una volta in bicicletta
5 salite mozzafiato a Mantova tra giardini, piazze e ponti
Le altezze di Mantova

Quando a Mantova alzare gli occhi regala sorprese

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La facciata dipinta della cosiddetta casa del Cappellaio. Secondo alcuni studiosi legata alla mano o alla bottega di Andrea Mantegna.

E’ un vero peccato camminare per Mantova immersi nei nostri pensieri senza mai regalarsi una pausa.
Ci sono infatti alcune vie e vicoli del centro storico dove basta alzare gli occhi per meravigliarsi.

Nella cinquina numero 14 del libro Mantova, 5 cose che so di lei, potrete scoprire alcuni vicoli o vie di Mantova da percorrere guardando all’insù e la prossima volta che passerete per il centro non potrete più evitarli.

Una di quelle che mi piace di più è via Goito, da imboccare mettendosi alle spalle la Camera di Commercio. Provate a guardare in fondo alla via e, mano a mano che vi avvicinate, vi accorgerete che la facciata della cosiddetta Casa del Cappellaio prende vita.

Non perdete l’occasione di percorre la via quando il sole accende sull’affresco quello che resta dell’azzurro che Mantegna ha voluto per decorare le storie di Alessandro Magno, un colore terso che si vede in pianura solo dopo la pioggia.

Mantova un tempo era multicolore e le facciate raccontavano delle storie: difficile crederlo oggi in un mondo uniforme, fatto di muri color caffèlatte.

E’ anche da questi particolari che si giudica una città: servono a spegnere l’abitudine e ad accendere la capacità di osservare e di meravigliarsi.

Per approfondire:
Giacomo Cecchin e il profilo di una Mantova Segreta immersa nella nebbia
5 vicoli a Mantova dove alzare gli occhi è una sorpresa
Santa Lucia tra Lotto e Caravaggio e una notte magica per sospensione e attesa
Le facciate dipinte a Mantova in un articolo di Gazzetta di Mantova

Palazzo Ducale: per capire quanto è grande meglio girarci intorno

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Il retro del Castello di San Giorgio visto dall'emiciclo di piazza Castello.

Per il giorno di Santa Lucia fatevi il regalo di una passeggiata a Palazzo Ducale!

Quanto è grande Palazzo Ducale? Quasi 9 campi da calcio messi gli uni a fianco degli altri.

Eppure oggi vi diciamo che per visitarlo anche girandoci attorno!

Nella cinquina numero 13 del libro Mantova, 5 cose che so di lei (Esce il libro su Mantova di Giacomo Cecchin) vi invitiamo ad entrare a Palazzo Ducale per vederlo da fuori e senza dover prenotare.

I cortili del palazzo dei Gonzaga, che un tempo erano riservati solo alla corte e ai suoi ospiti, oggi sono invece piazze e giardini pubblici. Quindi è possibile fare un itinerario lungo tutto il perimetro esterno del Palazzo Ducale per rendersi conto delle sue dimensioni e soprattutto cogliere tanti particolari davvero unici e speciali.

Ad esempio scoprirete che le finestre della grotta e dello studiolo di Isabella d’Este si affacciano su Piazza Pallone e che l’appartamento dei Nani si trova proprio sopra il voltone che collega piazza Paradiso a Piazza Santa Barbara.

Un percorso perfetto da fare all’aurora o al crepuscolo!

Per approfondire:
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la quarta puntata di Mantova Segreta
Camere con vista: cosa si vede dalle finestre del Palazzo Ducale su La Reggia 2/2020
Il Palazzo ducale di Mantova: più di 500 stanze ma una sola Camera (picta)
Il sito ufficiale di Palazzo Ducale

Palazzo Te: le curiosità partono dal nome e arrivano ad una grotta

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La facciata posteriore di Palazzo Te, che si affaccia sul ponte che divide le peschiere e cela gli affreschi che nella loggia raccontano le storie del re Davide.

Perché Palazzo Te si chiama così?
Perché c’è una grotta?
Perché l’unica acqua rimasta è quella delle peschiere dove nuotano due storioni?

Nella cinquina numero 12 del libro Mantova, 5 cose che so di lei vi svelo alcune curiosità sul palazzo voluto dal marchese Federico II e realizzato da Giulio Romano in soli 10 anni tra il 1525 e il 1535.

Eccovene una per avere almeno un’anticipazione:
per l’origine del nome Te abbiamo solo ipotesi e una delle più accreditate è quella che ci fossero due strade che si incrociavano al centro dell’isola dove sorgeva il palazzo per formare una T.

Quindi isola del T, palazzo del T e alla fine, con la nostra abitudine ad aprire le vocali, Palazzo Te.

Certo che se una delle maggiori curiosità la trovate già nel nome del palazzo, chissà cosa scoprirete entrandoci.

Per approfondire:
Il lato B del Rinascimento ovvero 5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te
Un luogo dove andare per ispasso: Palazzo Te e l’ombelico del mondo
Honesto ocio: la lezione di Palazzo Te per la festa del 1° maggio
Il sito ufficiale del Palazzo Te

Sant’Anselmo, patrono di Mantova che non viene da Aosta ed era vescovo ma di Lucca

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Il patrono di Mantova è Sant’Anselmo vescovo ma forse non tutti sanno che:
– non fu mai vescovo di Mantova;
– è conosciuto come Anselmo da Baggio o di Lucca
– era un monaco benedettino.

Ecco allora che è fondamentale una cinquina come la numero 10 che svela alcune curiosità che rendono Anselmo un patrono davvero speciale.

D’altra parte uno degli obiettivi del libro Mantova, 5 cose che so di lei è proprio quello di darvi alcune informazioni in pillole sulla storia della città e dei suoi protagonisti e Sant’Anselmo fu davvero un uomo importante rivestendo anche il ruolo di consigliere di Matilde di Canossa.

Una curiosità per gli amanti delle reliquie: il corpo incorrotto di Sant’Anselmo viene offerto alla venerazione dei fedeli il 18 marzo, festa del patrono di Mantova. Però forse non tutti sanno che in Duomo sono conservati altri 7 corpi incorrotti di Beati mantovani che vengono mostrati ai fedeli nel giorno di Ognissanti.

A questo punto non vi resta che attendere il 18 marzo o il 1° novembre e andare in cattedrale a verificare se quello che vi ho raccontato corrisponde a verità.

Per approfondire:
Ognissanti: 10 storie da non perdere
Giacomo Cecchin racconta i santi, mantovani e non, a Mantova Segreta
Ognissanti: in Duomo si apron le tombe

Arazzi veri e finti arazzi: tra Raffaello e Felice Campi

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l'Arazzo della Pesca Miracolosa, uno dei nove esposti a Palazzo Ducale a Mantova

Gli arazzi del Palazzo Ducale di Mantova sono tra i capolavori più preziosi del museo eppure…
molti li oltrepassano senza apprezzarli davvero.

Ecco allora nella cinquina numero 10 alcune curiosità da scoprire: sono stati realizzati in Fiandra; sono quasi uguali a quelli della Cappella Sistina; li si vede nel film Don Camillo che ha visto protagonista Terence Hill ed è stato girato tra Pomponesco e Mantova.

Trovate tutte queste curiosità sugli arazzi di Palazzo Ducale nel libro Mantova, 5 cose che so di lei.

Un’altra curiosità: l’appartamento degli Arazzi è composto da quattro stanze per un totale di 16 pareti e gli arazzi sono solo 9. Ebbene la serie è stata completata con 7 finti arazzi. Si tratta di tele dipinte nel XVIII secolo dal pittore Felice Campi a simulare l’intreccio di fili degli originali.

In tutti gli arazzi “veri” si raccontano le storie di Pietro e Paolo, una sorta di manifesto di politica religiosa voluto da Leone X, il papa che li ha commissionati a Raffaello Sanzio e che fu ideatore del crowdfunding più fallimentare della storia del marketing: la vendita delle indulgenze.

Per approfondire:
Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino
5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
Le particolarità di Palazzo Ducale su MCG di giugno-luglio: torna Mantovagando
Gli Arazzi di Raffaello in Vaticano: l’esposizione alla Cappella Sistina

Quando a Mantova c’erano cavalieri e draghi ma mancavano le principesse

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Il Palazzo della Ragione in piazza Erbe a Mantova. Qui si trovano degli affreschi che rappresentano dei crociati, i cavalieri che andavano pellegrini in Terra Santa per liberare il Santo Sepolcro.

Lo sapevate che a Mantova c’è il Santo Graal?
E che i Gonzaga avevano un ordine cavalleresco i cui membri si riunivano in Sant’Andrea?

Nella cinquina numero 9 vi sveliamo dove si trovano, a Mantova, le armature più antiche del mondo, che altro non sono che dei DPI medievali, dei dispositivi di protezione individuale che proteggevano i cavalieri durante le battaglie e i tornei.

Scoprite questa e tante altre curiosità su Mantova e i Cavalieri nel libro Mantova, 5 cose che so di lei.

Ma se non avete tempo di uscire per andare in libreria vi regaliamo un’anticipazione: le armature le trovate al Museo Diocesano in Piazza Virgiliana.

Per approfondire:
L’arme e i cavallier a Mantova Segreta: Giacomo Cecchin sulle tracce dei cavalieri, del Graal e di Ludovico Ariosto
5 luoghi cavallereschi a Mantova e dintorni tra cavalieri, reliquie e armature
Le Crociate sull’Enciclopedia Treccani
Santo Graal a Mantova