Dov’era il quartiere ebraico a Mantova? Lo sapevate che uno dei portoni del Ghetto era proprio di fianco alla Rotonda di San Lorenzo? Quali edifici troviamo oggi dove c’era il quartiere riservato agli ebrei?
Il Ghetto ebraico era il centro finanziario di Mantova e ancora oggi vi troviamo alcuni edifici che hanno come punto in comune il denaro e l’economia: dalla Camera di Commercio alla Banca d’Italia.
👉Scoprite altre 4 curiosità sulla “city” mantovana nella cinquina n. 8 del libro Mantova, 5 cose che so di lei. Dall’8 di dicembre a Natale vi terremo compagnia con spunti e curiosità dal libro “Mantova, 5 cose che so di lei”
E’ da quattro anni (questo il quinto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).
L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.
Nell’edizione 2021 è stato deciso di far riferimento allo SCORRERE LENTO. Ecco cosa trovate scritto nel sito di FUMANA: “L’idea è raccontarlo con un evento collettivo, dalle forte connotazioni personali. Come? Dimenticando i luoghi comuni, sostituendoli con gli oggetti in comune”.
Questo è il mio evento in programma
Caminàda par infumanaras – domenica 5 dicembre ore 10.00
Piazza Pallone- questo cortile di Palazzo Ducale nelle notti nebbiose acquisisce un’ulteriore aura spettrale. Gli alberi con i rami che creano giochi di luce tra i lampioni e i busti che appaiono come sentinelle nel buio.
Ma a rendere unica l’esperienza è la tradizione che vuole che lo spettro di Agnese Visconti e del suo amante, giustiziati in questa piazza, tornino ogni tanto sul luogo del delitto.
Palazzo Te – Quando c’è la nebbia si rinnova la sensazione di un luogo magico con il palazzo, un tempo circondato dalle acque, che appare come per magia e a volte scompare quasi per il volere di un dio capriccioso.
Piazza Alberti – quando c’è la nebbia non perdetevi l’esperienza di entrare in piazza Alberti dal passaggio segreto che la unisce alla facciata di Sant’Andrea. Da quel lato le colonne ancora in piedi del chiostro del monastero benedettino demolito dai Gonzaga danno l’idea di poter fare un viaggio nel tempo.
Piazza Virgiliana- con la nebbia piazza Virgiliana sembra uno di quei giardini del nord Europa (Parigi? Bruxelles? Londra?) dove non vedresti male i tre moschettieri o Cyrano, qualche duello o Sherlock Holmes e John Watson alla ricerca di un indizio.
Lungo Rio- in quale altra città al mondo capita di vedere un campanile che si è perso una chiesa? A Mantova sul Lungorio. La torre di San Domenico la potremmo definire «un campanile distratto» e ricorda la presenza di uno dei conventi più grandi della città, demolito per esigenze di traffico all’inizio del novecento.
Locandina dell’evento inserito nella manifestazione MANTOVA MEDIEVALE
Torno a raccontare del libro “Mantova, 5 cose che so di lei” con Nicola Sometti.
Sarà una presentazione dal taglio medievale e proveremo a darvi spunti e stimoli per riscoprire la Mantova che vide passare personaggi come Matilde di Canossa, Dante (?), Petrarca e tanti altri ancora.
Al termine della presentazione sarà possibile acquistare il libro e farselo dedicare.
Nel 2021 ricorrono i 200 anni dalla morte di Napoleone e per Ferragosto voglio regalarvi una storia divertente sull’imperatore. La Rivoluzione francese aveva abolito la religione cattolica come religione dello stato. I rivoluzionari si erano accaniti contro il culto dei santi disperdendo reliquie e decapitando statue.
Napoleone era un “figlio” della rivoluzione e aveva mantenuto un approccio laico allo stato. Tuttavia quando prese il potere ritenne utile gestire i rapporti con la chiesa cattolica firmando un concordato che ristabiliva molte feste dei santi.
La scoperta di San Napoleone Ecco allora che ci si accorse che all’imperatore mancava un santo epònimo e con il suo nome. Ci si diede da fare quindi per recuperarne uno che fosse adatto allo scopo. A Roma si scoprì un santo martire chiamato Neopolis, compagno di s. Saturnino. I due compagni furono martirizzati il 2 maggio 304 sotto l’imperatore Diocleziano.
La festa di San Napoleone: 15 agosto Ecco dunque recuperato San Napoleone che si decise di festeggiare il 15 agosto, compleanno dell’imperatore. Il culto fu autorizzato e celebrato per la prima volta il 15 agosto del 1806, ponendo in secondo piano la festa dell’Assunta. Ecco da dove viene il titolo, volutamente ironico, che racconta di come Napoleone licenziò l’Assunta. La festa di San Napoleone fu eliminata con decreto di Luigi XVIII il 16 luglio del 1814, dopo l’abdicazione dell’imperatore e il suo esilio all’Isola d’Elba.
Una curiosità mantovana – la chiesa di San Napoleone A Mantova fu la chiesa di San Maurizio ad essere scelta per diventare la sede del culto dedicato a San Napoleone. Invito i più curiosi a recarsi davanti alla facciata di San Maurizio dove in alto sopra il portale, nella lapide nera dedicatoria, si intravede ancora inciso il titolo di San Napoleone.
Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due artisti del territorio dell’Oltrepò come Giorgio Gabrielli e Ornella Fiorini.
Io non conoscevo l’Oltrepò se non per sentito dire e per questo sono stato molto contento quando, coinvolto da Graziano Menegazzo, ho avuto la possibilità di partecipare a questo progetto coordinato dall’ottima Valeria Longhi.
Il titolo del progetto è “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”.
Su incarico del Consorzio Oltrepò siamo andati a caccia di storie e di persone (che poi sono veri e propri personaggi) e li abbiamo messi a confronto tra di loro per far emergere i loro talenti, la loro passione e soprattutto le cose che li affascinano del loro territorio. La forma è quella dell’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo che è tutto da scoprire.
Abbiamo girato 5 interviste doppie e da oggi inizio a pubblicarle sul blog.
La prima è intitolata GLI ARTISTI e vede protagonisti Ornella Fiorini e Giorgio Gabrielli. Non perdetevi le loro risposte!
Vincenzo è un predestinato: è l’unico figlio maschio di Guglielmo Gonzaga e sarà l’erede al ducato di Mantova. E’ un duca da leggenda tra donne, arte e guerra e unico per la sua incapacità di darsi un limite. In trent’anni esaurirà il tesoro lasciatogli dal padre e potremmo utilizzare per lui (con qualche modifica) quello che avrebbe detto secoli dopo il calciatore George Best: “Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, cavalli, guerre e opere d’arte. Il resto l’ho sperperato”.
Vincenzo non si risparmia nulla: un omicidio, due matrimoni e una prova di virilità (ne fu tratto addirittura un film con Vittorio Gassman e Virna Lisi – approfondisci qui), tre crociate, acquisto di capolavori come la Morte della Vergine di Caravaggio e da ultimo la ricerca del “viagra” in Sud America.
Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.
Sono particolarmente legato a Marengo e alla comunità che anima questo borgo (ricordo una bellissima conversazione tenuta qualche anno fa che potete ritrovare a questo link Ramingo a Marengo: conversazione fuori dagli schemi).
Ecco perché ho accettato subito quando mi hanno invitato a presentare il libro su Mantova, fresco di stampa nell’ambito della rassegna Marengo si racconta.
Chi fosse in zona e avesse voglia di passare un venerdì sera insieme a me e a Massimiliano Boschini può venire a Marengo – venerdì 30 luglio ore 21.00 – presentazione del libro Mantova, 5 cose che so di lei.
La partecipazione è libera ma occorre prenotare al 3491364992.
Una visita guidata sulle tracce di Dante immaginando che sia passato per Mantova.
Cosa avrebbe visto Dante quando è passato (forse) per Mantova? La Rotonda c’era ma la Torre dell’Orologio no! Quale Basilica di Sant’Andrea avrà visto e dove avrà girovagato? Nel 2021 cade il settecentenario della morte di Dante Alighieri. Passeggiamo per Mantova utilizzando la Divina Commedia come guida turistica e scopriamo la città medievale sulle tracce del “ghibellin fuggiasco”.