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Francesco Borgani, Giancarlo Businelli, Giovanna Caleffi, Manhattan Padana, Philippe Daverio, Profilo di Mantova, Skyline


Un’immagine del profilo di Mantova realizzata da Giovanna Caleffi. Ebbene sì! E’ forse l’immagine più scontata della città eppure è ancora quella che emoziona di più i mantovani e i turisti che arrivano dal ponte di San Giorgio.
Anche perché si tratta di un profilo pressoché immutato almeno da metà settecento, quando fu costruita la cupola della Basilica di S.Andrea.
L’acqua immobile, su cui la canoa scivola leggera, rispecchia la skyline di Mantova creando un’immagine che ricorda quella di un’onda sonora, del ritmo di un elettrocardiogramma che trova i suoi picchi nelle torri e nei campanili.
Proprio dall’acqua e dalle torri nasce la definizione di “Manhattan padana” ad opera di Philippe Daverio. Mantova era un’isola su circondata dal Mincio che allargandosi forma i laghi, e coronata di torri (veri e propri grattacieli) che dimostravano la ricchezza delle famiglie cittadine ed erano un segnale di sfida e di potenza.
Dal ponte di San Giorgio (sulla destra) si arriva al profilo del castello (liberato dalla presenza della Palazzina della Paleologa) e al campanile di Santa Barbara (simbolo del superamento del terremoto del 2012 con la sua rinnovata lanterna) che copre in parte il massiccio campanile del Duomo. Si prosegue poi con il cupolone di Sant’Andrea, la torre della gabbia, quella degli Zuccaro e quella dei Gambulini.
Sedersi sul pontile del campo canoa di Sparafucile regala una sensazione unica al mondo e consente di leggere la storia di Mantova nel suo profilo, esperienza che in Italia regala solo Venezia (oppure Lucca, anche se le mura in questo caso uniformano il tutto).

Le immagini di questo articolo sono di:
1. Foto di Giovanna Caleffi
2. Olio su tela di Giancarlo Businelli
3. Particolare di un quadro di Francesco Borgani
Il testo è di Giacomo Cecchin
Mantova non è solo Palazzo Ducale e Palazzo Te: lo diciamo da tempo. Il centro storico è una continua scoperta e anche la provincia offre capolavori come Sabbioneta, San Benedetto in Polirone o i luoghi delle battaglie risorgimentali.
In un mondo di ebook quando ti capita in mano un libro fatto con cura è un’esplosione di piacere che parte dalla vista, passa per il tatto e poi arriva alla lettura con immagini evocative e una pulizia del testo assolutamente da non perdere.
Da sabato trovate in edicola l’ultimo numero di MantovaChiamaGarda (
Domenica 4 febbraio ore 10.00 sul Lungo Rio a Mantova
Il dibattito sulla città ideale nasce durante il Rinascimento italiano ed è una riflessione che vede impegnati architetti come Leon Battista Alberti, artisti come Mantegna o personaggi come il papa Pio II Piccolomini.
Un ponte di barche è leggero sul fiume,
Sant’Antonio abate è un santo molto importante nella nostra pianura contadina tanto che ancora oggi ci tengono le celebrazioni in chiesa alla presenza degli agricoltori, si benedicono le stalle dove spesso viene appesa un’immagine di Antonio con saio, bastone e campanella circondato dagli animali domestici.
Quest’anno Mantovastoria dedicherà alcuni post a domande, curiosità o storie relative a Palazzo ducale e Palazzo Te. Visto che oggi si entra gratis nella reggia gonzaghesca partiamo proprio da qui. Eccovi allora alcune domande (con risposta) su Palazzo ducale.
E’ strano che ancora oggi le reliquie siano spesso al centro di discussioni e polemiche che riguardano soprattutto la loro autenticità (e lo sanno bene i mantovani ai quali spesso si chiede se sia stato analizzato il contenuto dei Sacri Vasi) ma è ancora più strano che ci sia ancora chi rubi le reliquie anche se per motivi diversi dal passato.