Un regalo di inizio anno da Giacomo Cecchin e Mantovastoria: ricevete gratuitamente il calendario che racconta i segreti di Mantova in 12 mesi e in 12 puntate di Mantova Segreta.
Vi spedirò il calendario da parete in PDF direttamente nella vostra e-mail. I dati saranno utilizzati per inviarvi aggiornamenti via e-mail e whatsapp sulle attività di Giacomo Cecchin.
E’ da un po’ di tempo che ho sistemato il canale YOUTUBE di Mantovastoria (lo trovate a questo link).
Ci trovate tutto il materiale video legato alla mia attività e in particolare le tre playlist di tutte le stagioni di Mantova Segreta, con i titoli delle puntate per poter scegliere quella che preferite o che vi siete persi.
A breve inoltre inizierò la pubblicazione domenicale dei frammenti di Mantova Segreta per non perdersi nulla di quanto è già andato in onda. Iscrivetevi al canale così potete ricevere la notifica della pubblicazione.
Nel frattempo trovate di seguito i frammenti di Mantova Segreta pubblicati sino ad ora
L’Alto Mantovano era una terra di confine e sempre in bilico tra mantovani e veronesi. Uno degli esempi migliori è Ponti sul Mincio che rimase territorio di Verona fino all’Unità d’Italia (tra l’altro con la curiosità di chiamarsi ponti ma di non avere un ponte che attraversa il Mincio). Il castello è infatti scaligero, costruito dalla famiglia Della Scala con le classiche torri scudate ovvero aperte verso l’interno per evitare che potessero essere rifugi per il nemico che fosse entrato nel recinto di mura.
Mantova Segreta vi fa scoprire viste aeree e storie inedite sul castello scaligero di Ponti sul Mincio con la partecipazione del consigliere comunale Giorgio Rebuschi (si ringrazia la Pro Loco per la disponibilità dimostrata).
Mantova Segreta al Castello di Ponti sul Mincio
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare un comune come Ponti sul Mincio che ha ben due fortezze: una medioevale, il castello scaligero, e una ottocentesca, forte Ardietti.
A Mantova ci sono i grattacieli? Sì, almeno uno. E’ quello costruito in piazzale Gramsci, proprio sulla linea degli antichi bastioni. Il condominio ha 13 piani ed è alto come la torre della gabbia: dall’attico si gode una splendida vista del controprofilo di Mantova, l’opposto di quello che si può osservare da Sparafucile. Due puntate corali, con la voce di architetti e economisti, per raccontare la Mantova moderna grazie alla splendida disponibilità di Matteo Scaglioni e della sua famiglia.
Mantova Segreta vi fa scoprire storie inedite e panorami mozzafiato grazie alle parole di Francesco Caprini, Claudia Bonora, Giovanni Iacometti, Giancarlo Leoni, Secondo Sabbioni, Nicola Debiasi e Matteo Scaglioni.
Mantova Segreta in cima al grattacielo
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare la Mantova post-unitaria. Dopo il 1866 molto cambia, in meglio e in peggio, e la città nuova è sotto gli occhi di tutti. L’ispirazione l’ho trovata in un prezioso libro dell’Accademia Nazionale Virgiliana che si può scaricare gratuitamente in PDF dal sito.
Come scrivevano le donne nel Medioevo e nel Rinascimento? E soprattutto chi scriveva. a chi e su quali temi? Una bellissima mostra organizzata all’Archivio di Stato di Mantova dal direttore Luisa Onesta Tamassia presenta uno spaccato della scrittura al femminile: dagli atti siglati da Matilde di Canossa alle mogli dei Gonzaga che scrivono ai mariti lontani, dalle figlie di Barbara di Brandeburgo che fanno i compiti per compiacere la madre alla stessa marchesa che scrive al figli Federico in occasione della morte della nuora. Senza dimenticare la corrispondenza tra Isabella d’Este e Lucrezia Borgia, le due cognate all’opposto non solo per carattere ma anche per calligrafia.
Un argomento nuovo e poco frequentato quello della scrittura al femminile: ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi questa mostra.
Mantova Segreta vi fa scoprire lettere, storie e calligrafie delle donne con documenti presi dall’Archivio di Stato di Mantova in compagnia del direttore Luisa Onesta Tamassia.
Mantova Segreta alla scoperta della scrittura al femminile
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare i documenti dell’Archivio di Stato che offrono sempre spunti interessanti e a volte autentiche sorprese.
Giuseppe Bazzani nasce, vive e lavora a Mantova tra 1600 e 1700 ed è il primo artista mantovano che si fa conoscere fuori città. Com’è possibile visto che i Gonzaga si circondano di tantissimi artisti che non nasca una scuola mantovana? Forse la risposta sta nel triplete dell’Inter: Moratti non ha tempo di far crescere il vivaio per vincere lo scudetto e compra solo campioni. I Gonzaga vogliono tutto e subito e anche loro fanno arrivare i fuoriclasse da fuori Mantegna, Giulio Romano, Rubens, Fetti e tanti altri.
Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Giuseppe Bazzani attraverso le sue opere che troviamo in giro per Mantova tra chiese, palazzi e il Museo Diocesano.
Mantova Segreta vi fa scoprire un artista che ha portato il nome di Mantova nel mondo attraverso le sue opere conservate nella Chiesa di Santa Maria della Carità, a Palazzo D’Arco e nel Museo Diocesano.
Mantova Segreta alla scoperta della vita e delle opere di Giuseppe Bazzani
L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il primo pittore nato a Mantova e che si fa un nome anche fuori città, pur non abbandonandola mai e lasciandovi la maggior parte delle sue opere.
Mons. Roberto Brunelli ci accompagna alla scoperta di quadri e sculture del Museo Diocesano di Mantova, ricco di capolavori e di meraviglie. E’ uno spazio ricavato nelle sale dell’antico convento di Sant’Agnese in piazza Virgiliana che racconta la millenaria storia della diocesi di Mantova.
Attraversando il museo scopriamo perché è dedicato a Francesco Gonzaga, quali sono le sue opere principali e alcuni capolavori tutti da scoprire. Mantova Segreta vi porta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova insieme al direttore Mons. Roberto Brunelli cui va un ringraziamento particolare insieme alla diocesi di Mantova.
Mantova Segreta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova
L’idea per questa puntata nasce con l’obiettivo di far scoprire ai mantovani e non solo un gioiello come il Museo Diocesano che rende la nostra città ancora più ricca.
Il 20 febbraio del 1810 Andreas Hofer viene fucilato a Mantova dai francesi dopo un processo che lo condanna a morte per volere di Napoleone. Da allora gli Schützen ogni anno vengono a Mantova per ricordare questo tragico avvenimento. La città è molto cambiata da allora e la cittadella non esiste più se non per Porta Giulia. Da qui si può iniziare un percorso a ritroso che ci porta a ripercorrere le tracce di Andreas Hofer a Mantova.
Partendo da Porta Giulia si passa dall’antica polveriera e attraversando il ponte dei Mulini (qui si trovava la prigione di Hofer detta Torre del Vaso) si arriva fino a Palazzo D’Arco dove secondo la tradizione si tenne il processo al patriota.
Mantova Segreta vi porta sulle tracce di Andreas Hofer, alla scoperta di una Mantova occupata dall’esercito di Napoleone.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta sulle tracce di Andreas Hofer a Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla possibilità di raccontare gli ultimi istanti della vita di Andreas Hofer in occasione del tradizionale pellegrinaggio a Mantova degli Schützen il 20 febbraio del 2022.
Forse non tutti sanno che a Porta Giulia esiste uno spazio museale dedicato ad Andreas Hofer, l’eroe del Sud Tirolo che rende Mantova la città italiana più conosciuta in tutto l’Alto Adige. Hofer viene catturato in Val Passiria dai francesi che lo portano a Mantova in catene, lo processano e lo fucilano a Cittadella il 20 febbraio del 1810.
Lo Spazio Hofer racconta questa storia attraverso ricostruzioni di com’era la cittadella all’epoca della fucilazione del patriota, oggetti d’epoca e articoli di giornale. E’ davvero un viaggio nel tempo attraversare le sale di questo museo che è stato aperto nel 2020.
Mantova Segreta vi porta nelle sale dello Spazio Hofer per scoprire un’altra delle tante storie che rendono la nostra città unica al mondo.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta alla scoperta dello SPAZIO HOFER a Porta Giulia
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare una Mantova sotto la dominazione francese che quasi per caso entra nella grande storia europea e in quella del Sud Tirolo quando il patriota Andreas Hofer viene processato e fucilato nei dintorni di Porta Giulia a Cittadella.
E’ uno dei gioielli meno conosciuti di Mantova eppure il Museo Archeologico Nazionale è uno dei luoghi più suggestivi della città perché ti fa fa fare un viaggio nel tempo all’epoca della preistoria, degli Etruschi, dei Romani e del Medioevo. E’ una boccata d’aria fresca per chi non ne può più di sentir parlare solo di Gonzaga e Rinascimento.
Il Museo è all’interno di un bellissimo spazio che fu Teatro di Corte durante il periodo gonzaghesco e anche durante quello austriaco quando fu ricostruito dopo un incendio su progetto di Giuseppe Piermarini, l’architetto che lavorò alla Scala di Milano. Oggi sul frontone si legge Mercato dei Bozzoli perchè all’inizio del novecento si demolì il teatro e lo si trasformò in un mercato per i bachi da seta e poi in mercato ortofrutticolo.
Mantova Segreta vi porta nelle sale del Museo Archeologico Nazionale dove in compagnia di Stefano L’Occaso, direttore di Palazzo Ducale, scopriremo le tracce della Mantova etrusca e romana, i ritrovamenti di un’osteria del 1600 e i famosi “Amanti di Valdaro”.
Un ringraziamento particolare va al Museo di Palazzo Ducale per la disponibilità dimostrata.
Mantova Segreta alla scoperta del Museo Archeologico di Mantova
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare la Mantova pre-gonzaghesca.