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Cancellata chiesa di San Giacomo, Chiesa di San Giacomo, Mantova, Mappa del Bertazzolo, Ponte di San Giacomo, Porta Leona
Oggi 25 luglio è la festa di San Giacomo il maggiore, il santo dei pellegrini, quello di Santiago de Compostela che richiama migliaia di persone ogni anno sul cosiddetto Cammino (qui potete trovare le informazioni da wikipedia e sul sito Unesco) e che ha tra i suoi attributi il bordone (il bastone da viaggio), il mantello, il cappello e soprattutto la conchiglia detta in italiano cappasanta e in francese coquille saint Jacques. Anche a Mantova c’era una chiesa di San Giacomo che si trovava nei pressi del Rio, al termine dell’attuale corso Pradella. Continua a leggere

Ci siamo! Oggi sabato 25 e domenica 26 marzo arrivano le Giornate FAI di Primavera. Eccovi il modo migliore per sfruttare a pieno le aperture: dalle 14.30 alle 17.30 di sabato 25 e dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 di domenica 26, si apriranno le porte del Palazzo Vescovile di Mantova, ex Palazzo Bianchi, in piazza Sordello; dell’ex Teatro Gonzaga di Mantova, inglobato nel Museo Archeologico Nazionale di Mantova; dell’impianto idrovoro di Moglia di Sermide; di Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere.
Tengo famiglia: i Gonzaga in 10 storie e una cena mantovana
I portici a Mantova sono sparsi un po’ dappertutto (in questi giorni è anche in corso la loro pulizia), costruiti in epoche differenti offrono riparo dal sole o dalla pioggia. La curiosità di quelli mantovani sono i capitelli, spessissimo diversi uno dall’altro, e che raccontano personaggi e vicende che hanno caratterizzato la storia della città. Basta passeggiare osservandoli ogni tanto e si scopriranno simboli e decorazioni davvero unici che rimandano alle famiglie che hanno posseduto i palazzi, alla loro funzione o semplicemente alla necessità di riutilizzare materiali di scarto come forse nel caso di quello con lo stemma Gonzaga-Visconti all’inizio di Corso Umberto. Ecco una scelta di 5 capitelli da scovare durante la prossima passeggiata.
A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te…