14 ottobre 1066: Guglielmo il bastardo sconfigge Aroldo il Sassone. Come il bastardo, direte voi…ebbene sì, quello era l’epiteto con cui era conosciuto prima della vittoria di Hastings Gugliemo il conquistatore (William the conqueror o Guillaume-le-Conquérant). Certo la vittoria ha consentito a Guglielmo di passare da bastardo a conquistatore (rimanendo bastardo probabilmente solo per i sassoni sconfitti) ma non fu solo la conquista a guadagnargli la fama.Guglielmo fu capace di costruire il suo mito anche attraverso il racconto della sua più grande imprese: oggi lo chiameremmo storytelling o narrazione (come dice Alessandro Baricco). E lo possiamo vedere ancora oggi a Bayeux con il famoso arazzo. Continua a leggere →
Mantova è una città cinematografica dal fascino incredibile e forse anche per questo ha successo il Mantova Film Festival arrivato alla nona edizione. Tra le cinquine non poteva mancare pertanto quella dedicata ai film girati a Mantova anche se premetto che si tratta di una serie parziale e basata su una scelta assolutamente personale. Ecco allora 5 pellicole che hanno utilizzato Mantova come location a volte per ricostruire un’altra città (la Milano della peste nei Promessi Sposi di Salvatore Nocita) altre come protagonista assoluta come nel Portaborse di Daniele Lucchetti. Continua a leggere →
Mantova è una città cinematografica dal fascino incredibile e forse anche per questo ha successo il Mantova Film Festival arrivato alla nona edizione. Tra le cinquine non poteva mancare pertanto quella dedicata ai film girati a Mantova anche se premetto che si tratta di una serie parziale e basata su una scelta assolutamente personale. Ecco allora 5 pellicole che hanno utilizzato Mantova come location a volte per ricostruire un’altra città (la Milano della peste nei Promessi Sposi di Salvatore Nocita) altre come protagonista assoluta come nel Portaborse di Daniele Lucchetti.
Dopo le grandi celebrazioni dei 200 anni dalla battaglia di Waterloo e prima del 2021 quando il mondo ricorderà i 200 anni dalla morte dell’imperatore è il momento di segnalare alcune letture interessanti. Si tratta di libri che affrontano l’ultimo Napoleone, quello che passa da Fointenbleau all’Isola d’Elba, dall’Elba a Parigi e da Waterloo a S.Elena. Qui infatti stanno molti dei punti forti e dei punti deboli di un personaggio che può insegnare ancora molto agli imprenditori di oggi.
Nella notte di San Lorenzo tutti si girano verso il cielo a guardare le stelle cadenti e ad esprimere un desiderio. Tuttavia ci sono cieli disponibili tutto l’anno per essere ammirati, osservati e … perchè no per provare a desiderare qualcosa o qualcuno. A Mantova per gli appassionati delle stelle e dell’arte ci sono alcuni cieli ma soprattutto zodiaci da non perdere. Eccovene 5 per un itinerario tra cielo e terra. Continua a leggere →
Nella notte di San Lorenzo tutti si girano verso il cielo a guardare le stelle cadenti e ad esprimere un desiderio. Tuttavia ci sono cieli disponibili tutto l’anno per essere ammirati, osservati e … perchè no per provare a desiderare qualcosa o qualcuno. A Mantova per gli appassionati delle stelle e dell’arte ci sono alcuni cieli ma soprattutto zodiaci da non perdere. Eccovene 5 per un itinerario tra cielo e terra. Continua a leggere →
Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare. E’ proprio la camera delle imprese a farla da padrona ma alcuni di loro si disperdono per tutto il Palazzo. Eccoli di seguito… Continua a leggere →
Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare. E’ proprio la camera delle imprese a farla da padrona ma alcuni di loro si disperdono per tutto il Palazzo. Eccoli di seguito…
Mantova e i Coccodrilli, un rapporto che inizia nel lontano passato ma che esiste tuttora per gli amanti del genere (vedi un recente articolo sulla Gazzetta). Il coccodrillo come fa? A Mantova fa il coccodrillo impagliato visto che ne sono presenti ancora numerosi esemplari. I motivi? Si va da quello appeso nel Santuario delle Grazie a quello del museo naturalistico di Palazzo d’Arco e a quello che stava nell’Appartamento delle Metamorfosi in Palazzo Ducale. Le motivazioni sono diverse: curiosità, ex voto o strumento apotropaico (per scacciare gli spiriti del male) o altro ancora. Eccovi i 5 coccodrilli di Mantova, a meno che non ce ne sia sfuggito qualcuno.
Spesso quando si gira per palazzi antichi o monumenti si trovano delle scritte che coprono le pareti danneggiando gli affreschi o semplicemente imbrattando i muri. In quel momento partono di solito tutti gli insulti e gli improperi nei confronti dei vandali e di chi, ad altezza di imbecille, ha voluto lasciare il ricordo del suo passaggio. Ma forse non tutti sanno che si tratta di un’abitudine che viene da lontano basti ricordare le scritte sulle pareti del Camarone dei Giganti di Palazzo Te o quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone. Nel caso romano le scritte riportano i nomi dei più famosi pittori del quattrocento, scesi “in grotta” ad ammirare le pitture romane del I secolo D.C. e sono fondamentali per la storia dell’arte perchè ci raccontano quali artisti hanno visto le decorazioni: ricordiamo ad esempio Raffaello, Michelangelo o Pinturicchio. Per la firma di quest’ultimo poi c’è un’aggiunta divertente e infamante: forse un allievo arrabbiato o forse un pittore rivale ha scritto sotto la firma di Bernardino di Betto l’epiteto ingiurioso di “sodomita” e così per 5 secoli e nel futuro il dubbio sulle abitudini dell’artista rimarrà. Ma torniamo a Palazzo Te dove nella Camera dei Giganti sono state lasciate le scritte che ne deturpano le pareti arrivando, come si diceva prima, ad altezza di imbecille. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti:alcune risalgono addirittura alla fine del ‘500 (i Gonzaga abitano ancora il Palazzo ed è come se voi invitaste qualcuno a cena e mentre stappate il vino in cucina uno dei vostri ospiti incidesse il suo nome dietro il divano in sala da pranzo), altre agli anni tragici del Sacco del 1630, altre molto più vicino a noi al secolo scorso. Per i curiosi e gli amanti del genere a questo link trovate tutte le scritte del Camarone dei Giganti reperite con un lavoro certosino da Anna Maria Lorenzoni. Ne riportiamo una che ci sembra particolarmente divertente con alcuni buontemponi che dopo la colazione pensano bene di lasciare la firma sulle pareti del capolavoro di Giulio Romano: D.Gozzi – J.Carolus 1749,29 aprile, Giorno di S.Pietro Martire, doppo d’haver fatto collazione. Durante il restauro la scelta, a mio parere corretta, è stata quella di non stuccare le scritte ma di riempirne i solchi di colore per consentire la piena lettura degli affreschi ma senza perdere le tracce di una storia minore che fa ormai parte delle vicende di Palazzo Te. D’altra parte un motto forse parmigiano ricorda che: Gli Eroi sui Marmi e i Coglion sui Muri Scrivono lor Nome Perchè Etterno Duri.