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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi della categoria: Curiosità

5 labirinti in cui perdersi tra Gonzaga, canneti e siepi

12 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516

≈ 41 commenti

Tag

Bosco Virgiliano, Enaip, Forse che sì forse che no, Gabriele D'Annunzio, labirinto, labirinto di Bosco Virgiliano, Mantova2016, Palazzo Ducale, Palazzo Te

labirinto - sala dei cavalli

Il Palazzo ducale di Mantova è un labirinto dicono i visitatori, una città nella città aggiungono le guide. In effetti il labirinto è un tema che torna molto spesso a Mantova non solo camminando tra le vie del centro storico, perdendosi e ritrovandosi tra vicoli e piazze, sfruttando quei passaggi segreti urbani, delle vere scorciatoie, che ad esempio ti fanno passare dalla vista gotica del campanile e del chiostro benedettino di S.Andrea (piazza Alberti) alla veduta rinascimentale della facciata di S.Andrea (piazza Mantegna). Ma il labirinto torna negli affreschi e nei soffitti, nel lago e nelle vie e nel ricordo di quello immenso di Palazzo Te che purtroppo non esiste più. Eccovi i 5 labirinti mantovani tra cui perdersi e se ne trovate qualcun altro basta dirlo…

UNA NOTA DI AGGIORNAMENTO – le cose cambiano e da quando è stato scritto questo post è stato eliminato il labirinto di Via Visi. E’ un peccato perché quando si perde un labirinto è sempre una tragedia (almeno per me). Però (c’è sempre un però) è rinato quello di Bosco Virgiliano e ne ho parlato in una puntata di Mantova Segreta che potete vedere qui https://youtu.be/OA_xHTjkzeo?t=1067

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Philippe Daverio sulle buone strade di Lombardia: le scelte a Mantova e dintorni

11 sabato Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri

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Tag

Baldassarre Castiglione, coccodrillo, Giulio Romano, La buona strada, Le Grazie, Mantova, Philippe Daverio, Sabbioneta, Suzzara

Copertina Philippe Daverio

La Buona Strada – Un bel libro questo di Philippe Daverio che suggerisce 127 passeggiate in Lombardia (con sconfinamenti in zone limitrofe) e invita a mettersi in viaggio con mete poco conosciute o presentate in ogni caso in modo inedito e interessante. La sorpresa (per chi non ci vive) è di scoprire la Lombardia e Milano come una delle zone a più alta densità di monumenti, cittadine, musei o chiese che meritano un viaggio.
Philippe Daverio poi presenta queste “gite” con riferimenti all’attualità, curiosità e storie poco note che catturano l’attenzione del lettore.
Proviamo a vedere i 5 itinerari mantovani che naturalmente partono da Mantova ma arrivano fino a Sabbioneta e Suzzara e dedicano ben 2 pagine al Santuario delle Grazie: dal coccodrillo alla tomba di Baldassarre Castiglione.

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5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore

05 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

≈ 45 commenti

Tag

Dante, Garibaldi, Mantova, martiri di belfiore, Statue erranti, Virgilio

dante in piazza Broletto

Mantova non è una mai stata una città di statue almeno fino a tempi recenti ma ha una particolarità tutta sua: quella delle statue erranti. Ci sono infatti molti casi di spostamento dei monumenti all’interno della città, statue ricoverate all’interno di musei o addirittura spostate fuori città (come i leoni stilofori del Duomo di Mantova che oggi si trovano davanti alla chiesa di Quingentole). Immobile come una statua si dice eppure a Mantova è un detto che non si applica. Eccovi 5 casi di statue che in momenti diversi sono andate a spasso per la città e in alcuni casi hanno anche subito una trasformazione materica (da pietra a bronzo). Qualcuno conosce altre statue mantovane erranti?

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Mantova2016: 5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore

05 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

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Tag

Dante, Garibaldi, Mantova, martiri di belfiore, Statue erranti, Virgilio

dante in piazza BrolettoMantova non è una mai stata una città di statue almeno fino a tempi recenti ma ha una particolarità tutta sua: quella delle statue erranti. Ci sono infatti molti casi di spostamento dei monumenti all’interno della città, statue ricoverate all’interno di musei o addirittura spostate fuori città (come i leoni stilofori del Duomo di Mantova che oggi si trovano davanti alla chiesa di Quingentole). Immobile come una statua si dice eppure a Mantova è un detto che non si applica. Eccovi 5 casi di statue che in momenti diversi sono andate a spasso per la città e in alcuni casi hanno anche subito una trasformazione materica (da pietra a bronzo). Qualcuno conosce altre statue mantovane erranti? Continua a leggere →

Sabbioneta: una statua itinerante a protezione della città ideale

04 sabato Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Itinerari, Storia Locale

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città ideale, Minerva, nova Roma, Pallade Atena, piccola Atene, Sabbioneta, Vespasiano Gonzaga

Sabbioneta piccola atene

Sabbioneta, la città ideale di Vespasiano Gonzaga, colpisce i visitatori che la vedono immutata rispetto al tempo del fondatore. Eppure anche “la piccola Atene” o “nova Roma” ha subito le vicissitudini del tempo con modifiche molto evidenti (come ad esempio le due brecce nelle mura all’inizio del novecento con cui i suoi abitanti volevano rompere l’incantesimo del blocco) oppure lo spostamento delle statue cittadine (da un luogo all’altro della cittadina o addirittura da Sabbioneta a Mantova durante il periodo austriaco).
Prendiamo ad esempio la staua di Pallade Atena o Minerva che dir si voglia posta al centro della Piazza d’Armi.

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Un telegrafo al servizio di Napoleone tra Mantova e Parigi

02 giovedì Giu 2016

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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19th century, époque napoléonienne, Claude Chappe, communication chiffrée, comunicazioni storiche, encrypted communication, età napoleonica, French Revolution, histoire des communications, histoire militaire, historical telecommunications, history of communication, infrastructures militaires, infrastrutture militari, La Reggia, Mantoue, Mantova, Mantua, message transmission, Milan, Milano, military history, military infrastructure, Napoléon Bonaparte, Napoleon Bonaparte, Napoleone, Napoleone Bonaparte, Napoleonic era, optical telegraph, Révolution française, Rivoluzione francese, Santuario delle Grazie, segretezza militare, Società per il Palazzo Ducale, storia delle comunicazioni, storia militare, télégraphe optique, télégraphie, telegrafia, telegrafo, Telegrafo ottico, telegraphy, transmission des messages, trasmissione dei messaggi, Venezia, Venice, Venise, XIX secolo, XIXe siècle

Ai tempi di internet e dei cellulari ci si stupisce di come fossero lente le comunicazioni nei tempi andati e di come un invenzione come il telegrafo ottico fosse considerata una rivoluzione ai tempi di Napoleone.
Proprio l’imperatore, così attento alle necessità di essere informato prima degli altri, sfruttò un’invenzione dei fratelli La Chappe del 1791 per collegare in tempi molto rapidi Parigi e Venezia.
Cosa c’entra Mantova in tutto ciò? La linea del telegrafo di Napoleone passava proprio di qui.

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5 madonne miracolose tra maggio, terremoti e assedi

29 domenica Mag 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

≈ 42 commenti

Tag

Beate Vergine Incoronata Regina di Mantova, La Madonna dell'Aiuto, Madonna dei Voti, Madonna del Terremoto, Madonna dell'assedio, Madonne miracolose, Madonne Miracolose a Mantova

Madonna del terremoto

Il mese di maggio è dedicato alla Madonna e alla recita del Rosario. Forse non tutti sanno che per alcuni studiosi, mons Roberto Brunelli tra questi, sembra che questa tradizione sia nata proprio a Mantova e proprio davanti all’affresco di una Madonna detta dell’aiuto che si trovava nella chiesa di San Nicolo’. Ancora oggi i mantovani durante il mese di maggio vanno in pellegrinaggio a piedi, in barca o in bicicletta al Santuario della Madonna delle Grazie, situato su una sponda del Mincio, là dove il fiume compie l’ultima curva prima di lanciarsi in direzione di Mantova. Eccovi allora 5 madonne miracolose in città escludendo i santuari delle Grazie e della Comuna ma solo perchè sono fuori dal centro.

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San Bernardino: tra prediche, pubblicitari e un miracolo lacustre

20 venerdì Mag 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Tag

Andrea Mantegna, Frati Francescani, Patrono dei giornalisti, Patrono dei pubblicitari, predicatori, San Bernardino da Siena, Santuario delle Grazie, Sole di San Bernardino, Vicolo Deserto

sole

Oggi 20 maggio si festeggia San Bernardino da Siena, un santo francescano molto importante e legato a Mantova per la predicazione della Quaresima del 1421, chiamato nella nostra città da Paola Malatesta, moglie di Gianfrancesco Gonzaga.
Bernardino è famoso per le sue prediche e per essere considerato già santo dal popolo mentre era ancora in vita.

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Mantova2016, Lodovico Ariosto e l’Orlando Furioso: una storia tutta da raccontare

05 giovedì Mag 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Libri, Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

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orlando_furiosoIn questo 2016 denso di anniversari cadono anche i 500 anni della prima pubblicazione (22 aprile 1516) del poema in ottave di messer Lodovico Ariosto, l’Orlando Furioso. Un’opera e un autore legatissimi a Mantova e in particolare a Isabella d’Este che ascolta in anteprima alcuni dei canti del poema dalla viva voce di Lodovico Ariosto, cortigiano al servizio di suo padre a Ferrara.
L’anniversario viene celebrato da un bell’articolo sul Domenicale del Sole24ore (domenica 3 aprile 2016) a firma di Lina Bolzoni.
In particolare si cita una lettera di Ippolito Calandra che il 5 maggio del 1516 scrive a Federico Gonzaga che è arrivato da pochi giorni a Mantova Lodovico Ariosto e ha portato con sè una cassa di libri, “li quali lui a composto sopra a Orlando” (ne ha regalati alcuni mentre “li altri lui li vole fare vendere”).73.52
Ecco un frammento della lettera:
“Non eri l’altro in questa terra mess. Ludovico Ariosto, gentilhomo ferrarese, quale à portato una capsa di libri la quale à composto sopra Orlando, ch’è quasi tanto volume come l’Innamoramento di Orlando, et lui l’à intitulato l’Orlando furioso, quale è un bello libro, più bello che l’Innamoramento di Orlando. Lui ne ha donato uno all’Ill.mo S.v.ro patre et uno a madama v.ra matre et uno al R.mo Cardinale; li altri li vole fare vendere”.
Bellissima storia da approfondire questa in materia di “selfpublishing” (o autopubblicazione diremmo oggi) e di autopromozione. Ma bellissima storia anche per i poeti, i commedianti e gli avventurieri che frequentano Mantova o le sono legati in questi secoli del Furioso: Matteo Maria Boiardo, Lodovico Ariosto, Torquato Tasso (ma il padre Bernardo è podestà a Ostiglia e viene inizialmente sepolto a Mantova in S.Egidio), Giambattista Marino e Giambattista Basile.
Orlando_furioso_73.57Da ricordare lo splendido incipit dell’Orlando Furioso:
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto…”
Questo è quello definitivo ma a dimostrazione del fatto che la letteratura è fatta di scritture e riscritture eccovi quello della prima edizione del 1516:
“Di donne e cavalier li antiqui amori,
le cortesie, le audaci imprese io canto…”

A questo link invece un bell’articolo sull’Orlando Furioso tratto dal Post sulla storia di come Ariosto lo scrisse, lo promosse, di quante copie stampò e come riuscì a venderle.

Le tavole sono di Pino Zac.

 

 

Lodovico Ariosto e l’Orlando Furioso: una storia tutta da raccontare

05 giovedì Mag 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Libri, Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

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orlando_furiosoIn questo 2016 denso di anniversari cadono anche i 500 anni della prima pubblicazione (22 aprile 1516) del poema in ottave di messer Lodovico Ariosto, l’Orlando Furioso. Un’opera e un autore legatissimi a Mantova e in particolare a Isabella d’Este che ascolta in anteprima alcuni dei canti del poema dalla viva voce di Lodovico Ariosto, cortigiano al servizio di suo padre a Ferrara.
L’anniversario viene celebrato da un bell’articolo sul Domenicale del Sole24ore (domenica 3 aprile 2016) a firma di Lina Bolzoni.
In particolare si cita una lettera di Ippolito Calandra che il 5 maggio del 1516 scrive a Federico Gonzaga che è arrivato da pochi giorni a Mantova Lodovico Ariosto e ha portato con sè una cassa di libri, “li quali lui a composto sopra a Orlando” (ne ha regalati alcuni mentre “li altri lui li vole fare vendere”).73.52
Ecco un frammento della lettera:
“Non eri l’altro in questa terra mess. Ludovico Ariosto, gentilhomo ferrarese, quale à portato una capsa di libri la quale à composto sopra Orlando, ch’è quasi tanto volume come l’Innamoramento di Orlando, et lui l’à intitulato l’Orlando furioso, quale è un bello libro, più bello che l’Innamoramento di Orlando. Lui ne ha donato uno all’Ill.mo S.v.ro patre et uno a madama v.ra matre et uno al R.mo Cardinale; li altri li vole fare vendere”.
Bellissima storia da approfondire questa in materia di “selfpublishing” (o autopubblicazione diremmo oggi) e di autopromozione. Ma bellissima storia anche per i poeti, i commedianti e gli avventurieri che frequentano Mantova o le sono legati in questi secoli del Furioso: Matteo Maria Boiardo, Lodovico Ariosto, Torquato Tasso (ma il padre Bernardo è podestà a Ostiglia e viene inizialmente sepolto a Mantova in S.Egidio), Giambattista Marino e Giambattista Basile.
Orlando_furioso_73.57Da ricordare lo splendido incipit dell’Orlando Furioso:
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto…”
Questo è quello definitivo ma a dimostrazione del fatto che la letteratura è fatta di scritture e riscritture eccovi quello della prima edizione del 1516:
“Di donne e cavalier li antiqui amori,
le cortesie, le audaci imprese io canto…”

A questo link invece un bell’articolo sull’Orlando Furioso tratto dal Post sulla storia di come Ariosto lo scrisse, lo promosse, di quante copie stampò e come riuscì a venderle.

Le tavole sono di Pino Zac.

 

 

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