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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Storia Locale

Mantova2017: 5 palazzi con i merli ciechi tra Fancelli, podestà e massari

29 domenica Gen 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

≈ 42 commenti

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I merli ciechi, Luca Fancelli, Palazzo del Podestà, Palazzo di Corso Vittorio Emanuele, Palazzo di via Chiassi, Palazzo di via Goito, Palazzo di via Massari

vittorio_emanueleQuando si passeggia a Mantova è sempre meglio alzare gli occhi al cielo perché così si notano particolari inusuali. Ad esempio Luca Fancelli, il famoso tagliapietre fiorentino, che lavorò per Ludovico II Gonzaga nel pieno del quattrocento lanciò una sorta di moda: quella dei merli ciechi. Ci sono infatti vari palazzi a Mantova che erano piccoli castelli con i merli. Quando con la costruzione di mura più importanti si perse l’esigenza difensiva Luca Fancelli chiuse lo spazio tra i merli (i merli ciechi appunto che rimangono evidenti) e guadagnando un piano. Ve ne siete mai accorti? Ecco 5 palazzi da riscoprire con i merli ciechi.

Palazzo del Podestà tra piazza Erbe e Piazza Broletto – è il più evidente perché è il più famoso e divide due tra le piazze comunali più belle di Mantova. Costruito nel 1227 e chiamato Palazzo vecchio (rispetto al Palazzo della Ragione costruito solo 23 anni dopo) subì molte modifiche, una delle quali la chiusura dei merli da parte di Luca Fancelli che guadagnò un piano utile ad ospitare gli archivi della città. Sulle facciate (soprattutto quella che si apre su piazza Broletto) rimangono anche le tracce delle finestre medievali sostituite da quelle rinascimentali a rettangolo.

Palazzo di via Chiassi – A metà di via Chiassi sulla destra per chi va verso il centro si eleva un palazzo quattrocentesco che presenta il motivo dei merli ciechi. La facciata è tipicamente rinascimentale con i vari ordini di finestre, le bocche di lupo che danno sulla strada e che consentivano di accedere ai magazzini posti nel seminterrato. Anche qui questo piccolo castello urbano ad un certo punto perse l’utilità difensiva dei merli e si decise di chiuderli.

Palazzo di Via Massari – per chi scende (la via è in leggera pendenza) verso via Frattini, superata l’imboccatura di via Govi sulla destra troverà questo palazzo una volta merlato. Guardando in alto infatti si intravedono i vari livelli dei merli, chiusi e intonacati, ora decorati da resti di affreschi. Come in tutti gli altri palazzi cittadini si possono ancora intravedere le forme ghibelline di questi merli che ricordavano la fedeltà di Mantova all’impero.

Palazzo di Via Goito – è un palazzo imponente, addossato alla casa del Mercante Boniforte e che fa angolo tra piazza Marconi e via Goito. La vista migliore la si gode proprio dal centro della piazzetta triangolare un tempo detta del Purgo. La pietra a vista, come nel caso del Palazzo del Podestà, evidenzia ancora di più i merli, oggi chiusi, che rendevano l’edificio un altro piccolo fortilizio al centro della città (non dimentichiamo la Torre del Salaro proprio lì a fianco).

Palazzo di Corso Vittorio Emanuele – è un palazzo moderno che si trova al n. 82 di Corso Vittorio Emanuele e che alloggiò tra le altre proprietà un istituto bancario. La vista migliore la si ha dal lato opposto della via. Una facciata che non va oltre il piano terra, ingentilita da volute e da due lampioncini, fa intravedere una retrofacciata dove delle finestre strette e allungate si aprono tra dei merli ghibellini segnati da cornici in mattoni. Una moderna ripresa del motivo fancelliano dei merli ciechi in una Mantova che sembra far fatica a staccarsi dal suo passato di piccola capitale del ducato gonzaghesco.

Giacomo Cecchin

Sul tema delle 5 cose potete anche leggere su questo blog:

  1. 5 poeti passati per Mantova tra cavalieri, crociate e fiabe
  2. 5 musei particolari tra monete, armature e giardini segreti
  3. 5 cinema ancora attivi a Mantova tra multisale, cinema d’essai e gallerie scomparse
  4. 5 fumetti dove si cita Mantova tra Topolino, Shakespeare e la Pimpa
  5. 5 spettri da cercare in giro per la città tra esecuzioni, duelli e frecce avvelenate
  6. 5 cose da fare a Mantova in una notte nebbiosa tra fantasmi, pozzi e conventi scomparsi
  7. 5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze
  8. 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato
  9. 5 carceri storiche a Mantova tra Gonzaga, Austriaci e conventi
  10. 5 piccoli sagrati tra Spoon river, gesuiti e Napoleone
  11. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
  12. 5 luoghi di spettacolo dove si faceva cinema e che non ci sono più
  13. 5 santi da festeggiare a Mantova tra porcellini, mantelli e martirii
  14. 5 reliquie della passione tra sangue, spugna e pietra dell’unzione
  15. 5 donne gonzaghesche da ricordare tra esecuzioni, testamenti mancati e matrimoni non riusciti
  16. 5 luoghi dove si fa cinema, musica o teatro nella capitale dello spettacolo
  17. 5 fontane mantovane da assaporare tra piazze, giardini e nasi
  18. 5 opere d’arte rubate da Napoleone tra Mantegna, Giulio Romano, Veronese e Rubens
  19. 5 porti della città vecchia tra ponti, catene e torri
  20. 5 luoghi del libro vissuto tra bancarelle, libracci e biblioteche
  21. 5 capitelli da osservare tra Gonzaga, Bonacolsi, Visconti e damnatio memoriae
  22. Altri 5 film mantovani tra Shakespeare, Verdi e nudi integrali
  23. 5 film girati a Mantova tra portaborse, condottieri e una storia personale
  24. 5 tappe per un pellegrinaggio alle Grazie tra domenicani, francescani e miracoli lacustri
  25. 5 luoghi napoleonici a Mantova tra santi, fortezze e appartamenti imperi
  26. nella notte di San Lorenzo 5 zodiaci mantovani da non perdere
  27. 5 altre biblioteche mantovane tra musica, enciclopedie e opere d’arte
  28. 5 luoghi incantati tra libri, lettere e documenti
  29. Altri 5 passaggi segreti urbani tra sacri vasi, lavandaie e Charles Dickens
  30. 5 Gonzaga da non dimenticare tra colpi di stato, cardinali e prove di virilità
  31. 5 animali gonzagheschi a Palazzo Te tra stemmi, imprese e camini
  32. 5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B
  33. 5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini
  34. 5 coccodrilli tra santuari, Gonzaga e musei naturalistici
  35. 5 labirinti in cui perdersi tra Gonzaga, canneti e siepi
  36. 5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore
  37. 5 madonne miracolose tra maggio, terremoti e assedi
  38. 5 momenti storici in cui sarebbe stato meglio non essere a Mantova
  39. 5 soste per fare una pausa nel corso della giornata
  40. 5 luoghi visitati da Shakespeare a Mantova durante il viaggio in Italia
  41. 5 luoghi frequentati da Romeo nel suo esilio mantovano
  42. 5 torri tra sale, zucchero e gabbie
  43. 5 momenti storici dove sarebbe stato bello essere a Mantova
  44. 5 escursioni fuori porta
  45. 5 laghi a Mantova
  46. 5 statue di Virgilio
  47. 5 modi per arrivare alla riva del Rio
  48. 5 cappelle o chiese in Palazzo ducale
  49. 5 piazze create dal caso
  50. 5 ponti sul Rio
  51. 5 cavalcavia da osservare
  52. 5 salite mozzafiato
  53. 5 scorciatoie da scoprire
  54. 5 piazze da incorniciare
  55. 5 posti del cuore

 

5 palazzi con i merli ciechi tra Fancelli, podestà e massari

29 domenica Gen 2017

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I merli ciechi, Luca Fancelli, Palazzo del Podestà, Palazzo di Corso Vittorio Emanuele, Palazzo di via Chiassi, Palazzo di via Goito, Palazzo di via Massari

vittorio_emanueleQuando si passeggia a Mantova è sempre meglio alzare gli occhi al cielo perché così si notano particolari inusuali. Ad esempio Luca Fancelli, il famoso tagliapietre fiorentino, che lavorò per Ludovico II Gonzaga nel pieno del quattrocento lanciò una sorta di moda: quella dei merli ciechi. Ci sono infatti vari palazzi a Mantova che erano piccoli castelli con i merli. Quando con la costruzione di mura più importanti si perse l’esigenza difensiva Luca Fancelli chiuse lo spazio tra i merli (i merli ciechi appunto che rimangono evidenti) e guadagnando un piano. Ve ne siete mai accorti? Ecco 5 palazzi da riscoprire con i merli ciechi.

Palazzo del Podestà tra piazza Erbe e Piazza Broletto – è il più evidente perché è il più famoso e divide due tra le piazze comunali più belle di Mantova. Costruito nel 1227 e chiamato Palazzo vecchio (rispetto al Palazzo della Ragione costruito solo 23 anni dopo) subì molte modifiche, una delle quali la chiusura dei merli da parte di Luca Fancelli che guadagnò un piano utile ad ospitare gli archivi della città. Sulle facciate (soprattutto quella che si apre su piazza Broletto) rimangono anche le tracce delle finestre medievali sostituite da quelle rinascimentali a rettangolo.

Palazzo di via Chiassi – A metà di via Chiassi sulla destra per chi va verso il centro si eleva un palazzo quattrocentesco che presenta il motivo dei merli ciechi. La facciata è tipicamente rinascimentale con i vari ordini di finestre, le bocche di lupo che danno sulla strada e che consentivano di accedere ai magazzini posti nel seminterrato. Anche qui questo piccolo castello urbano ad un certo punto perse l’utilità difensiva dei merli e si decise di chiuderli.

Palazzo di Via Massari – per chi scende (la via è in leggera pendenza) verso via Frattini, superata l’imboccatura di via Govi sulla destra troverà questo palazzo una volta merlato. Guardando in alto infatti si intravedono i vari livelli dei merli, chiusi e intonacati, ora decorati da resti di affreschi. Come in tutti gli altri palazzi cittadini si possono ancora intravedere le forme ghibelline di questi merli che ricordavano la fedeltà di Mantova all’impero.

Palazzo di Via Goito – è un palazzo imponente, addossato alla casa del Mercante Boniforte e che fa angolo tra piazza Marconi e via Goito. La vista migliore la si gode proprio dal centro della piazzetta triangolare un tempo detta del Purgo. La pietra a vista, come nel caso del Palazzo del Podestà, evidenzia ancora di più i merli, oggi chiusi, che rendevano l’edificio un altro piccolo fortilizio al centro della città (non dimentichiamo la Torre del Salaro proprio lì a fianco).

Palazzo di Corso Vittorio Emanuele – è un palazzo moderno che si trova al n. 82 di Corso Vittorio Emanuele e che alloggiò tra le altre proprietà un istituto bancario. La vista migliore la si ha dal lato opposto della via. Una facciata che non va oltre il piano terra, ingentilita da volute e da due lampioncini, fa intravedere una retrofacciata dove delle finestre strette e allungate si aprono tra dei merli ghibellini segnati da cornici in mattoni. Una moderna ripresa del motivo fancelliano dei merli ciechi in una Mantova che sembra far fatica a staccarsi dal suo passato di piccola capitale del ducato gonzaghesco.

Giacomo Cecchin

Sul tema delle 5 cose potete anche leggere su questo blog:

  1. 5 poeti passati per Mantova tra cavalieri, crociate e fiabe
  2. 5 musei particolari tra monete, armature e giardini segreti
  3. 5 cinema ancora attivi a Mantova tra multisale, cinema d’essai e gallerie scomparse
  4. 5 fumetti dove si cita Mantova tra Topolino, Shakespeare e la Pimpa
  5. 5 spettri da cercare in giro per la città tra esecuzioni, duelli e frecce avvelenate
  6. 5 cose da fare a Mantova in una notte nebbiosa tra fantasmi, pozzi e conventi scomparsi
  7. 5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze
  8. 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato
  9. 5 carceri storiche a Mantova tra Gonzaga, Austriaci e conventi
  10. 5 piccoli sagrati tra Spoon river, gesuiti e Napoleone
  11. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
  12. 5 luoghi di spettacolo dove si faceva cinema e che non ci sono più
  13. 5 santi da festeggiare a Mantova tra porcellini, mantelli e martirii
  14. 5 reliquie della passione tra sangue, spugna e pietra dell’unzione
  15. 5 donne gonzaghesche da ricordare tra esecuzioni, testamenti mancati e matrimoni non riusciti
  16. 5 luoghi dove si fa cinema, musica o teatro nella capitale dello spettacolo
  17. 5 fontane mantovane da assaporare tra piazze, giardini e nasi
  18. 5 opere d’arte rubate da Napoleone tra Mantegna, Giulio Romano, Veronese e Rubens
  19. 5 porti della città vecchia tra ponti, catene e torri
  20. 5 luoghi del libro vissuto tra bancarelle, libracci e biblioteche
  21. 5 capitelli da osservare tra Gonzaga, Bonacolsi, Visconti e damnatio memoriae
  22. Altri 5 film mantovani tra Shakespeare, Verdi e nudi integrali
  23. 5 film girati a Mantova tra portaborse, condottieri e una storia personale
  24. 5 tappe per un pellegrinaggio alle Grazie tra domenicani, francescani e miracoli lacustri
  25. 5 luoghi napoleonici a Mantova tra santi, fortezze e appartamenti imperi
  26. nella notte di San Lorenzo 5 zodiaci mantovani da non perdere
  27. 5 altre biblioteche mantovane tra musica, enciclopedie e opere d’arte
  28. 5 luoghi incantati tra libri, lettere e documenti
  29. Altri 5 passaggi segreti urbani tra sacri vasi, lavandaie e Charles Dickens
  30. 5 Gonzaga da non dimenticare tra colpi di stato, cardinali e prove di virilità
  31. 5 animali gonzagheschi a Palazzo Te tra stemmi, imprese e camini
  32. 5 particolari lascivi da cercare a Palazzo Te tra selfie, cigni e lato B
  33. 5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini
  34. 5 coccodrilli tra santuari, Gonzaga e musei naturalistici
  35. 5 labirinti in cui perdersi tra Gonzaga, canneti e siepi
  36. 5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore
  37. 5 madonne miracolose tra maggio, terremoti e assedi
  38. 5 momenti storici in cui sarebbe stato meglio non essere a Mantova
  39. 5 soste per fare una pausa nel corso della giornata
  40. 5 luoghi visitati da Shakespeare a Mantova durante il viaggio in Italia
  41. 5 luoghi frequentati da Romeo nel suo esilio mantovano
  42. 5 torri tra sale, zucchero e gabbie
  43. 5 momenti storici dove sarebbe stato bello essere a Mantova
  44. 5 escursioni fuori porta
  45. 5 laghi a Mantova
  46. 5 statue di Virgilio
  47. 5 modi per arrivare alla riva del Rio
  48. 5 cappelle o chiese in Palazzo ducale
  49. 5 piazze create dal caso
  50. 5 ponti sul Rio
  51. 5 cavalcavia da osservare
  52. 5 salite mozzafiato
  53. 5 scorciatoie da scoprire
  54. 5 piazze da incorniciare
  55. 5 posti del cuore

 

5 cinema ancora attivi a Mantova tra multisale, cinema d’essai e gallerie scomparse

08 domenica Gen 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Ariston, Cinema del Carbone, I cinema a Mantova, Mignon

mignon

Erano molti i cinema aperti nel centro di Mantova anche solo 20 anni fa. Chi usciva la sera aveva solo l’imbarazzo della scelta: Bios, Andreani, Apollo, Corso, Oberdan sono alcuni nomi di sale che non esistono più (qui potete leggere un post a loro dedicato). E oggi? A Mantova ne sono rimasti 5 se non me ne dimentico qualcuno e in realtà giochiamo sul fatto che uno di loro ha trasformato la galleria in due sale altrimenti dovremmo dire 3. Eccovi allora 5 luoghi dove si proiettano ancora film a Mantova, la piccola Hollywood sulle rive del Mincio (qui trovate altri due post sui film girati nella nostra città: uno, due).

Continua a leggere →

Mantova2017: 5 cinema ancora attivi a Mantova tra multisale, cinema d’essai e gallerie scomparse

08 domenica Gen 2017

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Ariston, Cinema del Carbone, I cinema a Mantova, Mignon

mignonErano molti i cinema aperti nel centro di Mantova anche solo 20 anni fa. Chi usciva la sera aveva solo l’imbarazzo della scelta: Bios, Andreani, Apollo, Corso, Oberdan sono alcuni nomi di sale che non esistono più (qui potete leggere un post a loro dedicato). E oggi? A Mantova ne sono rimasti 5 se non me ne dimentico qualcuno e in realtà giochiamo sul fatto che uno di loro ha trasformato la galleria in due sale altrimenti dovremmo dire 3. Eccovi allora 5 luoghi dove si proiettano ancora film a Mantova, la piccola Hollywood sulle rive del Mincio (qui trovate altri due post sui film girati nella nostra città: uno, due). Continua a leggere →

Mantova2016: 5 spettri da cercare in giro per la città tra esecuzioni, duelli e frecce avvelenate

31 sabato Dic 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Agnese Visconti, Bonifacio di Canossa, Ferdinando Carlo Gonzaga, James Chricton, Passerino Bonacolsi, Spettri a Mantova

2971_rf_7151Forse non tutti sanno che Mantova è anche città di spettri e che il 31 dicembre allo scoccare del nuovo anno si possono ancora trovare in giro per la città (questa naturalmente è una mia idea, non suffragata da fatti concreti ma trattandosi di spiriti…). In realtà sappiamo bene che i fantasmi ce li creiamo da soli ma perché non provare a riscoprire quelle storie irrisolte che, se fossimo in Scozia, davvero sarebbero piene di mistero e di spiriti e richiamerebbero in città miriadi di turisti. Eccone allora almeno 5 che raccontano di delitti, esecuzioni e uccisioni (e non abbiamo preso in considerazione i fratricidi gonzagheschi)… Continua a leggere →

5 spettri da cercare in giro per la città tra esecuzioni, duelli e frecce avvelenate

31 sabato Dic 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Agnese Visconti, Bonifacio di Canossa, fantasmi, Fantasmi a Mantova, Ferdinando Carlo Gonzaga, James Chricton, Mantova è la Scozia, Passerino Bonacolsi, Spettri a Mantova

2971_rf_7151

Forse non tutti sanno che Mantova è anche città di spettri e che il 31 dicembre allo scoccare del nuovo anno si possono ancora trovare in giro per la città (questa naturalmente è una mia idea, non suffragata da fatti concreti ma trattandosi di spiriti…). In realtà sappiamo bene che i fantasmi ce li creiamo da soli ma perché non provare a riscoprire quelle storie irrisolte che, se fossimo in Scozia, davvero sarebbero piene di mistero e di spiriti e richiamerebbero in città miriadi di turisti. Eccone allora almeno 5 che raccontano di delitti, esecuzioni e uccisioni (e non abbiamo preso in considerazione i fratricidi gonzagheschi)…

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8 secoli di domenicani e francescani tra pregiudizi, inquisizione e il Nome della Rosa

28 mercoledì Dic 2016

Posted by mantovastoria in Conferenze, Curiosità, Storia Locale

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Tag

benedettini, Domenicani, Francescani, Il nome della Rosa, Umberto Eco

locandina_marketing_monaco

E’ del 22 dicembre 1216 la bolla con cui papa Onorio III confermava il consenso alla forma di vita scelta a Tolosa da un gruppo di sacerdoti, impegnati nella predicazione contro l’eresia. E’ la nascita dell’Ordine domenicano che insieme ai francescani (la cui regola è approvata nel 1223) sono i cosiddetti “Ordini Mendicanti”.
Una grande storia quella dell’ordine voluto da San Domenico che ha visto moltissime anime diverse susseguirsi negli 800 anni di storia: a santi come Domenico, Tommaso d’Aquino e Pietro Martire si aggiungono figure femminili come santa Caterina da Siena o, per noi mantovani, la beata Osanna Andreasi; ma non possiamo dimenticare che domenicani furono anche Tommaso Campanella, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno (questi ultimi bruciati sul rogo per le loro idee e le loro opere).

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Mantova2016: 5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze

11 domenica Dic 2016

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Storia Locale

≈ 42 commenti

san_gervasio_protasioCon l’arrivo della dominazione austriaca molte chiese mantovane furono rinnovate in stile neoclassico facendo perdere a Mantova il suo aspetto medievale. Se molte delle facciate che tuttora incontriamo rimandano proprio a questo periodo con uno stile abbastanza uniformato sono i campanili a ricordarci come erano in origine questi edifici di culto. Ce ne sono molti da riscoprire in giro per Mantova, a volte nascosti a volte solo poco osservati. Eccone 5 da cercare tra le vie… Continua a leggere →

5 campanili medievali tra conventi, condominii e lievi pendenze

11 domenica Dic 2016

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Storia Locale

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Campanile di Ognissanti, campanile di san domenico, Campanile di San Gervasio e Protasio, Campanile di San Leonardo, Campanile di Santa Caterina, Campanile di Santa Caterina della Ruota, campanili, campanili medievali, campanili medievali di Mantova

san_gervasio_protasio

Con l’arrivo della dominazione austriaca molte chiese mantovane furono rinnovate in stile neoclassico facendo perdere a Mantova il suo aspetto medievale. Se molte delle facciate che tuttora incontriamo rimandano proprio a questo periodo con uno stile abbastanza uniformato sono i campanili a ricordarci come erano in origine questi edifici di culto. Ce ne sono molti da riscoprire in giro per Mantova, a volte nascosti a volte solo poco osservati. Eccone 5 da cercare tra le vie…

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Luigi Pastro: una via, un sonetto, un martire mancato

10 sabato Dic 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Giampaolo Dossena, Luigi Pastro, Luoghi letterari, Luoghi letterari dell'Italia Settentrionale, martiri di belfiore, Sonetto acrostico quadruplo, Via Pastro

madonna del terremoto

Oggi parliamo di via Pastro che si apre al fianco della chiesetta della Madonna del Terremoto per sbucare in vicolo della Mainolda. Quando la si imbocca da piazza Canossa si ha una splendida vista del cupolone di S.Andrea ma forse non tutti sanno chi era Luigi Pastro (1822-1915). Visto che siamo ancora in tema di celebrazioni dei martiri di Belfiore ecco una breve sintesi con curiosità finale.

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