Mantova2016: 5 soste nel corso della giornata

Mantova, piazza Purgo

Durante una giornata in città ci sono vari momenti quando è bello conoscere un locale dove si può passare il tempo con gli amici, parlando del più o del meno e guardando la vita che passa. Io ne ho scelti 5 ma potrebbero essere di più e cambiare nel corso del tempo perché si sa che i gusti cambiano e le persone pure. Eccovi i suggerimenti per una sosta dalla colazione all’aperitivo. E voi? dove preferite guardare la vita che passa? Continua a leggere

5 posti visitati da Shakespeare a Mantova durante il suo viaggio in Italia

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Palazzina di Caccia - Bosco Fontana

Ma davvero Shakespeare è stato in Italia? Le citazioni e l’ambientazione italiane di molte delle sue opere giustificano questa ipotesi? Probabilmente no ma l’idea che il Bardo abbia viaggiato nel nostro Paese è troppo bella per non immaginare quali luoghi avrebbe visitato se fosse passato per Mantova. Quale sarebbe l’anno perfetto? Proviamo a pensare al 1599 quando William aveva 35 anni e magari voglia di cambiare aria per trovare nuovi stimoli. A Mantova c’è il duca Vincenzo I Gonzaga. Eccovi i 5 luoghi dove secondo me avreste potuto incontrare William nel suo pellegrinaggio padano.

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5 luoghi frequentati da Romeo durante l’esilio mantovano

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Anche oggi restiamo in tema Shakespeare & Co. Certo la storia di Romeo e Giulietta è di William Shakespeare ma forse non tutti sanno che si rifà tra gli altri ad una novella di Matteo Bandello, scrittore che lavora per i Gonzaga alla corte di Castel Goffredo. E’ una storia inventata ma come accade per i capolavori i personaggi e le città che frequentano prendono vita. A Verona ci sono il balcone e la tomba di Giulietta ma perché non immaginare quali luoghi avrebbe potuto frequentare Romeo durante il suo esilio mantovano? Eccovene 5? Avete qualche altra idea?

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Mantova e Verona, Romeo e Giulietta e il farmacista che non segue la ricetta

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Oggi è il 23 aprile 2016 e quattrocento anni fa moriva William Shakespeare. La questione shakespiriana è ancora aperta: è esistito veramente? E se è davvero esistito ha viaggiato in Italia? Girano alcune voci che Shakespeare addirittura fosse italiano e si sarebbe allora chiamato Guglielmo Scuotilancia. E se fosse stato mantovano? Uno dei figli del duca Vincenzo I Gonzaga morto giovanissimo si chiamava Guglielmo Lungaspada e se invece di morire fosse finito in Inghilterra rapito per vendetta dagli amici di quell’ammirabile Critonio ucciso dal duca? Le cose si complicano ma ogni come siano andate c’è da spiegare da dove nasce il titolo del post: da una storia nata a Castel Goffredo, ambientata a Verona e copiata da William Shakespeare. Ecco come andò la storia.

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La neve di aprile tra pioppi, Fetonte e un mito padano

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fetonte Giulio RomanoSono arrivati i piumini, come popolarmente si chiamano le infiorescenze dei pioppi, che fanno piangere gli allergici, sembrano nevicate di primavera e accendono la fantasia degli imbecilli che a volte gli danno fuoco creando non pochi problemi.
Eppure dietro questo fenomeno naturale c’è uno dei miti più poetici che si conosca che racconta la storia di Fetonte, un ragazzo imprudente, del dio Sole, un padre che non sa dire di no, e delle Eliadi, sorelle inconsolabili per la scomparsa del fratello. Un mito legato all’Eridano, il nostro fiume Po, dove Fetonte cade e annega e pertanto profondamente padano. Se ne trovano due versioni: una di Giulio Romano (vedi disegno a fianco) nella stanza delle Aquile a Palazzo Te e l’altra a Sabbioneta nella stanza dei miti a Palazzo Giardino.
Ma cosa sono i piumini nel mito? Continua a leggere

Visita a Palazzo d’Arco tra zodiaco, cucine e storie d’altri tempi – domenica 17 aprile ore 10.15

Palazzo d'ArcoVi segnalo la prossima iniziativa organizzata in collaborazione con l’associazione culturale Borgo Cultura che mi vedrà all’opera. Si tratta di una
Visita a Palazzo d’Arco tra zodiaco, cucine e storie d’altri tempi
Domenica 17 aprile alle ore 10,15 presso l’ingresso del Palazzo

Dopo la chiusura per restauro riapre al pubblico il museo di Palazzo d’Arco che rappresenta l’unica dimora mantovana che ha mantenuto il mobilio e l’arredamento originali. Potremo tornare a passeggiare nel giardino e nelle sale che han visto vivere i conti d’Arco con la splendida cucina, la camera da letto della contessa, la donazione Cavriani e gli affreschi dello zodiaco di Falconetto.
Questi i costi dell’iniziativa
Costo dell’ingresso al Palazzo, inclusa guida, € 10 per i non soci ed € 7 per i soci di Borgo Cultura. Bambini al di sotto degli 11 anni ridotto € 5.
Chi volesse prenotare può telefonare al 333/1956045 (Grazia Caleffi – presidente Borgo Cultura).

5 torri tra sale, zucchero e gabbie

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Torre dei Gambulini

Mantova era una Manhattan padana (cit. Philippe Daverio), circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città dai laghi doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna o il Campanile di Giotto per Firenze consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto il centro storico più bello del mondo. Ecco 5 delle torri mantovane per non parlare di quella del Salaro, della casa torre Bonacolsi e della casa torre Boateri di via Calvi.

Torre della Gabbia

Costruita dalla famiglia Acerbi torreggia (e come potrebbe fare altrimenti) tra piazza Sordello e via Cavour dove si nota la gabbia da cui viene il suo nome. Alta circa 55 metri la torre della Gabbia fu di proprietà degli Acerbi, dei Bonacolsi, dei Gonzaga e dei Guerrieri Gonzaga per essere poi ceduta al comune, attuale proprietario. Fu il duca Guglielmo nel 1576 ad inserire la gabbia dove venivano esposti i malfattori: posizione poco invidiabile ma almeno si evitano pietre e sputi destinati a coloro che venivano messi alla berlina a livelli più bassi. Dovrebbe diventare il belvedere della città.

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Porto 1616: successo della serata a Villa La Favorita

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Un grande successo per la serata a Villa la Favorita su Porto 1616. Giovedì 7 aprile alle 21.00 oltre 300 persone hanno affollato il salone della villa. Trovate alcune foto e le slide utilizzate durante la serata. Un grazie al comune di Porto Mantovano nella persona del sindaco Massimo Salvarani e dell’assessore alla cultura Nadia Albertoni, alla famiglia Bernardelli proprietaria della villa e a Virginia Novellini.

5 momenti storici in cui sarebbe stato bello ESSERE a Mantova

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Sole_Luna_Palazzo_TE

Nelle vicende delle città ci sono eventi che ne cambiano la storia in modo positivo o negativo. Perché allora non pensare a quei momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Ho provato a individuare 5 accadimenti fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi? Quali scegliereste?

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Porto 1616 – giovedì 7 aprile ore 21 presso Villa La Favorita

La Favorita - olio su tela di Giancarlo BusinelliVi segnalo un incontro per approfondire l’affascinante e ricca storia della Favorita, la villa costruita dal cardinale e poi duca Ferdinando Gonzaga a Porto Mantovano.
E’ un’iniziativa
promossa dall’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Comunale portuense per giovedì 7 aprile alle ore 21 proprio presso la suggestiva villa. A questo link l’evento su Facebook. Continua a leggere