• Home
  • Chi sono
  • About me
  • À propos
  • Itinerari
  • Corsi
  • Pubblicazioni
  • Iniziative
  • Collaborazioni
  • Recensioni

mantovastoria

~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi tag: Giacomo Cecchin

5 balconi angolari in una Mantova da osservare con gli occhi all’insù

16 domenica Lug 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, le 5 cose...

≈ Lascia un commento

Tag

balconi angolari, Giacomo Cecchin, Palazzo Aliprandi, Palazzo Arrivabene, Palazzo Castiglioni, Palazzo di Via Roma, Palazzo Magnaguti

Ci sono particolari di Mantova che segnaliamo in questa rubrica non per una valenza storica o turistica ma anche solo per invitarvi a passeggiare con gli occhi all’insù. E’ il caso di questa cinquina che evidenzia i balconi angolari, ovvero quelli che consentono una visione delle due vie su cui affaccia l’angolo di un palazzo. Ebbene anche a Mantova ce ne sono alcuni, a partire da quelli tipicamente medievali come il più famoso (che è quello di Palazzo Castiglioni) fino ad arrivare a quelli più moderni e smussati come quello che si trova all’inizio di via Roma. Senza dimenticarne uno “quasi angolare” e molto particolare che trovate sul fianco della chiesa di San Martino, verso via Corridoni. Eccovi allora 5 balconi angolari da osservare in una delle prossime passeggiate in città.

Continua a leggere →

5 esempi di indigestione urbana tra chiese, palazzi e vicoli

09 domenica Apr 2017

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose...

≈ 2 commenti

Tag

Cattedrale di Mantova, Duomo, Giacomo Cecchin, Indigestione urbana, Palazzo del Podestà, palinsesto, Via Leon d'Oro, Vicolo Carmine, Vicolo Prato

Duomo Cattedrale di Mantova

A volte le città sembrano inghiottire alcuni edifici che scompaiono senza lasciare traccia. A volte invece questa digestione urbana non è completa e allora rimangono elementi architettonici, finestre, muri e altri indizi che raccontano cosa c’era in precedenza. Non è facile vederli, ci si capita di fronte per caso e lasciano un attimo interdetti ma poi scatta la voglia di saperne di più. Mantova è ricca di queste indigestioni urbane allora eccovene 5 da riscoprire tra chiese, palazzi e vicoli del centro (cinquina ispirata da Maria Cristina Novellini).

Vicolo Prato

Questo vicolo senza uscita che inizia da via Pomponazzo proprio di fronte a dove sbocca via Ardigò offre una sorpresa a chi vi entra. Proprio sulla destra, guardando verso il fondo, si trova uno dei resti della chiesa di Santo Stefano. Il muro in mattoni a vista vede al suo culmine un piccolo rosone gotico e la tipica cornice medievale in cotto tipica di tante altre chiese mantovane. Questa chiesa, molto antica (secondo le fonti la fondazione risale all’828), fu parrocchia e poi convento delle Carmelitane scalze teresiane per essere demolita dopo la soppressione del 1782 ad opera dell’imperatore Giuseppe II. Chissà se qualche parte della sua struttura si trova anche all’interno dell’edificio da cui sbuca questo particolare.

Continua a leggere →

Luigi Pastro: una via, un sonetto, un martire mancato

10 sabato Dic 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

≈ 1 Commento

Tag

Giacomo Cecchin, Giampaolo Dossena, Luigi Pastro, Luoghi letterari, Luoghi letterari dell'Italia Settentrionale, martiri di belfiore, Sonetto acrostico quadruplo, Via Pastro

madonna del terremoto

Oggi parliamo di via Pastro che si apre al fianco della chiesetta della Madonna del Terremoto per sbucare in vicolo della Mainolda. Quando la si imbocca da piazza Canossa si ha una splendida vista del cupolone di S.Andrea ma forse non tutti sanno chi era Luigi Pastro (1822-1915). Visto che siamo ancora in tema di celebrazioni dei martiri di Belfiore ecco una breve sintesi con curiosità finale.

Continua a leggere →

5 reliquie della passione tra sangue, spugna e pietra dell’unzione

23 domenica Ott 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose...

≈ 42 commenti

Tag

Giacomo Cecchin, La croce, La pietra dell'Unzione, La spugna, Reliquie dei Sacri Vasi, Sacri Vasi, San Longino, Sant'Andrea

sacri_vasi

Mantova città dei Sacri Vasi ma soprattutto delle reliquie della Passione. Sì perché in realtà se la reliquia più importante della città e (per chi crede) della cristianità è il sangue di Cristo ci sono altre reliquie legate alla morte del nazareno. Basti pensare che la tradizione vuole che nei due Sacri vasi uno fosse dedicato al sangue e l’altro alla spugna. Tra l’altro una tradizione medievale riteneva che Cristo nella sua seconda venuta sarebbe tornato nel luogo dove erano conservate il maggior numero di reliquie della passione. Fino alla rivoluzione francese era la Sainte Chapelle di Parigi ad avere il record con ben 23 reliquie della passione raccolte principalmente da Luigi il Santo ma oggi dopo i guasti rivoluzionari Parigi ne ha conservate tre e noi a Mantova? Almeno 5: eccole.

Continua a leggere →

5 tappe per un pellegrinaggio alle Grazie tra domenicani, francescani e miracoli lacustri

15 lunedì Ago 2016

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516

≈ 41 commenti

Tag

Beata Osanna Andreasi, Casa della Beata Osanna Andreasi, Giacomo Cecchin, Mantova 5 cose che so di lei, San Bernardino, San Francesco, Santa Maria degli Angeli, Santuario della Madonna delle Grazie, Santuario delle Grazie

La tradizione mantovana prevede il pellegrinaggio al Santuario delle Grazie in due momenti specifici: durante il mese di maggio e ad agosto in occasione della Festa dell’Assunta, meglio conosciuta come la fiera delle Grazie. In macchina, in bicicletta, a piedi o in barca i mantovani e non solo affollano il sagrato decorato per l’occasione da centinaia di Madonnari e le vie del borgo anche per il rito del panino con il cotechino. Solo i veri mantovani possono mangiare il cotechino alle Grazie il 15 di Agosto, con temperature che consiglierebbero anguria e melone, e addirittura per colazione. Per chi volesse 5 tappe per un pellegrinaggio diverso suggeriamo un percorso che recuperi la storia francescana del santuario e la leghi anche all’altro ordine mendicante: quello dei domenicani.

Continua a leggere →

5 ulteriori passaggi segreti urbani tra mura, ferrovie e giardini

26 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516

≈ 45 commenti

Tag

Corso Pradella, Giacomo Cecchin, Lungolago, Mantova 5 cose che so di lei, Palazzo Te, passaggi segreti, passaggi segreti urbani, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Santa Barbara, Vòlto oscuro, Via Chiassi, Via Verdi, via visi

vòlto oscuro

Abbiamo già affrontato il discorso delle scorciatoie o passaggi segreti urbani (qui potete trovare le 5 già pubblicate). Sono modi di passare da una via all’altra o da una piazza a un giardino sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti. Eccovene altre 5+1 (attualmente chiuso), ce ne sono delle altre?

Continua a leggere →

Giancarlo Businelli: un pittore tra acqua e pianura

11 mercoledì Nov 2015

Posted by mantovastoria in Mostre

≈ Lascia un commento

Tag

Giacomo Cecchin, Giancarlo Businelli, Giancarlo Businelli pittore, Pittore Giancarlo Businelli

Barcaiolo sul Mincio 2013, olio su tela, cm 65x55
Barcaiolo sul Mincio
2013, olio su tela, cm 65×55

Giancarlo Businelli è un vero pittore ed è un amico sincero. Oggi pubblico questa mia recensione che è contenuta all’interno del catalogo edito da Sartori editore. Il quadro qui a fianco è esposto nella mostra Mantova in Arte 2015. 1° regestro artistico mantovano” alla Casa Museo Sartori di Via XX Settembre, 11/13/15 a Castel d’Ario, è visitabile il sabato dalle 15,30 alle 19,30 e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19.00.
Giancarlo Businelli: un pittore tra acqua e pianura
Giancarlo Businelli nasce il 3 aprile 1940 a Borgoforte (Mn). È pittore, risiede e lavora a Mantova.
Il suo sito è www.businelli.it

Continua a leggere →

La mostra di Paolo Veronese: la mostra a Verona 2014

17 venerdì Ott 2014

Posted by mantovastoria in Mostre

≈ Lascia un commento

Tag

Giacomo Cecchin, il Veronese, MOstra, Palazzo della Gran Guardia, Paolo Caliari detto il Veronese, Paolo Veronese, Verona

Paolo Veronese, la forza del brand – Una mostra a Verona

La mostra di Paolo Veronese alla Gran Guardia ha consentito di riscoprire uno dei più grandi artisti del ‘500 veneziano. La mostra è stata l’occasione per organizzare una visita guidata (28/09/2014) e una conferenza (03/10/2014) dal titolo”Paolo Veronese e la forza del brand“.

Ecco la recensione

VERONA – Innovazione, qualità, marketing e quote di mercato, apprendistato e passaggio generazionale: forse inserendo in google queste parole chiave non uscirebbero risultati relativi alla mostra su Paolo Veronese attualmente in corso al Palazzo della Gran Guardia a Verona.

Eppure di questo si tratta: Paolo Caliari detto il Veronese è uno dei più grandi pittori veneti del ‘500, innovatore, si conquista spazio e committenti in gara con artisti come Tiziano e Tintoretto, lasciando figli e allievi con una bottega che per far leva sulla forza del brand si firma come Haeredes Pauli Caliari Veronensis.

La mostra in corso a Verona e aperta fino al 5 ottobre è sicuramente un’occasione da non perdere almeno per tre motivi: i colori, l’eleganza e la gioia di vivere che comunicano le oltre 80 opere di Veronese esposte, la possibilità di sbirciare il dietro le quinte della bottega del pittore e di seguirne l’evoluzione dagli esordi alla maturità e, soprattutto per noi mantovani, l’occasione di rivedere un’opera che fino alla conquista napoleonica della città era in duomo e oggi è conservata a Caen.

Partiamo dai colori e dall’eleganza di un pittore che esegue opere per una committenza composita, dagli ordini religiosi ai grandi committenti privati per arrivare alla Serenissima. Veronese completa la triade del cinquecento veneziano con Tiziano e Tintoretto e ci racconta una Venezia dove il colore la fa da padrone e gli artisti lavorano a composizioni sempre più articolate per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente.

Uno dei valori aggiunti della mostra è quello di seguire cronologicamente lo sviluppo dell’arte di Veronese mettendo anche a confronto con le opere definitive disegni e studi preparatori. Si entra in tal modo nella bottega del pittore, un dietro le quinte fatto di studi e sperimentazioni e della collaborazione di allievi, familiari e figli. Proprio questi ultimi alla morte del padre portano avanti la bottega e si firmano Haeredes Pauli: proprio come farebbe oggi qualsiasi impresa che alla morte del fondatore deve convincere i clienti che la qualità del prodotto non cambia.

Gli ampi spazi della Gran Guardia consentono una visita in tutta tranquillità e rendono giustizia alle dimensioni monumentali di alcune opere. Ecco un altro degli elementi di interesse della mostra. Si va dallo schizzo all’opera finita, dal bozzetto a olio alla tela di dimensioni maestose e in tutte queste opere traspare la cura per il dettaglio e per l’esecuzione che ha fatto la fortuna di Veronese.

Da ultimo per noi mantovani la possibilità di vedere da vicino un’opera che manca da Mantova dal 1798 quando Napoleone la preleva insieme alla Madonna della Vittoria di Mantegna e ad altre opere per il costituendo museo del Louvre.

Si tratta de “Tentazione di Sant’Antonio” che Veronese dipinge quando ha 24 anni per la cattedrale di Mantova su commissione del cardinale Ercole Gonzaga. Delle dieci tele volute dal prelato per il duomo rinnovato da Giulio Romano, otto sono ancora in loco (alcune esposte al museo diocesano), una è dispersa, la tela di Veronese è invece finita a Caen in Normandia dopo una breve sosta al Louvre. E’ un’opera che vale la pena vedere. Il pittore sceglie un’inquadratura ravvicinata con i tre personaggi che occupano quasi tutto lo spazio del quadro: un sant’Antonio che resiste alle tentazioni rappresentate da una donna vestita e pettinata alla moda del tempo con unghie adunche che ne rivelano l’essenza demoniaca e un satiro che sta per colpire il santo con uno zoccolo equino. O con le buone o con le cattive, potremmo dire.

La mostra è una gioia per gli occhi e per il cuore ed è un’occasione per capire da dove deriva la fortuna di Paolo Caliari detto il Veronese: ci si trova tutto quanto ancora oggi gli stranieri apprezzano del nostro Paese come eleganza, qualità e bellezza. La forza di un brand.

(Visita effettuata venerdì 1 agosto 2014)

Verona Palazzo della Gran Guardia – 5 luglio – 5 ottobre 2014

Questo articolo è stato pubblicato su:

http://www.altramantova.it/it/tempo-libero/time-out/5248-paolo-veronese-la-forza-del-brand-in-mostra-alla-gran-guardia.html

Giacomo Cecchin

Articoli più recenti →

Articoli recenti

  • 510 anni di meraviglia: la prima edizione dell’Orlando Furioso e la Mantova di Isabella d’Este (22 aprile 1516)
  • L’arte nel piatto, da Andy Warhol a Jeff Koons, una serata a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30
  • Questo potevo farlo anch’io: la Collezione Sonnabend a Mantova, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

Categorie

Mantovastoria

Mantovastoria

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per seguire questo blog e ricevere le notifiche per i nuovi articoli via e-mail.

@mantovastoria

Segui l'account @mantovastoria

  • Abbonati Abbonato
    • mantovastoria
    • Unisciti ad altri 555 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • mantovastoria
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...