Ci siamo! Oggi sabato 25 e domenica 26 marzo arrivano le Giornate FAI di Primavera. Eccovi il modo migliore per sfruttare a pieno le aperture: dalle 14.30 alle 17.30 di sabato 25 e dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 di domenica 26, si apriranno le porte del Palazzo Vescovile di Mantova, ex Palazzo Bianchi, in piazza Sordello; dell’ex Teatro Gonzaga di Mantova, inglobato nel Museo Archeologico Nazionale di Mantova; dell’impianto idrovoro di Moglia di Sermide; di Casa Nodari a Castiglione delle Stiviere. www.giornatefai.it
Tengo famiglia: i Gonzaga in 10 storie e una cena mantovana
Venerdì 17 marzo ore 20.30 a CorteMainolda di Sarginesco
Cosa ne dite di una serata diversa dove ascoltare storie divertenti, gustare piatti interessanti in un ambiente assolutamente d’eccezione?
Se vi abbiamo convinto vi aspettiamo a corte Mainolda se invece avete bisogno di un ulteriore momento di riflessione leggete oltre la presentazione della serata e soprattutto il menù. Continua a leggere →
A Mantova quando c’è la nebbia tutto cambia o si trasfigura. Basta ad esempio entrare dal ponte di San Giorgio per accorgersi che si tratta di una passerella verso il nulla e, se fossimo in un film fantasy, nessuno si stupirebbe di veder apparire Camelot (e d’altra parte tra sacri vasi e santo Graal siamo comunque in atmosfere arturiane). Ma quello che vi consiglio sono alcuni luoghi da vedere con la nebbia per rendersi conto che siamo in una città diversa dalle altre e che prima di lamentarsi per la nebbia bisogna pensare che meglio averla fuori che dentro il cervello. Eccovi 5 suggerimenti per passeggiate onirico-nebbiose… Continua a leggere →
A Mantova quando c’è la nebbia tutto cambia o si trasfigura. Basta ad esempio entrare dal ponte di San Giorgio per accorgersi che si tratta di una passerella verso il nulla e, se fossimo in un film fantasy, nessuno si stupirebbe di veder apparire Camelot (e d’altra parte tra sacri vasi e santo Graal siamo comunque in atmosfere arturiane). Ma quello che vi consiglio sono alcuni luoghi da vedere con la nebbia per rendersi conto che siamo in una città diversa dalle altre e che prima di lamentarsi per la nebbia bisogna pensare che meglio averla fuori che dentro il cervello. Eccovi 5 suggerimenti per passeggiate onirico-nebbiose…
I portici a Mantova sono sparsi un po’ dappertutto (in questi giorni è anche in corso la loro pulizia), costruiti in epoche differenti offrono riparo dal sole o dalla pioggia. La curiosità di quelli mantovani sono i capitelli, spessissimo diversi uno dall’altro, e che raccontano personaggi e vicende che hanno caratterizzato la storia della città. Basta passeggiare osservandoli ogni tanto e si scopriranno simboli e decorazioni davvero unici che rimandano alle famiglie che hanno posseduto i palazzi, alla loro funzione o semplicemente alla necessità di riutilizzare materiali di scarto come forse nel caso di quello con lo stemma Gonzaga-Visconti all’inizio di Corso Umberto. Ecco una scelta di 5 capitelli da scovare durante la prossima passeggiata. Continua a leggere →
I portici a Mantova sono sparsi un po’ dappertutto (in questi giorni è anche in corso la loro pulizia), costruiti in epoche differenti offrono riparo dal sole o dalla pioggia. La curiosità di quelli mantovani sono i capitelli, spessissimo diversi uno dall’altro, e che raccontano personaggi e vicende che hanno caratterizzato la storia della città. Basta passeggiare osservandoli ogni tanto e si scopriranno simboli e decorazioni davvero unici che rimandano alle famiglie che hanno posseduto i palazzi, alla loro funzione o semplicemente alla necessità di riutilizzare materiali di scarto come forse nel caso di quello con lo stemma Gonzaga-Visconti all’inizio di Corso Umberto. Ecco una scelta di 5 capitelli da scovare durante la prossima passeggiata.
A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te… Continua a leggere →
A Palazzo Te Giulio Romano interpreta i desideri del suo committente Federico II e ne racconta sulle pareti le vicende private attraverso le storie delle divinità del monte Olimpo. L’allievo di Raffaello spinge sull’acceleratore e in alcuni affreschi inserisce particolari lascivi o esplicitamente erotici. Qui siamo a Mantova e non a Roma e pertanto non arrivano i braghettoni a coprire le nudità. Senza dimenticare un piccolo Manneken pis da scovare negli scomparti che circondano il riquadro centrale della Camera di Amore e Psiche. Cosa ne dite di un percorso per scoprire 5 particolari lascivi a Palazzo Te…
Spesso quando si gira per palazzi antichi o monumenti si trovano delle scritte che coprono le pareti danneggiando gli affreschi o semplicemente imbrattando i muri. In quel momento partono di solito tutti gli insulti e gli improperi nei confronti dei vandali e di chi, ad altezza di imbecille, ha voluto lasciare il ricordo del suo passaggio. Ma forse non tutti sanno che si tratta di un’abitudine che viene da lontano basti ricordare le scritte sulle pareti del Camarone dei Giganti di Palazzo Te o quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone. Nel caso romano le scritte riportano i nomi dei più famosi pittori del quattrocento, scesi “in grotta” ad ammirare le pitture romane del I secolo D.C. e sono fondamentali per la storia dell’arte perchè ci raccontano quali artisti hanno visto le decorazioni: ricordiamo ad esempio Raffaello, Michelangelo o Pinturicchio. Per la firma di quest’ultimo poi c’è un’aggiunta divertente e infamante: forse un allievo arrabbiato o forse un pittore rivale ha scritto sotto la firma di Bernardino di Betto l’epiteto ingiurioso di “sodomita” e così per 5 secoli e nel futuro il dubbio sulle abitudini dell’artista rimarrà. Ma torniamo a Palazzo Te dove nella Camera dei Giganti sono state lasciate le scritte che ne deturpano le pareti arrivando, come si diceva prima, ad altezza di imbecille. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti:alcune risalgono addirittura alla fine del ‘500 (i Gonzaga abitano ancora il Palazzo ed è come se voi invitaste qualcuno a cena e mentre stappate il vino in cucina uno dei vostri ospiti incidesse il suo nome dietro il divano in sala da pranzo), altre agli anni tragici del Sacco del 1630, altre molto più vicino a noi al secolo scorso. Per i curiosi e gli amanti del genere a questo link trovate tutte le scritte del Camarone dei Giganti reperite con un lavoro certosino da Anna Maria Lorenzoni. Ne riportiamo una che ci sembra particolarmente divertente con alcuni buontemponi che dopo la colazione pensano bene di lasciare la firma sulle pareti del capolavoro di Giulio Romano: D.Gozzi – J.Carolus 1749,29 aprile, Giorno di S.Pietro Martire, doppo d’haver fatto collazione. Durante il restauro la scelta, a mio parere corretta, è stata quella di non stuccare le scritte ma di riempirne i solchi di colore per consentire la piena lettura degli affreschi ma senza perdere le tracce di una storia minore che fa ormai parte delle vicende di Palazzo Te. D’altra parte un motto forse parmigiano ricorda che: Gli Eroi sui Marmi e i Coglion sui Muri Scrivono lor Nome Perchè Etterno Duri.
La Buona Strada – Un bel libro questo di Philippe Daverio che suggerisce 127 passeggiate in Lombardia (con sconfinamenti in zone limitrofe) e invita a mettersi in viaggio con mete poco conosciute o presentate in ogni caso in modo inedito e interessante. La sorpresa (per chi non ci vive) è di scoprire la Lombardia e Milano come una delle zone a più alta densità di monumenti, cittadine, musei o chiese che meritano un viaggio. Philippe Daverio poi presenta queste “gite” con riferimenti all’attualità, curiosità e storie poco note che catturano l’attenzione del lettore. Proviamo a vedere i 5 itinerari mantovani che naturalmente partono da Mantova ma arrivano fino a Sabbioneta e Suzzara e dedicano ben 2 pagine al Santuario delle Grazie: dal coccodrillo alla tomba di Baldassarre Castiglione.