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Alessandro Barbero, Curtatone e Montanara, Custoza, Goito, Guerre di indipendenza, Lugana, Risorgimento
Spesso noi mantovani ci dimentichiamo che le guerre del Risorgimento furono combattute tutte tra il Garda e il fiume Po sulle rive del Mincio. Nomi come Goito, Curtatone e Montanara, Monzambano li si trova ricordati nelle vie di tutte le città d’Italia, senza dimenticare che Solferino non è solo una stazione della metropolitana parigina ma anche uno dei nomi scritti sotto a Parigi sotto l’Arco di Trionfo come vittoria dell’esercito francese.
Ma non si ricordano solo le vittorie e allora perchè non pensare a Custoza dove abbiamo perso ben due volte: nel 1848 e nel 1866. Oggi su quelle strade corrono i cicloturisti provenienti da tutta Europa, spesso senza sapere niente della battaglie e scambiando gli ossari per semplici edifici marca cima.
E voi? Conoscete tutto delle tre guerre di indipendenza? Sapete che Mantova diventerà italiana solo nel 1866 con tutto il Veneto? Vi ricordate come mai abbiamo dovuto aspettare il 20 settembre (altro nome diffusissimo di via) del 1870 per conquistare Roma*?
Se volete saperne di più vi invito a fare due cose:
1. Ascoltare le tre splendide lezioni di Alessandro Barbero sulle guerre di indipendenza dal sito del Festival della mente di Sarzana.
I guerra di indipendenza
II guerra di indipendenza
III guerra di indipendenza
2. Leggere questo post dal blog sul perchè il Lugana è meglio del Custoza.
Buon Risorgimento a tutti.
Giacomo Cecchin
* Proprio a proposito della presa di Roma il cancelliere di ferro Otto von Bismarck avrebbe detto al principe ereditario Umberto, “Voi italiani siete il popolo delle tre S: con Solferino avete preso la Lombardia, con Sadowa avete preso il Veneto, con Sedan avete preso Roma. E nessuna delle tre S è stata opera vostra”.
Il Palazzo ducale di Mantova è “una città nella città” secondo la celebre definizione che Baldassarre Castiglione attribuisce in realtà al palazzo di Federico da Montefeltro a Urbino. Eppure la reggia dei Gonzaga è proprio uno spazio a sé stante, costruito nei secoli collegando edifici un tempo isolati e realizzando l’attuale insieme labirintico di più di 35.000 metri quadrati. Una delle immagini che meglio offre questa idea del Palazzo ducale di Mantova è quella che si trova nella veduta a volo d’uccello della mappa realizzata alla metà del 1600 da Gabriele Bertazzolo. Lì si vedono anche le porte che chiudevano gli accessi alla corte che, pensate un po’, erano 5. Allora proviamo a riscoprire queste cinque porte del Palazzo ducale che si possono ancora individuare passeggiando attorno al perimetro della reggia dei Gonzaga.
I libri che affrontano documenti d’archivio spesso vengono a torto considerati noiosi o aridi. Elenchi di numeri e voci di registri dei conti, citazioni di atti notarili o vuote formule burocratiche spaventano i più.
Domenica scorsa ci siamo occupati della Camera degli Sposi dal punto di vista cinofilo mentre oggi ci occupiamo dell’altra metà del cielo, quella felina. Ebbene sì perché anche se nella camera picta di gatti non ce ne sono non possiamo escludere che ogni tanto qualche micio ci passasse. Magari proprio Martino, il gatto preferito di Isabella d’Este che, dopo l’iniziale spavento, avrebbe potuto fare smorfie e sberleffi ai mastini dipinti che non potevano reagire sentendosi corraggioso e spavaldo. In realtà la cinquina di oggi non sarà solo gonzaghesca ma ci porterà in giro per la città in un itinerario gattofilo, da percorrere con passo felino, alla scoperta di particolari che spesso non notiamo e di storie che ci raccontano di una città solo apparentemente indifferente ai gatti. (cinquina benevolmente sollecitata e ispirata da Virginia Novellini).
Grande successo e divertimento soprattutto per l’evento dedicato al racconto della battaglia di Waterloo tenutosi al Cinema del Carbone domenica 18 giugno alle 17.30 con la partecipazione di Giacomo Cecchin e Stefano Donati (nella foto da sinistra Stefano e Giacomo).
Lo spettacolo, della durata di un’ora e venti circa, ha presentato gli avvenimenti che hanno preceduto Waterloo, come si è svolta la battaglia e cosa successe dopo lo scontro, alternando storia e marketing e focalizzando su quattro personaggi principali: Napoleone, Wellington, Blucher e Billy lo smilzo.



L’ultima puntata di
I Gonzaga furono da sempre appassionati di caccia e per questo prediligevano tra gli animali i cavalli, i falconi e i cani. Li troviamo rappresentati in molti affreschi e in numerosi dipinti (senza dimenticare il famoso cortile dei cani con la sepoltura di una delle cagnette predilette di Isabella d’Este). Oggi ci occupiamo proprio di questi ultimi provando a vedere quanti ce ne sono nella Camera degli sposi che è ricchissima di animali. Per questa cinquina tuttavia ci concentriamo sui cani andando a proprio a cercarli sulle pareti e sulla volta della camera affrescata da Andrea Mantegna. In realtà se li contiamo sono di più ma andiamo per razze e tipologie e recuperiamo così il nostro prediletto numero 5 tra cani preferiti, cani da caccia e cani infernali.
Mantovagando, la trasmissione in onda su
Vi aspettiamo a Casa Andreasi per Cibarti, un incontro dedicato al cibo e all’arte in un anno in cui Mantova è capitale della Gastronomia.
Ogni facciata di casa o palazzo a Mantova merita uno sguardo. A volte per i lacerti di affreschi, a volte per i portali o per le tracce di edifici precedenti ma spesso perché si tratta di dimore legate a famiglie che hanno fatto la storia della città. Per questo oggi proponiamo un percorso alla riscoperta di alcuni palazzi con facciate che raccontano una storia e che, osservandoli da vicino, presentano anche particolari molto interessanti. L’invito è di fare una passeggiata collegando in un itinerario tutti questi palazzi e, mentre passate dall’uno all’altro, provare a prestare attenzione ai dettagli che fanno di Mantova un luogo unico al mondo.