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Electa, Ernst Gombrich, Frederyck Hartt, Giulio Romano, Il Rio, Mantova, Stefano L'Occaso, Tre Lune, Yale University Press
A Mantova tutti parlano di Giulio. “Giulio chi? Chiedono gli stranieri”. Ma Giulio Romano rispondono i mantovani che dopo la febbre Mantegna del 1961 e del 2006 adesso tornano ad ammalarsi della febbre Giulio Romano dopo le mostre del 1989 e del 2001.
Come prepararsi allora alla mostra dell’anno a Mantova? Andando a Palazzo Te o a Palazzo Ducale, girando per Mantova (con puntate in cattedrale, in Sant’Andrea, alle Peschiere e alla Casa del pittore) ma soprattutto andando in biblioteca e partendo dalle opere già scritte che parlano dell’allievo di Raffaello (in attesa di leggere il nuovo catalogo). Eccovi allora 5 suggerimenti per scoprire (o riscoprire) Giulio Romano prima dell’autunno e soprattutto far bella figura con agli amici.
Giulio Romano -Frederick Hartt – New Haven – Yale University Press, 1958
E’ la prima e forse l’ultima monografia completa su Giulio Romano. Da rileggere perché spesso è proprio nei testi più datati che si trovano le informazioni più interessanti.
Giulio Romano – Milano – Electa – 1989 (MOSTRA)
E’ il catalogo della mostra del 1989, quella che ha riportato Giulio agli onori delle cronache ed è stato l’ultimo passaggio di un progetto di restauro della villa di Federico II che l’ha restituita alla sua bellezza interrompendone il degrado. Interessante il fatto che la mostra sia durata meno rispetto alle consuetudini di oggi: dal 1 settembre al 12 novembre 1989.
Roma e lo stile classico di Raffaello, 1515-1527 – Milano – Electa – 1999 (MOSTRA)
Una mostra che parlava di Raffaello e della sua bottega e che quindi faceva riferimento anche a Giulio. Una serie di disegni e incisioni straordinarie esposte all’interno delle Fruttiere di Palazzo Te e poi all’Albertina di Vienna. Uno dei miei ricordi più emozionanti visto che un mio libretto sulla mostra fu messo in vendita a Vienna, in traduzione inglese e tedesca, e non a Mantova.
L’opera di Giulio Romano, il palazzo del Te – Ernst Gombrich – Mantova – Tre Lune – 2016
Ernst Gombrich ebbe il merito di riscoprire Giulio Romano nella sua tesi di laurea, quando pochi lo consideravano e gli stessi mantovani sembravano essersene dimenticati. Un bel libro per guardare Giulio con gli occhi di uno degli storici dell’arte più innamorati di lui.
Giulio Romano Universale – Stefano L’Occaso – Mantova – Il Rio – 2019
E’ l’ultimo libro uscito sul grande Giulio Romano e propone scoperte, proposte e appunti di Stefano L’Occaso, uno storico dell’arte che ci ha abituati a testi curati e precisi ma soprattutto ricchi di elementi da cui partire per altre suggestivi filoni di ricerca o scoperte.
Oggi gli odori delle città sono meno forti che in passato (e meno male potremmo dire visto che non esistevano fognature e ognuno faceva da sè) ma esistono ancora. Basta infatti camminare per le vie di Mantova per accorgersi che, soprattutto a primavera e all’inizio dell’estate, le vie hanno un loro profumo e odore. E’ una visita “olfattiva” e un modo per tornare al passato: quando le città si riconoscevano dagli odori delle loro attività, dai profumi dei loro alberi o frutti e dalle esalazioni dei rifiuti gettati e lasciati nelle vie. Ecco allora una personale scelta di 5 vie dove la città ti prende per il naso. 
Dal 2013 non è mai uscita dalla top ten delle opere liriche più rappresentate al mondo*; il suo nome è sinonimo di Mantova e dei Gonzaga**; la donna è mobile è una delle arie più conosciute e utilizzate, anche e soprattutto inserita nella colonna sonora dei film***.
Il Museo Rigoletto a Palazzo Castiglioni visitabile con ingresso a 3 euro (gratis fino a 18 anni) rimarrà aperto fino al 12 maggio con i seguenti orari: da martedì a venerdì
Ci sono due notizie da dare a chi volesse venire a vedere la mostra su Chagall a Mantova: una brutta e una bella. Vi comunico prima la brutta: alla mostra di Mantova non si trova lo Chagall più famoso, quello delle capre che volano, dei violinisti sul tetto, dei colori e degli innamorati che si tengono per mano (in realtà qualcosa c’è ma non abbastanza per gli appassionati dello Chagall che tutti conosciamo).
A novembre è tempo di Fumana, il festival dedicato agli immaginari delle pianure.




Una bella occasione per scoprire il quartiere di Fiera-Catena con una passeggiata anarchica e disordinata e ricca di sorprese. Biblioteche, piazze, resti di mura, un campanile imprigionato e un porto. Un modo per leggere storie, curiosità e vicende di uno dei quartieri a più alto tasso di vivacità e cultura della città.

