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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Marco Morelli

Girovagando per presepi alla scoperta di curiosità e storie sul Natale, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

26 venerdì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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art sacré, arte sacra, Basilica di Sant'Andrea, Christmas itineraries, Christmas nativity scenes, Christmas traditions Italy, crèche vivante, crèches de Noël, cultural tourism Italy, Duomo, Giacomo Cecchin, Girolamo Bonsignori, Giulio Romano, itinéraires de Noël, itinerari di Natale, living nativity scene, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Mantua Christmas, Marco Morelli, MCG, Natività nell’arte, Nativité dans l’art, Nativity in art, Noël à Mantoue, patrimoine religieux, patrimonio religioso, presepe vivente, presepi a Mantova, presepi di Natale, religious heritage, sacred art, Sagrestia del Duomo, saint François et la crèche, Saint Francis and the Nativity, san biagio, San Francesco e il presepe, tourisme culturel en hiver, traditions de Noël en Italie, tradizioni natalizie italiane, turismo culturale invernale

Quando si avvicina il Natale anche Mantova si riempie di presepi: ogni chiesa fa a gara per avere il migliore. Eppure ci sono presepi che possiamo vedere tutto l’anno, altri che vengono allestiti sotto un’antica torre e perfino dei presepi viventi. La natività ha degli elementi fissi come la Sacra Famiglia, l’asino e il bue, i Re Magi, eppure ogni pittore, ogni artista ma anche ogni bambino mette in scena un presepe diverso.

Sono passati 8 secoli da quando San Francesco allestì il presepe di Greccio eppure la magia della natività non cambia e ci sarà sempre finché qualcuno proverà emozione nel collocare il bambinello dentro la mangiatoia. Ecco allora alcuni presepi da non perdere che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2025/Gennaio 2026

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Andare per eremi francescani, tre tappe in appennino, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

04 sabato Ott 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Apennines Italy, Apennins italiens, Appennino tosco umbro, eremi francescani, Eremo delle Carceri, ermitage des Carceri, ermitage franciscain, Franciscan hermitages, Franciscan pilgrimage, Giacomo Cecchin, itinéraires spirituels Italie, itinerari spirituali Italia, La Verna, La Verna sanctuary, lieux sacrés Italie, luoghi francescani, Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Montecasale, Montecasale hermitage, pèlerinage franciscain, pellegrinaggi francescani, religious tourism Italy, sacred places Italy, Saint François d’Assise, Saint Francis of Assisi, San Francesco d’Assisi, sanctuaire de La Verna, spiritual itineraries Italy, tourisme religieux Italie, turismo religioso

Nel 2026 si arriva alla fine delle celebrazioni degli 8 secoli dalla morte di San Francesco e quindi potrebbe essere l’occasione migliore per organizzare un itinerario alla scoperta degli eremi francescani. Sono luoghi dove si respira un’atmosfera particolare: paesaggi rustici e solitari, costruzioni semplici e a misura d’uomo e a volte capolavori come le terracotte policrome dei Della Robbia.

Scendere da San Sepolcro verso Assisi e poi risalire per La Verna è davvero un viaggio nel tempo. San Francesco ha viaggiato moltissimo a piedi e a dorso d’asino e ripercorrere le sue tracce è davvero un’esperienza unica. Ecco alcune possibili tappe per un percorso tra gli eremi francescani che che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre 2025/Novembre 2025

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Alla scoperta del paradiso nella cupola di Sant’Andrea, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

14 domenica Set 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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affreschi barocchi, architecture Renaissance italienne, Baroque frescoes, Basilica di Sant’Andrea, Basilica of Sant’Andrea, basilique Sant’Andrea, cosa vedere a Mantova, coupole de Sant’Andrea, cultural tourism Italy, cupola Sant’Andrea, Filippo Juvarra, fresques baroques, Giacomo Cecchin, Italian Renaissance architecture, Leon Battista Alberti, Mantoue Italie, Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Mantua Italy, Mantua skyline, Marco Morelli, MCG, panorama de Mantoue, panorama Mantova, patrimonio artistico, que voir à Mantoue, Sant’Andrea dome, things to do in Mantua, tourisme culturel Italie, Turismo culturale

E’ da qualche mese che si può salire sulla cupola della Basilica di Sant’Andrea: dopo circa 170 gradini si arriva a 40 metri d’altezza e si può vedere dall’alto il centro storico di Mantova. Ma la vera sorpresa è quando si entra all’interno della basilica e si percorre tutto il ballatoio che consente di vedere in basso la navata e in alto gli affreschi che decorano l’interno della cupola.

E’ un’occasione da non perdere quella di salire sulla cupola di Sant’Andrea per almeno due motivi: in una città di pianura come Mantova basta salire di poco per avere una vista spettacolare sulla città e sui dintorni. In secondo luogo all’interno della cupola si ha la sensazione di toccare il paradiso con un dito potendo osservare da vicino gli affreschi di Giorgio Anselmi. Ecco alcuni dettagli per prepararsi alla visita che che ho sintetizzato in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre 2025/Novembre 2025

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Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

24 domenica Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Ex voto, Ferragosto, Festa dell'Assunta, Fiera delle Grazie, Giacomo Cecchin, Madonna delle Grazie, Madonnari, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Palle di cannone, Sagrato, Santuario delle Grazie

Per ferragosto il Santuario delle Grazie vive il suo giorno più bello: fiumi di pellegrini affollano il sagrato che viene dipinto dai Madonnari. Eppure questo luogo sta nel cuore di tutti i mantovani che da sempre vengono in pellegrinaggio qui: chi per chiedere una grazie, chi per ringraziare di averla ottenuta, chi per tornare bambino e guardare il coccodrillo appeso la in aria.

Quest’anno cadono i 600 anni della Fiera delle Grazie e quindi ho pensato di dedicare un articolo a questo santuario mariano che è davvero unico al mondo. Ecco alcune stranezze e curiosità che ho concentrato in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Agosto 2025/Settembre 2025

Il Santuario delle Grazie è nel cuore di tutti i mantovani e ognuno di loro ha almeno un ricordo da condividere

Non puoi essere considerato un mantovano se non sai cosa succede il 15 di Agosto al Santuario delle Grazie. La tradizione prevede di arrivare di mattina prestissimo alla Fiera, partecipare alla messa e poi mangiare il panino con il cotechino. Questo spuntino è uno dei rivelatori attivi di mantovanità: se riesci a mangiartelo anche con 40 gradi all’ombra sei davvero di Mantova. Eppure questa è solo una delle tradizioni delle Grazie un borgo minuscolo che durante i tre giorni della festa dell’Assunta ospita quasi 150.000 visitatori. Tra l’altro quest’anno cadono i 600 anni della fiera istituita con una grida di Gianfrancesco Gonzaga l’11 agosto del 1425, quando era ancora capitano del popolo di Mantova. Questo santuario lo potremmo definire POP, nel senso di popolare, perché racchiude storie legate alla devozione, alla fiera e anche a tradizioni o leggende come quella del coccodrillo scappato dal serraglio dei Gonzaga e ancora appeso alla volta della chiesa. Oggi ve ne raccontiamo alcune partendo dal sagrato.

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Le Serre Reali di Laeken a Bruxelles, un paradiso tropicale nel Nord Europa in una doppia pagina su MCG Mantova Chiama Garda

14 giovedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli

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Bruxelles, Castello di Laeken, Giacomo Cecchin, Giovanna Caleffi, Les Serres Royales de Laeken à Bruxelles, Marco Morelli, MCG, MCG Mantova Chiama Garda, Serre Reali di Laeken, The Royal Greenhouses of Laeken in Brussels, Viaggi

Siete mai stati a visitare le Serre Reali di Laeken a Bruxelles? Siete mai stati a Bruxelles? Ebbene dimenticatevi l’immagine di una fredda città del Nord Europa perché per tre settimane tra aprile e maggio la capitale del Belgio diventa un paradiso tropicale.

Sì perché la famiglia reale Belga apre al pubblico le sue Serre che circondano insieme ad un parco splendido la residenza estiva di Laeken, a pochi chilometri da Bruxelles. Ogni anno cambiano le date di apertura perché seguono l’andare delle stagioni e puntano al periodo di massima fioritura di questi padiglioni in ferro e vetro che ricordano molto la vecchia Inghilterra.

Se vi ho fatto venire voglia di andarci (le informazioni le trovate qui) puntate al 2026 e per qualche anticipazione leggete questo articolo pubblicato su MCG Mantova Chiama Garda con le foto di Giovanna Caleffi.

Le Serre Reali di Laeken a Bruxelles, un viaggio ai tropici in una capitale del nord Europa

C’è un periodo dell’anno in cui a Bruxelles si può fare un viaggio ai tropici tra fiori esotici e al riparo dalla pioggia: è la primavera inoltrata, quando per pochi giorni si aprono le Serre Reali di Laeken. Non è solo una visita botanica, ma un viaggio nella visione imperiale di un re, nella genialità di un architetto e nella vita segreta delle piante più longeve del Belgio. Una storia di ferro, vetro, fiori e clorofilla.

L’origine delle Serre Reali del Belgio

Le Serre Reali di Laeken nascono da un’idea di Re Leopoldo II, che non era solo ossessionato dal Congo ma anche dalla bellezza delle palme. Alla fine dell’Ottocento, decise di trasformare il giardino del castello di famiglia in una specie di paradiso tropicale sotto vetro. Per realizzarlo, si affidò all’architetto Alphonse Balat, mentore di un giovane Victor Horta. Balat disegnò un complesso di serre ispirato al Crystal Palace di Londra, ma con uno stile più neoclassico e decisamente belga. Il primo nucleo fu costruito tra il 1874 e il 1895 e comprendeva il monumentale Giardino d’Inverno, una cupola imponente che ancora oggi toglie il fiato. Dopo la morte di Balat, il progetto fu completato da Henri Maquet e Charles Girault, che ne ampliarono le strutture e ne conservarono lo spirito originario: far sentire i reali belgi (e ora anche i visitatori comuni) in viaggio nei tropici.

L’apertura annuale

Il fascino delle Serre è che non sono sempre visitabili. Aprono solo per tre settimane all’anno, tra aprile e maggio, quando la fioritura è al massimo e Bruxelles si risveglia dall’inverno. In quei giorni, il pubblico può passeggiare tra vetri curvi, palme e fiori, respirando un’atmosfera da romanzo di Jules Verne. La tradizione di aprire le serre risale allo stesso Leopoldo II, che intendeva condividere le meraviglie del giardino reale. Ancora oggi, la visita si fa a piedi, in un percorso obbligato ma suggestivo, tra cupole, corridoi fioriti e viste sul parco.

Il percorso tra le serre

Il percorso di visita è pensato come una passeggiata tra continenti vegetali. Si visitano il Giardino d’Inverno, un colosso di vetro e ferro alto 25 metri, pieno di palme centenarie. Si attraversa la Serra del Congo, testimonianza del passato coloniale del Belgio, con piante tropicali africane introdotte durante l’epoca di Leopoldo II. Ci sono anche le Gallerie delle Fucsia, tunnel incantati decorati da piante pendenti. Lungo il percorso si incontrano fontane, statue, piccole sale con agrumi in vaso: tutto è pensato per sorprendere, anche il silenzio.

Una passeggiata nel parco reale

Il percorso lungo offre anche una passeggiata nel Parco Reale di Laeken, un immenso giardino all’inglese con viali alberati, laghetti e panorami su Bruxelles. Il parco circonda il castello che è una delle residenze ufficiali della famiglia reale belga.  Non mancano angoli per riposarsi, osservare le anatre o lasciarsi ispirare da scorci che sembrano usciti da una tela impressionista. Particolarmente suggestivo è lo stagno circondato da finte e romantiche rovine.

Alcune curiosità sulle Serre Reali

Alcune camelie hanno superato il secolo di vita e formano una delle collezioni più antiche al mondo. Ma il pezzo forte sono le palme: alcune sono talmente alte da sfiorare la cupola del Giardino d’Inverno. Le piante furono in buona parte importate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento da varie parti del mondo, specialmente dal Congo e dall’Asia tropicale. Tra le rarità, spiccano una cycas revoluta (simile a una palma, ma più antica dei dinosauri) e una strelitzia gigante, meglio nota come “uccello del paradiso”. In tutto, le serre ospitano centinaia di specie, ognuna con la sua etichetta discreta e il suo posto nella grande sinfonia vegetale immaginata da un re.

Una visita alle Serre Reali di Laeken non è solo una camminata tra piante e fiori: è un’esperienza che mescola storia, architettura e natura in uno dei luoghi più insoliti del Belgio.

Il sito ufficiale delle Serre Reali di Laeken
https://www.koninklijke-serres-royales.be/

The Royal Greenhouses of Laeken in Brussels
A Journey to the Tropics in a Northern European Capital

In late spring, Brussels opens a tropical treasure: the Royal Greenhouses of Laeken. Conceived by King Leopold II and designed by architect Alphonse Balat between 1874 and 1895, these monumental glass-and-iron pavilions blend neoclassical elegance with botanical wonder. For just three weeks a year, visitors stroll among century-old palms, rare flowers from Africa and Asia, and curved domes recalling the Crystal Palace. The route winds through the Winter Garden, the Congo Greenhouse, and fuchsia galleries, before emerging into the Royal Park, with lakes, statues, and romantic ruins. A journey where history, architecture, and nature meet under glass.

Les Serres Royales de Laeken à Bruxelles
Un voyage aux tropiques dans une capitale d’Europe du Nord

Au cœur du printemps, Bruxelles dévoile un joyau tropical : les Serres Royales de Laeken. Imaginées par Léopold II et construites par l’architecte Alphonse Balat entre 1874 et 1895, ces pavillons monumentaux de verre et de fer allient élégance néoclassique et merveilles botaniques. Durant seulement trois semaines par an, le public se promène parmi des palmiers centenaires, des fleurs rares d’Afrique et d’Asie, et des coupoles rappelant le Crystal Palace. Le parcours traverse le Jardin d’Hiver, la Serre du Congo et les galeries de fuchsias, avant de s’ouvrir sur le Parc Royal, ses lacs, statues et ruines romantiques. Un voyage où l’histoire, l’architecture et la nature se rencontrent sous verre.

28. Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, MCG – Agosto 2025
27. La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, MCG – Luglio 2025
26. San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, MCG – maggio 2025
25. La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, MCG Marzo 2025
24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

13 mercoledì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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1693, 1759, Chiesetta della Madonna del Terremoto, Giacomo Cecchin, La madonna del Terremoto, Madonna del Terremoto, madonna miracolosa, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Piazza Canossa

La Madonna del Terremoto è una chiesetta che si affaccia su Piazza Canossa, una delle mie piazze preferite di Mantova. La sua è una storia tutta da scoprire che nasce con un terremoto nel 1693 e prosegue con l’edificazione della chiesetta nel 1759. L’interno è pieno di sorprese: dall’immagine miracolosa della Vergine con bambino e santi alle statue delle virtù cardinali, dai capitelli decorati in stucco alle fotografie dei due quadri di Giuseppe Bazzani i cui originali si trovano al Museo diocesano. Ecco un po’ di storie che ho raccontato in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Giugno 2025/Luglio 2025

La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare

A Mantova piazza Canossa ha tutto quello che le serve: un palazzo nobiliare, un portico scenografico, un’edicola, una fontana e una chiesetta piccola e preziosa. Si chiama Madonna del Terremoto e racconta una storia di devozione che ha coinvolto intere generazioni di mantovani. Edificata nel 1759, ricorda un terremoto che scosse la città nel 1693 ma, soprattutto, la fiducia dei cittadini in un’immagine della Madonna apparsa quasi per caso su un muro scrostato.

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San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

12 martedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Basilica, benedettini, Chiesa abbaziale di San Benedetto in Polirone, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, Matilde di Canossa, MCG, monaci benedettini, Monastero, Monastero di San Benedetto in Polirone, Napoleone, San Benedetto in Polirone, San Benedetto Po

San Benedetto in Polirone è una scoperta per i turisti ma soprattutto per i mantovani. E’ un monastero benedettino così importante che qualcuno lo chiama “la Montecassino del nord” e altri “la Cluny italiana”. Sono tantissime le storie e i personaggi legati a questo luogo dalle vicende millenarie. Ho provato a condensarle in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2025/Maggio 2025

San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire
Dai monaci benedettini a Napoleone passando per Matilde di Canossa e Giulio Romano

Chi entra oggi nella chiesa di San Benedetto Po spesso non immagina che questo grande edificio, monumentale come pochi altri in pianura, è diventato una chiesa parrocchiale solo in un secondo momento. Per secoli è stato il cuore spirituale di un’abbazia benedettina tra le più potenti dell’Italia settentrionale che qualcuno ha definito “La Montecassino del Nord”. Poi arrivò Napoleone e bastò una firma per sopprimere il monastero e disperdere i monaci: era il 9 marzo del 1797. Fu allora che si decise di demolire l’antica chiesa parrocchiale di San Floriano conservandone solo il campanile. La chiesa dell’abbazia divenne allora quella del paese di San Benedetto Po ma basta osservarne le dimensioni e la facciata per capire che la sua storia veniva da lontano, da molto lontano.

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La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

11 lunedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Aperti per voi TCI, architetto Giovan Battista Bertani, Basilica, Basilica Palatina, Basilica palatina di Santa Barbara, Diocesi di Mantova, duca Guglielmo Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giovan Battista Bertani, Giulio Romano, Guglielmo Gonzaga, Il campanile, le curiosità, Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Palazzo Ducale

Santa Barbara è una chiesa mantovana spettacolare eppure poco conosciuta perché nascosta all’interno del Palazzo Ducale. E’ una basilica palatina voluta dal duca Guglielmo Gonzaga e costruita su progetto di Giovan Battista Bertani, un architetto eclettico e sorprendente allievo di Giulio Romano. La prossima volta che passate da Mantova non perdete l’occasione di andarla a visitare (qui trovate gli orari di apertura segnalati dal TCI che con i suoi volontari la tiene aperta nei fine settimana) ma se volete delle anticipazioni le trovate in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Marzo 2025

La Basilica di Santa Barbara, un gioiello nascosto in Palazzo Ducale

La basilica Palatina di Santa Barbara è la chiesa di corte dei Gonzaga. Molte erano le cappelle all’interno del Palazzo Ducale e c’era persino una chiesa intitolata alla Santa Croce che si trovava vicino agli appartamenti vedovili di Isabella d’Este. La basilica però è un caso a parte anche perché viene costruita in modo molto veloce ed è fatta a immagine e somiglianza del duca che l’ha fortemente voluta, Guglielmo Gonzaga. Inoltre dobbiamo dire che è perfettamente identificabile nel profilo di Mantova per quel suo campanile che, capitozzato dal terremoto del 2012, aveva colpito al cuore i mantovani. Pensate che conosco alcune persone che non sono più entrate in città dal ponte di San Giorgio per evitare di guardare il campanile danneggiato. Se non avete mai visitato Santa Barbara andateci e se ci siete già stati tornateci perché è una basilica tutta da scoprire.

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5 passaggi segreti urbani per una Mantova da camminare – Mantovagando su MCG giugno/luglio 2017

02 domenica Feb 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, le 5 cose..., Storia Locale

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5 passaggi segreti urbani, Giacomo Cecchin, Mantova, Marco Morelli, MCG, MCG Mantova Chiama Garda

La prima puntata della rubrica Mantovagando su MCG Mantovachiamagarda parte dal presupposto che per conoscere una città non basta leggere una guida ma bisogna camminarci dentro!

E soprattutto è necessario saper giocare con le vie, i vicoli, le piazze e i palazzi. Così le scorciatoie che usano gli abitanti di Mantova per andare più velocemente da un luogo all’altro diventano “passaggi segreti urbani”.

Eccone allora almeno 5 da scoprire durante la prossima passeggiata.

5 passaggi segreti urbani per una Mantova da camminare

Per conoscere una città non basta leggere una guida ma bisogna camminarci dentro, girare senza una metà, seguire le vie e i percorsi che spesso conoscono solo gli abitanti e a volte neanche loro. A me piace chiamarli passaggi segreti urbani, scorciatoie che consentono di passare più velocemente da una via all’altra, o da una piazza a un giardino o di attraversare le vecchie mura di cinta. Questo accade sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti urbani offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti.

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La basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

26 giovedì Dic 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Basilica, Basilica di Sant'Andrea, concattedrale, cupola, Cupola di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, I Sacri Vasi, Il campanile, La cripta, la facciata, La reliquia dei Sacri Vasi, Leon Battista Alberti, Mantova Chiama Garda, Marco Morelli, MCG, Sacri Vasi, Sant'Andrea

Doppia pagina sulla Basilica di Sant'Andrea su MCG

Se chiedete ad un mantovano di scegliere tra Sant’Andrea e il Duomo sceglierà sempre la basilica (se è un vero mantovano). Il capolavoro di Leon Battista Alberti colpisce per bellezza, fascino, dimensioni e storia ed è il perfetto esempio del Rinascimento italiano. Ecco allora alcuni dettagli da non perdere la prossima volta che visiterete la basilica in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2024/Gennaio 2025

La Basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani
Tra Sacri Vasi e Rinascimento una concattedrale capolavoro

“I Monsignori gli (al Duomo n.d.r.) preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41 In questo divertentissimo testo di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro. Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. La basilica di Sant’Andrea invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole. Eppure anche la concattedrale, il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo, a guardarlo bene è un palinsesto, un insieme di elementi dovuti ad interventi ed idee diverse rispetto al progetto iniziale.

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