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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Curiosità

A Sabbioneta: una messa da requiem per Vespasiano Gonzaga

11 domenica Mar 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Chiesa dell'Assunta, Chiesa dell'IncoronatA, Requiem solenne, Sabbioneta, Vespasiano Gonzaga

In un mondo sempre più secolarizzato e che non crede più a nulla diventa strano pensare ad una funzione religiosa, un requiem solenne per un uomo morto nel 1591 se non fosse che questo uomo era Vespasiano Gonzaga, fondatore di Sabbioneta, e durante la celebrazione si sia proceduto alla nuova sepoltura dei suoi resti mortali e di quelli di alcuni suoi familiari. Ma andiamo all’inizio di questa storia. Continua a leggere →

5 curiosità su Palazzo Te tra cavalli, grotte e giardini segreti

18 domenica Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, le 5 cose..., Storia Locale

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Cavalli, Federico II, giardino segreto, Giulio Romano, Grotta, origine del nome, Palazzo Te, peschiere, scuderie, triglifi

Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata agli ozi (“honesto ocio” si legge nell’iscrizione della Camera di Amore e Psiche) di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma qual è il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te? Provare a partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti. Continua a leggere →

Mantova: il profilo di una città unica al mondo

17 sabato Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità

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Francesco Borgani, Giancarlo Businelli, Giovanna Caleffi, Manhattan Padana, Philippe Daverio, Profilo di Mantova, Skyline

Un’immagine del profilo di Mantova realizzata da Giovanna Caleffi. Ebbene sì! E’ forse l’immagine più scontata della città eppure è ancora quella che emoziona di più i mantovani e i turisti che arrivano dal ponte di San Giorgio.
Anche perché si tratta di un profilo pressoché immutato almeno da metà settecento, quando fu costruita la cupola della Basilica di S.Andrea.
L’acqua immobile, su cui la canoa scivola leggera, rispecchia la skyline di Mantova creando un’immagine che ricorda quella di un’onda sonora, del ritmo di un elettrocardiogramma che trova i suoi picchi nelle torri e nei campanili.
Proprio dall’acqua e dalle torri nasce la definizione di “Manhattan padana” ad opera di Philippe Daverio. Mantova era un’isola su circondata dal Mincio che allargandosi forma i laghi, e coronata di torri (veri e propri grattacieli) che dimostravano la ricchezza delle famiglie cittadine ed erano un segnale di sfida e di potenza.
Dal ponte di San Giorgio (sulla destra) si arriva al profilo del castello (liberato dalla presenza della Palazzina della Paleologa) e al campanile di Santa Barbara (simbolo del superamento del terremoto del 2012 con la sua rinnovata lanterna) che copre in parte il massiccio campanile del Duomo. Si prosegue poi con il cupolone di Sant’Andrea, la torre della gabbia, quella degli Zuccaro e quella dei Gambulini.
Sedersi sul pontile del campo canoa di Sparafucile regala una sensazione unica al mondo e consente di leggere la storia di Mantova nel suo profilo, esperienza che in Italia regala solo Venezia (oppure Lucca, anche se le mura in questo caso uniformano il tutto).

Le immagini di questo articolo sono di:
1. Foto di Giovanna Caleffi
2. Olio su tela di Giancarlo Businelli
3. Particolare di un quadro di Francesco Borgani

Il testo è di Giacomo Cecchin

Il Forte di Pietole: un salto indietro nel tempo a due passi da Mantova

14 mercoledì Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Il Forte di Pietole, Napoleone

Mantova non è solo Palazzo Ducale e Palazzo Te: lo diciamo da tempo. Il centro storico è una continua scoperta e anche la provincia offre capolavori come Sabbioneta, San Benedetto in Polirone o i luoghi delle battaglie risorgimentali.
Oggi però vogliamo parlare del luogo, che a nostro parere, ha il più alto potenziale turistico del nostro territorio.
Si tratta del Forte di Pietole: 33 ettari di fortificazione a due passi dalla città.
Iniziato da Napoleone, terminato dagli Austriaci e poi preso in carico dagli italiani nel 1866. Oggi il Forte è diventato una jungla ma le strutture sono rimaste e il percorso all’interno del perimetro fortificato è un’esperienza da non perdere.
Ma anche senza entrare ci si può rendere conto dell’importanza del sito.
Basta fare due cose:
La prima è guardare su Google Maps e vedere che, nonostante la vegetazione, il sito del Forte è assolutamente individuabile con la sua struttura a stella nei tre bastioni principali e la zona di rispetto della fortificazione che dove non potevano essere piantati alberi.
La seconda è percorrere la strada del Forte che parte da Bosco Virgiliano, sfiora il Campo Scuola e poi arriva su un percorso sopraelevato all’ingresso della fortificazione. Qui si arriva al cancello e ad una casamatta rimasta fuori dal percorso chiuso oltre al punto cruciale del sistema difensivo: la diga che chiudeva l’invaso del Paiolo per creare la Grande Inondation. L’esperienza da non perdere è però di proseguire sulla ciclabile che si sviluppa tra lago e Forte. Qui sembra di entrare in un altro tempo, in uno di quei film d’avventura dove le rovine di città precolombiane emergono dalla jungla.
Nel percorso infatti si fiancheggiano bastioni che emergono dalle acque, coronati da una vegetazione lussureggiante e punteggiate da feritoie per la fucileria e da postazioni per i cannoni. Si arriva poi al ponticello di legno dove si intravede l’uscita del canale del Paiolo che, scavato nel novecento, ha sconvolto l’architettura del forte senza tuttavia togliergli questa aura di incredibile reperto di un altro tempo.
Per chi volesse fare un viaggio nel tempo a Mantova, basta andare al Forte di Pietole.

La foto del Forte è di Giovanna Caleffi
Testo di Giacomo Cecchin

Rigoletto secondo Corraini: un bel libro davvero!

10 sabato Feb 2018

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Edizioni Corraini, Federico Maggioni, Francesco Maria Piave, Giuseppe Verdi, Luca Scarlini, Mantova, Rigoletto

In un mondo di ebook quando ti capita in mano un libro fatto con cura è un’esplosione di piacere che parte dalla vista, passa per il tatto e poi arriva alla lettura con immagini evocative e una pulizia del testo assolutamente da non perdere.
Parlo di Rigoletto edito da Corraini editore e che vede come protagonista l’opera di Giuseppe Verdi con libretto di Francesco Maria Piave, un’introduzione di Luca Scarlini e le illustrazioni di Federico Maggioni.
Il libro (in edizione bilingue italiano/inglese) è diviso in tre parti: un’introduzione di Luca Scarlini che racconta di come una storia di Victor Hugo, ambientata a Parigi all’epoca del re Francesco I, sia diventata l’emblema di Mantova grazie alla censura austriaca. Continua a leggere →

La poesia del ponte di barche

19 venerdì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Poesia, Ponte di Barche, Torre d'Oglio

Un ponte di barche è leggero sul fiume,
si alza e si abbassa come un respiro
e tu passi lì sopra con eleganza,
sembra una danza,
tu che scendi e poi sali,
tu che da sponda a sponda osservi
l’onda che arriva e sciaborda…
ascolti allora il respiro del fiume.

Riflessioni in forma di poesia su un ponte di barche che ha sempre avuto per me un’aura particolare. Il retaggio di un modo di attraversare i fiumi rispettoso del momento e della stagione.
Qui alcune informazioni storiche dal sito della Provincia di Mantova.

Una curiosità: il ponte appare come anacronismo storico nel film il Mestiere delle Armi di Ermanno Olmi, quando l’esercito dei Lanzichenecchi attraversa il fiume.

S.Antonio abate: protettore degli animali e guaritore! Perchè…

17 mercoledì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antoniani, aspi­di, Fuoco di Sant'Antonio, guaritore, gugioler, leoni, leopardi, lupi, orsi, Paolo Golinelli, Protettore degli animali, Sant'Antonio abate, scorpioni, serpenti, Tentazioni, Tentazioni di Sant'Antonio, tori, zner

Sant’Antonio abate è un santo molto importante nella nostra pianura contadina tanto che ancora oggi ci tengono le celebrazioni in chiesa alla presenza degli agricoltori, si benedicono le stalle dove spesso viene appesa un’immagine di Antonio con saio, bastone e campanella circondato dagli animali domestici.
Un proverbio molto noto a Mantova dice:
“Sant’Antoni gugioler 
che al derset al vin de zner”
Ma perché Antonio abate, un eremita di origine egiziana, diventa protettore degli animali. Da dove viene il bastone a forma di TAU? Continua a leggere →

I Re Magi: il viaggio delle reliquie tra doni, spostamenti e furti

06 sabato Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Baldassarre, Barbarossa, Colonia, Federico Barbarossa, Furto di Reliquie, Gaspare, I Re Magi, Melchiorre, Milano, Reliquie, San Eustorgio, Trio Magorum

E’ strano che ancora oggi le reliquie siano spesso al centro di discussioni e polemiche che riguardano soprattutto la loro autenticità (e lo sanno bene i mantovani ai quali spesso si chiede se sia stato analizzato il contenuto dei Sacri Vasi) ma è ancora più strano che ci sia ancora chi rubi le reliquie anche se per motivi diversi dal passato.
Se pensiamo a due furti recenti come quello delle reliquie di San Giovanni Bosco o di Sant’Antonio da Padova l’obiettivo era quello di ottenere un riscatto in denaro.
Nel Medioevo invece il furto di reliquie avveniva soprattutto per acquisire protezione e potere, ma soprattutto anche per garantire prestigio alla città, alla cattedrale, al monastero. Continua a leggere →

Tre stanze vista Paradiso: tra Mantegna, Correggio e Parmigianino

04 giovedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari

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Andrea Mantegna, Antonio Allegri, Bagno di Paola Gonzaga, camera degli sposi, Camera della Badessa, Camera di San Paolo, Camera Picta, Correggio, Fontanellato, Mantova, Parma, Parmigianino

Domenica prossima ci sarà ancora l’occasione per visitare gratuitamente Palazzo ducale e in particolare la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna. E’ uno dei capolavori del Rinascimento italiano ed è una fortuna che sia ancora integra viste le sciagure che hanno colpito altri affreschi mantegneschi (basti pensare al bombardamento che ha colpito la cappella Ovetari agli Eremitani di Padova o la distruzione della cappella affrescata da Mantegna nei Palazzi vaticani ad opera del papa Pio VII per far posto al suo museo archeologico).
Ma oggi vorrei invitarvi ad un itinerario in tre luoghi diversi, in tre stanze che offrono davvero una vista paradisiaca e sono in qualche modo legate tra loro e a Mantova.
Eccole:

1. La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna (Mantova)

L’occhio della volta fa entrare il cielo con le nuvole e porta lo sguardo a giocare con i putti che scherzano in bilico sul cornicione o infilando la testa nella balaustra (come fanno spesso i bambini con le ringhiere, rimanendone a volte prigionieri).
Per alcuni approfondimenti sulla Camera Picta potete leggere su questo sito:
– 5 donne da osservare nella Camera degli Sposi tra marchese, nutrici e nanette
– 5 modi diversi per guardare la Camera degli Sposi
– La fedeltà è una virtù: 5 cani da osservare nella Camera degli Sposi
– 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato

Continua a leggere →

Gregorio di Nazianzio detto il Teologo: oggi la festa del santo sepolto a Mantova

02 martedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di Sant'Andrea, Basilica di Sant’Andrea, Basilica of Sant’Andrea, Cappella Boschetti, Cappella di San Longino, chiesa antica, christianisme ancien, early Christianity, Eastern saints, histoire religieuse, Mantoue, Mantova, Mantua, medieval pilgrimage, pèlerinages médiévaux, pellegrinaggi medievali, relics, religious history, reliques, Reliquie, Saint Basil, saint Basile, Saint Grégoire de Nazianze, Saint Gregory of Nazianzus, saint Longin, Saint Longinus, saints d’Orient, San Basilio, San Gregorio di Nazianzio, San Gregorio Nazianzeno, San Gregorio Nazianzieno, San Longino, San Simeone, santi orientali, storia religiosa

San Gregorio Nazianzeno è uno dei due santi sepolti nella Basilica di Sant’Andrea e in particolare nella Cappella Boschetti o Cappella dei Sacri Vasi (la terza cappella grande sulla destra della navata per chi guarda l’altare). L’altro santo è invece San Longino.
Oggi 2 gennaio si festeggia proprio San Gregorio insieme a San Basilio. Si tratta di un santo orientale, veneratissimo dalla chiesa ortodossa e un po’ dimenticato da noi, anche se fu il maestro di San Girolamo (qui trovate un approfondimento di Papa Benedetto XVI).

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