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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Curiosità

Intorno a Festivaletteratura e ai Mantovani

07 mercoledì Set 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Libri

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Brigadoon, Chicca Gagliardo, Come sembrare mantovani in 5 semplici mosse durante il Festivaletteratura, festivaletteratura, Giacomo Cecchin, I mantovani e il Festivaletteratura, Magliette blu, mantovani di Mantova centro, Quelli che il Festival, Volontario al Festivaletteratura

Ecco un’altra edizione di Festivaletteratura ed eccomi qui ancora a pensare a quanto sia complesso il rapporto tra Mantova, il Festival e i Mantovani. Come mi diceva mia nonna “Non si può piacere a tutti” ed è così anche per il Festivaletteratura.

Io ci sono legato perché sono un lettore compulsivo e quindi se, durante l’anno, riconosco gli altri “pazienti” in biblioteca, durante il Festivaletteratura sembra abbiano aperto le porte e fatto uscire dalle “farmacie dell’anima” (che è la mia definizione di biblioteche) tutti i malati.

Quest’anno non ho seguito un calendario festivaliero ma fieristico (ero qui) ma ho provato a camminare per Mantova, andarci in bicicletta, fermarmi a parlare con le persone, gli autori e gli altri lettori.

E poi ho deciso di fare un post tipo quelli delle serie televisive americane quando sono a corto di fantasia e tutti raccontano di ricordi utilizzando scene già girate.

Il mio particolare punto di vista sul Festivaletteratura

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In viaggio con Matilde: il 24 luglio 1115 muore a Bondeno di Roncore

24 domenica Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di San Pietro, Cappella di Santa Maria, Castel Sant'Angelo, Chiesa abbaziale di San Benedetto in Polirone, Giacomo Cecchin, Gian Lorenzo Bernini, La Grancontessa, Matilde di Canossa, Papa Urbano VIII Barberini, San Benedetto in Polirone, Tomba di Matilde, Urbano VIII

Matilde di Canossa ha vissuto una vita sempre in viaggio: nata a Mantova, con un dominio che andava dal Mar Tirreno a Verona, la Grancontessa doveva spostarsi continuamente anche per far vedere che era viva (visto che all’epoca la presenza fisica in un luogo era l’unico modo di dimostrare la propria esistenza).

Quando si sposta Matilde si sposta nel Nord Europa e anche lì continuerà a viaggiare.

La morte di Matilde e la devozione a San Giacomo Maggiore

Matilde morirà a Bondeno di Roncore la vigilia della festa di San Giacomo Maggiore, santo dei pellegrini e dei viaggiatori cui aveva dedicato una cappella posta di fronte al proprio letto. La Grancontessa soffriva infatti di gotta e seguiva la messa senza muoversi dal suo giaciglio.

E’ bello pensare alla scelta di San Giacomo Maggiore da parte di una donna che è stata una delle più grandi viaggiatrici del Medioevo.

Aveva viaggiato così tanto in vita Matilde che il suo corpo continuò a viaggiare per successive traslazioni anche dopo la sua morte.

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I mantovani di Mantova Centro? Quelli che sentono suonare le campane di Sant’Andrea

05 martedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, i Mantovani di Mantova Centro, il campanile di Sant'Andrea, La periferia di Mantova, Le campane di Sant'Andrea, Mantova, Mantova centro, Palazzo Te è fuori città

Nelle città italiane, e Mantova in questo non è un’eccezione, una delle frasi che si sente dire più spesso è “Andiamo a fare un giro in centro”. Ma se nelle città grandi è facile capire chi abita in centro e chi no a Mantova diventa difficile visto e considerate le dimensioni del comune e il numero di abitanti. Dovremmo dire che tutti i mantovani abitano in centro ma in realtà la geografia è un punto di vista e da noi a complicare le cose ci si mette anche l’acqua ovvero i tre laghi (ma sono davvero laghi e sono davvero tre?) e il Rio. Andiamo però con ordine e vediamo chi sono davvero i mantovani, quanti sono e soprattutto come si distinguono i mantovani di Mantova Centro.

Chi sono i mantovani?

Chi sono i mantovani? E’ difficile definirli non solo per noi che ci abitiamo ma soprattutto per chi viene da fuori. Facciamo un sondaggio non scientifico sui turisti che arrivano a Mantova: il 30 per cento dice che i mantovani sono emiliani, il 30 per cento dice che i mantovani sono lombardi, il 30 per cento dice invece che sono veneti. L’ultimo 10 per cento non si sbilancia e in questo è molto mantovano. Questa fetta di terra (se la guardate dall’alto sembra proprio una fetta di Grana Padano, se le guardi da nord, e di Parmigiano Reggiano, se la guardi da sud) si infila tra Veneto ed Emilia e costituisce l’estremo vertice di una Lombardia che gravita sull’asse Brescia-Bergamo-Milano.

Siamo la Terra di Mezzo

Siamo proprio una terra di confine, una Terra di Mezzo che ha preso il meglio e il peggio di tutte le genti confinanti e degli eserciti che l’hanno attraversata e che ha vissuto circa 4 secoli di pace sotto i Gonzaga. Dal 1328 al 1707 i mantovani hanno vissuto separati dal mondo e non se ne sono avuti a male: prima e dopo invece sono stati terra di conquista e di guerra, tanto che il Mincio, insieme all’Adda, è il fiume dove più si è combattuto in Italia. Il Mincio mormorava prima del Piave e non è un caso che le tre guerre di Indipendenza avessero uno schema fisso: si attraversa il Mincio e poi si vede come va. I fiumi, l’acqua, come si diceva prima è un confine e marca differenze.

I Mantovani sono un patchwork, un cocktail

Ma torniamo alla domanda: chi sono davvero i mantovani. Sono un patchwork, sono a macchia di leopardo. Se penso al sottoscritto ad esempio posso dire che sono nato a Mantova (questo dice la carta di identità) ma se solo risalgo ai miei genitori, il papà è nato a Castellucchio (sempre provincia di Mantova ma tra il 1859 e il 1866 per andare in centro serviva il passaporto) e la mamma a Coltaro di Sissa (PR) e se andiamo ai nonni abbiamo un quarto di mantovanità (mia nonna Grazia nata a Viadana – MN), un quarto di Emilia (mio nonno Agide nato a Parma) e 2/4 di Veneto (mio nonno Giacomo nato a Villaverla Vicentina (VC) e mia nonna Rina nata a Illasi (VR)). E’ per questo che posso dire che sono un mantovano perfetto perché nato a Mantova ma con origini nelle tre regioni che fronteggiano questa fettaccia di terra.
E’ per questo che il mitico parlamento del Nord che aveva sede a Villa Riva Berni nel comune di Bagnolo San Vito, ai tempi della Lega ruggente di Umberto Bossi, in zona non ha mai suscitato entusiasmi. L’unica provincia italiana che produce sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano e che festeggia l’Unità d’Italia sia nel 1861 (sinistra Mincio) che nel 1866 (destra Mincio) ne ha viste troppe per farsi conquistare da una sorta di appello alla purezza delle origini.

I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

E questa mescolanza di tratti ha contribuito a dare ai mantovani un carattere difficilmente inquadrabile. Non siamo emiliani, non siamo veneti e nemmeno lombardi. Potremmo dire di essere emiliani di cattivo umore. O almeno così sembra se recitiamo la filastrocca che dice:
<<Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.>>

In realtà noi mantovani non siamo tristi ma riservati e abbiamo un’autoironia che molti ci invidiano: almeno quelli di provincia. Sì perché dobbiamo fare una distinzione tra Mantova e Provincia, un po’ come succede con Parigi e la Francia. E dobbiamo fare una distinzione anche nel comune di Mantova tra i mantovani di Mantova Centro e quelli che abitano in periferia.

Ma quanti sono i Mantovani?

Ma quanti sono i mantovani. Quelli di città nel 2011 erano 46.000 circa mentre quelli della provincia erano invece 362000. Dopo la grande crescita del centro città che dai 30.000 abitanti degli inizi del 1900 era arrivata a sfiorare i 70.000 oggi siamo in continua decrescita a favore dei comuni della cintura. Un progetto denominato la Grande Mantova che vorrebbe unire il capoluogo ai comuni limitrofi viene continuamente rilanciato ma mai attuato forse proprio per la differenza-diffidenza che divide i mantovani di città da quelli di provincia. E’ un po’ la storia di noi italiani. Se dobbiamo combattere un nemico comune ci uniamo ed esaltiamo la nostra unicità (basta vedere la guerra santa per non perdere la sede della Camera di Commercio a favore di Cremona e Pavia) mentre all’interno sono botte da orbi. E non può essere altrimenti in una provincia che vede i comuni dell’Oltre Po gravitare sull’Emilia, quelli delle colline moreniche sul Bresciano e quelli del destra Mincio su Verona (e lo si sente anche nel dialetto).

I Mantovani di Mantova Centro e la periferia

E non può essere altrimenti in una Mantova che definisce i mantovani di Mantova Centro come quelli che sentono suonare le campane della basilica di Sant’Andrea. A Mantova per andare in periferia basta attraversare uno dei ponti sul Rio e la zona di Fiera-Catena viene considerata piena periferia (anche se per me è una delle più vivaci della città). Non parliamo poi di quello che i mantovani di Mantova Centro pensano di quello che si può trovare attraversando il ponte di San Giorgio. “Ma davvero esiste qualcosa al di là del ponte? Dite che c’è un posto chiamato Lunetta? Magari qualche volta andremo a vedere ma forse è più vicina la Luna di Lunetta”. Naturalmente sto estremizzando ma non troppo.
Pensate che anche Palazzo Te, che è raggiungibile da piazza Sordello con una agevole passeggiata, per i mantovani di Mantova centro è fuori città forse perché ricordano ancora quando c’erano le mura della città e la villa di Giulio Romano era sull’isola del Tejeto. Non ci credete? Vi aspettiamo a Mantova, Mantova centro però, perché in periferia non si sa mai.

L’estro del lato destro: i naturalisti!

04 sabato Giu 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Consorzio Oltrepò, Consorzio Oltrepò mantovano, Erica Frignani, Erica Frignani Guida escursionistica e ambientale, Giulio Benatti, Graziano Menegazzo, Intervista doppia Consorzio Oltrepò, intervista doppia i naturalisti, Lipu, Oltrepò Mantovano, Riserva naturale Paludi di Ostiglia, Valeria Longhi

Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due “naturalisti”: sono Giulio Benatti ed Erica Frignani.

Le ho intervistate insieme a Graziano Menegazzo per un progetto dal titolo “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”, coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Abbiamo girato 5 interviste doppie su incarico del Consorzio Oltrepò e per questo siamo andati a caccia di storie e di persone disposte a mettersi in gioco in un’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo, il lato destro del fiume Po, che è tutto da scoprire.
La quinta intervista doppia è intitolata I NATURALISTI e vede protagonisti Giulio Benatti e Erica Frignani.
Non perdetevi le loro risposte!

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Auguri di Pasqua con la Crocifissione dipinta da Rinaldo Mantovano nella Basilica di Sant’Andrea

17 domenica Apr 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di Sant'Andrea a Mantova, Basilica di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Longino, Reliquia del Sangue di Cristo, Reliquie dei Sacri Vasi, Rinaldo Mantovano, Sacri Vasi, San Longino

La Basilica di Sant’Andrea è un continuo richiamo alla Passione di Cristo anche perché possiamo considerarla un enorme reliquiario che contiene la reliquia più importante della cristianità: il Santissimo Sangue di Cristo.

La storia della reliquia mantovana è tra le più antiche e si fa risalire a Longino, il soldato romano che ferì Cristo al costato.

Una delle immagini più rappresentative di questa storia è proprio nella Basilica di Sant’Andrea, nella terza cappella grande sulla destra della navata, guardando l’altare.

E’ un affresco di Rinaldo Mantovano su disegno di Giulio Romano (post 1536 probabilmente) e rappresenta Longino, nelle vesti di un centurione romano, inginocchiato ai piedi della croce mentre con una coppa raccoglie il Sangue di Cristo.

Eccovi alcuni particolari interessanti da osservare la prossima volta che andrete nella Basilica di Sant’Andrea.

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L’estro del lato destro: i produttori!

03 giovedì Mar 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Azienda agricola Nadalini, Cantina Sociale di Quistello, Consorzio Oltrepò, Consorzio Oltrepò mantovano, Francesca Nadalini, Graziano Menegazzo, Intervista doppia Consorzio Oltrepò, Lambrusco Mantovano, Luciano Bulgarelli, Melone Mantovano, Oltrepò Mantovano, Un PO d'ispirazione, Valeria Longhi

Da sinistra Luciano Bulgarelli e Francesca Nadalini

Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due “produttori”: sono Luciano Bulgarelli e Francesca Nadalini.

Le ho intervistate insieme a Graziano Menegazzo per un progetto dal titolo “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”, coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Abbiamo girato 5 interviste doppie su incarico del Consorzio Oltrepò e per questo siamo andati a caccia di storie e di persone disposte a mettersi in gioco in un’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo, il lato destro del fiume Po, che è tutto da scoprire.
La terza intervista doppia è intitolata I PRODUTTORI e vede protagonisti Luciano Bulgarelli e Francesca Nadalini.
Non perdetevi le loro risposte!

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Mantova e Torino nel segno della reliquia del Sangue di Cristo e di San Giovanni Bosco

31 lunedì Gen 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Bollettino Salesiano, don Giovanni Bosco, don Mario Morra sdb, Il sangue laterale di Cristo, Mantova, Reliquia del Sangue di Cristo, Sacri Vasi, San Giovanni Bosco, San Longino, Sangue di Cristo, Santa Maria Ausiliatrice, Torino

Immagine presa dal sito della Basilica di Santa Maria Ausiliatrice https://basilicamariaausiliatrice.it/

Oggi 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani che hanno la loro casa madre a Torino, nei pressi della basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

Il legame con Mantova e la reliquia dei Sacri Vasi

Forse non tutti sanno che esiste un legame molto stretto tra Mantova e Torino che sono unite non solo dal fatto che ospitano due importantissime reliquie, i Sacri Vasi e la Sindone. ma anche da una donazione che arrivò ai Salesiani da mons. Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova e poi papa con il nome di Pio X e oggi santo.

Se leggiamo infatti quanto c’è scritto nel Bollettino Salesiano del 1° novembre 1953 si parla proprio di una particella della reliquia del Sangue di Cristo conservato a Mantova e conservata nella cripta delle reliquie nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

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L’estro del lato destro: i museali!

28 venerdì Gen 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Consorzio Oltrepò, Consorzio Oltrepò mantovano, Felonica, Graziano Menegazzo, Intervista doppia Consorzio Oltrepò, Marco Panizza, Museo del Premio, Museo della Seconda Guerra Mondiale, Oltrepò Mantovano, Simone Guidorzi, Suzzara, Un po' d'ispirazione, Valeria Longhi

Marco Panizza e Simone Guidorzi

Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due “museali”: sono Marco Panizza e Simone Guidorzi.

Le ho intervistate insieme a Graziano Menegazzo per un progetto dal titolo “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”, coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Abbiamo girato 5 interviste doppie su incarico del Consorzio Oltrepò e per questo siamo andati a caccia di storie e di persone disposte a mettersi in gioco in un’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo, il lato destro del fiume Po, che è tutto da scoprire.
La terza intervista doppia è intitolata I MUSEALI e vede protagonisti Marco Panizza e Simone Guidorzi.
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“I figli del Capitano Verne”: sabato 29 gennaio ore 16.00 al Cinema del Carbone a Mantova

09 domenica Gen 2022

Posted by mantovastoria in Conferenze, Curiosità, Libri

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5 settimane in pallone, Cinema del Carbone, Elena Benazzi, Giacomo Cecchin, Giulio Verne, I figli del Capitano Verne, Il giro del mondo in 80 giorni, Jules Verne, Mantova, Michele Strogoff, Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio al centro della terra

Locandina dello spettacolo I FIGLI DEL CAPITANO VERNE

I Figli del Capitano Verne di Elena Benazzi e Giacomo Cecchin

Sabato 29 gennaio ore 16.00 – Cinema del Carbone in via Oberdan a Mantova.

Cosa ne dite di uno spettacolo dove si parla di Giulio Verne e di una gara tra 5 suoi personaggi che si sfidano per conquistare il titolo di MIGLIORE EROE VERNIANO?

Informazioni sullo spettacolo

Il costo per lo spettacolo è di 10 euro.
E’ OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE
telefonando al Cinema del Carbone allo 0376 369860
oppure scrivendo all’e-mail azzurra@ilcinemadelcarbone.it oppure a giacomocecchin@hotmail.com .

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Anniversari 2022: la prima pietra del Colosseo e della Basilica di Sant’Andrea senza dimenticare i 200 anni del Teatro Sociale e Proust

01 sabato Gen 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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i 200 anni del Teatro Sociale di Mantova, I 550 anni dalla possa della prima pietra della Basilica di Sant'Andrea, Leon Battista Alberti, Lucio Campiani

E’ una mia consuetudine pubblicare come primo post dell’anno gli anniversari che si ricordano nel 2022. Ecco allora un elenco sintetico e non esaustivo per non perdersi alcuni degli anniversari da festeggiare o ricordare nel 2022 (come sempre ho scelto solo gli anni tondi e ne aggiungerò altri nel corso dell’anno). Io realizzerò progetti sui 200 anni del Teatro Sociale, sui 550 anni dalla morte di Leon Battista Alberti e dalla posa della prima pietra della Basilica di Sant’Andrea e sui 150 anni dalla morte del generale Giuseppe Govone. E’ un gioco quello degli anniversari che piace tantissimo a noi italiani per questo anche a voi avete qualcosa da aggiungere? Buon divertimento.
(qui trovate gli anniversari del 2021, 2020, 2019, 2018, 2017, 2016, 2015.

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