Vi propongo una domenica culturale prima di tuffarsi nel rutilante periodo natalizio.
Ecco allora le due proposte per domenica 3 dicembre al mattino e al pomeriggio.
Visita alla mostra Le Città ideali e a Corte Nuova – domenica 3 dicembre ore 11.00 in PIazza Castello a Mantova
Una visita alla mostra sulle città ideali in corso al Castello di San Giorgio con visita anche alla sezione di Corte Nuova.
E’ un modo di ripercorrere i rapporti tra Sabbioneta e Charleville attraverso i Gonzaga che le hanno realizzate e partendo dai testi che raccontano di come sia una città ideale. Alla fine della visita un immersione nella parte di Palazzo ducale realizzato nel XVI secolo da Federico Ii e dal figlio Guglielmo. Un’opportunità di parlare di città ideali prima di andare direttamente a visitare Sabbioneta all’inizio del 2018. Durata circa 2 ore e 30 minuti. Iscrivetevi on-line cliccando qui.
Il marketing del Monaco ovvero percorso alla scoperta di conventi, monasteri e grandi predicatori – domenica 3 dicembre ore 14.30 davanti a San Francesco
Perchè i Francescani costruiscono il loro convento sulla sinistra del Rio e perchè i domenicani sulla destra dello stesso canale? E i benedettini che di solito vivono isolati in campagna o sui colli perchè li troviamo in pieno centro a S.Andrea? E i Gesuiti hanno scelto a caso la posizione della loro casa? A queste e altre domande risponderemo con una passeggiata urbana che insegue storie, personaggi e predicatori che hanno fatto la storia di Mantova e hanno plasmato il suo centro storico. Durata 2 ore e 30 minuti. Iscrivetevi on-line cliccando qui
Dopo aver selezionato 5 salite mozzafiato a Mantova (suscitando alcuni sorrisi tra i nativi) ora passiamo alle discese a rotta di collo che anche in una città come la nostra si possono trovare. Il territorio del centro storico infatti sconta non solo differenze di livello dovute alla posizione in cui in passato si trovavano le mura, gli argini o i canali ma anche quelle legate alla conformazione del terreno. A Mantova infatti, sul terreno lasciato libero dall’acqua si trovavano anche dossi o avvallamenti che rendevano la superficie della città più mossa di quello che si direbbe. Proviamo allora a raccontare le discese a rotta di collo, anche se dobbiamo considerare che è sempre questione di punti di vista e del punto in cui le si imbocca.
Cosa ne dite di un Festival che ha nel cuore un elemento che da sempre avvolge la pianura?
Chi infatti volesse seguirmi almeno in alcune delle iniziative che ci saranno nel week end potrà scegliere tra una passeggiata nel quartiere latino di Mantova (sapete qual è?), e un percorso disordinato e anarchico per il centro città.
Mantova non è una città matildica eppure proprio qui nacque Matilde, qui il padre Bonifacio abitava e qui si ritrovò la reliquia dei Sacri Vasi che offrì una grande occasione ai Canossa. Mantova non è la città di Matilde di Canossa perché gli abitanti erano insofferenti al dominio di questa famiglia: troppo vicini rispetto all’imperatore itinerante e che governava a distanza. Basti pensare che nel 1114 quando Mantova torna a Matilde di Canossa dopo 15 anni di dominio imperiale e si diffonde la notizia (falsa) della morte della Gran Contessa i mantovani escono dalle mura, arrivano a Rivalta sul Mincio e demoliscono un castello matildico pietra su pietra. Ma a Mantova restano tracce di questa grande donna e allora oggi proponiamo 5 passi sulle tracce di Matilde a Mantova.
In molte città ci sono luoghi che appaiono assolutamente normali però basta conoscerne un po’ la storia perché appaiano più spettrali o per meglio dire oscuri. Chi infatti pensa alle forche dei Martiri di Belfiore quando passeggia sul lungolago oppure non fantastica sul nome del Palazzo del Mago. Senza dimenticare tutta l’area di San Nicolò che sarà oggetto di un importante piano di riqualificazione e che vide non solo la presenza di due aree cimiteriali ma fu anche destinata a campo di concentramento mantovano durante la seconda guerra mondiale. E infine Sparafucile dove lo mettiamo con la sua storia equivoca celebrata da Giuseppe Verdi. Ebbene allora ecco altri 5 luoghi da aggiungere al nostro personale itinerario della Mantova oscura.
Mantova non è di solito associata all’oscurità se non a quella temporanea della nebbia (e non ci sono più le nebbie di una volta) a differenza della leggenda nera di Torino. Eppure anche da noi possiamo individuare dei luoghi oscuri vuoi per le leggende cui sono associati, vuoi per le storie di prigioni o alchimia, vuoi per il loro essere legati al Sacco di Mantova. Basta poco quindi per ritrovarsi in una Mantova oscura e per viaggiare con la fantasia provando ad immaginare storie, personaggi e vicende di una città che non esiste più o che forse non è mai esistita. Eccovi allora un itinerario in 5 passi alla scoperta della Mantova oscura.
Bel libro questo di Fabio Isman inserito all’interno di una collana del Mulino dal titolo Ritrovare l’Italia (ci torneremo in futuro per altri volumi). Si tratta di un viaggio tra le città ideali che punteggiano l’Italia e che nascono dall’idea tutta rinascimentale di realizzare luoghi a misura d’uomo. Nel testo si parte dalle più famose e note come ad esempio la nostra Sabbioneta (forse però uno dei capitoli più deboli del libro*), Pienza o Palmanova per arrivare a luoghi meno noti ma altrettanto ricchi di fascino come ad esempio Terra del Sole (in Romagna nel comune di Castrocaro) o villaggi operai come quelli di San Leucio a Caserta, Crespi d’Adda oppure Rosignano Solvay. 
Ogni facciata di casa o palazzo a Mantova merita uno sguardo. A volte per i lacerti di affreschi, a volte per i portali o per le tracce di edifici precedenti ma spesso perché si tratta di dimore legate a famiglie che hanno fatto la storia della città. Per questo oggi proponiamo un percorso alla riscoperta di alcuni palazzi con facciate che raccontano una storia e che, osservandoli da vicino, presentano anche particolari molto interessanti. L’invito è di fare una passeggiata collegando in un itinerario tutti questi palazzi e, mentre passate dall’uno all’altro, provare a prestare attenzione ai dettagli che fanno di Mantova un luogo unico al mondo.