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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Storia Locale

Tra musica e strumenti al Conservatorio Campiani: Mantova Segreta alla scoperta della Cittadella della Musica

31 venerdì Mag 2019

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta, Storia Locale

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Cittadella della Musica, Conservatorio di Mantova, Giacomo Cecchin, Giordano Fermi, Lucio Campiani, Mantova Segreta

Ci sono tesori nascosti nel centro di Mantova e uno di questi è la sede del Conservatorio Lucio Campiani. All’interno di un ex convento è stata realizzata la Cittadella della Musica che oggi è davvero uno dei luoghi più suggestivi della città. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta in alcuni degli ambienti più belli, in compagnia del Maestro Giordano Fermi, ex direttore e grande ispiratore del progetto di spostamento del Conservatorio dal Teatro Bibiena e dal Sottoportico dei Lattonai.
Qui potete vedere la puntata dedicata al Conservatorio mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Qui invece potete leggere l’incipit della puntata:
“Bentornati a Mantova Segreta che vi racconta storie a volte sconosciute oppure semplicemente dimenticate e vi fa vedere luoghi consueti in modo inconsueto. Oggi parliamo di un convento che diventò caserma per poi diventare scuola e infine …ma non ve lo diciamo subito.
Siamo in via Conciliazione, in una zona che era molto vicina alle mura della città e al Lago del Paiolo e oggi vi portiamo a scoprire la sede del Conservatorio di Mantova, la cosiddetta Cittadella della Musica realizzata grazie all’intervento di molti enti ma soprattutto sulla spinta forte della Provincia di Mantova che a partire dal 2001 ha iniziato a restaurare questi spazi e nel 2006 ha lanciato il progetto di realizzare qui un centro si formazione musicale davvero unico. E’ un luogo tra i più incredibili di questa città dove si respira la storia ma dove soprattutto si costruisce il futuro di una parte importante della cultura mantovana: quella musicale…”

Di seguito vi riportiamo le puntate pubblicate sino ad ora sul sito di Mantovastoria:
15. Alla scoperta della Mantova Ebraica – merc 23 gennaio 2019
14. Dietro le quinte del Teatrino d’Arco – merc 16 gennaio 2019
13. Con Charles Dickens a spasso per Mantova – merc 9 gennaio 2019
12. A quale santo votarsi, a Mantova? – merc 12 dicembre
11. A caccia di statue “erranti” – merc 5 dicembre
10. Una Mantova di profilo…se si vede – merc 28 novembre
9. Sulle tracce di Matilde di Canossa – merc 21 novembre
8. Nel dietro le quinte del Teatro Sociale – merc 14 novembre
7. Mantova Domenicana – merc 7 novembre
6. La puntata di Halloween – merc 31 ottobre
5. L’Isola degli Studi e la Mantova dei Gesuiti – merc 24 ottobre

4. Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori – merc 17 ottobre
3. Un percorso su è giù dai ponti del Rio – merc 10 ottobre
2. Il Quartiere Latino di Mantova – merc 3 ottobre
1. I passaggi segreti urbani – merc 26 settembre

Giacomo Cecchin vi fa scoprire la Mantova ebraica nella puntata di Mantova Segreta

28 martedì Mag 2019

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Ghetto di Mantova, Giacomo Cecchin, Mantova ebraica, Mantova Segreta, Sinagoga, Telemantova

Cosa ne dite di fare una passeggiata alla scoperta della Mantova Ebraica? Il ghetto non esiste più da quando i francesi ne bruciarono i portoni ed è stato pesantemente modificato nel secolo scorso: eppure basta sapere dove andare e cosa cercare per fare un viaggio nel tempo alla scoperta delle tracce di cultura ebraica ancora presenti a Mantova. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta fin dentro l’ultima sinagoga ancora presente in città che, i casi del destino, oggi si trova oltre il Rio e al di fuori dell’antico recinto del Ghetto.
Qui potete vedere la puntata dedicata alla Mantova ebraica mentre a a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Continua a leggere →

Dietro le quinte del Teatrino d’Arco con Giacomo Cecchin: una puntata da non perdere di Mantova Segreta

21 martedì Mag 2019

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta, Storia Locale

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Accademia Campogalliani, Canto di Natale, Giacomo Cecchin, Macchina teatrale, Mantova Segreta, Teatrino d'Arco

Sono da sempre un appassionato di teatri e di Teatro. Quando vado a visitare altre città verifico sempre se ci sia la possibilità di entrare in questi spazi che riservano tantissime sorprese ma soprattutto offrono una grande emozione. Per questo Mantova Segreta è entrata anche al Teatrino d’Arco che è uno dei tesori più preziosi di Mantova, non solo per la macchina teatrale assolutamente da scoprire ma anche per la compagnia Campogalliani che lo cura come se fosse la propria casa (e in effetti è proprio così!).
Qui potete vedere la puntata di Mantova Segreta dedicata al Teatrino d’Arco, mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata: Continua a leggere →

Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta della Mantova di Dickens, una nuova puntata di Mantova Segreta

10 mercoledì Apr 2019

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1844, Charles Dickens, Esilio di Romeo, Giacomo Cecchin, Mantova Segreta, Pictures of Italy, Romeo e Giulietta, rusty gates of the stagnant Mantua, Shakespeare, Telemantova

Com’era la Mantova del 1844? Ce lo racconta Giacomo Cecchin nella puntata di Mantova Segreta dedicata a Charles Dickens. Lo scrittore inglese passò per Mantova venendo da Verona mentre si dirigeva a Milano. La curiosità è che allora come oggi il comportamento dei turisti non cambia: soggiornano con calma a Verona trovandola incantevole e passano di sfuggita per Mantova trovandola suggestiva ma sicuramente con meno appeal della città scaligera. Charles Dickens scriverà di essere arrivato ai “rusty gates of the stagnant Mantua” (alle porte arrugginite della stagnante Mantova).
Qui potete vedere la puntata dedicata a Dickens mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda. Continua a leggere →

Rigoletto a Mantova: un’occasione da non perdere per riscoprire il buffone verdiano

07 domenica Apr 2019

Posted by mantovastoria in Conferenze, Curiosità, Storia Locale

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Giovanna Rosa, Giuseppe Verdi, La Fenice, Mantova, Museo del Rigoletto, Nicola Zanella, Palazzo Castiglioni, Rigoletto, Teatro La Fenice, Venezia

Dal 2013 non è mai uscita dalla top ten delle opere liriche più rappresentate al mondo*; il suo nome è sinonimo di Mantova e dei Gonzaga**; la donna è mobile è una delle arie più conosciute e utilizzate, anche e soprattutto inserita nella colonna sonora dei film***.
Stiamo parlando di Rigoletto, l’opera di Giuseppe Verdi che insieme alla Traviata e al Trovatore fa parte della cosiddetta Trilogia popolare. Ebbene nonostante questa incredibile popolarità, nonostante a Mantova siano presenti tutti i luoghi dell’opera verdiana, nella nostra città non esiste un museo dedicato a Rigoletto.
La lacuna è stata colmata da Nicola Zanella e Giovanna Rosa con una collezione davvero unica al mondo ora esposta nelle sale al pianterreno di Palazzo Castiglioni, in pieno centro.
L’interesse dell’esposizione nasce dal fatto che non si limita a presentare un solo punto di vista sull’opera di Giuseppe Verdi ma, come nella tradizione del collezionismo, offre una panoramica di tutto quello che fa riferimento al buffone di Verdi: dai costumi agli spartiti, dai manifesti alle recensioni, dagli autografi dei più importanti cantanti di tutte le epoche a oggetti d’uso quotidiano come, forse il pezzo più particolare dell’esposizione, una scatoletta di carne in scatola recuperata sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale e che riporta l’immagine del compositore di Busseto e di Rigoletto.
Sarebbe bello che una collezione di questo tipo trovasse una collocazione permanente a Mantova, magari in una location legata all’opera di Verdi e desse il via ad una valorizzazione di Rigoletto come strumento di promozione turistica della città. Ma forse sono proprio le cose facili a diventare difficili per noi italiani. Eppure questa storia del buffone, del duca e di Gilda colpisce al cuore chiunque la legga e Verdi compie un vero e proprio capolavoro non solo inserendo alcune tra le arie più cantabili e orecchiabili della storia dell’opera lirica ma anche inserendo un vero e proprio meccanismo a orologeria che conduce al climax finale senza un attimo di respiro. I dodici rintocchi della mezzanotte e la voce del duca che da lontano intona la Donna è mobile e rivela che il corpo nel sacco non è il suo sono momenti che non si dimenticano. Nel museo di Rigoletto di Nicola Zanella e di Giovanna Rosa segnaliamo alcuni oggetti assolutamente da non perdere, almeno a nostro parere: il costume di scena di Gilda che si traveste da uomo del 1860, la recensione di Rigoletto all’indomani della prima assoluta alla Fenice avvenuta l’11 marzo del 1851, un programma di sala inglese dell’8 giugno 1940 (l’Italia sarebbe entrata in guerra 2 giorni dopo)****, un bozzetto per il personaggio di Monterone dipinto da Franco Zeffirelli e la scatoletta di carne (già citata) che ricorda come l’opera e Verdi fossero da sempre considerati simboli della cultura italiana contro il nemico.
Il Museo Rigoletto a Palazzo Castiglioni visitabile con ingresso a 3 euro (gratis fino a 18 anni) rimarrà aperto fino al 12 maggio con i seguenti orari: da martedì a venerdì
dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Chiuso lunedì.
* La statistica viene dal sito Opera Base ed è interessante notare che l’opera più rappresentata al mondo è comunque italiana e sempre di Giuseppe Verdi ed è La Traviata.
** E’ in interessante notare che nel libretto di Rigoletto si citano Mantova e il duca ma non si fa mai il nome della famiglia Gonzaga. Unamotivazione possibile per questa assenza la trovate qui.
*** La donna è mobile è una delle arie più citate nelle colonne sonore dei film, soprattutto quelli americani quando devono citare l’Italia o la sua cultura. Ad esempio nel film “Sapori e dissapori” (qui ne trovate una descrizione). Senza dimenticare la famosa scena di Pretty Woman quando Julia Roberts assiste alla rappresentazione della Traviata e si commuove profondamente perchè si immedesima nella protagonista. “la reazione della gente che vede l’opera per la prima volta è molto drammatica: o la amano o la detestano” dice Richard Gere a Julia Roberts. (qui potete vedere la scena).
**** Una curiosità del programma di sala inglese è che vengono segnalate le misure di sicurezza in caso di allarme aereo. L’organizzazione del teatro dice che “lo spettacolo sarà interrotto per 5 minuti per poi ricominciare”. Della serie: Siamo inglesi e non permettiamo alla guerra di interferire con le nostre abitudini.

Per approfondire su questo blog sul tema di Rigoletto potete leggere anche:
– Rigoletto secondo Corraini: un bel libro davvero!
– 5 storie d’amore a San Valentino tra Gonzaga, Shakespeare e Rigoletto
– Federico II o Vincenzo I: qual è il duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi?
– Sparafucile o Saltabadil: note e appunti in merito a Rigoletto, Mantova e Parigi
– Rigoletto, Verdi e Dan Brown

Giacomo Cecchin (domenica 7 aprile 2019 – visitata sabato 6 aprile 2019)

Il Teatro Sociale dietro le quinte – sabato 30 marzo ore 14.30 e 16.30 – una visita da non perdere

18 lunedì Mar 2019

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Buca del Suggeritore, Dietro le quinte del Teatro Sociale, Giacomo Cecchin, Retropalchi, Teatro Sociale, Teatro Sociale di Mantova

Siete mai saliti sul palcoscenico di un Teatro d’Opera?
E avete mai provato la buca del suggeritore?
O siete mai entrati nei retropalchi?
Se la risposta a queste domane è: No, non l’ho mai fatto! allora vi aspettiamo per una visita che vi lascerà a bocca aperta alla scoperta del

IL TEATRO SOCIALE DIETRO LE QUINTE con Giacomo Cecchin
Sabato 30 marzo alle 14.30 – Durata del percorso 2 ore circa
Sabato 30 marzo alle 16.30 – 
Durata del percorso 2 ore circa

Potete iscrivervi cliccando su questo link.

La visita ha l’obiettivo di farvi vivere l’esperienza del dietro le quinte del Teatro Sociale. Passeremo dall’ingresso degli artisti e vivremo l’esperienza del palcoscenico e del sipario. Passeremo poi dagli spazi del sottopalco per arrivare al golfo mistico e alla platea. Da lì andremo nel foyer e saliremo poi ai palchi e al loggione per calarci nei panni dei loggionisti. Scenderemo poi nel ridotto e alla fine l’uscita. 
A questo link potete avere un’anticipazione di quello che vedrete dal vivo e che è stato al centro di una puntata di Mantova Segreta.

Potete iscrivervi cliccando su questo link.

La visita sarà realizzata al raggiungimento di un minimo di 15 partecipanti.
Quota di partecipazione 15 euro a persona  comprensivo di ingresso al teatro.

 

Le torri del profilo di Mantova sull’ultimo numero di MCG, torna Mantovagando

10 domenica Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Giancarlo Businelli, Le torri del profilo di Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Torre dei Gambulini, Torre del Podestà, Torre della Gabbia, Torre dello Zuccaro, Torre di Sant'Alò

Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo. Continua a leggere →

5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria

27 domenica Gen 2019

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose..., Napoleonica, Storia Locale

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Casa del Rabbino, Ghetto di Mantova, Ghetto ebraico, Mezuzah, Piazza Concordia, Piazza dell'Aglio, Piazza Ghetto, Rotonda di San Lorenzo, Via Dottrina Cristiana

La giornata della memoria può essere una bella occasione per una passeggiata nella zona dell’ex ghetto ebraico di Mantova. Tra l’altro si tratta di una zona molto centrale e che, negli anni, è diventata un’area residenziale molto apprezzata. Nelle piccole piazze e nei vicoli infatti si respira ancora l’atmosfera di quando il Ghetto era una delle zone più vivaci di Mantova con i suoi vicoli e le facciate particolari delle quali rimane traccia nell’attuale Casa del Rabbino. Purtroppo molto è andato perduto e solo grazie alle vecchie foto si può intuire come fosse la vita nel quartiere ebraico. Per questo vi suggerisco questo itinerario in 5 punti che vi porta a scoprire storie e curiosità del Ghetto di Mantova.
* nell’itinerario non è compresa l’ultima Sinagoga rimasta in città che, dopo essere stata smontata, è stata rimontata in via Gilberto Govi.

La Rotonda di San Lorenzo – può sembrare strano partire dalla Rotonda per un itinerario ebraico a Mantova. Eppure quando il tempio matildico fu chiuso dal duca Guglielmo Gonzaga alla fine del 1500, fu inglobato nelle case che entrarono a far parte del Ghetto nel 1610. Per chi volesse approfondire suggerisco di leggersi gli estratti del catasto teresiano dove si possono recuperare i nomi e le attività di chi abitava case e botteghe ricavate negli spazi della Rotonda. Uno di loro si chiamava Moisè Ariani che, se non ci fosse stata la tragedia della Shoa, sarebbe un improbabile e divertente ossimoro. Uno dei portoni d’ingresso al Ghetto si trovava proprio a fianco delle case che avevano inglobato la Rotonda.

Piazza Concordia – il nome antico della Piazza era piazza dell’Aglio perché qui si teneva il mercato ebraico della frutta e della verdura, speculare rispetto a quello cristiano di Piazza Erbe (così come l’attuale Via Spagnoli era via degli Orefici ebrei in linea con la via degli Orefici tuttora esistente). Il suo nome cambiò nel gennaio del 1798 (era il 21 gennaio per precisione) quando i francesi decisero l’abbattimento dei portoni del Ghetto e li bruciarono proprio in questa piazza che divenne piazza Ghetto. L’ultimo cambiamento toponomastico risale invece al 1867 quando in virtù dell’impegno degli ebrei nelle lotte per il Risorgimento italiano le venne attribuito il nome  di Concordia, a celebrazione di una rinnovata intesa tra ebrei e cattolici. Una particolarità era che questa piazza era l’unica presente all’interno del Ghetto, le piazze attuali Bertazzolo e Sermide sono frutto di demolizioni.

Via Dottrina Cristiana – un’altra stranezza per un Ghetto Ebraico. Pensato ad un ebreo in vacanza che scrive una cartolina a casa e deve scrivere nell’indirizzo via Dottrina Cristiana, robi da mat direbbero a Mantova. Eppure la via mantiene il nome che le era stato dato nel 1595 quando venne creato in questo luogo un oratorio dedicato alla Dottrina Cristiana dal vescovo Francesco Gonzaga. Successivamente fu anche chiamato vicolo del Monte di Pietà, la banca dei francescani, che si trovava proprio dove oggi c’è il negozio di detersivi. Vicolo Dottrina Cristiana è uno dei pochi vicoli quasi perfettamente rettilinei del centro di Mantova e divideva perfettamente il Ghetto ebraico dall’Isola degli Studi dei Gesuiti (oggi Archivio di Stato, Biblioteca Teresiana e Liceo Virgilio).

La Mezuzah – è l’unico segno di questo tipo ancora visibile. Bisogna imboccare vicolo Norsa da Piazza Bertazzolo. Nello stipite destro della prima porta a sinistra si vede un piccolo incavo ricavato nel marmo, a due terzi d’altezza. Si tratta dello spazio dove veniva inserita la Mezuzah, ovvero un piccolo astuccio contenente l’inizio della preghiera dello Shema. E’ una tradizione che ricorda l’ultima delle 10 piaghe d’Egitto, quando gli ebrei dovettero segnare con il sangue dell’agnello le porte di casa per avvertire l’angelo della morte di passare oltre e non uccidere i primogeniti. Di regola chi entra in casa tocca la mezuzah con le dita in segno di rispetto per la Torah di cui contiene passi. Per approfondire potete leggere la pagina di Wikipedia.

La Casa del Rabbino – è una delle poche case del Ghetto ebraico ad aver mantenuto pressoché intatto il suo aspetto originale. Si trova al numero 54 di via Bertani e la sua parte più caratteristica è la facciata, non solo per lo splendido balcone in ferro battuto ma anche per i bassorilievi, posti tra le finestre del piano terra e del primo piano che rappresentano vedute architettoniche di città. Il nome di Casa del Rabbino deriva dalla tradizione che vi abbiano abitato le famiglie dei capi religiosi della Comunità
ebraica mantovana. Il palazzo fu probabilmente ricostruito dopo il Sacco di Mantova del 1630 e ricorda nello stile delle decorazioni della facciata altri edifici del centro città costruiti in epoche analoghe come Palazzo Sordi o Palazzo Valenti.

Questi spunti sono anche alla base della puntata di Mantova Segreta dedicata alla Mantova ebraica andata in onda mercoledì 23 gennaio 2019 su Telemantova.

Per approfondire la conoscenza del Ghetto ebraico e della Comunità ebraica mantovana suggerisco di consultare l’interessante guida sulla Mantova Ebraica reperibile a questo link.

Qui trovate invece altri spunti interessanti per passeggiate inedite e suggestive a Mantova.
Giacomo Cecchin

Giacomo Cecchin vi porta Sulle tracce di Matilde di Canossa tra città e provincia con Mantova Segreta

19 sabato Gen 2019

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta, Storia Locale

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birra, Duomo, Giacomo Cecchin, La Grancontessa, Mantova Segreta, Matilde di Canossa, Orval, Piazza Matilde di Canossa, Rotonda di San Lorenzo, San Benedetto in Polirone, Sant'Andrea, Teatro delle Birre, Telemantova

Giacomo Cecchin racconta la storia di Matilde di Canossa seguendone le tracce da Mantova a San Benedetto in Polirone e ritorno. Nella puntata di Mantova Segreta si parte da piazza Matilde di Canossa si entra in Sant’Andrea, nella Rotonda di San Lorenzo e in Cattedrale per poi andare a al monastero benedettino di San Benedetto Po. Al ritorno una bella storia sulla Gran Contessa che termina in gloria con un brindisi al Teatro delle Birre. Qui potete vedere tutta la puntata mentre di seguito l’elenco degli episodi finora pubblicati su Mantovastoria.
8. Nel dietro le quinte del Teatro Sociale – merc 14 novembre
7. Mantova Domenicana – merc 7 novembre
6. La puntata di Halloween – merc 31 ottobre
5. L’Isola degli Studi e la Mantova dei Gesuiti – merc 24 ottobre

4. Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori – merc 17 ottobre
3. Un percorso su è giù dai ponti del Rio – merc 10 ottobre
2. Il Quartiere Latino di Mantova – merc 3 ottobre
1. I passaggi segreti urbani – merc 26 settembre

Giacomo Cecchin

 

Sant’Antoni dalla barba bianca, fame catar quelo che me manca…

17 giovedì Gen 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antonio Abate, Antonio da Padova, fame catar quelo che me manca, Padova, Sant'Antoni dalla barba bianca, Sant'Antonio abate, Sant'Antonio da Padova, Siqueris

Oggi è la festa di Sant’Antonio Abate (quello del porcellino o quello del chisol per i Mantovani). E’ un santo antichissimo e molto venerato e la sua immagine si trova ancora in molte stalle a protezione del bestiame (qui potete leggere come il santo divenne protettore degli animali).
Oggi però vorrei ricordare che c’è anche un altro Antonio veneratissimo ed è Antonio da Padova che si festeggia il 13 giugno. Alcuni infatti confondono le due figure e a Padova c’è un proverbio che dimostra come sia difficile distinguerli a volte.
“Sant’Antoni dalla barba bianca,
fame catar quelo che me manca”. Continua a leggere →

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