5 torri tra sale, zucchero e gabbie

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Torre dei Gambulini

Mantova era una Manhattan padana (cit. Philippe Daverio), circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città dai laghi doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna o il Campanile di Giotto per Firenze consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto il centro storico più bello del mondo. Ecco 5 delle torri mantovane per non parlare di quella del Salaro, della casa torre Bonacolsi e della casa torre Boateri di via Calvi.

Torre della Gabbia

Costruita dalla famiglia Acerbi torreggia (e come potrebbe fare altrimenti) tra piazza Sordello e via Cavour dove si nota la gabbia da cui viene il suo nome. Alta circa 55 metri la torre della Gabbia fu di proprietà degli Acerbi, dei Bonacolsi, dei Gonzaga e dei Guerrieri Gonzaga per essere poi ceduta al comune, attuale proprietario. Fu il duca Guglielmo nel 1576 ad inserire la gabbia dove venivano esposti i malfattori: posizione poco invidiabile ma almeno si evitano pietre e sputi destinati a coloro che venivano messi alla berlina a livelli più bassi. Dovrebbe diventare il belvedere della città.

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Porto 1616: successo della serata a Villa La Favorita

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Un grande successo per la serata a Villa la Favorita su Porto 1616. Giovedì 7 aprile alle 21.00 oltre 300 persone hanno affollato il salone della villa. Trovate alcune foto e le slide utilizzate durante la serata. Un grazie al comune di Porto Mantovano nella persona del sindaco Massimo Salvarani e dell’assessore alla cultura Nadia Albertoni, alla famiglia Bernardelli proprietaria della villa e a Virginia Novellini.

5 momenti storici in cui sarebbe stato bello ESSERE a Mantova

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Sole_Luna_Palazzo_TE

Nelle vicende delle città ci sono eventi che ne cambiano la storia in modo positivo o negativo. Perché allora non pensare a quei momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Ho provato a individuare 5 accadimenti fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi? Quali scegliereste?

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Porto 1616 – giovedì 7 aprile ore 21 presso Villa La Favorita

La Favorita - olio su tela di Giancarlo BusinelliVi segnalo un incontro per approfondire l’affascinante e ricca storia della Favorita, la villa costruita dal cardinale e poi duca Ferdinando Gonzaga a Porto Mantovano.
E’ un’iniziativa
promossa dall’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Comunale portuense per giovedì 7 aprile alle ore 21 proprio presso la suggestiva villa. A questo link l’evento su Facebook. Continua a leggere

A Brera a scuola di innovazione e creatività: da Perugino a Raffaello

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Raffaello_Perugino

Splendida idea quella che a Brera mette a confronto i due Sposalizi della Vergine di Perugino e Raffaello. Non solo perchè è la prima volta che accade ma anche perchè ci raccontano una storia di creatività e innovazione che potrebbe insegnare molto anche ai nostri imprenditori.

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5 escursioni fuori porta da non perdere tra Napoleone, Vespasiano Gonzaga e la Croce Rossa

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Barcaiolo sul Mincio 2013, olio su tela, cm 65x55
Barcaiolo sul Mincio
2013, olio su tela, cm 65×55

Il Lunedì dell’Angelo è si solito dedicato all’escursione fuori porta e anche a Mantova ci sono luoghi perfetti per una gita. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le epoche storiche: dal santuario con gli ex voto al forte napoleonico, dal monastero benedettino alla città ideale di Vespasiano Gonzaga per chiudere con il Risorgimento. Un’ultima curiosità: ci si può arrivare via acqua, a piedi o in macchina ma anche se la distanza è poca il viaggio diventa un vero e proprio pellegrinaggio specialmente quello al Santuario delle Grazie tra conventi francescani, domenicani e un coccodrillo impagliato (nell’immagine si coglie sullo sfondo il profilo del Santuario che emerge dai canneti).

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Dove guarda San Longino? L’originale di Giulio Romano al Louvre, la copia a Mantova in S.Andrea

Adorazione dei PastoriA Mantova la basilica concattedrale di S.Andrea è al centro dei riti pasquali. E’ proprio nella sua cripta seicentesca che, all’interno di un altare cassaforte, sono conservati i due Sacri Vasi contenenti la reliquia del Sangue di Cristo. Ma oggi siamo interessati alla terza cappella sulla destra e in particolare alla sua pala d’altare che è una copia dell’originale di Giulio Romano attualmente al Louvre. L’opera è un’adorazione dei pastori con i santi Giovanni Evangelista e Longino che affiancano la Vergine e il bambino. E la stranezza dell’opera sta nel fatto che Longino guarda fuori del quadro e chissà se i visitatori del Louvre si chiedono cosa stia guardando il soldato romano. Per noi a Mantova non ci sono dubbi. Continua a leggere

Indagine su Piero: a Forlì una bella mostra sul maestro di San Sepolcro dall’oblio alla riscoperta

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Madonna della MisericordiaLa mostra di Forlì sul mito di Piero della Francesca non è fatta per persone legate alla classica idea di esposizione dove si trovano le opere principali di un artista e un percorso già tracciato in senso cronologico. Piero della Francesca: indagine su un mito è invece una mostra per persone curiose e che abbiano voglia di approfondire la fortuna del pittore di Borgo San Sepolcro nei secoli.  E sgombriamo subito il campo dagli equivoci: di opere di Piero della Francesca a Forlì ce ne sono solo 4 e vedremo alla fine perchè questo rappresenti un valore aggiunto e non una negatività. Continua a leggere

Mantova 1516: l’ombelico del mondo – venerdì 1 aprile ore 20.30 a Buscoldo

mn1516

venerdì 1 aprile 2016 ore 20.30
Sala Parrocchiale – Piazza Lombardelli – Buscoldo

Per chi avesse perso l’incontro di gennaio a Casa Andreasi eccone una replica presso la sala parrocchiale di Buscoldo. L’incontro a partecipazione gratuita è inserito nel ciclo dei venerdì culturali organizzato dal Circolo ACLI “Ezio Bigi” e dalla Parrocchia di Buscoldo con il patrocinio del Comune di Curtatone.

Qui una breve presentazione e a questo link il servizio di Telemantova – 500 anni fa Mantova non aveva bisogno di una giuria che le attribuisse il titolo: era capitale di per sé. E in particolare nel 1516 Mantova era al centro di un periodo di forte cambiamento, come d’altra parte tutto il resto dell’Europa. A Mantova il marchese Francesco II aveva intrapreso la sua parabola discendente e il figlio Federico si preparava a prenderne il posto (1519) in una città che aveva perso l’artista artigiano Mantegna e avrebbe visto l’arrivo dell’imprenditore-pittore-architetto Giulio Romano. Dalla perfezione rinascimentale della Camera degli sposi al disordine manieristico del Camarone dei Giganti.
Un viaggio alla scoperta di un modo nuovo di guardare Mantova per recuperare l’orgoglio di una cultura ed una forza che viene da lontano.

IL CICLO COMPLETO DEI VENERDI’ CULTURALI
(incontri di storia e cultura del nostro territorio)
– venerdì 1 aprile  Giacomo CecchinMantova 1516: l’ombelico del mondo”
– venerdì 8 aprile Alfredo BalzanelliI Gonzaga fra l’Oglio e il Po”
– venerdì 15 aprile Renato BerzaghiArte nel mantovano oltre l’Oglio
– venerdì 22 aprile Mons. Roberto Brunelli “I Gonzaga con la tonaca
– venerdì 29 aprile  Enzo Bajocchi  “ 1866 : Curtatone entra nel Regno d’Italia”

Gli incontri si terranno nei locali parrocchiali alle ore 20,30.

Giacomo Cecchin

i 5 laghi di Mantova tra ponti, dighe e coccodrilli

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Tramonto sul lago superiore

Come i 5 laghi di Mantova? Ma non sono tre? Forse per i mantovani ma per tutti gli altri si tratta semplicemente del fiume Mincio che, uscito dal Lago di Garda, arriva a Mantova e si impaluda, come dice il padre Dante. E allora quanti sono davvero i laghi di Mantova? La domanda è mal posta perché occorre partire dalla definizione di lago o meglio da cosa i mantovani considerano un lago. E allora i laghi di Mantova sono davvero 5. Non ci credete? Provate a contarli nell’elenco seguente.

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