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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Mantova

La demolizione delle mura di Mantova che inizia con un discorso il 3 marzo 1883, era un sabato – i 10 giorni (+2) che cambiarono la storia di Mantova

22 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Forte di Lunetta, Forte di Pietole, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Le mura di Mantova, Lungolago, Mantova, Mantova Fortezza, Porta Cerese, Porta dei Folli, Porta Pradella, Porta Pusterla, Via Allende, Via Fancelli, Via Fondamenta

Forse il trauma più grande (o la gioia) per un mantovano della fine del 1800 sarebbe vedere oggi Mantova senza le mura. E’ difficile oggi immaginare com’era con l’acqua dei laghi che arrivava fin sotto i bastioni e nessun lungolago da percorrere in auto ma solo un cammino di ronda interno alle mura. Per capire com’era la forma di Mantova basta guardare una delle tante mappe ottocentesche o quella pubblicata sulla prima Guida Rossa del Touring del 1914. Un turista che arrivasse in stazione in quell’anno avrebbe visto la città ancora completamente circondata dalle mura, un po’ come Sabbioneta oppure come Lucca. Perdere le mura è stato un colpo incredibile a Mantova che si è salvata da avere una periferia disordinata e dall’impossibilità di capire quando inizia la città solo dalla parte dei laghi. Però occorre sempre guardare il bicchiere mezzo pieno e quindi pensiamo che la demolizione dei bastioni ha consentito la creazione dei giardini, un’onda verde che collega Pradella a Bosco Virgiliano.

Ecco perché ho scelto questo sabato 3 marzo 1883 come undicesima data all’interno dei 10 giorni (+2) che hanno cambiato la storia di Mantova.

La Gazzetta di Mantova del 3 marzo 1883, era un sabato

La Gazzetta esordisce dicendo che non ha approvato la condotta dell’on. Conte Antonio d’Arco (il papà della contessa Giovanna) su molti punti ma che invece “gli rende lode per l’ultimo discorso che tenne alla Camera in favore della nostra disgraziata città”. Il motivo del favore del quotidiano per il deputato è dovuto al suo intervento molto deciso per richiedere la demolizione delle mura di Mantova. Ecco i brani che la Gazzetta riporta del discorso del conte: “Effettivamente oggi a Mantova toccano tutti danni e nessuno dei vantaggi dell’esser fortezza. Mantova è soffocata da un cerchio di forti proprio attorno attorno alle ultime case; non può respirare; non può risanarsi e ne avrebbe bisogno; non può strabilire (sic!) delle industrie; non può porsi convenientemente in comunicazione con il resto d’Italia e della provincia stessa per mezzo di ferrovie o per mezzo di , giacché vi è sempre l’enorme difficoltà delle opere fortilizie che non si possono in alcun modo toccare , opponendosi risolutamente il genio militare ad ogni lesione dell’integrità dei forti”. E poi l’onorevole prosegue ancora rincarando la dose:

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A Sabbioneta per una passeggiata da porta a porta sulle tracce di Vespasiano Gonzaga insieme a Giacomo Cecchin

20 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, Telemantova

Sabbioneta è una città ideale, ma ideale per chi? La risposta è ideale per Vespasiano Gonzaga che la costruisce in poco più di trent’anni dotandola di tutti quegli edifici che fanno la città: dal palazzo ducale a quello per l’ozio del principe, dalla chiesa alla biblioteca, dall’armeria al teatro. I sabbionetani invece non hanno mai amato il duca che li voleva comparse in una Sabbioneta dove lui solo era l’attore protagonista.

Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata sulle tracce di Vespasiano Gonzaga attraversando Sabbioneta da porta a porta raccontando storie, personaggi e curiosità di una città unica al mondo.

Mantova Segreta alla scoperta di Sabbioneta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di portare i telespettatori dentro la città ideale di Vespasiano Gonzaga.

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L’esecuzione dei Martiri di Belfiore il 7 dicembre del 1852 (era un martedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

15 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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7 dicembre 1852, Congiura dei Martiri di Belfiore, Francesco Giuseppe, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Imperatore d'austria, Mantova, martedì 7 dicembre 1852, martiri di belfiore, Radetzky, Valletta di Belfiore

I Martiri di Belfiore, tutti ne hanno sentito parlare ma pochi hanno approfondito la loro storia. E’ una congiura arrivata in ritardo o troppo in anticipo. Mantova era una delle fortezze del famoso Quadrilatero insieme a Peschiera, Verona e Legnago. Mantova era una città tranquilla che nel 1848 quando insorse persino Vienna rimase nel suo torpore. Mantova era la città giusta per Radetzky per dare l’esempio. E i congiurati erano dei dilettanti della congiura, e uso dilettanti nel senso buono del termine, con tanta passione ma senza esperienza. Basti pensare che don Enrico Tazzoli uno dei capi teneva traccia di tutti i versamenti a favore del prestito mazziniano con i rispettivi nomi, il tutto cifrato usando la preghiera del Padre Nostro. Con delle premesse così non stupisce che la congiura sia finita in tragedia. Però dai fatti di Mantova cambia il vento sul nostro Risorgimento e senza i Martiri di Belfiore l’Austria sarebbe probabilmente durata più a lungo.

Ecco perché ho scelto questo martedì 7 dicembre 1852 come ultima data all’interno dei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Mantova, una fortezza del Quadrilatero

Ai miei tempi alle elementari ti parlavano sempre del quadrilatero che chiamarlo quadrato non si poteva perché assomigliava ad un trapezio scaleno. Era l’ultima risorsa di Radetzky, come in quegli annunci sugli autobus: “In caso di pericolo rifugiarsi nel Quadrilatero”. Mantova era una fortezza imprendibile cui gli austriaci avevano aggiunto una serie di fortificazioni ulteriori e tra queste una delle più potenti era il Forte di Pietole, iniziato durante il periodo napoleonico ma completato dall’Austria. Oggi è difficile rendersi conto di come fosse Mantova quando faceva parte del Lombardo Veneto: le mura non ci sono più se non in alcuni punti e anche le caserme sono scomparse.

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Come si gira una puntata di Mantova Segreta? Si passeggia a caso per la città con Giacomo Cecchin

13 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin, Il Cinematografo, Il punto migliore dove osservare Mantova, La madonna del Terremoto, Luigi Pastro, Mantova, Mantova Segreta, Piazza Canossa, Piazza Dante, Piazza Paradiso, Piazza Sordello, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, San Bernardino da Siena, Telemantova, Vicolo Bonacolsi

Come si gira una puntata di Mantova Segreta? A volte si cammina a caso in giro per Mantova e ci si ferma ad osservare invece di fare come diceva Dante con gli Ignavi “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Perché i veri segreti sono sotto gli occhi di tutti, quei dettagli a cui fai talmente l’abitudine da non farci più caso. E invece quante storie puoi scoprire in giro per Mantova.

Giacomo Cecchin vi spiega come guardare Mantova per scoprire storie, personaggi e curiosità di una delle città più belle del mondo.

Come si gira una puntata di Mantova Segreta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare i telespettatori nel dietro le quinte della trasmissione più seguita di Telemantova.

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Il sacco di Mantova dei Lanzichenecchi 18 luglio 1630 (era un giovedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

08 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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18 luglio 1630, Giacomo Cecchin, giovedì 18 luglio 1630, Gonzaga di Nevers, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Lanzichenecchi, Lanzichenecchi a Mantova, Mantova, Sacco di Mantova

Il sacco di Mantova insieme alla vendita della quadreria gonzaghesca sono due episodi che ancora oggi segnano i mantovani. E come potrebbe essere altrimenti visto i tesori che Mantova ha perso e considerato che la città recupererà il numero di abitanti che aveva prima del 1630 solo agli inizi del secolo scorso. D’altra parte l’evento del sacco fu terribile anche in relazione alle testimonianze che ce ne sono rimaste e alla peste che, seppur endemica, si scatenò con estrema violenza tanto da essere ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Tra l’altro la città non era mai stata conquistata e questo avvenimento segnò l’inizio della fine per la famiglia Gonzaga.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel giovedì 18 luglio 1530 quando muore la città, un evento che rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

I figli di Vincenzo Gonzaga tra vaiolo, finti matrimoni e un toyboy

E’ un classico che quando si raggiunge il vertice la caduta sia ancora più fragorosa. E’ quello che accade a Mantova quando raggiunge il suo vertice con Vincenzo I Gonzaga , anche grazie all’immenso patrimonio lasciatogli dal padre Guglielmo. Il duca di Mantova è famoso nel mondo e il futuro gli sorride con almeno tre figli maschi e una discendenza che sembra non dargli problemi. Eppure dopo la sua morte il tempo sembra accelerare. Francesco IV muore di vaiolo lasciando solo una figlia femmina, Maria che non può succedergli. E’ il turno del cardinale Ferdinando che diventa duca di Mantova lasciando la porpora ma è come il padre, spende e spande e non riesce ad avere una discendenza visto che l’unico figlio gli nasce da un finto matrimonio, orchestrato da lui. E’ la volta di Vincenzo II, cardinale che non va nemmeno a ritirare la porpora e sposa una sua parente, vedova e con il doppio dei suoi anni.

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Palazzo Te fa la festa a Carlo V il 2 aprile del 1530 (era un sabato) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

01 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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2 aprile 1530, Carlo V, Federico II, Federico II Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, l'imperatore Carlo V a Mantova, L'ombelico del Mondo, Mantova, Palazzo Te, sabato 2 aprile 1530

I lettori perdoneranno il gioco di parole del titolo ma è proprio la festa di Palazzo Te che cambia la storia di Mantova e soprattutto dei Gonzaga. Federico II entra a Palazzo Te da marchese e ne esce come duca in pectore con nomina ufficiale l’8 aprile. E’ straordinario pensare come i Gonzaga riescano a sfruttare a pieno il genio di Giulio Romano per costruire una villa che è una splendida operazione di marketing. Oggi lo definiremmo storytelling questa capacità di raccontare storie della mitologia e della bibbia che diventano dei veri e propri “case history”, degli exempla cui ispirarsi o da evitare per non incorrere negli stessi errori.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel sabato 2 aprile 1530 quando una festa rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Federico II e Carlo V: due trentenni che volevano cambiare il mondo

E’ una cosa che mi ha sempre colpito il fatto che Federico II Gonzaga e Carlo V d’Asburgo fossero coetanei. Federico è il figlio maschio tanto atteso del marchese Francesco II e di Isabella d’Este e nasce a Mantova il 17 maggio del 1500 (un regalo di compleanno per la marchesa che era nata lo stesso giorno nel 1474). Carlo invece era nato a Gand il 24 febbraio del 1500 da Filippo il bello e Giovanna la pazza. A 19 anni cambia la vita di tutte e due: Federico diventa marchese di Mantova e Carlo viene eletto imperatore (è in questo momento che diventa Carlo V, il quinto a portare questo nome tra gli imperatori).

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Andrea Mantegna inizia a dipingere la Camera degli Sposi (era domenica) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

25 domenica Ago 2024

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16 giugno 1465, Andrea Mantegna, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, finto graffito, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Mantegna, Mantova

Camera degli Sposi o Camera Picta? Entrambe le definizioni sono corrette per questo ambiente del Castello di San Giorgio dipinto da Andrea Mantegna su incarico del marchese Ludovico II Gonzaga. Oggi lo definiremmo uno spazio multipotenziale perché rispondeva a più funzioni: studiolo, stanza per ricevere gli ospiti illustri, camera da letto. Con la Camera degli Sposi il Rinascimento è ufficialmente arrivato a Mantova. Un ambiente così pieno di storie, personaggi, curiosità che ogni volta che lo si visita si scoprono dettagli diversi.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quella domenica 16 giugno del 1465 come uno dei 10 giorni che ha cambiato la storia di Mantova.

Perché Andrea Mantegna a Mantova? Cercava il posto fisso…

Andrea Mantegna è il più grande pittore del quattrocento italiano. Nasce ad Isola di Carturo probabilmente nel 1431, il padre lo manda a scuola di pittura dallo Squarcione a Padova e lì il ragazzo inizia una carriera folgorante che poi lo porterà a Mantova nel 1460. Ma perché un artista del suo calibro decide di diventare pittore di corte dei Gonzaga? Io scherzando dico che cercava un posto fisso perché non ne poteva più dei clienti che non capivano la sua arte come accade con Imperatrice Ovetari che gli fa causa per il cantiere della chiesa degli Eremitani a Padova.

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Tra cavalieri, mercanti e principesse (non trovo il drago chissà dov’è…)? Nel Medioevo con Giacomo Cecchin su Mantova Segreta

23 venerdì Ago 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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A Mantova nel Medioevo, Armature, Cavalieri, cavalleria, Dispositivi di protezione individuale, DPI, DPI medievali, Draghi, drago, elmo, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Medievale, Mantova Medioevale, Mantova nel Medioevo, Mantova Segreta, Mercato, Principesse, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, Telemantova

Quando c’erano i cavalieri, le principesse e anche i draghi com’era Mantova? Una puntata dove scopriamo il metodo sicuro per far utilizzare i DPI (dispositivi di protezione individuale) medioevali, le armature, come si realizzava un farmaco e che i gioielli hanno sempre fatto la differenza nel corteggiamento di una dama.

Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata all’interno di un mercato medioevale con personaggi, curiosità e un duello finale.

Mantova Segreta al tempo dei cavalieri

L’idea per questa puntata nasce dalla manifestazione Mantova Medioevale e dalla voglia di raccontare una giornata di mercato in una città del medioevo.

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Föra i Bèsi, torno a parlare del gioco più mantovano di sempre (tafat, direbbero i nativi)

22 giovedì Ago 2024

Posted by mantovastoria in Conferenze, Curiosità

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Copiaincolla, Demoela, Fora i besi, Giacomo Cecchin, gioco Föra i Bèsi, Jlenia Camocardi, Laura Nardi, Libreria Coop Nautilus, Mantova, Na bela mandola, Piazza Sordello, Te bota, Tenda dei Libri, Tenda dei libri di Festivaletteratura

Dopo averlo presentato l’anno scorso a Föra i Bèsi ho cominciato a giocarci e adesso, dopo aver fatto esperienza, sono contento di tornare a presentarlo insieme all’autrice Laura Nardi e alle ragazze e ragazzi di Copiaincolla che l’hanno disegnato (vero Jlenia Camocardi…),

Il gioco è prodotto dall’azienda Demoela, è una sorta di Monopoli in salsa mantovana come dice bene anche il sottotitolo: “Mantovani si nasce, ricchi si diventa”.

Presentazione del gioco “Föra i Bèsi”
Venerdì 30 agosto 2024 – ore 21.00
Tenda dei Libri Piazza Sordello – Mantova

La presentazione è stata organizzata dalla Libreria Coop Nautilus sotto la Tenda dei Libri in Piazza Sordello che sarà il cuore del Festivaletteratura. Vi aspettiamo venerdì 30 agosto alle 21.00 con la voglia di giocare e soprattutto per la prima lezione di dialetto ludico, specialità in valutazione per le prossime olimpiadi.

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I Gonzaga prendono il potere il 16 agosto 1328 (era un martedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

18 domenica Ago 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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16 agosto 1328, Bonacolsi, Casaloldi, Colpo di stato, Corradi de Gonzaga, Giacomo Cecchin, Gonzaga, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Mantova, martedì 16 agosto 1328

Il colpo di stato dei Gonzaga a Mantova ha una serie di caratteristiche che lo rendono unico. Il vero nome della famiglia era Corradi e Gonzaga si deve ad una sorta di rebranding. Luigi ha 60 anni quando prende il potere ed è una rarità per l’epoca, non solo essere vivi ma avere la tempra di organizzare una congiura.

Certo nessun dubbio sul fatto che quel martedì 16 agosto 1328 cambia la storia di Mantova che per almeno 4 secoli sarà governata dai Gonzaga.

Chi c’era prima dei Gonzaga? Tra Casaloldi e Bonacolsi

Mantova dopo i Canossa diventa un libero comune e parteciperà tra le altre iniziative alla Lega Lombarda che sconfiggerà l’imperatore Federico Barbarossa a Legnano. Poi arrivano i Bonacolsi ma… C’è un ma perché Dante quando si fa raccontare la storia di Mantova da Virgilio inserisce un particolare. Ecco la terzina dal XX canto dell’Inferno:
“Già fuor le genti sue dentro più spesse, 
prima che la mattia da Casalodi 
da Pinamonte inganno ricevesse.”

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