Sabbioneta è una città ideale, ma ideale per chi? La risposta è ideale per Vespasiano Gonzaga che la costruisce in poco più di trent’anni dotandola di tutti quegli edifici che fanno la città: dal palazzo ducale a quello per l’ozio del principe, dalla chiesa alla biblioteca, dall’armeria al teatro. I sabbionetani invece non hanno mai amato il duca che li voleva comparse in una Sabbioneta dove lui solo era l’attore protagonista.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata sulle tracce di Vespasiano Gonzaga attraversando Sabbioneta da porta a porta raccontando storie, personaggi e curiosità di una città unica al mondo.
Mantova Segreta alla scoperta di Sabbioneta
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di portare i telespettatori dentro la città ideale di Vespasiano Gonzaga.
I Martiri di Belfiore, tutti ne hanno sentito parlare ma pochi hanno approfondito la loro storia. E’ una congiura arrivata in ritardo o troppo in anticipo. Mantova era una delle fortezze del famoso Quadrilatero insieme a Peschiera, Verona e Legnago. Mantova era una città tranquilla che nel 1848 quando insorse persino Vienna rimase nel suo torpore. Mantova era la città giusta per Radetzky per dare l’esempio. E i congiurati erano dei dilettanti della congiura, e uso dilettanti nel senso buono del termine, con tanta passione ma senza esperienza. Basti pensare che don Enrico Tazzoli uno dei capi teneva traccia di tutti i versamenti a favore del prestito mazziniano con i rispettivi nomi, il tutto cifrato usando la preghiera del Padre Nostro. Con delle premesse così non stupisce che la congiura sia finita in tragedia. Però dai fatti di Mantova cambia il vento sul nostro Risorgimento e senza i Martiri di Belfiore l’Austria sarebbe probabilmente durata più a lungo.
Ecco perché ho scelto questo martedì 7 dicembre 1852 come ultima data all’interno dei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.
Mantova, una fortezza del Quadrilatero
Ai miei tempi alle elementari ti parlavano sempre del quadrilatero che chiamarlo quadrato non si poteva perché assomigliava ad un trapezio scaleno. Era l’ultima risorsa di Radetzky, come in quegli annunci sugli autobus: “In caso di pericolo rifugiarsi nel Quadrilatero”. Mantova era una fortezza imprendibile cui gli austriaci avevano aggiunto una serie di fortificazioni ulteriori e tra queste una delle più potenti era il Forte di Pietole, iniziato durante il periodo napoleonico ma completato dall’Austria. Oggi è difficile rendersi conto di come fosse Mantova quando faceva parte del Lombardo Veneto: le mura non ci sono più se non in alcuni punti e anche le caserme sono scomparse.
Come si gira una puntata di Mantova Segreta? A volte si cammina a caso in giro per Mantova e ci si ferma ad osservare invece di fare come diceva Dante con gli Ignavi “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Perché i veri segreti sono sotto gli occhi di tutti, quei dettagli a cui fai talmente l’abitudine da non farci più caso. E invece quante storie puoi scoprire in giro per Mantova.
Giacomo Cecchin vi spiega come guardare Mantova per scoprire storie, personaggi e curiosità di una delle città più belle del mondo.
Come si gira una puntata di Mantova Segreta
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare i telespettatori nel dietro le quinte della trasmissione più seguita di Telemantova.
Il sacco di Mantova insieme alla vendita della quadreria gonzaghesca sono due episodi che ancora oggi segnano i mantovani. E come potrebbe essere altrimenti visto i tesori che Mantova ha perso e considerato che la città recupererà il numero di abitanti che aveva prima del 1630 solo agli inizi del secolo scorso. D’altra parte l’evento del sacco fu terribile anche in relazione alle testimonianze che ce ne sono rimaste e alla peste che, seppur endemica, si scatenò con estrema violenza tanto da essere ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Tra l’altro la città non era mai stata conquistata e questo avvenimento segnò l’inizio della fine per la famiglia Gonzaga.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel giovedì 18 luglio 1530 quando muore la città, un evento che rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.
I figli di Vincenzo Gonzaga tra vaiolo, finti matrimoni e un toyboy
E’ un classico che quando si raggiunge il vertice la caduta sia ancora più fragorosa. E’ quello che accade a Mantova quando raggiunge il suo vertice con Vincenzo I Gonzaga , anche grazie all’immenso patrimonio lasciatogli dal padre Guglielmo. Il duca di Mantova è famoso nel mondo e il futuro gli sorride con almeno tre figli maschi e una discendenza che sembra non dargli problemi. Eppure dopo la sua morte il tempo sembra accelerare. Francesco IV muore di vaiolo lasciando solo una figlia femmina, Maria che non può succedergli. E’ il turno del cardinale Ferdinando che diventa duca di Mantova lasciando la porpora ma è come il padre, spende e spande e non riesce ad avere una discendenza visto che l’unico figlio gli nasce da un finto matrimonio, orchestrato da lui. E’ la volta di Vincenzo II, cardinale che non va nemmeno a ritirare la porpora e sposa una sua parente, vedova e con il doppio dei suoi anni.
I lettori perdoneranno il gioco di parole del titolo ma è proprio la festa di Palazzo Te che cambia la storia di Mantova e soprattutto dei Gonzaga. Federico II entra a Palazzo Te da marchese e ne esce come duca in pectore con nomina ufficiale l’8 aprile. E’ straordinario pensare come i Gonzaga riescano a sfruttare a pieno il genio di Giulio Romano per costruire una villa che è una splendida operazione di marketing. Oggi lo definiremmo storytelling questa capacità di raccontare storie della mitologia e della bibbia che diventano dei veri e propri “case history”, degli exempla cui ispirarsi o da evitare per non incorrere negli stessi errori.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel sabato 2 aprile 1530 quando una festa rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.
Federico II e Carlo V: due trentenni che volevano cambiare il mondo
E’ una cosa che mi ha sempre colpito il fatto che Federico II Gonzaga e Carlo V d’Asburgo fossero coetanei. Federico è il figlio maschio tanto atteso del marchese Francesco II e di Isabella d’Este e nasce a Mantova il 17 maggio del 1500 (un regalo di compleanno per la marchesa che era nata lo stesso giorno nel 1474). Carlo invece era nato a Gand il 24 febbraio del 1500 da Filippo il bello e Giovanna la pazza. A 19 anni cambia la vita di tutte e due: Federico diventa marchese di Mantova e Carlo viene eletto imperatore (è in questo momento che diventa Carlo V, il quinto a portare questo nome tra gli imperatori).
Camera degli Sposi o Camera Picta? Entrambe le definizioni sono corrette per questo ambiente del Castello di San Giorgio dipinto da Andrea Mantegna su incarico del marchese Ludovico II Gonzaga. Oggi lo definiremmo uno spazio multipotenziale perché rispondeva a più funzioni: studiolo, stanza per ricevere gli ospiti illustri, camera da letto. Con la Camera degli Sposi il Rinascimento è ufficialmente arrivato a Mantova. Un ambiente così pieno di storie, personaggi, curiosità che ogni volta che lo si visita si scoprono dettagli diversi.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quella domenica 16 giugno del 1465 come uno dei 10 giorni che ha cambiato la storia di Mantova.
Perché Andrea Mantegna a Mantova? Cercava il posto fisso…
Andrea Mantegna è il più grande pittore del quattrocento italiano. Nasce ad Isola di Carturo probabilmente nel 1431, il padre lo manda a scuola di pittura dallo Squarcione a Padova e lì il ragazzo inizia una carriera folgorante che poi lo porterà a Mantova nel 1460. Ma perché un artista del suo calibro decide di diventare pittore di corte dei Gonzaga? Io scherzando dico che cercava un posto fisso perché non ne poteva più dei clienti che non capivano la sua arte come accade con Imperatrice Ovetari che gli fa causa per il cantiere della chiesa degli Eremitani a Padova.
Quando c’erano i cavalieri, le principesse e anche i draghi com’era Mantova? Una puntata dove scopriamo il metodo sicuro per far utilizzare i DPI (dispositivi di protezione individuale) medioevali, le armature, come si realizzava un farmaco e che i gioielli hanno sempre fatto la differenza nel corteggiamento di una dama.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata all’interno di un mercato medioevale con personaggi, curiosità e un duello finale.
Mantova Segreta al tempo dei cavalieri
L’idea per questa puntata nasce dalla manifestazione Mantova Medioevale e dalla voglia di raccontare una giornata di mercato in una città del medioevo.
Dopo averlo presentato l’anno scorso a Föra i Bèsi ho cominciato a giocarci e adesso, dopo aver fatto esperienza, sono contento di tornare a presentarlo insieme all’autrice Laura Nardi e alle ragazze e ragazzi di Copiaincolla che l’hanno disegnato (vero Jlenia Camocardi…),
Il gioco è prodotto dall’azienda Demoela, è una sorta di Monopoli in salsa mantovana come dice bene anche il sottotitolo: “Mantovani si nasce, ricchi si diventa”.
Presentazione del gioco “Föra i Bèsi” Venerdì 30 agosto 2024 – ore 21.00 Tenda dei Libri Piazza Sordello – Mantova
La presentazione è stata organizzata dalla Libreria Coop Nautilus sotto la Tenda dei Libri in Piazza Sordello che sarà il cuore del Festivaletteratura. Vi aspettiamo venerdì 30 agosto alle 21.00 con la voglia di giocare e soprattutto per la prima lezione di dialetto ludico, specialità in valutazione per le prossime olimpiadi.
Il colpo di stato dei Gonzaga a Mantova ha una serie di caratteristiche che lo rendono unico. Il vero nome della famiglia era Corradi e Gonzaga si deve ad una sorta di rebranding. Luigi ha 60 anni quando prende il potere ed è una rarità per l’epoca, non solo essere vivi ma avere la tempra di organizzare una congiura.
Certo nessun dubbio sul fatto che quel martedì 16 agosto 1328 cambia la storia di Mantova che per almeno 4 secoli sarà governata dai Gonzaga.
Chi c’era prima dei Gonzaga? Tra Casaloldi e Bonacolsi
Mantova dopo i Canossa diventa un libero comune e parteciperà tra le altre iniziative alla Lega Lombarda che sconfiggerà l’imperatore Federico Barbarossa a Legnano. Poi arrivano i Bonacolsi ma… C’è un ma perché Dante quando si fa raccontare la storia di Mantova da Virgilio inserisce un particolare. Ecco la terzina dal XX canto dell’Inferno: “Già fuor le genti sue dentro più spesse, prima che la mattia da Casalodi da Pinamonte inganno ricevesse.”
Com’era Mantova nel Medioevo? Come sarebbe viverci? Molti sognano di avere la macchina del tempo ma a volte basta una puntata di Mantova Segreta.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata alla scoperta della Mantova medioevale che a volte è nascosta ma basta sapere dove guardare per scoprirne alcuni dettagli e curiosità.
Mantova Segreta in viaggio nel Medioevo
L’idea per questa puntata nasce dalla manifestazione Mantova Medioevale e dalla voglia di raccontare una città nascosta sotto la patina del Rinascimento.