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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Mantova

Dalla terra al cielo: la Cupola della Basilica di Sant’Andrea con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

25 domenica Set 2022

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Basilica di Sant'Andrea, concattedrale, Concattedrale di Sant'Andrea, cupola, cupolone, dalla terra al cielo, don Stefano Savoia, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Stefano Savoia, tamburo, Telemantova

E’ stata l’emozione più grande da quando conduco Mantova Segreta: salire sulla cupola di Sant’Andrea vuol dire non solo toccare il cielo con un dito ma essere al centro della storia della città.

L’idea era quella di collegare la terra al cielo in un percorso che partisse dalla cripta e dalla reliquia dei Sacri Vasi e arrivasse fino alla cupola che è coronata da una croce che porta al centro proprio uno dei vasi che contengono la terra imbevuta del Sangue di Cristo. Girando intorno alla cupola si ha una vista che abbraccia tutto il centro storico di Mantova ed è davvero emozionante.

Non è un percorso per chi soffre di vertigini eppure la sensazione più forte non è quando si esce sulla cupola ma quando si entra nel tamburo circondato da una balaustra fatta di esile ferro: la vista sull’interno della Basilica è da togliere il fiato.

Un ringraziamento particolare va alla curia di Mantova e a don Stefano Savoia, direttore dei beni culturali della Diocesi.

Mantova Segreta alla scoperta della cupola di Sant’Andrea

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare il punto più famoso del profilo di Mantova: il “cupolone” di Sant’Andrea.

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Un forte austriaco sul Po tra Napoleone e il Risorgimento: a Borgoforte con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

11 domenica Set 2022

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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1 1 ème Légère, 6éme Artillerie, associazione napoleonica italiana, Borgo Virgilio, Borgoforte, Forte Magnaguti, Giacomo Cecchin, k.k.I.R. 26 “Hohenlohe”, Livio Simone, Mantova, Mantova Segreta, Massimo Zanca, Opera Centrale, Telemantova

Mantova e il suo territorio sono state al centro di continue guerre nei secoli ma in particolare nel XIX secolo (il 1800). Prima tra gli austriaci e Napoleone e poi ancora gli austriaci con gli italiani a combattere per guadagnarsi l’indipendenza.

Per questo Mantova e la sua provincia erano piene di forti e fortezze e alcuni sono ancora presenti e ben conservati. E’ il caso del forte che si trova a Borgoforte (comune di Borgo Virgilio) e che oggi è sede dell’Associazione Napoleonica d’Italia, un gruppo di rievocatori che lo fa vivere durante tutto l’anno. Una loro caratteristica è di avere non solo le divise dei francesi ma anche quelle degli austriaci con armi e cannoni che possono sparare (a salve ovviamente).

Il nome del forte era Zentralwerk, opera centrale perché faceva parte di un sistema di fortificazioni a protezione di Mantova lungo il Po. Oggi lo conoscono anche come Forte Magnaguti, dal nome del conte Ercole proprietario del terreno. Andiamo allora alla scoperta del forte austriaco di Borgoforte in compagnia di Livio Simone (il francese) e Massimo Zanca (l’austriaco) tra esercitazioni napoleoniche, dormitori e taverne.

Un ringraziamento particolare va ai rievocatori dell’Associazione Napoleonica d’Italia e a Massimo Zanca per la disponibilità e simpatia.

Mantova Segreta alla scoperta del Forte di Borgoforte

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare Napoleone e il Risorgimento a Mantova attraverso un forte che è un gioiello di architettura militare.

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La Basilica Palatina di Santa Barbara: al centro di Palazzo Ducale con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

04 domenica Set 2022

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Aperti per voi, architetto Giovan Battista Bertani, Basilica di Santa Barbara, Basilica palatina di Santa Barbara, Claudio Staffoli, Diocesi di Mantova, Don Massimiliano Cenzato, duca Guglielmo Gonzaga, Francesca Miserocchi, Giacomo Cecchin, Giovan Battista Bertani, Licia Mari, Mantova, Mantova Segreta, Mons Giancarlo Manzoli, Organo Antegnati, Santa Barbara, TCI, TCI aperti per voi, Telemantova, Touring Club Italiano

Basilica Palatina di Santa Barbara

Al centro di Palazzo Ducale c’è la Basilica Palatina di Santa Barbara, un gioiello voluto dal duca Guglielmo Gonzaga e realizzato dall’architetto Giovan Battista Bertani. E’ una chiesa molto particolare: invece di cupole ha delle lanterne quadrate che fanno entrare la luce nella navata illuminandola come se fosse un teatro; in aggiunta ha un altare cinquecentesco che anticipa i concetti del Concilio Vaticano II imitando le basiliche papali romane; senza dimenticare l’organo Antegnati e la grande attenzione all’acustica.

La Basilica è stata costruita e ricostruita e avrebbe dovuto diventare il mausoleo dei Gonzaga, ma i figli si sa spesso cambiano idea e il progetto di Guglielmo non si concretizza. Andiamo alla scoperta della Basilica di Santa Barbara con il rettore Mons. Giancarlo Manzoli, il liturgista e storico della curia don Massimiliano Cenzato, la musicologa Licia Mari e la storica dell’arte Francesca Miserocchi.

Un ringraziamento particolare va anche ai volontari del Touring Club Italiano che consentono l’apertura continuativa della basilica ai visitatori.

Mantova Segreta alla scoperta della Basilica di Santa Barbara

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare il Palazzo Ducale attraverso uno dei suoi gioielli meno conosciuti. E speriamo di poter tornare in Basilica prima o poi per salire sullo splendido campanile e osservare dall’alto la reggia come facevano i Gonzaga.

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In Archivio di Stato per raccontare Mantova 5 cose che so di lei – giovedì 15 settembre ore 16.45 la prima presentazione con Mojito incorporato

03 sabato Set 2022

Posted by mantovastoria in Libri

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Amici dell'Archivio di Stato di Mantova, Archivio di Stato, Archivio di Stato aromatico, Archivio di Stato Mantova, aromaterapia, Editoriale Sometti, Giacomo Cecchin, Giardino Grande, Gilberto Scuderi, libro Mantova 5 cose che so di lei, libro su Mantova di Giacomo Cecchin, Luisa Onesta Tamassia, Mantova, Mantova 5 cose che so di lei, Menta, Mentuccia, Mojito, Nicola Sometti

L’Archivio di Stato è uno dei protagonisti del mio libro “Mantova, 5 cose che so di lei” e quindi non potevo rinunciare ad una presentazione in quello splendido GIARDINO GRANDE che ha una componente aromatica così forte.

Ecco perché grazie all’invito del direttore Luisa Onesta Tamassia e degli Amici dell’Archivio di Stato io e Nicola Sometti, affiancati da Gilberto Scuderi, parleremo del libro, di Mantova e di una tournée che prosegue con entusiasmo e divertimento.

Mantova, 5 cose che so di lei in Archivio di Stato
Giovedì 15 settembre ore 16.45 presso il Giardino Grande (Ingresso da Via Dottrina Cristiana)

Per prenotare la partecipazione scrivere a amiciarchiviodistatodimantova@gmail.com

Qualcuno si sarà chiesto perché il Mojito nel titolo? Per scoprirlo dovete venire alla presentazione!

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Perché non siamo Forcellani ma Mantovani: gli etruschi del Forcello con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

28 domenica Ago 2022

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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archeologa Chiara Gradella, archeologo Leonardo Lamanna, Bagnolo San Vito, Chiara Gradella, Etruschi a Mantova, Etruschi al Forcello, Forcello, Giacomo Cecchin, Leonardo Lamanna, Mantova, Mantova Segreta, san biagio, Scavi archelogici del Forcello, Soprintendenza archeologica di Mantova, Telemantova

Perché non siamo diventati Forcellani? Non c’è una vera e propria risposta a questa domanda volutamente provocatoria. Eppure al Forcello c’era una vera e propria città etrusca, importantissima per il suo ruolo di crocevia commerciale tra mondi diversi.

Un viaggio al tempo degli Etruschi in compagnia degli archeologi Chiara Gradella e Leonardo Lamanna tra San Biagio e Mantova. Un continuo rimbalzare di storie e di reperti tra il parco archeologico del Forcello e la Soprintendenza archeologica di Mantova per capire le origini della nostra città.

Mantova Segreta alla scoperta del parco del Forcello

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di tornare indietro nel tempo, quando il nome della trasmissione avrebbe dovuto essere Forcello Segreto visto che le nostre origini etrusche vengono da lì. E sarà un caso che la Città della Moda sia stata realizzata di fianco al centro commerciale etrusco più importante di tutto il Nord Italia? Mantova Segreta vi conduce al tempo degli etruschi tra San Biagio, il sesto lago di Mantova, e il centro città.

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Mantova 5 cose che so di lei sale a Volta Mantovana – giovedì 1 settembre ore 20.30 la prima presentazione in altura

27 sabato Ago 2022

Posted by mantovastoria in Libri

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Bicigrill Café, Bicigrill Café Freesco, Chiosco Freesco, Comune di Volta Mantovana, Editoriale Sometti, Freesco, Freesco di stampa, Giacomo Cecchin, libro Mantova 5 cose che so di lei, libro su Mantova di Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova 5 cose che so di lei, Nicola Sometti, Volta Mantovana

Eravamo stanchi di pianura e di cercare le salite nel centro di Mantova e così abbiamo deciso di andare in altura arrivando fino a Volta Mantovana. Abbiamo quindi accettato volentieri l’invito del Bicigrill ** Café FREESCO (https://chioscofreesco.com/) e giovedì 1° settembre alle 20.30 saremo loro ospiti per la rassegna Freesco di Stampa realizzata con il patrocinio del Comune di Volta Mantovana.

Per chi volesse partecipare ecco il link per non perdersi https://goo.gl/maps/UwrEgBvtqVjHyWDU9 e per chi volesse prenotarsi la cena ecco il numero da chiamare 371 584 2939.

Sarà la presentazione più “alta” di Mantova, 5 cose che so di lei e speriamo che l’aria freesca non ci dia alla testa a me e al prode Nicola Sometti.

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Le torri della Manhattan padana con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

21 domenica Ago 2022

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Casa Torre dei boateri, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Telemantova, Torre Bonacolsi, Torre Comunale, Torre degli Zuccaro, Torre dei Gambulini, Torre del Podestà, Torre del Salaro, Torre dell'Orologio, Torre della Gabbia, Torre di Sant'Alò, Torri di Mantova

“Mantova è una Manhattan padana” amava dire Philippe Daverio e se la osservi da Sparafucile è proprio così. Non è più un’isola ma sono rimaste molte torri a movimentarne il profilo. Un po’ come sull’isola di Manhattan a New York si vedono i grattacieli.

Una passeggiata a caccia di torri all’interno del centro storico di Mantova: dalla torre Bonacolsi a quella della Gabbia per finire con due sorprese. La prima è l’uscita sul balcone della Torre dell’Orologio e la seconda è il panorama che si gode dalla sua cima.

Mantova Segreta alla scoperta delle torri di Mantova

L’idea per questa puntata nasce dal voler mostrare le torri dal basso: spesso infatti non ci accorgiamo di loro (basti pensare alla torre dei Gambulini in via Ardigò) ma quando poi le scopri non puoi più evitare di guardarle la prossima volta che passi di lì. Mantova Segreta vi conduce a caccia di torri nel centro storico di Mantova.

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La prima presentazione “condominiale” di Mantova, 5 cose che so di lei – martedì 6 settembre a Mantova

06 sabato Ago 2022

Posted by mantovastoria in Libri

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Chiara Bardini, Condominio Pusterla, Donato Capasso, Editoriale Sometti, Enrico Sartorelli, Giacomo Cecchin, libro Mantova 5 cose che so di lei, libro su Mantova di Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova 5 cose che so di lei, Nicola Sometti, presentazione condominiale

Lo so che non si dovrebbero pubblicare eventi la cui partecipazione è riservata ad un ristretto numero di persone.

Tuttavia in questo caso farò un’eccezione perché sono troppo contento di questa iniziativa che mi porterà a presentare il libro <Mantova, 5 cose che so di lei> in un condominio di Mantova.

Invece di un’assemblea condominiale questa volta si parlerà di Mantova, di storia e di cultura insieme all’editore Nicola Sometti e con la moderazione di Enrico Sartorelli, uno dei condomini. Un vero e proprio evento a KM ZERO per gli inquilini.

Tra l’altro potrebbero esserci due modi per partecipare a questa o ad una prossima presentazione condominiale:
1) Potreste diventare inquilini del condominio Pusterla affittando un appartamento per avere i millesimi per essere presenti!
2) Se siete inquilini di un altro condominio potreste ospitare una prossima presentazione del libro: basta chiedere…

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I mantovani di Mantova Centro? Quelli che sentono suonare le campane di Sant’Andrea

05 martedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, i Mantovani di Mantova Centro, il campanile di Sant'Andrea, La periferia di Mantova, Le campane di Sant'Andrea, Mantova, Mantova centro, Palazzo Te è fuori città

Nelle città italiane, e Mantova in questo non è un’eccezione, una delle frasi che si sente dire più spesso è “Andiamo a fare un giro in centro”. Ma se nelle città grandi è facile capire chi abita in centro e chi no a Mantova diventa difficile visto e considerate le dimensioni del comune e il numero di abitanti. Dovremmo dire che tutti i mantovani abitano in centro ma in realtà la geografia è un punto di vista e da noi a complicare le cose ci si mette anche l’acqua ovvero i tre laghi (ma sono davvero laghi e sono davvero tre?) e il Rio. Andiamo però con ordine e vediamo chi sono davvero i mantovani, quanti sono e soprattutto come si distinguono i mantovani di Mantova Centro.

Chi sono i mantovani?

Chi sono i mantovani? E’ difficile definirli non solo per noi che ci abitiamo ma soprattutto per chi viene da fuori. Facciamo un sondaggio non scientifico sui turisti che arrivano a Mantova: il 30 per cento dice che i mantovani sono emiliani, il 30 per cento dice che i mantovani sono lombardi, il 30 per cento dice invece che sono veneti. L’ultimo 10 per cento non si sbilancia e in questo è molto mantovano. Questa fetta di terra (se la guardate dall’alto sembra proprio una fetta di Grana Padano, se le guardi da nord, e di Parmigiano Reggiano, se la guardi da sud) si infila tra Veneto ed Emilia e costituisce l’estremo vertice di una Lombardia che gravita sull’asse Brescia-Bergamo-Milano.

Siamo la Terra di Mezzo

Siamo proprio una terra di confine, una Terra di Mezzo che ha preso il meglio e il peggio di tutte le genti confinanti e degli eserciti che l’hanno attraversata e che ha vissuto circa 4 secoli di pace sotto i Gonzaga. Dal 1328 al 1707 i mantovani hanno vissuto separati dal mondo e non se ne sono avuti a male: prima e dopo invece sono stati terra di conquista e di guerra, tanto che il Mincio, insieme all’Adda, è il fiume dove più si è combattuto in Italia. Il Mincio mormorava prima del Piave e non è un caso che le tre guerre di Indipendenza avessero uno schema fisso: si attraversa il Mincio e poi si vede come va. I fiumi, l’acqua, come si diceva prima è un confine e marca differenze.

I Mantovani sono un patchwork, un cocktail

Ma torniamo alla domanda: chi sono davvero i mantovani. Sono un patchwork, sono a macchia di leopardo. Se penso al sottoscritto ad esempio posso dire che sono nato a Mantova (questo dice la carta di identità) ma se solo risalgo ai miei genitori, il papà è nato a Castellucchio (sempre provincia di Mantova ma tra il 1859 e il 1866 per andare in centro serviva il passaporto) e la mamma a Coltaro di Sissa (PR) e se andiamo ai nonni abbiamo un quarto di mantovanità (mia nonna Grazia nata a Viadana – MN), un quarto di Emilia (mio nonno Agide nato a Parma) e 2/4 di Veneto (mio nonno Giacomo nato a Villaverla Vicentina (VC) e mia nonna Rina nata a Illasi (VR)). E’ per questo che posso dire che sono un mantovano perfetto perché nato a Mantova ma con origini nelle tre regioni che fronteggiano questa fettaccia di terra.
E’ per questo che il mitico parlamento del Nord che aveva sede a Villa Riva Berni nel comune di Bagnolo San Vito, ai tempi della Lega ruggente di Umberto Bossi, in zona non ha mai suscitato entusiasmi. L’unica provincia italiana che produce sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano e che festeggia l’Unità d’Italia sia nel 1861 (sinistra Mincio) che nel 1866 (destra Mincio) ne ha viste troppe per farsi conquistare da una sorta di appello alla purezza delle origini.

I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

E questa mescolanza di tratti ha contribuito a dare ai mantovani un carattere difficilmente inquadrabile. Non siamo emiliani, non siamo veneti e nemmeno lombardi. Potremmo dire di essere emiliani di cattivo umore. O almeno così sembra se recitiamo la filastrocca che dice:
<<Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.>>

In realtà noi mantovani non siamo tristi ma riservati e abbiamo un’autoironia che molti ci invidiano: almeno quelli di provincia. Sì perché dobbiamo fare una distinzione tra Mantova e Provincia, un po’ come succede con Parigi e la Francia. E dobbiamo fare una distinzione anche nel comune di Mantova tra i mantovani di Mantova Centro e quelli che abitano in periferia.

Ma quanti sono i Mantovani?

Ma quanti sono i mantovani. Quelli di città nel 2011 erano 46.000 circa mentre quelli della provincia erano invece 362000. Dopo la grande crescita del centro città che dai 30.000 abitanti degli inizi del 1900 era arrivata a sfiorare i 70.000 oggi siamo in continua decrescita a favore dei comuni della cintura. Un progetto denominato la Grande Mantova che vorrebbe unire il capoluogo ai comuni limitrofi viene continuamente rilanciato ma mai attuato forse proprio per la differenza-diffidenza che divide i mantovani di città da quelli di provincia. E’ un po’ la storia di noi italiani. Se dobbiamo combattere un nemico comune ci uniamo ed esaltiamo la nostra unicità (basta vedere la guerra santa per non perdere la sede della Camera di Commercio a favore di Cremona e Pavia) mentre all’interno sono botte da orbi. E non può essere altrimenti in una provincia che vede i comuni dell’Oltre Po gravitare sull’Emilia, quelli delle colline moreniche sul Bresciano e quelli del destra Mincio su Verona (e lo si sente anche nel dialetto).

I Mantovani di Mantova Centro e la periferia

E non può essere altrimenti in una Mantova che definisce i mantovani di Mantova Centro come quelli che sentono suonare le campane della basilica di Sant’Andrea. A Mantova per andare in periferia basta attraversare uno dei ponti sul Rio e la zona di Fiera-Catena viene considerata piena periferia (anche se per me è una delle più vivaci della città). Non parliamo poi di quello che i mantovani di Mantova Centro pensano di quello che si può trovare attraversando il ponte di San Giorgio. “Ma davvero esiste qualcosa al di là del ponte? Dite che c’è un posto chiamato Lunetta? Magari qualche volta andremo a vedere ma forse è più vicina la Luna di Lunetta”. Naturalmente sto estremizzando ma non troppo.
Pensate che anche Palazzo Te, che è raggiungibile da piazza Sordello con una agevole passeggiata, per i mantovani di Mantova centro è fuori città forse perché ricordano ancora quando c’erano le mura della città e la villa di Giulio Romano era sull’isola del Tejeto. Non ci credete? Vi aspettiamo a Mantova, Mantova centro però, perché in periferia non si sa mai.

Mantova e Torino nel segno della reliquia del Sangue di Cristo e di San Giovanni Bosco

31 lunedì Gen 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Bollettino Salesiano, don Giovanni Bosco, don Mario Morra sdb, Il sangue laterale di Cristo, Mantova, Reliquia del Sangue di Cristo, Sacri Vasi, San Giovanni Bosco, San Longino, Sangue di Cristo, Santa Maria Ausiliatrice, Torino

Immagine presa dal sito della Basilica di Santa Maria Ausiliatrice https://basilicamariaausiliatrice.it/

Oggi 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani che hanno la loro casa madre a Torino, nei pressi della basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

Il legame con Mantova e la reliquia dei Sacri Vasi

Forse non tutti sanno che esiste un legame molto stretto tra Mantova e Torino che sono unite non solo dal fatto che ospitano due importantissime reliquie, i Sacri Vasi e la Sindone. ma anche da una donazione che arrivò ai Salesiani da mons. Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova e poi papa con il nome di Pio X e oggi santo.

Se leggiamo infatti quanto c’è scritto nel Bollettino Salesiano del 1° novembre 1953 si parla proprio di una particella della reliquia del Sangue di Cristo conservato a Mantova e conservata nella cripta delle reliquie nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

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