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Allan Breck Stewart, David Balfour, fumetto, Hugo Pratt, Il Ragazzo rapito, L'isola del tesoro, Lizard, Long John Silver, Mino Milani, Robert Louis Stevenson
Quando leggo i post che invitano a riscoprire la lettura restando a casa, penso che io leggo ovunque e adesso che sono in casa lo faccio meno e per lo più scrivo o guardo fuori dalla finestra.
Però rileggo e oggi mi è capitato tra le mani un fumetto cui sono molto legato e che raccoglie due storie di uno scrittore che mi ha sempre appassionato, di un disegnatore fantastico e di uno sceneggiatore (ma anche scrittore) davvero in gamba.
E’ “L’Isola del Tesoro e il Ragazzo Rapito”, disegnato da Hugo Pratt, sceneggiato da Mino Milani e tratto da due romanzi fantastici di Robert Louis Stevenson (edizioni Lizard Rizzoli).
Ecco dove stanno i tre autori, le due storie e una passione per l’avventura. Continua a leggere
ANDREA MANTEGNA. Rivivere l’antico, costruire il moderno – Palazzo Madama, Torino 12 dicembre 2019 – 4 maggio 2020 –
GEORGES DE LA TOUR. L’Europa della Luce – Palazzo Reale, Milano
RAFFAELLO 1483-1520 – Scuderie del Quirinale, Roma
VAN EYCK. Una rivoluzione ottica – Museo di Belle Arti, Gand
ARTEMISIA – National Gallery, Sainsbury Wing, Londra
Quest’anno ho partecipato con grande entusiasmo alle celebrazioni per i 250 anni dell’arrivo a Mantova di Leopold Mozart con il figlio Wolfgang Amadeus. E’ stato bellissimo fare un viaggio nel tempo e vedere la nostra città alla fine del settecento insieme all’Orchestra da Camera di Mantova.
Ieri avevo scritto del desiderio di andare a vedere Casalpusterlengo e Codogno e oggi ci si sveglia con tutta la Lombardia in Zona Rossa.
Dal 2008 Mantova e Sabbioneta sono patrimoni dell’Unesco. Ecco cosa dice il testo ufficiale: “Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga”. Oltre ai Gonzaga c’è anche l’APAM che collega le due città e in mezzo tantissime altre occasioni di scoperta. Pensiamo ad esempio a Curtatone e Montanara, luoghi della famosa battaglia risorgimentale del 1848, al fiume Oglio, a Gazzuolo con i suoi portici gonzagheschi e a Commessaggio con il suo torrione e il ponte sul Navarolo. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta in pulmann (e provate a vedere come trovare un autobus quando lo cercate) da Mantova a Sabbioneta parlando di Gonzaga e Rinascimento e alla scoperta di curiosità come quella della colonna del monumento ai caduti di Gazzuolo.
Non so se sia perché mi chiamo Giacomo o semplicemente perché sono italiano ma quando mi si dice di non fare una cosa mi viene un irrefrenabile desiderio di farla.
In questa settimana di paure ataviche per il CORONAVIRUS molti hanno suggerito di tornare a leggere I PROMESSI SPOSI e soprattutto la parte relativa allo scoppio della peste e alla sua diffusione. Allora mi sono ricordato che io ho avuto l’occasione di vivere in prima persona nella Milano dei Promessi Sposi e soprattutto di fare esperienza diretta del “Dalli all’untore”.
Se mi chiedessero qual è una delle mie professioni preferite risponderei la GUIDA TURISTICA. Ne parlo oggi in occasione della
Ma esistono ancora i cavalieri? e i draghi? Ebbene a Mantova possiamo andare a caccia di tutte e due le categorie. Sono tanti infatti i coccodrilli impagliati che all’interno delle chiese o delle wunderkammern rappresentavano il male e Mantova è piena di tracce dei cavalieri: quelli del Graal o dell’Ordine del Redentore, i crociati ed i templari e soprattutto quelli raccontati da Ludovico Ariosto e da Matteo Maria Boiardo. Senza dimenticare una collezione che rende davvero unica la nostra città: il nucleo di armature quattrocentesco più importante al mondo conservato nel Museo Diocesano. Le armature dei cavalieri medioevali possono essere definite dei DPI (i dispositivi di protezione individuale), le attrezzature che vengono utilizzate per evitare gli infortuni sul lavoro. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce dell’arme e dei cavallier dal Santuario delle Grazie a Sant’Andrea, dal Palazzo della Ragione al Museo Diocesano.
Quanti di noi/voi risponderebbero Rinascimento se gli venisse chiesto di scegliere un’epoca in cui tornare per un viaggio nel tempo? Molti direi. Ma forse solo perché innamorati di un’immagine ideale di quel periodo e non per una conoscenza effettiva.