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Artemisia Gentileschi, Gand, Georges de la Tour, Jan Van Eyck, Mantegna, mostre sul sofà, Museo di Belle Arti di Gand, National Gallery, Palazzo Madama, Palazzo Reale, Raffaello, Scuderie del Quirinale
In un momento come questo non si può andare in giro per mostre però internet ci aiuta molto. Quasi ogni esposizione ha un sito dedicato e quindi si può davvero immaginare cosa ci stiamo perdendo e cosa, nella speranza che questa situazione finisca presto, potremo vedere.
Qui vi segnalo 5 mostre che io sarei andato a vedere volentieri (sarei dovuto essere a Torino domenica 15 marzo per Mantegna) e che spero ancora di poter vedere. Intanto però accontentiamoci di provare a fare dei percorsi virtuali all’interno dei siti dedicati.
ANDREA MANTEGNA. Rivivere l’antico, costruire il moderno – Palazzo Madama, Torino 12 dicembre 2019 – 4 maggio 2020 – sito ufficiale
Una bellissima mostra a distanza di 12 anni da quella del Louvre del 2008 e da quelle italiane del 2006.
GEORGES DE LA TOUR. L’Europa della Luce – Palazzo Reale, Milano
7 febbraio 2020 – 7 giugno 2020 – sito ufficiale
La luce come in pittura non si era mai vista. Non solo il francese ma anche pittori fiamminghi e olandesi tra cui Gherardo delle Notti al secolo Gerrit van Honthorst.
RAFFAELLO 1483-1520 – Scuderie del Quirinale, Roma
5 marzo 2020 – 2 giugno 2020 – sito ufficiale
Dopo Leonardo un altro cinquecentenario per il fuoriclasse della pittura. La parabola umana del “divin pittore” con un’esposizione che parte dalla fine per tornare agli esordi.
VAN EYCK. Una rivoluzione ottica – Museo di Belle Arti, Gand
1 febbraio 2020 – 30 aprile 2020 – sito ufficiale
L’inventore della pittura a olio e il fiammingo per eccellenza che ha fatto da maestro ad Antonello da Messina. Al centro il polittico dell’Agnello mistico.
ARTEMISIA – National Gallery, Sainsbury Wing, Londra
4 aprile 2020 – 26 luglio 2020 – sito ufficiale
Una pittrice donna: due parole che difficilmente andavano insieme. Notevole il sottotitolo: “I will show Your Illustrious Lordship what a woman can do”.
Quest’anno ho partecipato con grande entusiasmo alle celebrazioni per i 250 anni dell’arrivo a Mantova di Leopold Mozart con il figlio Wolfgang Amadeus. E’ stato bellissimo fare un viaggio nel tempo e vedere la nostra città alla fine del settecento insieme all’Orchestra da Camera di Mantova.
Ieri avevo scritto del desiderio di andare a vedere Casalpusterlengo e Codogno e oggi ci si sveglia con tutta la Lombardia in Zona Rossa.
Dal 2008 Mantova e Sabbioneta sono patrimoni dell’Unesco. Ecco cosa dice il testo ufficiale: “Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga”. Oltre ai Gonzaga c’è anche l’APAM che collega le due città e in mezzo tantissime altre occasioni di scoperta. Pensiamo ad esempio a Curtatone e Montanara, luoghi della famosa battaglia risorgimentale del 1848, al fiume Oglio, a Gazzuolo con i suoi portici gonzagheschi e a Commessaggio con il suo torrione e il ponte sul Navarolo. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta in pulmann (e provate a vedere come trovare un autobus quando lo cercate) da Mantova a Sabbioneta parlando di Gonzaga e Rinascimento e alla scoperta di curiosità come quella della colonna del monumento ai caduti di Gazzuolo.
Non so se sia perché mi chiamo Giacomo o semplicemente perché sono italiano ma quando mi si dice di non fare una cosa mi viene un irrefrenabile desiderio di farla.
In questa settimana di paure ataviche per il CORONAVIRUS molti hanno suggerito di tornare a leggere I PROMESSI SPOSI e soprattutto la parte relativa allo scoppio della peste e alla sua diffusione. Allora mi sono ricordato che io ho avuto l’occasione di vivere in prima persona nella Milano dei Promessi Sposi e soprattutto di fare esperienza diretta del “Dalli all’untore”.
Se mi chiedessero qual è una delle mie professioni preferite risponderei la GUIDA TURISTICA. Ne parlo oggi in occasione della
Ma esistono ancora i cavalieri? e i draghi? Ebbene a Mantova possiamo andare a caccia di tutte e due le categorie. Sono tanti infatti i coccodrilli impagliati che all’interno delle chiese o delle wunderkammern rappresentavano il male e Mantova è piena di tracce dei cavalieri: quelli del Graal o dell’Ordine del Redentore, i crociati ed i templari e soprattutto quelli raccontati da Ludovico Ariosto e da Matteo Maria Boiardo. Senza dimenticare una collezione che rende davvero unica la nostra città: il nucleo di armature quattrocentesco più importante al mondo conservato nel Museo Diocesano. Le armature dei cavalieri medioevali possono essere definite dei DPI (i dispositivi di protezione individuale), le attrezzature che vengono utilizzate per evitare gli infortuni sul lavoro. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce dell’arme e dei cavallier dal Santuario delle Grazie a Sant’Andrea, dal Palazzo della Ragione al Museo Diocesano.
Quanti di noi/voi risponderebbero Rinascimento se gli venisse chiesto di scegliere un’epoca in cui tornare per un viaggio nel tempo? Molti direi. Ma forse solo perché innamorati di un’immagine ideale di quel periodo e non per una conoscenza effettiva.
Com’era la Mantova del ‘700? Era molto diversa da quella che vediamo oggi? Basta provare a immaginare di indossare degli occhiali temporali e passeggiare per Mantova per rendersi conto che la nostra città non è così cambiata da quella che accolse Leopold e Wolfgang Mozart nel gennaio del 1770. Ecco allora una miniguida in 5 tappe per una passeggiata mantovana sulle tracce del genio adolescente: dalla locanda dove alloggiarono nel soggiorno mantovano al Teatro Bibiena, da Palazzo d’Arco al Palazzo di Marianna Sartoretti. Una Mantova settecentesca schiacciata tra quella dei Gonzaga e quella risorgimentale ma che ha molto da offrire e raccontare. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (