Per chi avesse voglia di fare un viaggio nel tempo alla riscoperta della famiglia Gonzaga appuntamento a Buscoldo venerdì 27 ottobre alle 20.30.
TENGO FAMIGLIA: i Gonzaga in 10 storie e…
Venerdì 27 ottobre alle 20.30 presso la sala parrocchiale di Buscoldo
I Gonzaga sono una tipica famiglia italiana con tutti i pregi e i difetti che da sempre ci contraddistinguono: creativi e disordinati, ambiziosi e umili, santi o traditori.
10 personaggi per 10 storie che raccontano vizi (molti) e virtù (alcune) con tanti furfanti e un solo santo. Da Luigi il patriarca a Luigi il santo, da Francesco I con il male della pietra a Francesco II il marito di Isabella “Tengo famiglia” (perchè si sa che noi italiani per la famiglia facciamo di tutto di più) è un viaggio nella genealogia gonzaghesca che ripercorre in modo divertente e avvincente almeno quattro secoli di storia.
L’incontro a ingresso libero è inserito nel ciclo di incontri culturali organizzato dal Circolo ACLI “Ezio Bigi” e la Parrocchia di Buscoldo organizzano col patrocinio del Comune di Curtatone cinque
INCONTRI CULTURALI
-venerdì 6 ottobre Domenico Morandi “Cappellani militari nella Campagna di Russia” seguirà la presentazione della ricerca storica di Luciano Arduini “Da corte Buscoldina ai Monti Urali”
-venerdì 13 ottobre Benedetta Maffezzoli “Inno alla beata infanzia”- Incontro sul libro“Un caso (potenzialmente) problematico” con Cesare De Agostini
-venerdì 20 ottobre Cesare De Agostani “ Don Luigi Placchi, il suo tempo e la sua Buscoldo”
-venerdi 27 ottobre Giacomo Cecchin “Tengo famiglia: i Gonzaga in 10 storie…” (Viaggio divertente ed avvincente nella genealogia gonzaghesca)
-venerdì 3 novembre Mons. Roberto Brunelli “ Passeggiando in Piazza Sordello. Dietro le quinte della storia di Mantova”
Gli incontri si terranno nei locali parrocchiali alle ore 20,30.
La vista più famosa di Mantova è il profilo che si presenta a chi imbocca il ponte di San Giorgio in direzione della città. Non per niente questa skyline portà Aldous Huxley a dire che Mantova era la più romantica città del mondo. Eppure forse non ve ne siete mai accorti ma anche in centro a Mantova non mancano viste mozzafiato, basta saperle cercare, passeggiare con calma e non perdere il gusto della meraviglia. Perché una città va esplorata, si deve camminare senza una meta, sempre pronti a cambiare il punto di vista e con un taccuino per non dimenticarsi le scoperte. Eccovi allora per i più pigri 5 vicoli o vie da cui sbucare per godersi delle viste incredibili e inedite di Mantova.
Ancora una volta ho il piacere di veder pubblicato un mio articolo su
Una serata in biblioteca per raccontare storie di piante.


Opere Scelte di Giancarlo Businelli
Mantova non è una città matildica eppure proprio qui nacque Matilde, qui il padre Bonifacio abitava e qui si ritrovò la reliquia dei Sacri Vasi che offrì una grande occasione ai Canossa. Mantova non è la città di Matilde di Canossa perché gli abitanti erano insofferenti al dominio di questa famiglia: troppo vicini rispetto all’imperatore itinerante e che governava a distanza. Basti pensare che nel 1114 quando Mantova torna a Matilde di Canossa dopo 15 anni di dominio imperiale e si diffonde la notizia (falsa) della morte della Gran Contessa i mantovani escono dalle mura, arrivano a Rivalta sul Mincio e demoliscono un castello matildico pietra su pietra. Ma a Mantova restano tracce di questa grande donna e allora oggi proponiamo 5 passi sulle tracce di Matilde a Mantova. 

