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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi della categoria: Articoli

Radetzky a Capodanno e poi musica tutto l’anno

01 lunedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Concerto di Capodanno, Fenice, Marcetta, Marcia di Radetzky, Musikverein, Radetzky, Sacher, Strauss, Vienna

A ogni Capodanno per i concerti italiani che inaugurano il nuovo anno di regola scatta la polemica sulla chiusura con la Marcia di Radetzky (in analogia a quanto accade a Vienna al Musikverein, ma là si sa che Sacher, Strauss e Maresciallo vanno a braccetto).
In effetti chiudere un concerto beneaugurale con una marcetta al rappresentante più reazionario del Lombardo Veneto austriaco e all’acerrimo nemico dell’Unità d’Italia potrebbe apparire leggermente fuori luogo. Continua a leggere →

Natale, fantasmi e racconti senza dimenticare il teatro: a Mantova il Fantasma di Canterville

30 sabato Dic 2017

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Libri

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A Christmas Carol, Accademia Campogalliani, Charles Dickens, Chiara Prezzavento, Giovannino Guareschi, Il Fantasma di Canterville, Paul Auster

Nel mondo anglosassone c’è la tradizione dei racconti e delle farse di Natale che sono una delle cose più serie che esistano con le loro regole e i loro rituali. Ma quest’anno anche a Mantova a teatro avete l’occasione di assaporare un po’ di questa atmosfera con il Fantasma di Canterville, messo in scena dalla Compagnia Campogalliani nell’adattamento di Chiara Prezzavento (qui trovate tutte le informazioni).
Ma andiamo con ordine e prima di parlarvi di questo spettacolo (davvero da non perdere!) vorremmo darvi alcuni spunti per chi volesse approfondire il tema dei racconti di Natale e delle farse natalizie. Continua a leggere →

Campane e campanili a Mantova nel 1917: un articolo per La Reggia

13 venerdì Ott 2017

Posted by mantovastoria in Articoli

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Ancora una volta ho il piacere di veder pubblicato un mio articolo su La Reggia, il giornale della Società per il Palazzo Ducale. Sull’ultimo numero infatti trovate una mia nota su Campane e campanili a Mantova nel 1917.
Qui di seguito trovate l’articolo pubblicato e anche il testo integrale e potete anche trovare l’archivio della Reggia a questo link.

Campane e Campanili: un censimento del 1917
Qualcuno dice che per capire se un cittadino mantovano è di “Mantova centro” occorre chiedergli se sente le campane della Basilica di S.Andrea. Se la risposta è positiva allora non si può sbagliare. Perché di campanili a Mantova ce sono molti (più delle torri che invece hanno subito in passato demolizioni o capitozzamenti) e di campane ancora di più. Ma quante sono davvero le campane delle chiese cittadine? Continua a leggere →

Baruffe chiozzotte da non perdere al Teatro Romano

24 lunedì Lug 2017

Posted by mantovastoria in Articoli

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Le baruffe chiozzotte in prima nazionale al Teatro Romano sono uno spettacolo da non perdere, per il ritmo, il divertimento che si intuisce degli interpreti e la musicalità della lingua veneziana e del dialetto chioggiotto. Non ci si lasci fuorviare dalla scenografia essenziale con alcune pedane in legno, delle sedie e dei teloni grezzi a fare da quinte: spesso queste scelte minimaliste preludono a rivisitazioni moderne che nulla hanno a che vedere con il testo originale. Invece qui è il contrario: basta che entrino in scena le attrici per portarci nei campielli di Chioggia e in quella civiltà della conversazione in strada che ci fa sentire in Italia con le donne e i vecchi seduti fuori dalla porta a raccontarsela. Basta che si alzino i teli dello sfondo e sono le vele che annunciano l’arrivo di una tartana e siamo al porto con i pescatori che rientrano dal mare e la litania dei nomi veneti del pescato. Basta che scendano le lenzuola dall’alto e ci si ritrova nei campielli di laguna dove si stende il bucato tra una casa e l’altra e il filo funziona ancora una volta come telegrafo per notizie e conversazioni.
Riuscita anche la scelta dei costumi e, superato il primo scoglio del veneziano stretto (per non parlare del chioggiotto) si è portati a seguire con piacere la musicalità della lingua e ci si perde nei dialoghi davvero ritmati.
Ottimo il cast di attrici e attori che sono perfetti per i loro personaggi, ottima la coreografia dei movimenti che dimostra un notevole lavoro di preparazione e una regia attenta al dettaglio. Si aggiungano poi le musiche e il ballo, soprattutto quello finale, che chiude in gloria questa commedia di Carlo Goldoni, davvero una delle più riuscite del commediografo veneziano.
Un’ultima notazione: nella vita per baruffare occorre essere almeno in due e non andare d’accordo. Per ricreare sulla scena la stessa sensazione occorre invece non solo essere in piena sintonia ma soprattutto aver provato talmente tanto da riuscire a simulare un’assoluta naturalezza come nella commedia dell’arte. Questo è quello che si è visto sul palco del Teatro Romano grazie ad un ottimo cast e ad una regia perfetta. Uno spettacolo pienamente riuscito.
Estate Teatrale Veronese
(Spettacolo visto giovedì 20 luglio 2017)

Giacomo Cecchin

Buon Compleanno Maria Teresa: se l’Austria era felix, Mantova com’era?

13 sabato Mag 2017

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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A noi italiani piace molto festeggiare gli anniversari perchè di regola facciamo fatica ad approfondire la storia e in questo modo invece riusciamo ad evidenziare alcuni avvenimenti senza dimenticarli. Oggi è uno di quei giorni: infatti sarebbe il compleanno dell’imperatrice Maria Teresa nata nel 1717 e morta nel 1780.
A Mantova di lei si ricordano con piacere la Biblioteca Teresiana, il Palazzo dell’Accademia Virgiliana con il Teatro Bibiena e soprattutto il catasto teresiano. Quest’ultimo, che per noi contemporanei  costituisce un patrimonio inesauribile di informazioni, non fu sicuramente ben visto dai mantovani dell’epoca che per la prima volta venivano censiti in modo ordinato e metodico da quelle che oggi chiameremmo Agenzia delle Entrate o Equitalia e furono costretti a pagare le tasse. Continua a leggere →

Mantova e Ferrara: una comune anima padana in 11 punti

12 venerdì Mag 2017

Posted by mantovastoria in Articoli, Itinerari, Libri, Storia Locale

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Bartolino da Novara, Castelli, Estensi, Ferrara, Gonzaga, Mantova, Mantova e Ferrara: una faccia, una razza

Di regola i post su questo blog non sono molto lunghi per lasciare spazio alle curiosità o agli stimoli dei lettori.
In questo caso facciamo un’eccezione perché pubblichiamo un estratto di un testo del 2004 intitolato Mantova e Ferrara: alle radici delle signorie padane. L’obiettivo della pubblicazione (la trovate in biblioteca a questo link oppure potete richiederla scrivendo a info@mantovastoria.it) è proprio quello di evidenziare le affinità elettive tra queste due città e invitare mantovani e ferraresi a riscoprire questi antichi legami.
Per chi volesse un’anticipazione ecco i titoli dei paragrafi che parlano delle somiglianze
1. Il Castello
2. La Cattedrale
3. Le mura
4. Il ghetto e la comunità ebraica
5. Il triplice sviluppo urbano
6. Le delizie e Palazzo Te
7. Il Concilio di Ferrara e la dieta di Mantova
8. Il preziosissimo sangue
9. La bicicletta
10. Il fiume
11. la salama da sugo e il cotechino
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Napoleone e i furti d’arte: a volte ritornano, a Mantova no! Una mostra alle Scuderie del Quirinale

29 giovedì Dic 2016

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Mostre, Napoleonica

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Tag

Furti d'arte, Napoleone, Scuderie del Quirinale

mantegna_madonna_della_vittoria

Prima di abbandonare il 2016 mi fa piacere ricordare un avvenimento di 200 anni fa e in particolare il rientro in Italia dei capolavori rubati durante la dominazione napoleonica dal 1796 al 1814. Una bella occasione anche per visitare la mostra aperta alle Scuderie del Quirinale dal titolo “Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova” a cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce (16 dicembre 2016-12 marzo 2017).
E’ proprio il 4 gennaio del 1816 che il “Diario di Roma”, giornale dello Stato pontificio, descrive l’arrivo a Roma dei capolavori con queste parole: «Giunsero in questa Capitale diversi carri contenenti vari dei migliori capi d’opera in Pittura e Scultura, che con trasporto di giubilo e per il Bene delle Arti, ritornano ad associarsi a questi Monumenti Romani, vale a dire a quel centro di riunione ch’è il solo capace di formare gli Artisti e d’inspirar loro la sublimità de’ concetti. Questo avvenimento ha eccitato il più grande entusiasmo del Popolo Romano».

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Mantova Chiama Garda: un’intervista sul progetto 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani

22 sabato Ott 2016

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose...

≈ 3 commenti

Sull’ultimo numero di MantovaChiamaGarda è stata pubblicata una mia intervista sul progetto 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani.
La trovate qui nella versione a stampa e di seguito in formato testo.
Buona lettura.
mantova_chiama_garda_pagina_1mantova_chiama_garda_pagina_2

 

 

 

 

 

 

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Il dialogo: un motivo per tornare a Brera ad ammirare il Cristo morto di Mantegna

05 venerdì Ago 2016

Posted by mantovastoria in Articoli, Mostre

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Pinacoteca-Brera-Attorno-a-Mantegna-500x500Dopo Raffaello e Perugino ecco un altro dialogo da esplorare a Brera: il Cristo morto di Mantegna a fianco del Cristo morto con strumenti della passione di Annibale Carracci. Due capolavori ma soprattutto uno dei due, l’opera di Mantegna, il quadro più amato e cercato tra quelli esposti nella pinacoteca milanese (almeno secondo un recente sondaggio).
E’ lo scorcio, il virtuosismo prospettico che accomuna i due quadri perchè dal punto di vista del pathos e della costruzione della scena vince Mantegna (per me senza dubbio). Continua a leggere →

Un Romeo e Giulietta indeciso tra modernità e tradizione

22 venerdì Lug 2016

Posted by mantovastoria in Articoli, Shakespeariana

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Estate-Teatrale-Veronese-e-Festival-Shakespeariano-2016

Romeo e Giulietta fumano l’ultima sigaretta, la festa di casa Capuleti si trasforma in una specie di rave che imita la Grande Bellezza, i duelli sono semplicemente delle toccate e fuga con palloncini fatti scoppiare a simulare il sangue: sono alcuni dei momenti che raccontano di un Romeo e Giulietta indeciso tra modernità e tradizione.
E forse proprio questa incertezza nuoce allo spettacolo che non convince fino in fondo con una prima parte più convincente sul piano della recitazione e una seconda parte che vive di scene e movimenti particolarmente suggestivi ma che non riesce a far decollare l’emozione.
La scena è essenziale ma le due torri trasparenti sono evocative: ricordano le due casate nemiche e consentono di variare i movimenti di palco trasformandolo in uno spazio a vari livelli (utile poi per la famosa scena del balcone). Bella anche l’idea di scrivere sui vetri trasparenti i nomi dei Montecchi e Capuleti o altri versi Shakespiriani a sottolineare che il Teatro è parola soprattutto in Shakespeare.
Nella prima parte bella la scena della festa e abbastanza efficace anche quella del balcone anche se Mercuzio (Alessandro Preziosi) ruba la scena ai protagonisti Romeo (Antonio Folletto) e Giulietta (Lucia Lavia).
Nella seconda parte invece la recitazione diventa più urlata e meno controllata e forse anche per questo l’emozione non arriva e la tensione non sale.
Un Romeo e Giulietta moderno che non ha il coraggio di abbandonare completamente la tradizione e di abbracciare la sperimentazione. Una regia in bilico che non aiuta l’efficacia dello spettacolo.
Due notazioni: ma perchè introdurre la sigaretta e soprattutto come mai Romeo a tratti sembra essere più un fanatico della corsa che un giovane innamorato?
Spiccano le interpretazioni di Mercuzio, della Balia e di Lucia (più nella prima che nella seconda parte).
Giacomo Cecchin

Pubblicato su https://www.facebook.com/mantovachiamagarda.it/ http://www.mantovachiamagarda.it

 

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