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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Articoli

5 anni da ricordare a Mantova: torna MCG con Giacomo Cecchin e la rubrica Mantovagando

13 giovedì Giu 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Cacciata dei Bonacolsi, Camera dei Giganti, Carlo V, Domenico Morone, Federico II, Giulio Romano, III Guerra di Indipendenza, Palazzo Te, Pio II Piccolomini, Reliquie dei Sacri Vasi, Sacri Vasi

Cosa ne dite di fare un gioco sulla storia di Mantova? Se aveste una macchina del tempo dove vi piacerebbe andare? Eccovi la mia personale scelta sugli anni e gli avvenimenti da non perdere nella storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Ecco qui anche i testi e le foto.
5 anni da ricordare a Mantova
A volte ci piacerebbe viaggiare nel tempo per provare a vivere un’esperienza nel Medioevo, nel Rinascimento o nel Risorgimento. E se poteste esprimere un desiderio con riferimento a Mantova? Ci sono eventi che cambiano la storia in modo positivo o negativo. Quali sarebbero i momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Eccovi una scelta di anni fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi?Quali scegliereste?
Continua a leggere →

Un safari tra gli animali gonzagheschi di Palazzo Te: torna Mantovagando su MCG

12 venerdì Apr 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose...

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aquila, cane, Giacomo Cecchin, leone, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, MCG, Palazzo Te, ramarro, safari, safari animali gonzagheschi, salamandra, tortora

Cosa ne dite di un safari incruento a Palazzo Te a caccia di animali gonzagheschi? E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

1. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
2. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
3. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
4. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
5. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
7. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
8. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
9. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
10. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
11. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Mentre qui di seguito trovate immagini e testi.
Gli affreschi di Palazzo Te sono pieni di animali che escono dalle pareti, occhieggiano dai soffitti o giocano a nascondino sui camini. Ce ne sono di tutti i tipi e, se dimentichiamo per un attimo i famosi cavalli dei Gonzaga, è possibile organizzare una sorta di caccia incruenta per individuarli. In particolare se ci limitassimo agli animali che affollano gli stemmi e le imprese dei Gonzaga ce ne sono almeno 5 da osservare:
cani, tortore, ramarri, leoni e aquile. E li troviamo proprio nella Camera delle Imprese dove la fanno da padroni ma poi alcuni di loro si ribellano e si disperdono per tutto il Palazzo. Continua a leggere →

I giardini di Palazzo Ducale nel nuovo numero de La Reggia: prosegue il percorso alla scoperta della reggia gonzaghesca

08 lunedì Apr 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Palazzo Ducale

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Cortile dei Cani, cortile dei quattro platani, Giardino dei semplici, Giardino pensile, giardino segreto, isabella d'este, tartaruga, tartarughe

E’ uscita sull’ultimo numero de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, un altro mio articolo inserito nel ciclo dedicato al racconto della reggia gonzaghesca. E’ dedicato ai giardini di Palazzo Ducale (nella foto di Giovanna Caleffi qui a fianco vedete il Giardino pensile dal campanile del Duomo).
Qui trovate gli articoli usciti fino ad ora:
I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale (n. 2/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: un nuovo articolo per La Reggia (n. 3/2018)
Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la seconda puntata su La Reggia (n. 4/2018)

Di seguito il testo integrale dell’articolo pubblicato sul n. 1/2019 della Reggia (ringrazio il presidente Gianpiero Baldassari e il direttore Fausto Amadei per l’ospitalità).

Dopo aver descritto i cortili di Palazzo Ducale  proviamo a raccontarne i giardini, quelli rimasti e quelli che purtroppo sono stati pesantemente modificati o addirittura scomparsi. Uno dei modi più facili di scoprirli è guardare una fotografia aerea della reggia gonzaghesca, dove occhieggiano con i loro alberi, le siepi e le fontane. Per scoprire però anche i giardini che non ci sono più il modo migliore è osservare il complesso del Palazzo Ducale nella mappa di Gabriele Bertazzolo che ancora mostra il Giardino del baluardo e il giardino pensile della palazzina della Paleologa. E partiamo proprio da questi giardini che non ci sono più e da quelli che hanno subito trasformazioni. Continua a leggere →

Carlo V e l’importanza delle lingue: parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne…

27 mercoledì Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Carlo V, Filippo il bello, francese, Giovanna la pazza, imperatore, italiano, spagnolo, tedesco

“Parla le lingue e conquisterai il mondo”, questo di solito ti dicono i genitori per stimolarti a studiare. E questo avranno detto al futuro imperatore Carlo V papà e mamma che nel suo caso erano Filippo il Belllo d’Asburgo e Giovanna la Pazza di Castiglia e d’Aragona. Il ragazzo prese sicuramente a cuore il suggerimento diventando l’imperatore sui cui domini non tramontava mai il sole.
Ecco cosa disse Carlo (o almeno è un detto che gli viene attribuito):
“I speak Spanish to God, Italian to women, French to men and German to my horse”.
“Parlo spagnolo con Dio, italiano con le donne, francese con gli uomini e tedesco con il mio cavallo”.

Giacomo Cecchin

Le torri del profilo di Mantova sull’ultimo numero di MCG, torna Mantovagando

10 domenica Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Giancarlo Businelli, Le torri del profilo di Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Torre dei Gambulini, Torre del Podestà, Torre della Gabbia, Torre dello Zuccaro, Torre di Sant'Alò

Torna MCG e torna la mia rubrica Mantovagando che stavolta vi racconta le torri che si possono vedere nel profilo di Mantova. Qui potete sfogliare l’intera rivista mentre di seguito trovate il testo completo e le immagini della pagina.
“Mantova era una Manhattan padana, circondata dall’acqua e piena di torri a dimostrazione della potenza delle famiglie dominanti. La vista del profilo della città doveva essere simile al tracciato di un elettrocardiogramma. Oggi molte torri non esistono più e quelle rimaste sono, in alcuni casi, più basse di prima a causa di crolli, fulmini o semplicemente per decisioni politiche. Ma soprattutto, in attesa della riapertura della torre della Gabbia, manca un belvedere, una torre che come quella degli Asinelli per Bologna consenta di staccarsi dalla pianura e di godersi dall’alto la vista del centro storico più bello del mondo. Continua a leggere →

Bepi Modolo: una vita dedicata all’arte

06 mercoledì Feb 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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Alessandro Dal Prato, Bepi Modolo, Creazzo, Evangelisti, Francesco Dal Prato, Frescante, incisioni, San Ulderico, una vita dedicata all'arte, Vetrate

Quando oggi si parla di pittura spesso si cade in due pregiudizi: il primo che non ci siano più gli artisti capaci di dipingere come una volta e il secondo che l’arte per essere autentica deve essere libera dai vincoli imposti dai committenti.
Ebbene non è così, ci sono stati pittori che hanno incarnato gli ideali della pittura italiana, riuscendo ad esprimere uno stile e una creatività che sono stati stimolati, invece che diminuiti, dal lavoro al servizio della decorazione delle chiese.
E’ il caso del pittore Bepi Modolo, nato a Mareno di Piave (TV) nel 1913 e morto a Creazzo di Vicenza nel 1987. Il “pitor” come lo chiamavano è stato un artista completo che è passato dalle tele agli affreschi e alle vetrate recuperando pertanto quel repertorio di espressioni artistiche che nella storia sono state appannaggio di maestri come ad esempio il senese Duccio di Buoninsegna.
L’ho scoperto grazie ad un catalogo che mi è arrivato come graditissimo dono da uno dei figli che ho conosciuto per caso ma che mi ha conquistato con il racconto della vita e dell’arte del padre*.
Il titolo è “La pittura di Bepi Modolo, una vita dedicata all’arte” edito nel 2013 in occasione del centenario dalla nascita e della mostra a lui dedicata.
E’ un volume splendido che racconta dell’arte e della vita di questo pittore che non conoscevo ma che è stato una bellissima scoperta.
E Bepi Modolo dimostra che ci sono ancora artisti in grado di padroneggiare le varie tecniche pittoriche: sono stato particolarmente colpito dalla sua attività di frescante e dalle vetrate e dalla sua capacità di innovare il racconto evangelico e biblico anche alla luce del Concilio Vaticano II, rimanendo fedele alla tradizione. E’ uno stile, quello del pittore veneto, sintetico ma potente e assolutamente personale.
E’ straordinario vedere come studia la composizione in bozzetti e disegni che anticipano il risultato finale e come riesce a dare vita, mistero e bellezza ai dipinti che decorano tuttora molte chiese d’Italia.
Basta guardare come delinea le figure dei quattro evangelisti nel formato tradizionale delle vele che si trovano tra gli archi che reggono la cupola nella chiesa di San Ulderico a Creazzo di Vicenza. Li potete vedere nella copertina e sul retro del catalogo. Gli evangelisti sono delineati con volumi potenti e l’artista ha la capacità di rendere moderne e scultoree le figure di Giovanni, Matteo, Luca e Marco, accompagnate dai loro attributi tra cui spicca un’aquila particolarmente ispirata.
Bepi Modolo non si è limitato alla pittura sacra ma anche ai dipinti da cavalletto con ritratti, scene familiari e paesaggi che ci fanno entrare nel mondo del pittore.
Che dire: viene voglia di mettersi in macchina e andarle a vedere dal vivo.
Sono d’accordo con la citazione di Paolo VI e del Concilio Vaticano II che viene riportata nel catalogo: il papa definisce gli artisti “custodi della bellezza”.
La pittura di Bepi Modolo è pura bellezza.
* l’incontro con il figlio di Bepi Modolo mi ha ricordato un altro incontro che mi ha particolarmente colpito con un artista e suo figlio. Fu all’inizio del 2000 quando, per ragioni lavorative, conobbi sia il dott. Francesco Dal Prato che suo padre, il pittore Alessandro Dal Prato. Fu un’occasione straordinaria e davvero emozionante. Anche Alessandro Dal Prato sperimentava generi diversi come l’affresco e le incisioni e soprattutto ebbe una grande capacità didattica e di insegnamento (fu sua l’idea di aprire a Guidizzolo (MN) l’Istituto d’arte, tutt’ora attivo).

Giacomo Cecchin

La pace è difficile, la guerra è facile: a 100 anni dalla Conferenza di pace di Parigi, 18 gennaio 1919

20 domenica Gen 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Libri

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1919, Conferenza di Parigi, David Lloyd George, Georges Clemenceau, Parigi, Prima Guerra Mondiale, Vittorio Emanuele Orlando, Wodrow Wilson

Era un sabato il 18 gennaio del 1919 quando i vincitori della Grande Guerra si ritrovarono a Parigi per aprire la Conferenza di Pace che avrebbe dovuto sistemare le cose dopo il conflitto e avrebbe dovuto impedire il nascere di nuove guerre.
“Il est plus facile de faire la guerre que la paix.” E’ la frase attribuita a Georges Clemenceau, il primo ministro francese e che rappresenta molto bene i risultati della pace di Parigi.
Si trattò di un trattato che, lungi dal risolvere i problemi, ne creò degli altri e, anzi, fu una delle cause che portò alla scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Per questo è istruttivo approfondire gli avvenimenti di quei sei mesi del 1919 in cui Parigi divenne il centro del mondo e i 4 vincitori tentarono di portare a casa il massimo vantaggio per il loro Paese mettendo a nudo le loro capacità ed evidenziando i loro difetti.
Stiamo parlando di Georges Clemenceau (Francia), David Lloyd George (Regno Unito), Wodrow Wilson (Stati Uniti) e Vittorio Emanuele Orlando (Italia). Continua a leggere →

Sant’Antoni dalla barba bianca, fame catar quelo che me manca…

17 giovedì Gen 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Antonio Abate, Antonio da Padova, fame catar quelo che me manca, Padova, Sant'Antoni dalla barba bianca, Sant'Antonio abate, Sant'Antonio da Padova, Siqueris

Oggi è la festa di Sant’Antonio Abate (quello del porcellino o quello del chisol per i Mantovani). E’ un santo antichissimo e molto venerato e la sua immagine si trova ancora in molte stalle a protezione del bestiame (qui potete leggere come il santo divenne protettore degli animali).
Oggi però vorrei ricordare che c’è anche un altro Antonio veneratissimo ed è Antonio da Padova che si festeggia il 13 giugno. Alcuni infatti confondono le due figure e a Padova c’è un proverbio che dimostra come sia difficile distinguerli a volte.
“Sant’Antoni dalla barba bianca,
fame catar quelo che me manca”. Continua a leggere →

La nana della Camera degli Sposi si chiamava Lucia, una nuova ipotesi del prof. Rodolfo Signorini

06 domenica Gen 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Gonzaga, Palazzo Ducale

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camera degli sposi, La Reggia, Nana, Nana Lucia, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Rodolfo Signorini

Segnalo volentieri un articolo pubblicato sul numero 4/2018 de La Reggia, la rivista ufficiale della Società per il Palazzo Ducale, relativo alla possibile identificazione della nana ritratta nella scena di famiglia della Camera degli Sposi.
Il prof. Rodolfo Signorini, storico che da sempre si occupa del capolavoro del Mantegna, ha infatti proposto Lucia come nome della nana, identificandola con una delle accompagnatrici di Barbarina Gonzaga nel suo viaggio verso il Wuttenberg dove avrebbe sposato Eberardo I.
Ecco l’incipit dell’articolo che potete leggere nella versione integrale su La Reggia 4/2018. Continua a leggere →

La dodicesima notte ovvero la vigilia dell’Epifania (on the twelve days of Christmas my true love gave to me…)

05 sabato Gen 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Colonia, Federico Barbarossa, I cantori della stella, I dodici giorni di Natale, I Re Magi, I Re Magi in Alto Adige, La Dodicesima Notte, Le reliquie dei Re Magi, On the twelve days of Christmas

La conoscete la tradizione dei “Dodici giorni di Natale”? E la canzone “On the twelve days of Christmas”? E avete mai passato i giorni prima dell’Epifania in Alto Adige?
Se le risposte sono tre noi allora potrebbe interessarvi questo post e iniziamo con ordine.
1. I dodici giorni di Natale – in realtà si tratta di una tradizione tipicamente anglosassone e celebra i 12 giorni dopo il Natale che si concludono con l’Epifania. Non c’è chiarezza sul primo giorno di Natale, ovvero se sia il 25 dicembre o il 26 dicembre. Nel primo caso la dodicesima notte è quella del 5 gennaio, la vigilia dell’Epifania. Se si conta dal 26 dicembre invece la notte del dodicesimo giorno è quella del 6 gennaio (per i cattolici le festività per il Natale terminano con la domenica successiva all’epifania dove si ricorda il battesimo del Cristo.
Per approfondire sui dodici giorni di Natale.
2. La canzone On the Twelve days of Christmas – i 12 giorni di Natale sono anche l’oggetto di una delle più famose canzoni natalizie. E’ un classico delle feste e il testo segue un ritmo molto antico e parla dei dodici doni che un innamorato riceve dalla sua bella. Ogni strofa aggiunge un dono fino ad arrivare a quello che viene consegnato per la dodicesima notte che sono dodici suonatori di tamburo che stanno suonando.
Qui potete approfondire anche i possibili riferimenti religiosi di quella che in realtà è una filastrocca infantile. Qui invece potete ascoltarne una versione musicale.
3. i Re Magi in Alto Adige – nei giorni subito dopo Natale in tutte le valli dell’Alto Adige potete vedere alcuni ragazzi (soprattutto ragazze) vestiti come i Re Magi e con un bastone che porta in cima una stella. Sono i Re Magi che vanno in giro per le case cantando e consegnando i doni in ricordo di quello che fecero i re venuti dall’Oriente per il Cristo. Con un gessetto scrivono 20-C+M+B-19 sullo stipite della porta di casa. Le tre lettere che sembrano ricordare i tradizionali nomi dei Re Magi significano Christus Mansionem Benedicat ovvero Cristo Benedica questa casa. Se vi dovesse capitare di incontrare questi gruppi di ragazzini non perdete l’occasione di ascoltarli e di fare un’offerta. Con il ricavato si finanziano progetti umanitari in giro per il mondo.
Per approfondire qui trovate il sito ufficiale dell’iniziativa (in tedesco).
Per approfondire sui Re Magi potete leggere questo articolo sul blog: I Re Magi: il viaggio delle reliquie tra doni, spostamenti e furti

Un’ultima curiosità: la Dodicesima Notte è anche il titolo di una famosa commedia di William Shakespeare (leggete la pagina di wikipedia dedicata all’opera)

Giacomo Cecchin

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