Quando si avvicina l’anno nuovo ci sono due categorie di persone: quelle che vanno subito a vedere come cadono le festività per organizzare i ponti festivi e quelli che li verificano solo al rientro al lavoro perché farlo prima porta sfortuna.
Io non rientro in nessuna delle due categorie: a me piace osservare il calendario per vedere dove, nella settimana, cadono i giorni che per me hanno un significato (e poi naturalmente anch’io vado a vedere i ponti…).
Quest’anno è bisestile e il 29 febbraio cade di giovedì (sto già facendo la lista di cose che faccio ogni 4 anni proprio questo giorno) mentre per i ponti le notizie non sono buone: il 25 aprile e il 1 maggio sono a metà settimana, mentre il 2 giugno e l’8 dicembre cadono di domenica e il 15 agosto non conta (perché ditemi chi non va in ferie ad agosto). Unico ponte possibile è quello del 1° novembre che cade di venerdì.
E poi c’è il patrono che per quelli di Mantova è Sant’Anselmo da Baggio e cade di lunedì 18 marzo e quindi va bene per allungare il fine settimana.
Quando si parla di trekking a tutti viene in mente un percorso lungo, di media difficoltà e che ti mette alla prova. Per i mantovani invece l’idea è quella di una passeggiata in centro a Mantova, che ti consenta di scoprire il mondo senza allontanarti troppo dai luoghi familiari.
So già che qualcuno avrà da ridire o sorriderà a questa mia affermazione. Eppure per noi mantovani è proprio così. Quando andiamo al Santuario delle Grazie è un po’ come il pellegrinaggio a Santiago de Compostela e se arriviamo fino alla Madonna della Corona è come andare a Gerusalemme.
Siamo fatti così e quindi se vogliamo cambiare dobbiamo farlo a piccoli passi. Ecco allora per questi giorni di feste 5 itinerari di trekking urbano da provare. Un suggerimento: nello zainetto mettete sicuramente una borraccia di lambrusco, dei pezzetti di grana e una fetta di Anello di Monaco. Non dimenticate la sbrisolona che dovrete utilizzare, come le briciole di pane nella favola di Pollicino, per essere sicuri di rientrare a casa in serata.
Come ogni anno rinnovo la tradizione di pubblicare la classifica dei post più letti del 2023. Ci sono due conferme e un ritorno. Al momento sul blog sono pubblicati 847 articoli.
Torniamo a raccontare Mantova e le sue meraviglie su MCG – Mantova Chiama Garda con una doppia pagina dedicata ad un crossfit culturale a Palazzo Ducale.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre 2023
UN CROSSFIT CULTURALE A PALAZZO DUCALE Cinque artisti spettacolari per un percorso speciale
Avete mai pensato ad un crossfit culturale a Palazzo Ducale? Sapete cos’è il crossfit?
Si tratta di una disciplina ginnica consistente nell’eseguire movimenti tratti da vari sport (corsa, sollevamento pesi, arrampicata), al fine di esercitare il maggior numero di muscoli possibile. Se volete provare a fare un crossfit culturale a Palazzo Ducale potete mettere insieme 5 pittori diversi per una sorta di esercizio di stile che attraversa circa 3 secoli. Anche se le vendite gonzaghesche e il sacco di Mantova hanno derubato Mantova delle opere dei più grandi pittori italiani, è ancora possibile vedere opere di Pisanello, Mantegna, Raffaello, Giulio Romano e Rubens.
La notte di Natale del 1223 Francesco d’Assisi si trova a Greccio (oggi in provincia di Rieti) e decide di rivivere la natività: è la nascita del presepe (dal latino praesepium ovvero mangiatoia).
Per questo gli auguri di Natale 2023 di Mantovastoria ricordano gli 800 anni dall’evento con l’affresco realizzato da Giotto per la Basilica maggiore di Assisi.
La storia del presepe di Francesco è ricostruita magistralmente dalla storica Chiara Frugoni in un bellissimo libro appena uscito per i tipi de Il Mulino (lo trovate qui) che mette a confronto il racconto di Tommaso da Celano con quello di Bonaventura da Bagnoregio e con l’affresco di Assisi. Sono molti gli stimoli e le curiosità che si scoprono leggendo il testo.
Il dialetto mantovano non è più così utilizzato come un tempo ma ci sono delle espressioni che sono rimaste nella parlata dei mantovani. Sono quelle che se le senti non puoi che essere a Mantova oppure identificano i nativi quando sono in giro per l’Italia e per il mondo.
Una di queste è “Tafat” che è l’abbreviazione di un modo di dire molto volgare che vi spieghiamo più avanti. Tra l’altro si tratta di un palindromo perfetto, da pronunciare sia da destra che da sinistra, ma questo non centra con il significato.
Quando sentite un mantovano dire Tafat è importante coglierne anche l’intonazione e l’espressione non verbale per capire come va inteso. Ecco tre modalità con cui di solito si utilizza (ma ci sono sicuramente altre sfumature che al momento mi sfuggono):
1. Tafat – SORPRESA: pronunciato con la seconda a un po’ più lunga e con l’intonazione in lieve salita. E’ la classica espressione di stupore e sorpresa. Facciamo alcuni esempi. Siete alla Fiera delle Grazie e il vostro compagno di pellegrinaggio si è già mangiato almeno 10 fette di cotechino. Qui ci sta proprio un bel Tafat, come a dire, “che Dio ti conservi la vista che per l’appetito…”
2. Tafat – INTERCALARE: pronunciata con nonchalance e quasi senza intonazione. E’ un modo di riempire gli spazi senza dare particolare significato all’espressione. E’ difficile fare degli esempi ma quando incontrate un TAFATTISTA capirete bene cosa intendiamo.
3. Tafat: pronunciato con la seconda a molto breve e con un’intonazione quasi da frustata. E’ un modo di mandarti a quel paese ma senza farti intuire cosa sta dietro all’espressione completa. Qui possiamo anche evitare gli esempi visto che soprattutto in auto, a Mantova, i Tafat si sprecano.
Forse potremmo avvicinare questa guida di stile sul tafat alla famosa lezione di Rocco Schiavone sulla differenza tdi significato tra due espressioni romane molto colorite (la trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=_Z_B_kBO7mM) certo è che si tratta di un suono che identifica il mantovano all’estero.
L’espressione completa è “cla vaca at tà fat” che tradotta in italiano vuol proprio dire “quella vacca che ti ha fatto” (fatto nel senso di partorito). E’ un espressione pesante perché fa illazioni sulla vita privata, non certo perfetta, della madre della persona a cui è rivolta.
Alcuni dicono che oramai è passata ad un’espressione di saluto (come dice Patrizio Roversi), un po’ come nel caso di “Cat végna un cancar”, ma non ci farei troppo conto.
Se proprio volete sperimentare e mettervi alla prova utilizzate Tafat nella forma di sorpresa e solo con amici fidati!
– Tafat per tutti i non mantovani è il nome della figlia di Re Salomone TAFAT (תַפָט, Tafàt; etimologia incerta, forse dal verbo ףטנ, natàf, “gocciolare”) “Ben-Abinadab, in tutta la regione di Dor; Tafat, figlia di Salomone, era sua moglie”. – 1Re 4:11. Secondo 1Re 4:7 “Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele, i quali provvedevano al mantenimento del re e della sua casa”; si trattava di dodici ufficiali che governavano Israele. Ogni funzionario aiutava il re e il suo seguito “per un mese all’anno” (1Re 4:7). Tafat, figlia di Salomone, era sposata con uno di quei funzionari.
Il REGALO DI FERRAGOSTO DI MANTOVASTORIA E GIACOMO CECCHIN
Quest’anno ho iniziato un progetto legato agli STATI su Whatsapp.
E’ un modo diverso di produrre contenuti senza essere insistente.
Se sei uno STATISTA e ti interessano gli stati li guardi, altrimenti non c’è nessun disturbo.
Ebbene sto pubblicando uno stato al giorno dall’inizio del 2023 e a questo punto mi è venuta voglia di provare a vedere cosa succede se li metti tutti in fila.
A volte la vita è una questione di serendipity*, di apparenti casualità e coincidenze che però si rivelano ricche di stimoli e scoperte.
E’ quello che è accaduto con la visita di Robert Kay a Mantova, un americano venuto in Italia per ripercorrere i passi di suo padre John Kay, un capitano dell’intelligence americana arrivato in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.
Robert Kay mi ha scritto e mi ha inviato un documento molto interessante sulla Mantova nei giorni della Liberazione. Suo padre John Kay era incaricato di entrare nelle città liberate per fare una sorta di report della situazione. Ecco i due documenti stilati dal capitano Kay a San Benedetto Po e a Mantova.
Mi fa sempre piacere parlare della mia passione per Mantova e del mio libro Mantova, 5 cose che so di lei. Ho accettato volentieri l’invito di Francesco Raffanini, giornalista de La Cronaca di Mantova, a rispondere ad alcune domande. Ecco il risultato! (forse l’unico appunto è che non mi definirei studioso ma studente, mi piace di più)
Mantova da ammirare – Intervista allo studioso Giacomo Cecchin di Francesco Raffanini
“Alzando gli occhi si fanno scoperte Chiunque può diventare guida di sé stesso: bastano pazienza passione e voglia di conoscere”