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classifiche, I 5 laghi di Mantova, I mantovani sono emiliani di cattivo umore, Sant'Antoni dalla barba bianca
Come ogni anno rinnovo la tradizione di pubblicare la classifica dei post più letti del 2020. Ci sono delle conferme e una new entry assoluta. Eccoli qui in sequenza:
1. Sant’Antoni dalla barba bianca, fame catar quelo che me manca;
2. I 5 laghi di Mantova tra ponti, dighe e coccodrilli (nel 2019 sempre al secondo posto)
3. I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?
Non so cosa capiti negli altri blog ma nel mio ci sono degli articoli che continuano a richiamare visitatori. Forse sono quelli che mettono ironia giocando con la geografia. Ne sono un esempio sia quello sui 5 laghi di Mantova (che per tutti i mantovani sono 3 e per i non mantovani un fiume) e per i Mantovani che sono emiliani di cattivo umore.
Non lo so. Però posso dire che io mi diverto molto a scrivere su questo blog e che nel 2021 sono arrivato al seicentesimo post e adesso si punta al 1000esimo post.
Qui potete leggere le classifiche degli anni passati: 2019, 2018, 2017 e 2016.
La foto del post è come sempre di Giovanna Caleffi.
Un tempo a Natale si andava al cinema e a Mantova si poteva scegliere tra ben 8 cinema in centro. Ve li ricordate? Eccoli come li metteva in ordine La Gazzetta di Mantova nella pagina dedicata agli spettacoli: Andreani, Apollo, Bios, Corso, Sociale, il cinema degli Angeli (che sarà il Ciak Blu, di fianco alla chiesa) e il Mignon.

Quante sono le feste di Natale? In Inghilterra c’è una famosa canzone tradizionale (
“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo
Oggi 7 dicembre è sant’Ambrogio, il patrono di Milano. E’ tradizionalmente il giorno della prima del Teatro alla Scala, quest’anno dirottata in diretta TV causa emergenza sanitaria.
Ho pubblicato un articolo nell’inserto Bianco e Nero su Gazzetta di Mantova e ho provato a immedesimarmi in un turista milanese che fosse venuto a Mantova nella primavera del 1915.
Il tempo dell’anno non è più scandito come una volta dalla feste dei Santi.