5 chiese o cappelle a Palazzo Ducale

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A Mantova le chiese erano moltissime prima delle chiusure napoleoniche e di Giuseppe II d’Austria. E se il tessuto religioso della città era molto ricco quello di Palazzo Ducale non era da meno. Tra cappelle e chiese vere e proprie erano molti i luoghi di culto. Alcuni sono ancora esistenti, di altri si intravedono i resti mentre a volte se ne è persa completamente traccia. Questo è il caso della cappella di castello decorata con tavole di Andrea Mantegna, alcune delle quali conservate agli Uffizi. Ecco 5 tra chiese e cappelle di Palazzo Ducale: le avete mai viste? Ve ne vengono in mente altre?

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Mantova: una Gerusalemme d’Italia? il libro di Franco Cardini

Andareperlegerusalemme-570x285Mantova e Gerusalemme? I punti in comune ci sono eccome: questa è la storia che racconta il libro di Franco Cardini che  parla di come Gersusalemme sia dappertutto nel nostro Paese. Infatti una volta divenuti inaccessibili i Luoghi Santi, Lembi di Terrasanta vennero creati nel nostro Paese così come nei casi del Sacro Monte di Varallo o del complesso delle Sette Chiese a Bologna.
Il libro è snello e molto interessante per i molti spunti che offre a tutti quelli interessati al tema delle reliquie, della Terrasanta e dei pellegrinaggi.
Per Mantova Franco Cardini fa riferimento ai Sacri Vasi contenenti il Sangue di Cristo (non per niente definisce Mantova città graalica) ma non cita la Rotonda di San Lorenzo, l’unica chiesa rimasta tra quelle costruite come stazioni di avvicinamento dei pellegrini alla basilica di S.Andrea, luogo dove era conservata la reliquia. Continua a leggere

5 piazze create dal caso o dalla retorica del potere

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Piazza Garibaldi ora piazza Martiri

A Mantova ci sono piazze nate dalla storia come quelle comunali o create dal caso come gli slarghi creati dalle demolizioni di chiese, dalla retorica del potere o da semplici dimenticanze. Per le prime pensiamo a piazza Broletto e a piazza Erbe, sempre molto frequentate e storicamente cuore della città, per il secondo tipo invece (che si vivono meno, utilizzate come luogo di transito e di passaggio e non come luogo di sosta) ne propongo 5 da esplorare. Naturalmente per voi la scelta potrebbe essere diversa. Cosa ne dite?

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Federico II o Vincenzo I: qual è il duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi?

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Rigoletto scenografia 1857

E’ la domanda che spesso fanno i turisti che vengono a Mantova visto che Verdi non fornisce il nome del Duca di Mantova (e a dir la verità nemmeno il cognome e vedremo poi perchè). E la risposta deve partire dal presupposto che Rigoletto non è mai esistito e che l’opera lirica omonima doveva essere ambientata nella Parigi del re Francesco I, nella prima metà del 1500. Tuttavia spesso le storie inventate diventano più vere del vero e allora proviamo a rispondere partendo proprio dal periodo storico.

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5 ponti sul Rio tra conventi, porti e pescherie

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Il Lungo Rio

Il Rio per i mantovani e per i turisti è una presenza intermittente che sbuca quando meno te lo aspetti e offre vedute suggestive e particolari di Mantova. E’ un corso d’acqua che ha perso la sua funzione di collegamento tra il lago superiore e il lago inferiore anche se un recente progetto punta a far tornare le persone a navigare sulle sue acque. La copertura del Rio ha fatto perdere ai mantovani anche la percezione dei ponti che lo attraversano che invece sono tuttora presenti e molto caratteristici. E voi li sapreste citare tutti?

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5 cavalcavia a Mantova non percorribili in auto

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Vicolo Bonacolsi
Cavalcavia di Vicolo Bonacolsi

Il cavalcavia è un elemento tipicamente medievale che consentiva di unire due edifici di una stessa famiglia oppure un palazzo ad un giardino con un passaggio aereo. In tal modo si evitava la necessità di scendere nella pubblica via e si creava anche una sorta di corridoio che con le finestre che solitamente gli davano luce permetteva di avere una visuale diretta e dall’alto del passaggio sottostante. Anche a Mantova sono rimasti questi retaggi del medioevo che attribuiscono eleganza ed un immagine insolitamente retrò ad alcuni vicoli o passaggi. Eccone 5 e voi ne conoscete altri?

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5 salite mozzafiato a Mantova tra giardini, piazze e ponti

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Piazza Paradiso
La salita verso Piazza Paradiso da vicolo ducale

Mantova è una città di pianura e le montagne si vedono in alcuni dei pochi giorni limpidi, soprattutto dopo giornate di pioggia e vento. In particolare il monte Baldo che si eleva in lontananza come un Monte Fuji col cappello imbiancato. Eppure anche a Mantova ci sono salite e discese che, in altri luoghi sarebbero poca cosa, ma per noi mantovani sono piccoli gran premi della montagna. Eccone almeno 5 con l’aggiunta di una scalinata cui sono particolarmente legato. E voi? Ne conoscete delle altre?

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Mantova 1516: successo della conferenza a Casa Andreasi. Sabato 6 febbraio si replica con la Società per il Palazzo ducale

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Grande partecipazione alla presentazione di Mantova1516 a cura di Giacomo Cecchin a Casa Andreasi a Mantova: sala piena  e molto entusiasmo.
Sabato 6 febbraio si replica con la Società per il Palazzo ducale.
Qui trovate le informazioni dal sito della società

Mantova 1516 al Ridotto del Teatro Sociale
Sabato 6 febbraio 2016 ore 14.30
Conferenza e passeggiata Mantova 1516: quando la città era l’ombelico del mondoIn collaborazione con il Teatro Sociale e il Circolo Culturale La Rovere Mantova. Nel 1516 era già capitale europea della cultura , senza bisogno che ci fosse una giuria ad assegnarle il titolo. Si raccontano i primi trent’anni del XVI secolo, in cui un mondo ordinato si trasforma in una società disordinata, passando attraverso la morte di Andrea Mantegna (1506) e l’arrivo di Giulio Romano (1524),  oltre alla riforma pro-testante (1517), la morte di Leonardo (1519) e di Raffaello (1520), il sacco di Roma (1527). Sono due i personaggi che, coetanei e per una serie di casi fortuiti, si troveranno a Mantova a festeggiare il loro apogeo nel 1530: Carlo V im-peratore  e Federico II Gonzaga. Seguirà una passeggiata per il centro della città con gli “occhi” del 1516. La conferenza, a cura di Giacomo Cecchin, si terrà nel Ridotto del Teatro Sociale (Corso Umberto I, 2B), alle ore 14.30.

LaReggia dicembre 2015 pag 4

Mantova 1516: quando eravamo già capitale

Un servizio su Telemantova che racconta l’incontro di venerdì 22 gennaio alle 17.30 a Casa Andreasi.

venerdì 22 gennaio 2015 ore 17.30
Casa Andreasi in via Frattini 9 a Mantova

500 anni fa Mantova non aveva bisogno di una giuria che le attribuisse il titolo: era capitale di per sé. E in particolare nel 1516 Mantova era al centro di un periodo di forte cambiamento, come d’altra parte tutto il resto dell’Europa. A Mantova il marchese Francesco II aveva intrapreso la sua parabola discendente e il figlio Federico si preparava a prenderne il posto (1519) in una città che aveva perso l’artista artigiano Mantegna e avrebbe visto l’arrivo dell’imprenditore-pittore-architetto Giulio Romano. Dalla perfezione rinascimentale della Camera degli sposi al disordine manieristico del Camarone dei Giganti.
Un viaggio alla scoperta di un modo nuovo di guardare Mantova per recuperare l’orgoglio di una cultura ed una forza che viene da lontano.

Questi gli annunci usciti su Gazzetta di Mantova e Voce di Mantova

5 scorciatoie da scoprire ovvero passaggi segreti urbani tra ghetto, S.Andrea e Cattedrale

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Piazza Viterbi vista da Vicolo Varrone
Piazza Viterbi vista da Vicolo Varrone

In una città ci sono scorciatoie che conoscono solo gli abitanti e a volte neanche loro. Se fossimo a Lione li chiamerebbero traboules, per i mantovani invece sono passaggi segreti urbani che ti consentono di passare da una piazza all’altra, da una via a un vicolo a volte anche attraversando una chiesa. Eccone 5 tra quelli che mi piace di più percorrere ma ce ne sono molti altri, basta avere voglia di scoprirli. E voi? Li usate mai?

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