Una passeggiata con Giacomo Cecchin su e giù dai sette ponti sul Rio, la puntata di Mantova Segreta

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Quanti sono i ponti sul Rio? Tra le modifiche degli anni ’50 del secolo scorso che hanno coperto una parte del Rio e l’ultimo ponte a Porto Catena (che tra l’altro non ha ancora un nome) sono sette. E’ un esercizio di memoria difficile per i mantovani ricordarseli tutti perché si è perso da tempo il rapporto tra Mantova e l’acqua.

Eppure sono ben visibili e, nella maggior parte dei casi, ancora percorribili. In questa puntata di Mantova Segreta Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata che parte dal Porto Catena e attraversa tutta Mantova per arrivare fino alla riva del Lago Superiore dove il Rio inizia il suo percorso verso la città.

Da “quell’ultimo ponte senza nome” fino al ponte di San Francesco è un modo diverso di osservare Mantova.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito trovate il trailer di lancio della passeggiata alla riscoperta dei 7 ponti sul Rio.

Per approfondire su questo blog:
– La puntata della prima stagione di Mantova Segreta sui ponti sul Rio: dal Lago Superiore a Porto Catena
– I ponti sul Rio a Mantovagando: li ricordate tutti?
– 5 ponti sul Rio tra conventi, porti e pescherie (prima che si costruisse quell’ultimo ponte)

5 chiese con la facciata adesiva a Mantova (perché se guardi il campanile…)

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Tra il 1700 e il 1800 molte delle chiese mantovane hanno cambiato faccia, o dovremmo dire facciata. I parrocchiani e i sacerdoti volevano avere un luogo di culto aggiornato ai dettami dell’epoca e quindi al tardo barocco o al neoclassico.

In alcuni casi si è trattato di un semplice maquillage, ovvero di appiccicare una facciata adesiva alla chiesa senza modificarne l’assetto interno (ad esempio il duomo).

In altri casi invece si è proceduto anche ad una ricostruzione dell’intero edificio sacro, mantenendone eventualmente cappelle più antiche o lasciando traccia degli affreschi. In tutti i casi invece è rimasto il campanile, risalente all’epoca della costruzione o comunque ad un tempo antico. Ecco 5 chiese dove una facciata adesiva non ha nascosto tutti gli elementi che caratterizzavano in precedenza l’edificio sacro. Continua a leggere

Francesco II, il marito di Isabella d’Este e il vincitore di Fornovo

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Francesco II Gonzaga è un condottiero e un rubacuori. Come soldato è al servizio di molte potenze dell’epoca, dal Papa a Venezia, come tombeur de femme conquista Isabella d’Este (e molte altre donne di cui non abbiamo un elenco preciso).
Per me Francesco II e Isabella d’Este sono un po’ come i Sandra e Raimondo del Rinascimento: discutono, battibeccano, litigano in pubblico ma in privato hanno un progetto molto chiaro far diventare duca il figlio Federico.
Francesco è sempre un po’ perdente rispetto ad Isabella: rozzo, incolto e donnaiolo lui, elegante, colta e collezionista lei. Eppure se proviamo a staccarci da queste etichette scopriamo che lui ha commissionato a Andrea Mantegna i Trionfi di Cesare, era un combattente impavido (a Fornovo gli uccideranno il cavallo per ben tre volte con lui sopra) e rispettava la moglie (anche se al cor non si comanda e forse ebbe anche una liason amorosa con la giovane cognata Lucrezia Borgia).
Ecco allora che se si conosce meglio la sua storia è un po’ riduttivo definirlo “il marito di Isabella d’Este” come ho fatto nel titolo del post.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.

Auguri e figli maschi…
Il sottotitolo che ho scelto è impietoso con il marchese di Mantova che fu un condottiero apprezzato e un uomo di cultura visto che fece realizzare ad Andrea Mantegna il ciclo dei Trionfi di Cesare. Però è vero che la bilancia di coppia pende sempre dalla parte di Isabella d’Este, non a torto considerata la miglior donna del Rinascimento italiano. Io li ho sempre visti un po’ come Sandra e Raimondo: sempre a discutere ma uniti oltre tutto e tutti. Unico problema all’inizio del matrimonio il fatto che Isabella non riusciva a dare un erede maschio al marito. Dopo 10 anni finalmente nel 1500 arriva Federico e la marchesa tira un sospiro di sollievo.

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All’interno di Sant’Andrea con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Spesso entrando nella basilica di Sant’Andrea non si presta sufficiente attenzione alle cappelle laterali che sono ricche di storie e di personaggi.
Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta degli affreschi e delle decorazioni delle cappelle principali della concattedrale di Mantova: da quella di Andrea Mantegna a quella che nasconde la sagrestia della Compagnia del Preziosissimo Sangue, dalla cappella di Santo Stefano alla Sagrestia nuova recentemente restaurata.
E’ un viaggio che vi regala un modo nuovo di vedere la basilica di Sant’Andrea.

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Il Duomo di Mantova è un cocktail: 5 ingredienti per una cattedrale poco amata dai mantovani

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Olio su Tela di Giancarlo Businelli

La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo (ne ho scritto qui) ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.

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Federico I Gonzaga, il marchese che inventò il crowdfunding

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Federico I Gonzaga è una meteora tra i marchesi di Mantova. Rimarrà al potere per soli 6 anni dal 1478 al 1484 ma anche in questi pochi anni lascia un segno commissionando a Luca Fancelli la Domus Nova, la cui facciata si può ammirare anche oggi dal giardino dei Semplici. Federico si trova anche ad affrontare una divisione del marchesato con i suoi fratelli cadetti voluta dalla madre Barbara, visto che il testamento del padre Ludovico non si trova. E’ gobbo e sposerà una gobba come lui, Margherita di Wittelsbach che morirà a soli 39 dandogli però ben sei figli. I tre maschi seguono la tradizione di famiglia: il primo è l’erede, il secondo è cardinale e il terzo soldato. Le femmine invece faranno matrimoni importanti imparentando i Gonzaga con la nobiltà di Francia, gli Sforza e i Montefeltro.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.
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Giacomo Cecchin intorno a Sant’Andrea con Mantova Segreta

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09Avete mai circumnavigato la basilica di Sant’Andrea? Ho usato volutamente un termine nautico perché la concattedrale di Mantova sembra davvero un veliero nel centro storico, soprattutto se la si guarda dal lato, quando sbuca sopra i portici di piazza Erbe.
Ebbene in questa puntata di Mantova Segreta vi raccontiamo i dintorni della basilica più amata dai mantovani. Sono vie e passaggi che facciamo ogni giorno, spesso però la forza dell’abitudine ci impedisce di guardare determinati particolari e di scoprire tutte le storie che ci possono raccontare.
Dalla facciata rinascimentale al campanile gotico, dalla tomba di Andrea Mantegna alle tracce dell’antico monastero benedettino per chiudere con l’abside e con il terzo ingresso che dovrebbe esserci e invece non c’è.

Se volete guardare tutta la puntata cliccate su questo link mentre di seguito vi riportiamo l’incipit di Mantova Segreta.

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Un crossfit culturale a Palazzo Ducale tra Pisanello, Mantegna, Raffaello, Giulio Romano e Rubens: 5 pittori per un percorso

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Avete mai pensato ad un crossfit culturale a Palazzo Ducale? Sapete cos’è il crossfit?
Si tratta di una disciplina ginnica consistente nell’eseguire movimenti tratti da vari sport (corsa, sollevamento pesi, arrampicata), al fine di esercitare il maggior numero di muscoli possibile. Se volete provare a fare un crossfit culturale a Palazzo Ducale potete mettere insieme 5 pittori diversi per una sorta di esercizio di stile che attraversa circa 3 secoli. Anche se le vendite gonzaghesche e il sacco di Mantova hanno derubato Mantova delle opere dei più grandi pittori italiani, è ancora possibile vedere opere di Pisanello, Mantegna, Raffaello, Giulio Romano e Rubens. Eccovi allora la proposta di un crossfit culturale per la prossima volta che andrete a Palazzo Ducale.

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Un regalo da Mantovastoria: la raccolta dei 4 articoli dedicati a turismo, cinema, cibo e santi usciti su Gazzetta di Mantova

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L’anno scorso ho scritto quattro articoli per un supplemento della Gazzetta di Mantova dal titolo Bianco e Nero. Erano testi che riguardavano il turismo, il cinema, il cibo e le feste dei santi con foto in bianco e nero della nostra città.

Ho pensato di raccoglierli in un pdf unico che potete richiedere gratuitamente compilando questo form http://bit.ly/3phzpie.

Ecco qui i post usciti sui quattro articoli
1. Turisti a Mantova nel 1915 con la Guida Rossa del Touring Club Italiano
2. A Natale si andava al cinema in centro: ve lo ricordate?
3. Cosa si mangiava a Mantova nel 1931? 
4. Da Natale all’Epifania che tutte le feste si porta via

La sinagoga di Mantova: un luogo incantevole fuori dal Ghetto

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Oggi 27 gennaio 2021 è la Giornata della memoria delle vittime della Shoà.
Ho deciso quindi di pubblicare un frammento di Mantova Segreta (messo in onda il 23 gennaio del 2019) che vi porta dentro l’ultima Sinagoga rimasta a Mantova.
La si trova in via Gilberto Govi al numero 13 e se non l’avete mai vista andateci appena si potrà: è un luogo incantevole.
Qui potete vedere l’estratto della puntata:

Per vedere la puntata intera cliccate su questo link mentre per approfondire la conoscenza del Ghetto ebraico di Mantova su questo blog potete leggere questo articolo: 5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria

Giacomo Cecchin