Entriamo in Accademia Virgiliana insieme a Giacomo Cecchin nella puntata di Mantova Segreta

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Ci sono dei luoghi a Mantova che tutti conoscono di nome ma che pochi frequentano di fatto. L’Accademia Virgiliana è tra questi eppure tutti possono andare ad assistere alle conferenze degli accademici o semplicemente consultare i libri della biblioteca.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una visita all’Accademia Virgiliana incontrando il presidente prof. Roberto Navarrini che spiegherà come funziona l’accademia, ne racconterà la storia e darà qualche anticipazione sui progetti futuri.
Nella puntata di Mantova Segreta entreremo dal cortile del Teatro Bibiena e saliremo fino al piano nobile dove scopriremo la biblioteca, alcuni documenti molto interessanti come il contratto firmato da Antonio Galli Bibiena per la realizzazione del teatro e il programma della serata che vide protagonista il giovane Mozart.

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito guardate il trailer di lancio di Mantova Segreta girato all’interno della biblioteca.

Per approfondire su questo blog:
– Buon Compleanno Maria Teresa: se l’Austria era felix, Mantova com’era?

Il punto preciso (a Mantova) dove fare un viaggio nel tempo in verticale

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Ci sono alcuni punti nelle città dove bisognerebbe mettere una stella con la direzione in cui guardare. A Mantova io la vedrei bene ,, una stella, dietro la Rotonda di San Lorenzo, quasi all’inizio di via Bertani.

Qui se guardate verso la facciata della Basilica di Sant’Andrea potete fare un viaggio nel tempo in una Mantova che si rivela un palinsesto, una stratificazione che nei secoli ha creato un’unicità irripetibile.

Si parte dall’epoca di Matilde di Canossa e si arriva al tardo barocco della cupola di Sant’Andrea e a Mozart. Se non vi siete mai fermati ad osservare questo scorcio, andatelo a cercare la prossima volta che passate di lì: non riuscirete più a passare senza fermarvi almeno un momento.
Eccovi allora i 5 particolari per fare un viaggio del tempo in verticale. Continua a leggere

A Mantova con Dante Alighieri come guida: un intervista su La Voce di Mantova

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In questi giorni danteschi ho parlato con Paolo Bertelli della Voce di Mantova e ne è uscita questa intervista. La trovate su La Voce di Mantova di venerdì 26 marzo 2021 a pagina 18 ma per i lettori pigri ve la riporto di seguito.

A Mantova con Dante Alighieri come guida
Tra curiosità ed evidenze sui passi del poeta

Nell’anno del settecentenario dalla morte di Dante Alighieri facciamoci questa domanda: il sommo poeta passò per Mantova? Probabilmente sì. Anche se di documenti certi non ne abbiamo lo stesso Dante ne fa cenno nella sua Quaestio de acqua et terra dove parla di un’idea nata durante una disputa a Mantova. E poi come possiamo pensare che Dante non passi per la città che ha dato i natali a Virgilio, suo modello di scrittura e sua guida nel viaggio attraverso Inferno e Purgatorio? Ne parliamo con Giacomo Cecchin, giornalista e guida turistica, che ha provato a immaginarsi un percorso nella Mantova degli inizi del 1300 con Dante come guida. Continua a leggere

Francesco III Gonzaga, il duca che rimase un ragazzino

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Quando nel 1540 muore Federico II e il primogenito Francesco diventa duca a soli 7 anni. Sarà una meteora perché per 10 anni sarà sotto la tutela della madre Margherita e degli zii Ercole e Ferrante.

Poi nel 1549 la sua vita ha una accelerazione: accoglie a Mantova Filippo II di Spagna a gennaio, si sposa a ottobre e il 9 dicembre ci sarà la fatale caduta nel lago che lo porterà alla morte nel febbraio del 1550. Il suo ducato si ricorda per una riduzione delle spese e per gli ultimi grandi cantieri di Giulio Romano (morto nel 1546). E’ il momento di Guglielmo, duca per caso, ma ne parleremo nella prossima puntata.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.
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Il Teatro Bibiena ha le finestre: apriamole insieme a Giacomo Cecchin durante Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin su un palco del Teatro Bibiena

Lo sapevate che anche i teatri hanno le finestre? Questo è vero soprattutto per il Teatro Bibiena che proprio perché destinato ad un utilizzo anche come aula scientifica aveva bisogno di luce naturale e diretta.
Giacomo Cecchin vi fa scoprire le finestre del Teatro scientifico e vi accompagna in un percorso che vi fa scoprire tutti i luoghi di questo splendido edificio.
Nella puntata di Mantova Segreta saliremo fino al loggione ed entreremo nel palco23 d’onore prima di arrivare alle finestre che sono proprio dietro la scena fissa che chiude il palcoscenico. Alla fine saliremo insieme a voi sul palcoscenico per farvi diventare protagonisti della puntata.

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito guardate il trailer di lancio di Mantova Segreta dedicata alla riscoperta del Teatro Bibiena.

Per approfondire su questo blog:
– I luoghi della musica: un nuovo progetto con Oficina Ocm e AmaDeus exMantova
– Mozart a Mantova con Giacomo Cecchin: la prima puntata di Mantova Segreta

Un haiku per la giornata mondiale della poesia

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Cos’è la poesia? ci chiedeva la professoressa di inglese*, o meglio cosa rende uno scritto una poesia? E tutti a strolicare e a pensare: chi la rima, chi il tema, chi il numero di sillabe o la divisione in strofe.

Nulla di tutto questo, ci disse, quello che caratterizza la poesia è il ritmo.

Ancora oggi quando leggo una poesia tento di sentirne il ritmo.
Se leggere è un antidoto a questi tempi difficili, leggere poesia è un vaccino che ti rende impermeabile alla noia della vita (almeno per me).

Così ho recuperato un haiku che ho scritto di recente, per mettermi alla prova.
Eccolo qui, e portate pazienza se non rispetta lo schema sillabico 7-5-7 ma solo il numero dei versi.

Parole leggere cadono sulla pianura innevata
Leggere cambierà
il modo di vedere il mondo.

* la professoressa d’inglese è Silvana Ranzoli che sapeva sorprendermi (e a volte incutermi timore) ad ogni lezione.

Per approfondire su questo blog:
– I will arise and go now, and go to Innisfree: la mia scelta nella Giornata mondiale della poesia 2020
– Il viaggio dei Magi di T.S. Eliot: iniziare l’anno con una poesia
– Haiku: quando la poesia è densa: un bel libro di Andrea Zanzotto
– La forza della poesia e l’arte contemporanea: una suggestione e 10 luoghi comuni
– La poesia del ponte di barche

Per scoprire cosa sono gli haiku e provare a scriverne uno scaricate la guida in italiano della Jal Foundation: http://www.jal-foundation.or.jp/002sekai/howto/panf_italian.pdf

Qui invece potete scoprire qualcosa in più sulla Giornata mondiale della Poesia.

Giacomo Cecchin

Manto e la fondazione di Mantova – i 10 giorni che cambiarono la storia

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“Manto fu, che cercò per terre molte;
poscia si puose là dove nacqu’io;
onde un poco mi piace che m’ascolte.”

XX canto dell’Inferno – Divina Commedia

Non conosciamo il giorno in cui Manto morì e gli uomini fondarono Mantova sulla sua tomba. Questo racconta Virgilio a Dante nel XX canto dell’Inferno. Ecco i versi più famosi:
“Li uomini poi che ’ntorno erano sparti
s’accolsero a quel loco, ch’era forte
per lo pantan ch’avea da tutte parti.

Fer la città sovra quell’ossa morte;
e per colei che ’l loco prima elesse,
Mantua l’appellar sanz’altra sorte”.Però conosciamo l’anno o almeno quello che viene indicato da Stefano Gionta e da Raffaello Toscano che scrivono in versi:
“Questa bella del lago alma reina
fu pria di 60 anni edificata
ch’avesse Troia l’ultima rovina.”

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Federico II Gonzaga, lo storytelling che fa diventare duca

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Federico II Gonzaga è l’ultimo marchese di Mantova e il primo duca Gonzaga. E’ il figlio maschio tanto atteso da Isabella d’Este che punta tutto su di lui, insieme al marito Francesco II. Il ragazzo viene educato ad un futuro di grandezza e sarà spesso fuori Mantova come ostaggio: prima del papa Giulio II a Roma e poi del re Francesco I in Francia. E’ un uomo che si lascia guidare dalle passioni e in questo è il contrario dell’attento calcolo politico della madre Isabella d’Este. Lo prova il suo abbandonarsi all’amore per Isabella Boschetti, la sua amante favorita, che lo porta a sposarsi a ben 30 anni con il rischio di morire senza una discendenza e di lasciar spazio ai fratelli.
Certo che con lo storytelling di Giulio Romano a Palazzo Te e il titolo di duca porta Mantova ai massimi livelli, accogliendo l’imperatore Carlo V e trasformando per pochi giorni la nostra città nell’ombelico del mondo.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga. Continua a leggere

Il cantiere delle Pescherie sulla riva del Rio con Giacomo Cecchin, un’altra puntata di Mantova Segreta

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Come si arriva sulla riva del Rio? Ecco un’anticipazione di cosa si potrà fare quando sarà finito il cantiere delle Pescherie. Giacomo Cecchin vi racconta il progetto di recupero delle Pescherie di ponente realizzato dalla Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano.
Nella puntata di Mantova Segreta incontreremo l’architetto Giorgio Sebastiano Bertoni dello studio PdA e l’ing. Paolo Corbellani, presidente della Fondazione, che ci accompagneranno alla scoperta di questo innovativo progetto.
E’ come fare un percorso in verticale in una Mantova orizzontale: dalla sala polivalente che sarà realizzata all’ultimo piano alla caffeteria dell’ammezzato per poi scendere al livello del Rio e scoprire il pontile e la spiaggetta. Senza dimenticare la possibilità di passare sotto il ponte delle Pescherie per raggiungere il sottoportico delle Beccherie.

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito guardate il trailer di lancio di Mantova Segreta sul cantiere delle Pescherie.

Per approfondire su questo blog:
– Una bottiglia per le Pescherie: lunedì 11 dicembre ore 19.00 presso la Galleria Balbi
– 5 nomi di vie o piazze legate al lavoro tra gioielli, pescivendoli e lattonai

5 curiosità sui Giardini di Porta Pradella tra ruscelli, alberi e statue e sottopassi

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I giardini Nuvolari a Porta Pradella sono poco frequentati rispetto ad altri spazi verdi di Mantova. Anche Tazio Nuvolari, la statua che oggi dà il nome a questo spazio verde, gli volta le spalle. E pensare che i documenti ci dicono che quando furono creati con la demolizione del rivelino di porta Pradella dovevano continuamente intervenire sulle panchine per l’usura dovuta all’uso frequente. Forse a renderli solitari è il fatto di essere circondati da strade e rotonde che li fanno sembrare più piccoli di quel che realmente sono o forse è che dopo il recupero del lungolago è lì che i mantovani vanno a camminare per sentirsi lontani dal traffico. Eppure questi giardini offrono sorprese che non ti aspetti e ci sono ancora le panchine dove fermarsi a leggere un libro, le statue che ti osservano seriose e un piccolo corso d’acqua con un ponte che lo supera.
Eccovi 5 curiosità da scoprire sui Giardini Nuvolari.
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