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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi autore: mantovastoria

E nel 2018 cosa si ricorderà? Spunti per far bella figura nelle conversazioni

03 mercoledì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli

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Antonio Vivaldi a Mantova, Giovanni Bono, Guido Corradi, Luigi Gonzaga il santo

All’inizio del nuovo anno parte il gioco (soprattutto in Italia) delle celebrazioni di anniversari e altre ricorrenze. Non si può dimenticare la fine della Prima Guerra Mondiale o il Sessantotto (di cui si aspetta la celebrazione da almeno 50 anni). Ma ci sono anche anniversari meno eclatanti ma molto importanti per alcuni paesi come ad esempio i 450 anni dalla nascita di San Luigi Gonzaga. Ecco un elenco sintetico e sicuramente non completo da utilizzare per far bella figura nelle conversazioni. Ad esempio: “Come? non ricordi i 950 anni dalla morte di Nerone?” cui fa seguito la risposta “Come passa il tempo…”.
Buon divertimento.

68 – Muore Nerone (9 giugno) sostituito da Galba

118 – Adriano vara un grandissimo condono fiscale

768 – Muore Pipino il Breve (24 settembre)

1118
 – Nasce Tommaso Becket (21 settembre) futuro martire e santo (29 dicembre 1170)

1168 – viene fondata Alessandria in Piemonte e nasce a Mantova il futuro beato Giovanni Bono

1268 – muore Corradino di Svevia, decapitato a Napoli l’ultimo degli Hohenstaufen

1318 – muore Guido Corradi (il papà di Luigi Gonzaga, capostipite della dinastia gonzaghesca)

1418 – Filippo Brunelleschi vince il bando di concorso per la cupola di Santa Maria del Fiore.

1518 – Tiziano dipinge l’Assunta.

1568 – il 9 marzo nasce Luigi Gonzaga, futuro gesuita e santo

1618 – scoppia la Guerra dei trent’anni

1668 – il 23 giugno nasce Giambattista Vico

1718 – il 22 novembre muore il pirata Barbanera ma soprattutto a Mantova arriva Antonio Vivaldi come musico di cappella di Filippo d’Assia Darmstadt (e probabilmente vi compone le 4 Stagioni – su suggerimento di Nicola Zanella che ringrazio)

1768 – il 19 aprile muore Canaletto mentre il 4 settembre nasce François-René de Chateaubriand

1818 – dichiarazione di indipendenza del Cile e nascita di Emily Bronte

1868 – il 13 novembre muore Gioachino Rossini

1918 – finisce la Prima Guerra Mondiale. Per l’Italia battaglia di Vittorio Veneto 24 ottobre. Fine della guerra: 4 novembre per il fronte italiano, 11 novembre per quello franco-tedesco. Nasce Nelson Mandela.

1968 – basta dire l’anno (vietato vietare). Vengono uccisi Martin Luther King e Robert Kennedy. Esce nei cinema 2001 Odissea nello spazio.

Gregorio di Nazianzio detto il Teologo: oggi la festa del santo sepolto a Mantova

02 martedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di Sant'Andrea, Basilica di Sant’Andrea, Basilica of Sant’Andrea, Cappella Boschetti, Cappella di San Longino, chiesa antica, christianisme ancien, early Christianity, Eastern saints, histoire religieuse, Mantoue, Mantova, Mantua, medieval pilgrimage, pèlerinages médiévaux, pellegrinaggi medievali, relics, religious history, reliques, Reliquie, Saint Basil, saint Basile, Saint Grégoire de Nazianze, Saint Gregory of Nazianzus, saint Longin, Saint Longinus, saints d’Orient, San Basilio, San Gregorio di Nazianzio, San Gregorio Nazianzeno, San Gregorio Nazianzieno, San Longino, San Simeone, santi orientali, storia religiosa

San Gregorio Nazianzeno è uno dei due santi sepolti nella Basilica di Sant’Andrea e in particolare nella Cappella Boschetti o Cappella dei Sacri Vasi (la terza cappella grande sulla destra della navata per chi guarda l’altare). L’altro santo è invece San Longino.
Oggi 2 gennaio si festeggia proprio San Gregorio insieme a San Basilio. Si tratta di un santo orientale, veneratissimo dalla chiesa ortodossa e un po’ dimenticato da noi, anche se fu il maestro di San Girolamo (qui trovate un approfondimento di Papa Benedetto XVI).

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Radetzky a Capodanno e poi musica tutto l’anno

01 lunedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Concerto di Capodanno, Fenice, Marcetta, Marcia di Radetzky, Musikverein, Radetzky, Sacher, Strauss, Vienna

A ogni Capodanno per i concerti italiani che inaugurano il nuovo anno di regola scatta la polemica sulla chiusura con la Marcia di Radetzky (in analogia a quanto accade a Vienna al Musikverein, ma là si sa che Sacher, Strauss e Maresciallo vanno a braccetto).
In effetti chiudere un concerto beneaugurale con una marcetta al rappresentante più reazionario del Lombardo Veneto austriaco e all’acerrimo nemico dell’Unità d’Italia potrebbe apparire leggermente fuori luogo. Continua a leggere →

Una mappa per il 2018: buon anno

31 domenica Dic 2017

Posted by mantovastoria in Itinerari

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“Jachin-Boaz commerciava in mappe. Comprava e vendeva mappe e certe per usi speciali le disegnava lui stesso o le faceva disegnare da altri. Vendeva mappe di città e di pianure, altre le faceva su ordinazione. A un giovanotto poteva vendere una mappa che indicava dove fosse reperibile una certa ragazza nelle varie ore del giorno. Vendeva mappe per mariti e mappe per mogli. Ai poeti vendeva mappe che mostravano dove certi poeti avevano avuto potenti e illuminanti ispirazioni. Vendeva mappe per scavare pozzi. Vendeva mappe di visioni-e-miracoli agli asceti, mappe di malattie-e-incidenti ai medici, mappe di denaro-e-gioielli ai ladri, e mappe di ladri alla  polizia” Russell Hoban*

Nell’ultimo giorno dell’anno condivido con chi segue il blog questa citazione trovata per caso.
Forse quello che servirebbe è davvero una mappa e allora sarebbe bello incontrare Jachin-Boaz e acquistare quella che ti dice dove sono le persone che non ci sono più e che ti mancano immensamente.
Ma poi capisci che le mappe te le devi disegnare da solo e, forse, il bello della vita e che non sai mai dove andrai a finire. Buon 2018.

* Russell Hoban – La ricerca del leone – Milano – Adelphi, 2017
Le immagini sono del fumetto Corto Maltese di Hugo Pratt

Natale, fantasmi e racconti senza dimenticare il teatro: a Mantova il Fantasma di Canterville

30 sabato Dic 2017

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Libri

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Tag

A Christmas Carol, Accademia Campogalliani, Charles Dickens, Chiara Prezzavento, Giovannino Guareschi, Il Fantasma di Canterville, Paul Auster

Nel mondo anglosassone c’è la tradizione dei racconti e delle farse di Natale che sono una delle cose più serie che esistano con le loro regole e i loro rituali. Ma quest’anno anche a Mantova a teatro avete l’occasione di assaporare un po’ di questa atmosfera con il Fantasma di Canterville, messo in scena dalla Compagnia Campogalliani nell’adattamento di Chiara Prezzavento (qui trovate tutte le informazioni).
Ma andiamo con ordine e prima di parlarvi di questo spettacolo (davvero da non perdere!) vorremmo darvi alcuni spunti per chi volesse approfondire il tema dei racconti di Natale e delle farse natalizie. Continua a leggere →

Una scelta da un anno di letture e un proposito per il 2018

29 venerdì Dic 2017

Posted by mantovastoria in Libri

≈ 2 commenti

Come lettore la fine dell’anno mi fa venir voglia di riflettere sulle letture che mi hanno più colpito e sui buoni propositi per il 2018. Ecco allora una lista minimale del 2017 e un proposito per un classico da leggere l’anno prossimo.

La (B) indica che il testo si può trovare nella biblioteca Baratta di Mantova o in una delle biblioteche della provincia di Mantova.
Si parte.
Saggio – Lo scrittoio del generale e Il Viaggiatore di battaglie – Marco Scardigli (B)
Romanzi – Il Cartello – Don Winslow (B)
Poesia – Morte di un naturalista – Seamus Heaney
Teatro – Il fantasma di Canterville – Oscar Wilde (adattamento di Chiara Prezzavento, interpretazione Accademia Campogalliani)
Varie – L’Osteria dei dadi truccati – Manfredo Massironi (B)
Riletture – I tre moschettieri  – Alexander Dumas (B)

Blog – Senza errori di stumpa di Chiara Prezzavento

Il classico da leggere per il 2018
Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust (B)

Qui trovate la lista dell’anno scorso e anche quelle del 2014 e del 2015.

P.s. perchè la foto del profilo di Mantova in un post sulle letture? Perchè è forse la lettura che mi appassiona di più, seduto sulla riva del Lago Inferiore a Sparafucile.
L’idea di condividere le letture mi è venuta dal blog di Austin Kleon (qui trovate la sua lista 2017) che suggerisce anche alcuni modi per leggere di più (e mi sa che ce ne sia bisogno visti gli ultimi dati sulla lettura in Italia).

Giacomo Cecchin

Meglio camminare la città che andare al supermercato delle mostre: un libro stimolante

28 giovedì Dic 2017

Posted by mantovastoria in Libri

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Tag

Camminare la città, Contro le mostre, Einaudi, Tomaso Montanari, Vincenzo Trione

Contro le mostre di Montanari e Trione è un libro controcorrente e che ama fare il bastian contrario su tutto e tutti (o quasi tutti) eppure anche un testo stimolante, soprattutto per chi di cultura si occupa, ci lavora, ci vive ma anche per chi la frequenta.
E’ un grido contro le mostre improvvisate, inutili, raffazzonate, contro la business art, contro tutto quello che si finge cultura e invece non lo è. Naturalmente la posizione di Trione e Montanari è radicale: o sei con loro o sei contro di loro ma certo serve a far riflettere, spinge a valutare, a mettersi in gioco.
Vorrei sottolineare in particolar modo tre passaggi: Continua a leggere →

And the winner is…il post più letto del 2017

27 mercoledì Dic 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose...

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Quando uno tiene un blog non può fare a meno di guardare le statistiche: la curiosità di vedere come i lettori reagiscono a quello che scrivi è molto forte. Poi in realtà tutti gli articoli che posti raccontano un po’ di te e sarebbe difficile scegliere qual è il migliore. Eppure i dati ci sono anche per questo e allora eccovi la classifica dei post più letti di questo 2017 (e non vi nascondo che il primo classificato è forse quello che mi sono divertito di più a scrivere). Per rileggerli basta cliccare sul titolo.
1. Come sembrare mantovano in 5 semplici mosse durante il Festivaletteratura
2. Mantova2017: 5 domande da non fare ad una guida mantovana tra Gonzaga, reliquie e geografia
3. 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili

Qui trovate invece la classifica del 2016.

Giacomo Cecchin

Una natività di Tintoretto per un Buon Natale di creatività

25 lunedì Dic 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità

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creativita', Domenico Tintoretto, Nativita', Scuola Grande di San Rocco, Tintoretto, Venezia

La Natività è uno dei temi più frequentati dalla pittura e dimostra come la creatività degli artisti nasca proprio dall’avere dei vincoli e non dalla libertà assoluta.

Basti pensare al fatto che i personaggi del presepe non cambiano e quindi bisogna ogni volta inventarsi qualcosa di nuovo per raccontare la storia di due genitori, un bimbo un po ‘speciale, una stella, un asino un bue e a volte dei pastori.

Ecco perché oggi per Natale vi segnalo questa natività di Tintoretto che si trova al piano nobile della Scuola Grande di San Rocco a Venezia .

E’ un presepe con soppalco che il pittore utilizza per dare maggiore vivacità alla scena e creare un gioco tra sopra e sotto, a mia conoscenza, mai visto prima.

Sotto ci sono i pastori, i popolani nella Venezia del XVI secolo, i vecchi asini e bue che in tal caso non riscaldano il bambino con il loro fiato ma con il calore che ha fatto sì che nelle nostre campagne le storie si raccontassero nella stalla.

Sopra invece la Sacra famiglia in posizione decentrata e con Maria che mostra il bambino avvolto in fasce e viene illuminata dalla luce che entra dal tetto di questa capanna in rovina. 

E ‘un dipinto che emoziona.

Come scriveva la poetessa Wisława Szymborska

“Alla nascita di un bimbo

il mondo non è mai pronto”.

Tanti auguri di Buon Natale.

Auguri di Natale con la cinquina sui tortelli di zucca: la numero 100!

24 domenica Dic 2017

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose...

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Agriturismo Corte Mainolda, Le Tamerici, Panificio Freddi, Tortelli di zucca, Vigilia di Natale

Questa è una cinquina particolare non solo perché parla di tortelli di zucca il giorno della Vigilia di Natale ma anche perché è la numero 100, un traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere quando 2 anni fa è partito questo gioco. Eppure il 24 dicembre è un giorno perfetto per i tortelli visto che il menù deve essere di magro e a Mantova questo vuol proprio dire tortelli di zucca. Tuttavia devo ammettere che in questa cinquina non si parlerà dei diversi tipi di ripieno o dei diversi tipi di condimento o dello spessore della pasta: su questi temi si rischia di crearsi nemici in ogni casa. La mia cinquina riguarda chi i tortelli li fa ma soprattutto chi i tortelli li mangia perché, come sempre accade in cucina, l’esperienza del cibo è data sì dalla qualità del prodotto ma soprattutto anche dal momento in cui si mangia, dalla compagnia a tavola e soprattutto dalla cultura di chi mangia. Eccovi allora la mia personale cinquina della Vigilia sui tortelli di zucca.

I tortelli della mamma – sono i tortelli migliori del mondo e sono inimitabili. Qui la qualità viene in secondo piano ed è l’emozione, l’amore e la storia familiare con cui sono conditi a fare la differenza. E’ un po’ come accade al critico gastronomico Ego quando il topolino gli propone come piatto la ratatouille e lui viene automaticamente ripiombato nell’infanzia, quando gliela faceva sua mamma. Quando a volte le mogli vengono affrontate con la classica frase “Ma quelli della mamma sono meglio (nel senso dei tortelli)” è inutile chiedere la ricetta: gli ingredienti che fanno la differenza tra i tortelli della mamma e quelli degli altri (fossero anche quelli de Il Pescatore di Runate) non si trovano al supermercato ma nel cuore di ognuno di noi.

I tortelli della moglie (o della suocera che è la stessa cosa) – sono quelli che vengono messi a paragone con quelli della mamma. Non potranno mai essere meglio ma diventeranno un nuovo classico da confrontare con quelli che si mangiano a casa di amici, si acquistano al negozio o al ristorante. E qui diventa anche fondamentale il condimento con varianti che individuano automaticamente la provenienza geografica della moglie. Ad esempio nel mio caso i tortelli di zucca della vigilia sono conditi con pomodoro in cui viene fatta cuocere la salsiccia che serve solo a profumare il sugo ma viene poi tolta prima di servirli (altrimenti il giorno di magro andrebbe a farsi benedire). Suggerisco di evitare, soprattutto alla Vigilia commenti del tipo “Ma mia madre ci metteva…” oppure “la pasta mi sembra troppo sottile”: sono scoppiate guerre per molto meno.

I tortelli del Ristorante – ognuno ha un suo ristorante preferito dove va  a mangiare i tortelli di zucca che devono essere il più simili possibili a quelli della mamma o della moglie oppure così diversi da non poter essere paragonabili. E qui si sprecano i commenti alla “Ma i tuoi sono meglio” o all’”Avrei messo più amaretto” oppure “ma gli è caduta dentro la noce moscata”, fino ai più raffinati che disquisiscono sulla tipologia di mostarda utilizzata per il ripieno “le mele campanine non erano della migliore annata”. Si suggerisce di cercare un ristorante che faccia i tortelli di zucca come si facevano in famiglia, magari con qualche difetto di forma ma con un ripieno e un condimento che nascono dal cuore e che facciano sentire a casa chi li mangia (naturalmente questo è un discorso che vale per i mantovani, mentre per i foresti ci sarà una prossima cinquina…). La mia scelta in questo caso va a
Corte Mainolda di Sarginesco.

I tortelli del negozio – questi sono i tortelli che tutti almeno una volta hanno comprato, vuoi perché non c’è più la mamma che li fa e la moglie non sa cucinare o viene da fuori Mantova, vuoi perché gli ospiti si presentano all’ultimo e vogliono assolutamente mangiare questo piatto tipicamente mantovano. Allora non resta che rivolgersi al negoziante di fiducia che però deve fare dei tortelli che sembrino fatti in casa perché quasi sempre la padrona di casa non vuole confessare di averli comprati. E’ una ricerca difficile, fatta di assaggi e prove successive per verificare quali siano i tortelli più vicini al nostro gusto personale. Ci sarà il negozio dove li fanno a macchina, quello dove li chiudono a  mano e quello che riesce ad inserire un ingrediente oramai quasi impossibile da trovare: la passione di fare i tortelli pensando al piacere di chi li mangerà. La mia personale scelta in questo caso va al
panificio Freddi di Mantova.

I tortelli della scuola di cucina – quando qualche marito vuole mettersi in gioco sul tema dei tortelli (ed ha abbastanza coraggio per farlo) non può imparare dalla mamma o dalla moglie. Queste due figure mitologiche vanno a memoria e pertanto non sono le migliori insegnanti del mondo perché spesso, come succede a chi ormai cucina ad occhi chiusi, dimenticano di segnalare qualche passaggio o qualche ingrediente e allora i risultati sono pessimi. Inoltre se capitate con una purista della forma del tortello non sarete mai all’altezza: hai messo troppo ripieno o ne hai messo troppo poco, hai piegato male o non sei abbastanza veloce fino ad arrivare al “tu sistemali sul vassoio che al resto penso io”. Allora non resta che rivolgersi ad una scuola di cucina dove almeno tutti i passaggi sono elencati e gli insegnanti sanno di avere a che fare con dei neofiti e hanno tutta la pazienza del mondo (ma attenzione che anche questa prima o poi finisce…). In questo caso la mia scelta è la scuola di cucina
Le Tamerici di Paola Calciolari e il suo co-insegnante Gianfranco Allari mi ha fatto la cortesia di regalarmi la sua ricetta che trovate di seguito.

La Ricetta di Gianfranco Allari (che ringrazio di cuore)
TORTELLI DI ZUCCA
Ingredienti:
per la pasta
4 uova
400 gr di farina bianca 00

per il ripieno:
2,5 kg di Zucca
12 amaretti
150 gr di Mostarda di mele campanine o pere
150 gr di Grana Padano
sale – noce moscata – buccia di mezzo limone grattugiata
pane grattugiato qb

per il condimento:
Burro
Passata di pomodoro
Grana padano

Esecuzione
Pulire la zucca e tagliarla a pezzi con la buccia e farla cuocere in forno, togliere la buccia e passare la polpa al passapatate, unire gli amaretti sbriciolati la mostarda ridotta in poltiglia il grana grattugiato, aggiustare di sale e aromatizzare con noce moscata e buccia di limone, se il ripieno risulta troppo morbido aggiungere il pane grattugiato.
Impastare la pasta, farla riposare per 30 minuti e tirarla in una sfoglia sottile, ricavare dei quadrati di circa 10 cm per lato e formare i tortelli.
Cuocere i tortelli per alcuni minuti in abbondante acqua salata e condirli con burro fuso, salvia e abbondante grana oppure con salsa di pomodoro, burro e grana.
Prima di servirli farli riposare per 10 minuti al caldo

Giacomo Cecchin

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  87. 5 momenti storici dove sarebbe stato bello essere a Mantova
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