La notte di Natale del 1223 Francesco d’Assisi si trova a Greccio (oggi in provincia di Rieti) e decide di rivivere la natività: è la nascita del presepe (dal latino praesepium ovvero mangiatoia).
Per questo gli auguri di Natale 2023 di Mantovastoria ricordano gli 800 anni dall’evento con l’affresco realizzato da Giotto per la Basilica maggiore di Assisi.
La storia del presepe di Francesco è ricostruita magistralmente dalla storica Chiara Frugoni in un bellissimo libro appena uscito per i tipi de Il Mulino (lo trovate qui) che mette a confronto il racconto di Tommaso da Celano con quello di Bonaventura da Bagnoregio e con l’affresco di Assisi. Sono molti gli stimoli e le curiosità che si scoprono leggendo il testo.
Il dialetto mantovano non è più così utilizzato come un tempo ma ci sono delle espressioni che sono rimaste nella parlata dei mantovani. Sono quelle che se le senti non puoi che essere a Mantova oppure identificano i nativi quando sono in giro per l’Italia e per il mondo.
Una di queste è “Tafat” che è l’abbreviazione di un modo di dire molto volgare che vi spieghiamo più avanti. Tra l’altro si tratta di un palindromo perfetto, da pronunciare sia da destra che da sinistra, ma questo non centra con il significato.
Quando sentite un mantovano dire Tafat è importante coglierne anche l’intonazione e l’espressione non verbale per capire come va inteso. Ecco tre modalità con cui di solito si utilizza (ma ci sono sicuramente altre sfumature che al momento mi sfuggono):
1. Tafat – SORPRESA: pronunciato con la seconda a un po’ più lunga e con l’intonazione in lieve salita. E’ la classica espressione di stupore e sorpresa. Facciamo alcuni esempi. Siete alla Fiera delle Grazie e il vostro compagno di pellegrinaggio si è già mangiato almeno 10 fette di cotechino. Qui ci sta proprio un bel Tafat, come a dire, “che Dio ti conservi la vista che per l’appetito…”
2. Tafat – INTERCALARE: pronunciata con nonchalance e quasi senza intonazione. E’ un modo di riempire gli spazi senza dare particolare significato all’espressione. E’ difficile fare degli esempi ma quando incontrate un TAFATTISTA capirete bene cosa intendiamo.
3. Tafat: pronunciato con la seconda a molto breve e con un’intonazione quasi da frustata. E’ un modo di mandarti a quel paese ma senza farti intuire cosa sta dietro all’espressione completa. Qui possiamo anche evitare gli esempi visto che soprattutto in auto, a Mantova, i Tafat si sprecano.
Forse potremmo avvicinare questa guida di stile sul tafat alla famosa lezione di Rocco Schiavone sulla differenza tdi significato tra due espressioni romane molto colorite (la trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=_Z_B_kBO7mM) certo è che si tratta di un suono che identifica il mantovano all’estero.
L’espressione completa è “cla vaca at tà fat” che tradotta in italiano vuol proprio dire “quella vacca che ti ha fatto” (fatto nel senso di partorito). E’ un espressione pesante perché fa illazioni sulla vita privata, non certo perfetta, della madre della persona a cui è rivolta.
Alcuni dicono che oramai è passata ad un’espressione di saluto (come dice Patrizio Roversi), un po’ come nel caso di “Cat végna un cancar”, ma non ci farei troppo conto.
Se proprio volete sperimentare e mettervi alla prova utilizzate Tafat nella forma di sorpresa e solo con amici fidati!
– Tafat per tutti i non mantovani è il nome della figlia di Re Salomone TAFAT (תַפָט, Tafàt; etimologia incerta, forse dal verbo ףטנ, natàf, “gocciolare”) “Ben-Abinadab, in tutta la regione di Dor; Tafat, figlia di Salomone, era sua moglie”. – 1Re 4:11. Secondo 1Re 4:7 “Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele, i quali provvedevano al mantenimento del re e della sua casa”; si trattava di dodici ufficiali che governavano Israele. Ogni funzionario aiutava il re e il suo seguito “per un mese all’anno” (1Re 4:7). Tafat, figlia di Salomone, era sposata con uno di quei funzionari.
Il REGALO DI FERRAGOSTO DI MANTOVASTORIA E GIACOMO CECCHIN
Quest’anno ho iniziato un progetto legato agli STATI su Whatsapp.
E’ un modo diverso di produrre contenuti senza essere insistente.
Se sei uno STATISTA e ti interessano gli stati li guardi, altrimenti non c’è nessun disturbo.
Ebbene sto pubblicando uno stato al giorno dall’inizio del 2023 e a questo punto mi è venuta voglia di provare a vedere cosa succede se li metti tutti in fila.
A volte la vita è una questione di serendipity*, di apparenti casualità e coincidenze che però si rivelano ricche di stimoli e scoperte.
E’ quello che è accaduto con la visita di Robert Kay a Mantova, un americano venuto in Italia per ripercorrere i passi di suo padre John Kay, un capitano dell’intelligence americana arrivato in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.
Robert Kay mi ha scritto e mi ha inviato un documento molto interessante sulla Mantova nei giorni della Liberazione. Suo padre John Kay era incaricato di entrare nelle città liberate per fare una sorta di report della situazione. Ecco i due documenti stilati dal capitano Kay a San Benedetto Po e a Mantova.
Mi fa sempre piacere parlare della mia passione per Mantova e del mio libro Mantova, 5 cose che so di lei. Ho accettato volentieri l’invito di Francesco Raffanini, giornalista de La Cronaca di Mantova, a rispondere ad alcune domande. Ecco il risultato! (forse l’unico appunto è che non mi definirei studioso ma studente, mi piace di più)
Mantova da ammirare – Intervista allo studioso Giacomo Cecchin di Francesco Raffanini
“Alzando gli occhi si fanno scoperte Chiunque può diventare guida di sé stesso: bastano pazienza passione e voglia di conoscere”
Torniamo a raccontare Mantova e le sue meraviglie su MCG – Mantova Chiama Garda con una doppia pagina sul Duomo.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Maggio 2023
Il duomo, un cocktail architettonico
La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.
Torna la rubrica MANTOVAGANDO su MCG – Mantova Chiama Garda e parla di dilemmi mantovani cui rispondere d’istinto.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito l’immagine completa. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Maggio 2023
5 dilemmi mantovani a cui rispondere d’istinto
Ci sono delle scelte difficili da fare e che prima o poi arrivano a mettere in difficoltà i mantovani. Potremmo definirli dilemmi ovvero quando hai di fronte due alternative e devi scegliere l’una o l’altra senza la scappatoia di poter dire che per te sono uguali. Provate a fare una prova in diretta, magari durante una cena: chiedete ad un mantovano se preferisce i tortelli o gli agnolini o quale preferisce tra il duomo e sant’Andrea. La risposta vi dirà che tipo di mantovano avete di fronte: uno del centro, un provinciale, uno snob… Eccovi i cinque dilemmi e le mie risposte di oggi (ma non si sa mai in futuro…)
Anche quest’anno parteciperò all’iniziativa Giardini di Cultura 2023 grazie alla disponibilità di Casa Andreasi con una passeggiata alla scoperta della Mantova verde che cambia tra presenze (i giardini) e assenza (le mura).
Vi aspettiamo quindi a Itinerario tra spazio e verde urbano in città Domenica 21 maggio ore 10 – in movimento: quartieri orientali della città da Casa Andreasi
Percorso storico con Giacomo Cecchin sul cambiamento dello spazio urbano focalizzato sui giardini (Casa Andreasi, Piazza dei Mille, Orto carolingio e Bosco Virgiliano). La partecipazione è libera ma occorre prenotare a casandreasi@virgilio.it
La durata è di circa 2 ore.
Vi aspettiamo.
Ecco i due articoli usciti su Gazzetta e Voce di Mantova
Torniamo a raccontare la storia di Matilde di Canossa e dei viaggi nel Medioevo. Il Gruppo cultura Pietro Morelli vi invita a una conversazione con Giacomo Cecchin dal titolo
In viaggio con Matilde di Canossa – domenica 7 maggio 2023 ore 17.00 a Rivalta sul Mincio (Sala Ascari di Corte Mincio)
Ingresso libero e gratuito – per info e prenotazioni: Simona tel. 328 5783684 – e-mail giovannistorti67@gmail.com
Giacomo Cecchin racconterà di Matilde di Canossa e della sua vita avventurosa e in viaggio, del Medioevo e di reliquie, di battaglie, di armi speciali e di una birra che viene dal nord. Un pomeriggio alla scoperta di vita, morte e (forse) miracoli di una delle donne più fantasmagoriche di tutte.