Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” un inedito percorso teatralizzato in collaborazione con Terre Visibili tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta di delitti misteriosi. A guidarvi nel passato saranno anche alcuni personaggi della famiglia Gonzaga… naturalmente interpretati da attori, pronti a far rivivere per una sera le storie e i segreti della Mantova rinascimentale.
Per la prima volta a Mantova un viaggio nel lato oscuro della città, dove la bellezza rinascimentale si intreccia con intrighi, sangue e segreti mai del tutto svelati. Tra le ombre della potente famiglia Gonzaga emergono storie di congiure, vendette e lotte per il potere: delitti consumati nel silenzio dei corridoi, misteriose sparizioni, condanne senza appello e decapitazioni che hanno segnato il destino della corte.
Chi tradiva pagava con la vita. Chi sapeva troppo… spesso spariva.
A guidarvi in questo viaggio nel tempo saranno proprio i protagonisti di queste vicende che prenderanno voce grazie ad attori, pronti a far rivivere i drammi e i segreti della Mantova rinascimentale.
Un’esperienza immersiva tra storia e teatro, dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda… o un delitto dimenticato.
Ecco di nuovo l’Oltrepò Mantovano in tournée per un territorio davvero ricco di cultura, sorprese e meraviglie. La prima tappa a Ostiglia mi vedrà presente per una visita guidata al santuario della Comuna. Vi aspettiamo quindi a:
Visita guidata al Santuario della Comuna a Ostiglia Sabato 21 marzo 2026: prima visita alle 10.30 e seconda visita alle 15.00
Il santuario della Madonna della Comuna, vicino a Ostiglia, sorge in una zona un tempo paludosa. Per secoli fu centro di devozione per le popolazioni del Veronese, Mantovano e Rodigino. Secondo la tradizione nacque dopo l’apparizione della Madonna a una pastorella muta, che riacquistò la parola. Ricostruito nel 1533 con il consenso del vescovo di Verona e il sostegno del Comune e dei devoti, conserva tracce dell’antico edificio.
A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia di Mantova, Palazzo Te si prepara a rivivere uno degli episodi più significativi dell’epopea napoleonica.
La villa gonzaghesca diventerà il palcoscenico di una rievocazione storica immersiva dedicata agli eventi del 1796-1797, quando la città fu al centro della Prima Campagna d’Italia.
Per l’intera giornata i rievocatori dell’associazione Cultura e Rievocazione Imperi accompagneranno il pubblico tra le sale affrescate del palazzo in un viaggio nel tempo, tra racconti di coraggio, scene di vita quotidiana e testimonianze dedicate ai soldati austriaci e alla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese.
L’iniziativa, organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi in collaborazione con Fondazione Palazzo Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova e della sede Unesco cittadina, vuole avvicinare il pubblico alla storia attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente. La partecipazione è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario al palazzo ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura.
Il Te sotto “assedio” Domani la rievocazione
Palazzo Te sotto “assedio”. Domani, a 230 anni dall’inizio dell’episodio che segnò la storia cittadina, l’associazione Cultura e Rievocazione Imperi lo riporterà in vita nella villa gonzaghesca. Per l’intera giornata si potrà tornare al 1796 grazie ai rievocatori storici che guideranno i visitatori in un insolito viaggio nel tempo. Emergeranno racconti di coraggio e vita quotidiana, testimonianze sui soldati e sulla popolazione durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica. L’iniziativa è organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi, con Fondazione Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune e della sede Unesco la partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario, gratuito con Supercard Cultura.
L’assedio napoleonico della città nella rievocazione a Palazzo Te Le stanze della villa gonzaghesca faranno da scenario per uno speciale viaggio nel tempo. Tra racconti di coraggio e vita quotidiana
A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia cittadina, l’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi riporta in vita uno degli episodi più celebri dell’epopea napoleonica con un evento culturale nella cornice unica di Palazzo Te a Mantova.
Per l’intera giornata di domani il palazzo gonzaghesco diventerà teatro di un’immersione totale nel 1796, con i rievocatori storici che guideranno i visitatori tra le magnifiche sale affrescate, accompagnandoli in uno speciale viaggio nel tempo.
Tra racconti di coraggio e vita quotidiana, ma anche curiosità e testimonianze sui soldati austriaci e sulla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto più ampio della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica, l’evento sarà un’occasione unica per riscoprire uno dei momenti più significativi della storia mantovana, in un’esperienza immersiva pensata per famiglie, studenti, appassionati di storia, gruppi di amici, turisti e fotografi.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Te e la Cooperativa Sociale Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova, della sede Unesco di Mantova e di Mantova Città d’Arte e di Cultura.
Le finalità associative di Acrimperi corrispondono a quelle alla base della manifestazione in programma: divulgare la storia e farla vivere non solo sotto forma di racconto, ma come esperienza e interazione diretta, capace di coinvolgere ed emozionare un pubblico numeroso e di tutte le età.
Commentano Giovanni Pasetti e Alessandra Riccadonna: «Un’iniziativa nuova e interessante che coinvolge in modo massiccio le scuole di Mantova e che, in sintonia con il Comune di Mantova, Palazzo Te ha deciso di ospitare nella sua prima edizione perché capace di illuminare e divulgare un periodo storico mantovano di solito trascurato».
Il programma della giornata di venerdì 6 marzo sarà diviso tra mattinata e pomeriggio. Tra le 9.00 e le 13.00 i rievocatori storici accoglieranno a Palazzo Te una dozzina di classi di istituti superiori e licei della città, provviste di un accesso speciale per compiere un percorso di visita dedicato.
Tra le 14.00 e le 18.30 si svolgeranno visite guidate tematizzate aperte al pubblico.
La partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario di Palazzo Te, senza supplemento, ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura di Mantova.
Un percorso al Cimitero Monumentale di Mantova per rileggere la memoria attraverso lo sguardo delle donne e delle loro storie.
Domenica 8 marzo, a partire dalle ore 10.30, Giacomo Cecchin – giornalista, scrittore e guida turistica – condurrà i visitatori alla scoperta di alcune figure femminili che riposano a Borgo Angeli.
L’evento è gratuito e si terrà anche in caso di pioggia. La partenza è prevista dall’ingresso principale del Monumentale. Per informazioni e prenotazioni relazioni.esterne@teaspa.it
Le città cambiano sempre (anche quando sembrano immobili)
C’è un’idea molto diffusa quando si visita Sabbioneta: quella di trovarsi davanti a una città rimasta identica a se stessa, cristallizzata nel tempo così come l’aveva immaginata il suo fondatore, Vespasiano Gonzaga. Ma questa impressione è solo apparente. In realtà le città cambiano sempre. La differenza sta nel fatto che alcuni cambiamenti sono evidenti, altri sono più sottili, e per coglierli occorre imparare a osservare con attenzione.
Sabbioneta nasce come “città ideale”, progettata secondo regole precise: strade ortogonali, spazi simbolici, edifici carichi di significati politici e culturali. Questa forte coerenza urbanistica dà l’illusione dell’immutabilità. Eppure, anche qui, il tempo ha lasciato tracce chiare: basti pensare alle brecce aperte nelle mura all’inizio del Novecento, segno del bisogno di rompere l’isolamento e adattarsi a una nuova idea di città e di mobilità: occorreva far arrivare la corriera in centro città. Sabbioneta non è rimasta ferma: ha semplicemente cambiato con discrezione.
La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
E come le Rondini annunciano la primavera le Giornate FAI segnano l’inizio dell’autunno. Quest’anno si va a Mariana Mantovana e Redondesco.
Ci sarò anch’io per un evento speciale
OH CHE BEL CASTELLO… dai castelli medievali ai castelli di sabbia Sabato 11 ottobre alle 18.30 a Mariana Mantovana in piazza Castello di e con Giacomo Cecchin
Ogni volta che pensiamo a cavalieri e principesse c’è sempre anche un castello dove rinchiudersi, da assediare o conquistare. Un racconto breve su vita, morte e miracoli dei castelli, da quelli di pianura a quelli di montagna, da quelli di legno a quelli di sabbia che almeno una volta abbiamo costruito sulla spiaggia. durata 45 minuti di assedio e 15 minuti di saccheggio domande.
La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana. Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.
Piazza Sordello: il potere in scena
Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.
piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale
Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario. Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.
A sud di Mantova la pianura è infinita, distesa tra filari di pioppi, canali e gli argini del Po. Qui, quasi come due sogni o miraggi, compaiono Sabbioneta e San Benedetto Po. Non sono luoghi qualsiasi: custodiscono due sogni nati a secoli di distanza. Vespasiano Gonzaga, duca visionario, volle la sua città ideale. Tedaldo di Canossa, molto prima di lui, fondò un monastero destinato a diventare uno dei più importanti d’Europa.
Sabbioneta, la città ideale di Vespasiano
Entrare a Sabbioneta è come aprire un libro del Rinascimento. Le mura bastionate raccontano la passione militare di Vespasiano, ma appena varcata una delle due porte monumentali ci si ritrova in un teatro urbano a cielo aperto: il Palazzo Ducale, il Palazzo del Giardino, il Corridor Grande. Tutto sembra pensato per stupire.