Come ogni anno rinnovo la tradizione di pubblicare la classifica dei post più letti del 2024. Ci sono due conferme e un ritorno. Al momento sul blog sono pubblicati 915 articoli (rispetto agli 847 articoli dell’anno scorso).
Eccoli qui in sequenza per chi se li fosse persi o volesse rileggerli:
Non posso dire che lo conoscevo il professor Signorini, l’ho incrociato qualche volta e abbiamo scambiato qualche parola ma niente di più. Anzi mi aveva amichevolmente bacchettato alcune volte via e-mail per una leggerezza sul nome della nana della Camera degli Sposi e per telefono nel caso dell’itinerario sui luoghi che Dante aveva visto a Mantova. Nel primo caso accettai la revisione visto che aveva come al solito ragione e nel secondo aggiunsi un “forse” che magari strappò un sorriso al suo animo goliardico.
Eppure anche se non posso definirlo un amico posso sicuramente considerarlo un maestro per tutto quello che ha scritto e pubblicato su Mantova e sulla sua storia. Soprattutto continuerò a dialogare con lui a distanza per un confronto che nasce dai libri che ha pubblicato e non solo. Ecco perché ho deciso di scrivere questo post, è un grazie per tutto quello che ha scoperto e ci ha lasciato e per tutto quello che si potrà scoprire ulteriormente portando avanti le sue ricerche.
Ecco allora almeno 5 libri che considero dei punti di riferimento nella mia attività di divulgatore, giornalista e guida turistica.
Quando si avvicina il Natale anche Mantova si riempie di presepi: ogni chiesa fa a gara per avere il migliore. Eppure ci sono presepi che possiamo vedere tutto l’anno, altri che vengono allestiti sotto un’antica torre e perfino dei presepi viventi. La natività ha degli elementi fissi come la Sacra Famiglia, l’asino e il bue, i Re Magi, eppure ogni pittore, ogni artista ma anche ogni bambino mette in scena un presepe diverso.
Sono passati 8 secoli da quando San Francesco allestì il presepe di Greccio eppure la magia della natività non cambia e ci sarà sempre finché qualcuno proverà emozione nel collocare il bambinello dentro la mangiatoia. Ecco allora alcuni presepi da non perdere che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2025/Gennaio 2026
E’ tornato Natale e come di consueto colgo l’occasione per fare gli auguri ai lettori di Mantovastoria con una immagine della natività. Stavolta ho scelto un’opera di Lorenzo Lotto, che forse proviene da Mantova, è conservata a Siena e può essere vista fino al 1 febbraio 2026 a Milano.
Ogni Natale il Museo Diocesano di Milano fa una scelta controcorrente. Nessun accumulo di capolavori, ma un solo dipinto, spesso di piccole dimensioni, talvolta poco noto, sempre capace di catturare l’attenzione. È una formula ormai riconoscibile, che invita il pubblico a ragionare di qualità e non di quantità.
E anche quest’anno la scelta sorprende e convince allo stesso tempo con la Natività di Lorenzo Lotto, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e protagonista di Un capolavoro per Milano.
Una Natività diversa e suggestiva
Quella dipinta da Lotto nel 1525 non è una Natività nel senso consueto del termine. L’artista sceglie di rappresentare un episodio raro, ispirato ai Vangeli apocrifi: il primo bagno di Gesù bambino. Maria è chinata sulla tinozza, concentrata in un gesto di cura quotidiana; il neonato si ritrae dall’acqua fredda con un movimento naturale, quasi improvviso. Accanto a loro compare una figura insolita, un’anziana levatrice, assente nei Vangeli canonici ma centrale nella scena.
Una nuova e bellissima mostra di Giancarlo Businelli presso la Galleria Arianna Sartori in via Cappello 17 a Mantova. L’inaugurazione è prevista per sabato 6 dicembre 2025 alle 17.00 io farò una breve introduzione insieme all’artista.
Cosa ne dite? Vi aspettiamo! Giacomo Cecchin
Per approfondire – il sito ufficiale di Giancarlo Businelli www.businelli.it
Le luci natalizie trasformano la vista di Piazza Erbe e del Palazzo della Ragione. La piazza da cartolina di Mantova diventa uno sfolgorio di luci che descrivono l’architettura degli edifici medioevali. I portici che alloggiavano magazzini e botteghe e la torre dell’orologio, inserto rinascimentale all’interno del palazzo medioevale dove si amministrava la giustizia. Poco oltre si intravede la mole della Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più amata dai mantovani e pù visitata dai turisti. I fili luminosi che partono dall’Orologio collegano in uno scintillio di luci i due lati di Piazza Erbe, creando una volta sfavillante che fa Natale e scalda i cuori dei mantovani e dei turisti.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
1 dicembre S.Ansano (patrono di Siena) 4 dicembre Santa Barbara 5 dicembre Beato Bartolomeo Fanti 7 dicembre Sant’Ambrogio 8 dicembre Immacolata Concezione 25 dicembre Santo Natale 26 dicembre Santo Stefano 31 dicembre San Silvestro
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
E con novembre puntuale come l’estate di San Martino torna Fumana, un festival autogestito arrivato alla nona edizione. Qui trovate il programma completo www.fumana.it mentre l’evento che mi vedrà protagonista insieme ad Andrea Piazza è questo:
I SANTI AI BIRILLI – GIOVEDÌ 20 NOVEMBRE – ore 19.30 Arci Birillistica Marmirolese – Marmirolo – Via Giuseppe di Vittorio, 1
🅿 Incontro con merenda su prenotazione 328 217 0324
Incontro con Andrea Piazza e Giacomo Cecchin, merenda a seguire. I santi ai birilli è un incontro per giocare con le storie dei santi e dei briganti in cammino. Tutti viaggiano chi lo fa per gusto, chi per professione e chi soltanto per passione o vocazione.
Ecco allora un incontro fatto di racconti, vita, morte e miracoli dei santi e dei pellegrini che viaggiavano per andarli a trovare, incrociando spesso sulla strada briganti e buoni samaritani. Giacomo Cecchin (dalla parte dei santi), Andrea Piazza (dalla parte dei briganti) conversano, disputano e raccontano di quando andare a piedi era l’unico modo per vedere il mondo.
Ci sono molti modi per capire se sei un mantovano vero, se abiti nel cuore di Mantova oppure nella periferia o addirittura fuori città. Il dialetto, l’accento, i modi di fare, come vivi la città: tutto parla e racconta di te.
Per uno nato “in periferia” il centro può arrivare fino a piazza dei Mille e al ristorante I Due Cavallini; per chi è del centro vero e sente suonare le campane di sant’Andrea la città finisce al Rio o poco oltre il Teatro Sociale. Ma c’è un altro radar davvero infallibile per individuare la mantovanità: i «caldi dolci». Quelle specie di “polentine dolci” con uvetta e zucchero a velo che si trovano a Mantova solo nei giorni attorno al 2 novembre. Prova a chiedere se conosce i caldi dolci a un mantovano della provincia, o ad uno della prima periferia, oppure a chi è appena arrivato in città: molto probabilmente otterrai uno sguardo interrogativo e nessuna risposta.
Perché i caldi dolci sono un vero test di mantovanità attiva.
E poi, visto che siamo in Italia e l’identità si misura in metri, non in chilometri, c’è un altro aspetto divertente. Chiedi: “dove compri i tuoi caldi dolci?” Se sei davvero del centro, ci sarà il negozio “giusto” e cambiarlo è quasi un sacrilegio. Io, che non sono nato nel centro ma ho imparato ad amare i caldi dolci, permettimi di darti la mia personale classifica dei punti vendita:
La platea del Teatro Sociale di Mantova vista dal palcoscenico che è un’emozione unica perché è quella che provano gli attori quando si apre il sipario. Non perdetevi l’occasione di una delle visite al dietro le quinte del Sociale. Salite sul palcoscenico dall’entrata degli artisti e poi scendete nel sottopalco per arrivare alla buca del suggeritore. Uscite nel golfo mistico che ospita l’orchestra durante le opere liriche e arrivate in platea prima di uscire nel foyer e salire al ridotto e da lì su, su fino al loggione. Dalla piccionaia, così era chiamato questo spazio, si tocca il cielo con un dito, ovvero la volta decorata con affreschi del pittore Francesco Hayez.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
1 novembre Ognissanti 19 novembre Beato Giacomo Benfatti 21 novembre Festa della Madonna della Salute a Venezia 25 novembre Santa Caterina della Ruota 30 novembre Sant’Andrea e prima domenica di Avvento
Qui trovate i calendari degli anni passati Calendario 2024CHIESE E SANTI MANTOVANI
I corpi incorrotti del Duomo di Mantova: un tesoro di fede e storia
La Cattedrale di San Pietro, che i mantovani chiamano familiarmente “il Duomo”, custodisce uno dei patrimoni religiosi più affascinanti di Mantova: almeno otto corpi incorrotti di santi e beati legati profondamente alla storia della chiesa mantovana.
Ogni anno, il 1° novembre, in occasione della solennità di Tutti i Santi, le urne che li contengono vengono aperte e rese visibili alla venerazione dei fedeli tranne quella sotto l’altar maggiore che conserva l’urna di Sant’Anselmo il patrono di Mantova. Un rito che unisce tradizione, devozione e curiosità storica.
I sei beati della Cappella dell’Incoronata
Il cuore di questo percorso si trova nella Cappella dell’Incoronata, un vero gioiello rinascimentale che è un piccolo santuario mariano nel cuore della cattedrale. Qui nelle due cappelle laterali riposano ben sei beati mantovani o che hanno avuto un collegamento con Mantova.
Nella prima cappella a sinistra troviamo i beati:
Giovanni Bono (morto nel 1249), eremita e fondatore degli Eremitani di San Giovanni Bono. Si festeggia il 16 ottobre.
Battista Spagnoli (1447–1516), carmelitano e poeta di fama internazionale, tanto da essere definito il “Virgilio cristiano”. Si festeggia il 5 dicembre insieme a Bartolomeo Fanti.
Bartolomeo Fanti (1428–1495), noto per la sua profonda devozione e la predicazione instancabile. Si festeggia il 5 dicembre insieme a Bartolomeo Fanti.
Nella prima cappella a destra troviamo i beati:
Giacomo Benfatti (†1332), vescovo domenicano di Mantova. Si festeggia il 19 novembre.
Marco Marconi (†1510), eremita camaldolese. Si festeggia il 25 febbraio.
Caterina Carreri (†1557), suora domenicana. Si festeggia il 16 gennaio.
La beata Osanna Andreasi
Non lontano dalla Cappella dell’Incoronata, nel transetto sinistro, è custodito il corpo della beata Osanna Andreasi (1449–1505), mistica domenicana, originariamente sepolta nella chiesa di San Domenico (oggi non più esistente). Dal 2025, l’urna di Osanna è visibile in modo permanente: non solo durante le festività, ma ogni giorno dell’anno.