Su MCG le 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te: la nuova rubrica di Mantovagando

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In quest’estate troppo calda e che invita a rallentare perchè non riscoprire alcune curiosità su Palazzo Te, la villa di Federico II Gonzaga dedicata all’ozio creativo. Ecco allora sull’ultimo numero di MCG (lo potete sfogliare qui) la rubrica Mantovagando dedicata alle 5 curiosità che non conoscevi di Palazzo Te.

Palazzo Te ha da sempre un grande fascino nei confronti dei mantovani e dei turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per magia un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. Palazzo Te è la villa dedicata “all’honesto ocio” di Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora splendidamente conservata, con un ciclo di affreschi unico al mondo. Ma il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Palazzo Te è partire da 5 curiosità tra cavalli, grotte e giardini segreti. Continua a leggere

Il viaggiatore di battaglie di Marco Scardigli: per un turismo tra storia, storie e coraggio

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Sono di parte quando parlo dei libri di Marco Scardigli: ho amato profondamente “Lo scrittoio del generale” (ne parlo qui) tanto da ricavarne uno spettacolo sulla vita di Giuseppe Govone (potete leggerne qui) e mi è piaciuto moltissimo questo Il Viaggiatore di battaglie.
E’ un itinerario tra geografia e storia che racconta di come gli italiani facciano fatica a ricordare per capire, mentre preferiscono celebrare per rimuovere.31arco Scardigli ha viaggiato in lungo e in largo per l’Italia per scoprire come le battaglie siano raccontate attraverso musei e monumenti e se i luoghi mantengano il ricordo di questi eventi. Continua a leggere

5 opere da non perdere a Palazzo Ducale tra santi, Bonacolsi e imperatori

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Il Palazzo ducale di Mantova spaventa i turisti e gli stessi mantovani per le sue dimensioni assolutamente fuori scala. Eppure come in tutte le cose basta affrontarle a piccoli passi, riducendo in frammenti più piccoli le parti della sua storia. Pensiamo ad esempio ai quadri che sono conservati in Palazzo Ducale e che nella maggior parte dei casi non sono collegati alla storia delle collezioni gonzaghesche ma provengono da chiese soppresse. Perché allora non suggerire una selezione di quadri da cercare, riscoprire ed osservare durante la vostra prossima passeggiata alla reggia dei Gonzaga? E’ un modo inedito di affrontare la storia di Mantova, dei Gonzaga e degli artisti che hanno frequentato la città. Partiamo allora da 5 quadri tra santi, Bonacolsi e Gonzaga per non tacer di Rubens… Continua a leggere

Shakespeare in love: giocare con il Bardo per l’amore del teatro

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Solo gli inglesi si permettono di giocare con i mostri sacri del teatro e della letteratura e questo Shakespeare in love è la dimostrazione che il meccanismo funziona.
La trasposizione da sceneggiatura (scritta da Tom Stoppard e Marc Norman) a commedia (adattamento di Lee Hall) non appare irrigidita e, anzi, in alcuni momenti guadagna in efficacia ed emozione.
Si è subito conquistati dal numero degli attori in scena (non siamo più abituati a cast di queste dimensioni, per non parlar del cane) e dai movimenti imposti dalla regia per dare vivacità al tutto: dai balli ai duelli, dagli “a parte” a dei tableaux vivant davvero riusciti. Continua a leggere

25 luglio, giorno di San Cristoforo, protettore dalla malamorte

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Il fatto che il 25 luglio sia la festa di San Giacomo Maggiore ha fatto dimenticare a molti l’altro santo che proteggeva i pellegrini e si festeggiava lo stesso giorno, tra l’altro uno dei più importanti nel Medio Evo tanto da essere rappresentato su molti muri esterni delle chiese (e capirete poi il perché).
Si tratta di San Cristoforo, il cui nome era Reprobo e che prese il nuovo nome quando si convertì e fu battezzato per aver tentato di trasportare il bambin Gesù da una parte all’altra del fiume dove faceva da traghettatore.
La legenda aurea racconta di questo gigante Cananeo che aiutava i pellegrini facendoli attraversare un fiume difficile da guadare. Reprobo lo faceva su consiglio di un eremita a cui aveva confidato di voler servire il padrone più potente del mondo. Un giorno arrivò un bambino (in realtà Gesù nelle vesti di fanciullo) e Reprobo lo caricò in spalla: il bimbo divenne progressivamente sempre più pesante, tanto da far quasi soccombere il traghettatore che si convertì e divenne pertanto nel vero senso della parola “portatore di Cristo”, ossia Cristoforo. Continua a leggere

San Giacomo Maggiore: riscoprire il nome nel giorno della festa del proprio santo

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Un tempo ai bambini e alle bambine si dava il nome del santo del giorno in cui nascevano creando a volte abbinamenti alquanto impegnativi cui si suppliva con un secondo nome. Altre volte si sceglievano nomi molto diffusi a livello di famiglia per esserlo stato di nonni, bisnonni o addirittura padri (e questo è il mio caso).
Oggi invece la scelta nasce più semplicemente dal fatto che il nome piaccia ai genitori e l’onomastico in realtà non è così festeggiato.
Tuttavia durante la seconda serata del ciclo di appuntamento sui santi che si sta svolgendo a Casa Andreasi (trovate qui il programma) ho inviato i partecipanti a riscoprire il proprio santo di riferimento che nel mio caso è San Giacomo Maggiore che si festeggia proprio domani 25 luglio. Continua a leggere

Giovannino se ne andava 50 anni fa, ma il Mondo piccolo è più attuale che mai

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Oggi sono cinquant’anni che se n’è andato Giovannino Guareschi. In effetti non dovrei pubblicare un post nel giorno dell’anniversario della morte avvenuta a Cervia il 22 luglio del 1968: a Giovannino l’anniversario sarebbe andato sicuramente di traverso, tanto più che aveva scritto “Non muoio neanche se mi ammazzano” quando rinchiuso in un lager nazista diceva che sarebbe tornato a tutti i costi per rivedere il figlio.
Non so se ci sia ancora qualcuno che non ha letto Guareschi, ma se esistesse questa persona il suggerimento è di non perdere tempo e di iniziare subito a leggerlo.
Non lasciatevi distogliere da chi vi dice che si tratta di robetta, un po’ come i film di Peppone e don Camillo (che in effetti non piacevano a Giovannino ma continuano a mietere telespettatori ogni volta che vengono trasmessi*) e soprattutto che raccontano storie che sono anacronistiche in un mondo in cui non esiste più il visto da destra e il visto da sinistra ma solo il visto da me stesso.
E invece io non posso non sorridere, ridere, commuovermi ogni volta che inizio a leggere il Mondo Piccolo e il mio suggerimento è proprio di partire da i Racconti del Boscaccio, il prologo alle prime storie del prete e del sindaco comunista. Continua a leggere

Misura per misura al Teatro Romano: minimalismo efficace per una messa in scena corale

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Misura per misura non è una delle commedie più rappresentate di William Shakespeare e questo è tanto più vero per la stagione del Teatro Romano a Verona*.
Eppure è uno spettacolo molto interessante quello andato in scena venerdì 20 luglio durante il 70° Festival shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese.
La scenografia è minimale eppure evocativa, forse i costumi avrebbero potuto dare di più ma è anche vero che il bardo si presta facilmente ad attualizzazioni senza che queste diminuiscano la forza del testo. Continua a leggere

I nani di Mantova su La Reggia: spigolature “nanesche” a Palazzo Ducale

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Da questo numero de La Reggia (per la disponibilità del presidente Gianpiero Baldassari e del direttore Franco Amadei, che ringrazio) pubblicherò una serie di testi sulle particolarità di Palazzo Ducale.
Il primo lo trovate di seguito e vi si parla dei Nani di Mantova.
La Reggia è una interessantissima rivista che viene spedita gratuitamente ai soci della Società per il Palazzo Ducale ma che si trova anche on-line a questo indirizzo
http://lnx.societapalazzoducalemantova.it/2010/it/la-reggia.html
Buona lettura.

Per approfondire sui nani di Mantova su questo blog:
1. 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
2. 5 luoghi “naneschi” a Palazzo ducale tra scale sante, camera degli sposi e cavalieri
3. Mantova 1914: la rossa, i nani e i custodi che accorciano Continua a leggere

S.Aspreno, quando il santo diventa un brand

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Le storie dei santi sono molto interessanti e alcune più delle altre per la stranezza degli strumenti del martirio, per i miracoli o per le malattie per cui vengono invocati. A volte per altri motivi come ad esempio nel caso di S.Aspreno, primo vescovo e patrono di Napoli, poco conosciuto ai più ma in realtà presente nelle case di mezzo mondo.
Ma partiamo dall’inizio, ovvero dalla storia di questo santo.
Aspreno visse tra la fine del I secolo e l’inizio del II secolo D.C. e fu il primo vescovo di Napoli e primo patrono della città (passato al secondo posto per la fortissima devozione dei napoletani a San Gennaro). La tradizione vuole sia stato convertito da San Pietro che lo consacrò vescovo, cattedra che resse per 23 anni.
Ma la cosa che ci interessa di più per questo articolo è l’abitudine di questo santo di mettersi sopra la testa una pietra molto pesante per fare penitenza. Questa sua consuetudine unita alla morte per decapitazione gli derivò il potere di guarire le emicranie e i dolori osteoarticolari. Nella chiesa a lui dedicata i sofferenti erano invitati a infilare la testa in un foro sotto l’altar maggiore per essere a contatto con le reliquie del santo ed essere guariti. Ma dove sta il brand? Continua a leggere