“Manto fu, che cercò per terre molte; poscia si puose là dove nacqu’io; onde un poco mi piace che m’ascolte.”
XX canto dell’Inferno – Divina Commedia
Non conosciamo il giorno in cui Manto morì e gli uomini fondarono Mantova sulla sua tomba. Questo racconta Virgilio a Dante nel XX canto dell’Inferno. Ecco i versi più famosi: “Li uomini poi che ’ntorno erano sparti s’accolsero a quel loco, ch’era forte per lo pantan ch’avea da tutte parti.
Fer la città sovra quell’ossa morte; e per colei che ’l loco prima elesse, Mantua l’appellar sanz’altra sorte”.Però conosciamo l’anno o almeno quello che viene indicato da Stefano Gionta e da Raffaello Toscano che scrivono in versi: “Questa bella del lago alma reina fu pria di 60 anni edificata ch’avesse Troia l’ultima rovina.”
Federico II Gonzaga è l’ultimo marchese di Mantova e il primo duca Gonzaga. E’ il figlio maschio tanto atteso da Isabella d’Este che punta tutto su di lui, insieme al marito Francesco II. Il ragazzo viene educato ad un futuro di grandezza e sarà spesso fuori Mantova come ostaggio: prima del papa Giulio II a Roma e poi del re Francesco I in Francia. E’ un uomo che si lascia guidare dalle passioni e in questo è il contrario dell’attento calcolo politico della madre Isabella d’Este. Lo prova il suo abbandonarsi all’amore per Isabella Boschetti, la sua amante favorita, che lo porta a sposarsi a ben 30 anni con il rischio di morire senza una discendenza e di lasciar spazio ai fratelli.
Certo che con lo storytelling di Giulio Romano a Palazzo Te e il titolo di duca porta Mantova ai massimi livelli, accogliendo l’imperatore Carlo V e trasformando per pochi giorni la nostra città nell’ombelico del mondo.
Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga. Continua a leggere →
Come si arriva sulla riva del Rio? Ecco un’anticipazione di cosa si potrà fare quando sarà finito il cantiere delle Pescherie. Giacomo Cecchin vi racconta il progetto di recupero delle Pescherie di ponente realizzato dalla Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano. Nella puntata di Mantova Segreta incontreremo l’architetto Giorgio Sebastiano Bertoni dello studio PdA e l’ing. Paolo Corbellani, presidente della Fondazione, che ci accompagneranno alla scoperta di questo innovativo progetto. E’ come fare un percorso in verticale in una Mantova orizzontale: dalla sala polivalente che sarà realizzata all’ultimo piano alla caffeteria dell’ammezzato per poi scendere al livello del Rio e scoprire il pontile e la spiaggetta. Senza dimenticare la possibilità di passare sotto il ponte delle Pescherie per raggiungere il sottoportico delle Beccherie.
I giardini Nuvolari a Porta Pradella sono poco frequentati rispetto ad altri spazi verdi di Mantova. Anche Tazio Nuvolari, la statua che oggi dà il nome a questo spazio verde, gli volta le spalle. E pensare che i documenti ci dicono che quando furono creati con la demolizione del rivelino di porta Pradella dovevano continuamente intervenire sulle panchine per l’usura dovuta all’uso frequente. Forse a renderli solitari è il fatto di essere circondati da strade e rotonde che li fanno sembrare più piccoli di quel che realmente sono o forse è che dopo il recupero del lungolago è lì che i mantovani vanno a camminare per sentirsi lontani dal traffico. Eppure questi giardini offrono sorprese che non ti aspetti e ci sono ancora le panchine dove fermarsi a leggere un libro, le statue che ti osservano seriose e un piccolo corso d’acqua con un ponte che lo supera.
Eccovi 5 curiosità da scoprire sui Giardini Nuvolari. Continua a leggere →
Quanti sono i ponti sul Rio? Tra le modifiche degli anni ’50 del secolo scorso che hanno coperto una parte del Rio e l’ultimo ponte a Porto Catena (che tra l’altro non ha ancora un nome) sono sette. E’ un esercizio di memoria difficile per i mantovani ricordarseli tutti perché si è perso da tempo il rapporto tra Mantova e l’acqua.
Eppure sono ben visibili e, nella maggior parte dei casi, ancora percorribili. In questa puntata di Mantova Segreta Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata che parte dal Porto Catena e attraversa tutta Mantova per arrivare fino alla riva del Lago Superiore dove il Rio inizia il suo percorso verso la città.
Da “quell’ultimo ponte senza nome” fino al ponte di San Francesco è un modo diverso di osservare Mantova. Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito trovate il trailer di lancio della passeggiata alla riscoperta dei 7 ponti sul Rio.
Tra il 1700 e il 1800 molte delle chiese mantovane hanno cambiato faccia, o dovremmo dire facciata. I parrocchiani e i sacerdoti volevano avere un luogo di culto aggiornato ai dettami dell’epoca e quindi al tardo barocco o al neoclassico.
In alcuni casi si è trattato di un semplice maquillage, ovvero di appiccicare una facciata adesiva alla chiesa senza modificarne l’assetto interno (ad esempio il duomo).
In altri casi invece si è proceduto anche ad una ricostruzione dell’intero edificio sacro, mantenendone eventualmente cappelle più antiche o lasciando traccia degli affreschi. In tutti i casi invece è rimasto il campanile, risalente all’epoca della costruzione o comunque ad un tempo antico. Ecco 5 chiese dove una facciata adesiva non ha nascosto tutti gli elementi che caratterizzavano in precedenza l’edificio sacro. Continua a leggere →
Francesco II Gonzaga è un condottiero e un rubacuori. Come soldato è al servizio di molte potenze dell’epoca, dal Papa a Venezia, come tombeur de femme conquista Isabella d’Este (e molte altre donne di cui non abbiamo un elenco preciso). Per me Francesco II e Isabella d’Este sono un po’ come i Sandra e Raimondo del Rinascimento: discutono, battibeccano, litigano in pubblico ma in privato hanno un progetto molto chiaro far diventare duca il figlio Federico. Francesco è sempre un po’ perdente rispetto ad Isabella: rozzo, incolto e donnaiolo lui, elegante, colta e collezionista lei. Eppure se proviamo a staccarci da queste etichette scopriamo che lui ha commissionato a Andrea Mantegna i Trionfi di Cesare, era un combattente impavido (a Fornovo gli uccideranno il cavallo per ben tre volte con lui sopra) e rispettava la moglie (anche se al cor non si comanda e forse ebbe anche una liason amorosa con la giovane cognata Lucrezia Borgia). Ecco allora che se si conosce meglio la sua storia è un po’ riduttivo definirlo “il marito di Isabella d’Este” come ho fatto nel titolo del post.
Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.
Auguri e figli maschi… Il sottotitolo che ho scelto è impietoso con il marchese di Mantova che fu un condottiero apprezzato e un uomo di cultura visto che fece realizzare ad Andrea Mantegna il ciclo dei Trionfi di Cesare. Però è vero che la bilancia di coppia pende sempre dalla parte di Isabella d’Este, non a torto considerata la miglior donna del Rinascimento italiano. Io li ho sempre visti un po’ come Sandra e Raimondo: sempre a discutere ma uniti oltre tutto e tutti. Unico problema all’inizio del matrimonio il fatto che Isabella non riusciva a dare un erede maschio al marito. Dopo 10 anni finalmente nel 1500 arriva Federico e la marchesa tira un sospiro di sollievo.
Spesso entrando nella basilica di Sant’Andrea non si presta sufficiente attenzione alle cappelle laterali che sono ricche di storie e di personaggi. Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta degli affreschi e delle decorazioni delle cappelle principali della concattedrale di Mantova: da quella di Andrea Mantegna a quella che nasconde la sagrestia della Compagnia del Preziosissimo Sangue, dalla cappella di Santo Stefano alla Sagrestia nuova recentemente restaurata. E’ un viaggio che vi regala un modo nuovo di vedere la basilica di Sant’Andrea.
La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo (ne ho scritto qui) ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.
Federico I Gonzaga è una meteora tra i marchesi di Mantova. Rimarrà al potere per soli 6 anni dal 1478 al 1484 ma anche in questi pochi anni lascia un segno commissionando a Luca Fancelli la Domus Nova, la cui facciata si può ammirare anche oggi dal giardino dei Semplici. Federico si trova anche ad affrontare una divisione del marchesato con i suoi fratelli cadetti voluta dalla madre Barbara, visto che il testamento del padre Ludovico non si trova. E’ gobbo e sposerà una gobba come lui, Margherita di Wittelsbach che morirà a soli 39 dandogli però ben sei figli. I tre maschi seguono la tradizione di famiglia: il primo è l’erede, il secondo è cardinale e il terzo soldato. Le femmine invece faranno matrimoni importanti imparentando i Gonzaga con la nobiltà di Francia, gli Sforza e i Montefeltro.
Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga. Continua a leggere →