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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Curiosità

Alzare gli occhi a Mantova per meravigliarsi (QUASI) a ogni passo

18 sabato Dic 2021

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose...

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Giacomo Cecchin, Le prigioni a Mantova, Torre della Gabbia

Un particolare della gabbia appesa alla Torre della Gabbia a Mantova.

Quando si cammina per Mantova bisognerebbe abituarsi a guardare in alto perché la città è ricca di particolari da scoprire.

Nella cinquina numero 18 del libro Mantova, 5 cose che so di lei, troviamo un po’ di spunti da applicare durante la prossima passeggiata in città.

Alcuni di questi particolari riguardano proprio le prigioni e le torture medievali.

Ve ne regaliamo due: la gabbia che troviamo a una trentina di metri d’altezza sulla facciata dell’omonima torre e gli anelli di ferro cui venivano appesi i condannati per la tortura dei cosiddetti tratti di corda. Li troviamo ancora oggi appesi sotto l’arcone dell’Arengario.

Alzare gli occhi è uno dei modi più semplici per meravigliarsi in una città come Mantova.

Per approfondire:
– La libertà della Torre della Gabbia: un documentario apre il Mantova Film Fest 2018
– 5 particolari da osservare a Mantova passeggiando con il naso all’insù
– 5 torri tra sale, zucchero e gabbie
– 5 carceri storiche a Mantova tra Gonzaga, Austriaci e conventi
– Il supplizio della Gabbia Sospesa su wikipedia

Matilde, la Gran Contessa tra Mantova e Canossa

17 venerdì Dic 2021

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Giacomo Cecchin, Matilde di Canossa, Una birra per Matilde di Canossa

La facciata della basilica dell'Abbazia di San Benedetto in Polirone, dove fu sepolta Matilde di Canossa

Lo sapevate che Matilde di Canossa è nata a Mantova?
E che i mantovani odiavano i Canossa tanto che preferirono l’imperatore alla Gran Contessa?

Nella cinquina numero 17 del libro Mantova, 5 cose che so di lei proponiamo un percorso a tappe sulle tracce di Matilde di Canossa: dall’affresco che probabilmente la ritrae a due anni in sant’Andrea mentre assiste alla scoperta della reliquia dei Sacri Vasi, alla Rotonda di San Lorenzo fino all’abbazia del Polirone.

Una curiosità che vi regaliamo è che la Gran Contessa ha viaggiato così tanto in vita che il suo corpo lo fece anche dopo la sepoltura. Infatti prima di arrivare nella Basilica di San Pietro a Roma Matilde fu sepolta al Polirone nella cappella di Santa Maria prima e davanti alla sagrestia poi, quindi fu traslata a Castel Sant’Angelo fino a quando non fu pronto il monumento funebre creato per lei da Bernini.

Mantova ha poche tracce del periodo canossiano ma Matilde è uno dei personaggi più interessanti da seguire tra la città e la provincia.

Per approfondire:
– Una birra per Matilde di Canossa – il nuovo frammento di Mantova Segreta
– Giacomo Cecchin vi porta Sulle tracce di Matilde di Canossa tra città e provincia con Mantova Segreta
– 5 date da ricordare nella storia della Rotonda di San Lorenzo
– Matilde di Canossa su Wikipedia

Farmacisti mantovani, reali e immaginari, tra Romeo Montecchi e Vincenzo Gonzaga

16 giovedì Dic 2021

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Evangelista Marcobruno, farmacisti mantovani, Giacomo Cecchin, Gusano, Speziali

Il Giardino dei semplici con il campanile della Basilica di Santa Barbara a fare da sfondo e una delle torri della Domus Nova

Il farmacista più famoso della storia di Mantova è quello che vende il veleno a Romeo.

All’epoca i farmacisti si chiamavano speziali ed erano un mix tra erboristi, alchimisti e rabdomanti.

Nella cinquina numero 16 del libro <<Mantova, 5 cose che so di lei>> raccontiamo di veleni e di farmacisti, di giardini e di alchimisti e di rimedi contro la mancanza di reattività nelle questioni amorose.

Vi sveliamo il nome del farmacista che partirà per l’America alla ricerca dell’unguento miracoloso richiesto da duca Vincenzo I per recuperare la virilità affaticata: Evangelista Marcobruno. Non so se tra i farmacisti attuali ci siano ancora dei suoi discendenti ma so che purtroppo non fu in grado di testare l’efficacia della pomata: al suo rientro il duca era già morto.

Un’ultima curiosità: a Mantova di veleno doveva girarne parecchio e forse gli speziali mantovani erano tra i migliori d’Italia per questo particolare tipo di medicina, adatta ad eliminare i nemici più insidiosi…

Per approfondire:
– Mantova e Verona, Romeo e Giulietta e il farmacista che non segue la ricetta
– Vincenzo Gonzaga, un duca da leggenda tra donne, arte e guerra
– 5 passi sulle tracce di Matilde di Canossa a Mantova
– Il farmacista Evangelista Marcobruno su Wikipedia

Passeggiando in bicicletta…in discesa a Mantova

15 mercoledì Dic 2021

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discese a Mantova, discese a rotta di collo a Mantova, Giacomo Cecchin, Le salite mozzafiato a Mantova, Passeggiando in bicicletta a Mantova

Via Corridoni a Mantova illuminata dalle luci di Natale

Lo sapevate che anche a Mantova ci sono discese a rotta di collo?
E che spesso queste vie sono le uniche che i mantovani non imboccano in senso vietato in bicicletta per evitare la salita?

Nella cinquina numero 15 del libro Mantova, 5 cose che so di lei, vi invitiamo ad inforcare la bici e a provare l’ebbrezza di pedalare con il vento che ti scompiglia i capelli.

Mantova è una delle città più piatte d’Italia, eppure il centro è tutto un su è giù e anche se i turisti sorridono quando gli si parla delle discese a rotta di collo basta provare ad aumentare il passo quando li si porta in giro per la città. Alla fine del percorso il fiatone arriva: volete provare? Basta andare di buon passo da Piazza Arche a Piazza Paradiso passando per via Teatro Vecchio e via Scuderie Reali.

Cosa aspettate allora ad attraversare Mantova in bicicletta come se partecipaste ad una delle tappe di montagna del Giro d’Italia?

Vi sveliamo che il Gran Premio della Montagna lo trovate tra Piazza Virgiliana e Piazza Sordello percorrendo via Cairoli.

Per approfondire:
– 5 discese a rotta di collo a Mantova da provare almeno una volta in bicicletta
– 5 salite mozzafiato a Mantova tra giardini, piazze e ponti
– Le altezze di Mantova

Palazzo Ducale: per capire quanto è grande meglio girarci intorno

13 lunedì Dic 2021

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Camerini di Isabella, Giacomo Cecchin, isabella d'este, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova

Il retro del Castello di San Giorgio visto dall'emiciclo di piazza Castello.

Per il giorno di Santa Lucia fatevi il regalo di una passeggiata a Palazzo Ducale!

Quanto è grande Palazzo Ducale? Quasi 9 campi da calcio messi gli uni a fianco degli altri.

Eppure oggi vi diciamo che per visitarlo anche girandoci attorno!

Nella cinquina numero 13 del libro Mantova, 5 cose che so di lei (Esce il libro su Mantova di Giacomo Cecchin) vi invitiamo ad entrare a Palazzo Ducale per vederlo da fuori e senza dover prenotare.

I cortili del palazzo dei Gonzaga, che un tempo erano riservati solo alla corte e ai suoi ospiti, oggi sono invece piazze e giardini pubblici. Quindi è possibile fare un itinerario lungo tutto il perimetro esterno del Palazzo Ducale per rendersi conto delle sue dimensioni e soprattutto cogliere tanti particolari davvero unici e speciali.

Ad esempio scoprirete che le finestre della grotta e dello studiolo di Isabella d’Este si affacciano su Piazza Pallone e che l’appartamento dei Nani si trova proprio sopra il voltone che collega piazza Paradiso a Piazza Santa Barbara.

Un percorso perfetto da fare all’aurora o al crepuscolo!

Per approfondire:
– Dentro il Palazzo Ducale visto da fuori: la quarta puntata di Mantova Segreta
– Camere con vista: cosa si vede dalle finestre del Palazzo Ducale su La Reggia 2/2020
– Il Palazzo ducale di Mantova: più di 500 stanze ma una sola Camera (picta)
– Il sito ufficiale di Palazzo Ducale

Arazzi veri e finti arazzi: tra Raffaello e Felice Campi

10 venerdì Dic 2021

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Arazzi di Raffaello, Arazzi raffaelleschi, crowdfunding, Felice Campi, Giacomo Cecchin, Leone X, Palazzo Ducale, Raffaello Sanzio

l'Arazzo della Pesca Miracolosa, uno dei nove esposti a Palazzo Ducale a Mantova

Gli arazzi del Palazzo Ducale di Mantova sono tra i capolavori più preziosi del museo eppure…
molti li oltrepassano senza apprezzarli davvero.

Ecco allora nella cinquina numero 10 alcune curiosità da scoprire: sono stati realizzati in Fiandra; sono quasi uguali a quelli della Cappella Sistina; li si vede nel film Don Camillo che ha visto protagonista Terence Hill ed è stato girato tra Pomponesco e Mantova.

Trovate tutte queste curiosità sugli arazzi di Palazzo Ducale nel libro Mantova, 5 cose che so di lei.

Un’altra curiosità: l’appartamento degli Arazzi è composto da quattro stanze per un totale di 16 pareti e gli arazzi sono solo 9. Ebbene la serie è stata completata con 7 finti arazzi. Si tratta di tele dipinte nel XVIII secolo dal pittore Felice Campi a simulare l’intreccio di fili degli originali.

In tutti gli arazzi “veri” si raccontano le storie di Pietro e Paolo, una sorta di manifesto di politica religiosa voluto da Leone X, il papa che li ha commissionati a Raffaello Sanzio e che fu ideatore del crowdfunding più fallimentare della storia del marketing: la vendita delle indulgenze.

Per approfondire:
– Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino
– 5 stranezze da non perdere a Palazzo ducale tra nani, arazzi e giardini pensili
– Le particolarità di Palazzo Ducale su MCG di giugno-luglio: torna Mantovagando
– Gli Arazzi di Raffaello in Vaticano: l’esposizione alla Cappella Sistina

Quando a Mantova c’erano cavalieri e draghi ma mancavano le principesse

09 giovedì Dic 2021

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Cavalieri a Mantova, Giacomo Cecchin, Il coccodrillo del Santuario delle Grazie, Mantova 5 cose che so di lei, Palazzo della Ragione, Santo Graal a Mantova

Il Palazzo della Ragione in piazza Erbe a Mantova. Qui si trovano degli affreschi che rappresentano dei crociati, i cavalieri che andavano pellegrini in Terra Santa per liberare il Santo Sepolcro.

Lo sapevate che a Mantova c’è il Santo Graal?
E che i Gonzaga avevano un ordine cavalleresco i cui membri si riunivano in Sant’Andrea?

Nella cinquina numero 9 vi sveliamo dove si trovano, a Mantova, le armature più antiche del mondo, che altro non sono che dei DPI medievali, dei dispositivi di protezione individuale che proteggevano i cavalieri durante le battaglie e i tornei.

Scoprite questa e tante altre curiosità su Mantova e i Cavalieri nel libro Mantova, 5 cose che so di lei.

Ma se non avete tempo di uscire per andare in libreria vi regaliamo un’anticipazione: le armature le trovate al Museo Diocesano in Piazza Virgiliana.

Per approfondire:
– L’arme e i cavallier a Mantova Segreta: Giacomo Cecchin sulle tracce dei cavalieri, del Graal e di Ludovico Ariosto
– 5 luoghi cavallereschi a Mantova e dintorni tra cavalieri, reliquie e armature
– Le Crociate sull’Enciclopedia Treccani
– Santo Graal a Mantova

Una passeggiata nel Ghetto ebraico con 5 curiosità da scoprire

08 mercoledì Dic 2021

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Ghetto di Mantova, Ghetto ebraico, Giacomo Cecchin, Mantova 5 cose che so di lei, Mantova Segreta

Dov’era il quartiere ebraico a Mantova?
Lo sapevate che uno dei portoni del Ghetto era proprio di fianco alla Rotonda di San Lorenzo?
Quali edifici troviamo oggi dove c’era il quartiere riservato agli ebrei?

Il Ghetto ebraico era il centro finanziario di Mantova e ancora oggi vi troviamo alcuni edifici che hanno come punto in comune il denaro e l’economia: dalla Camera di Commercio alla Banca d’Italia.

👉Scoprite altre 4 curiosità sulla “city” mantovana nella cinquina n. 8 del libro Mantova, 5 cose che so di lei. Dall’8 di dicembre a Natale vi terremo compagnia con spunti e curiosità dal libro “Mantova, 5 cose che so di lei”

Per approfondire

  • 5 luoghi “finanziari” da riscoprire a Mantova tra Ghetto, Rotonda e credito (la city della Manhattan padana)
  • Esce il libro su Mantova di Giacomo Cecchin
  • 5 luoghi finanziari della Manhattan padana (ovvero Mantova) nella rubrica Mantovagando (PODCAST)
  • Le origini della parola Ghetto sulla Treccani

L’estro del lato destro: gli artisti!

14 sabato Ago 2021

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Consorzio Oltrepò, Consorzio Oltrepò mantovano, Giorgio Gabrielli, Gli artisti, Graziano Menegazzo, Intervista doppia Consorzio Oltrepò, Oltrepò Mantovano, Ornella Fiorini

Conoscete le storie e la gente dell’Oltrepò? Eccovi un’intervista doppia a due artisti del territorio dell’Oltrepò come Giorgio Gabrielli e Ornella Fiorini.

Io non conoscevo l’Oltrepò se non per sentito dire e per questo sono stato molto contento quando, coinvolto da Graziano Menegazzo, ho avuto la possibilità di partecipare a questo progetto coordinato dall’ottima Valeria Longhi.

Il titolo del progetto è “L’ESTRO DEL LATO DESTRO“, sottotitolo “un PO di storie”.

Su incarico del Consorzio Oltrepò siamo andati a caccia di storie e di persone (che poi sono veri e propri personaggi) e li abbiamo messi a confronto tra di loro per far emergere i loro talenti, la loro passione e soprattutto le cose che li affascinano del loro territorio. La forma è quella dell’intervista doppia, leggera e divertente, che vi racconta un luogo che è tutto da scoprire.

Abbiamo girato 5 interviste doppie e da oggi inizio a pubblicarle sul blog.

La prima è intitolata GLI ARTISTI e vede protagonisti Ornella Fiorini e Giorgio Gabrielli.
Non perdetevi le loro risposte!

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Il Duomo di Mantova è un cocktail: 5 ingredienti per una cattedrale poco amata dai mantovani

14 domenica Feb 2021

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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campanile, Cattedrale di Mantova, Cattedrale di San Pietro, Cattedrale di San Pietro e Paolo, Duomo di Mantova, Facciata tardo barocca del duomo, Giulio Romano, Jacobello e Pietro Paolo Dalle Masegne, Luca Fancelli, Nicolò Baschiera

Olio su Tela di Giancarlo Businelli

La cattedrale di Mantova, meglio conosciuta come il Duomo, è un cocktail architettonico ovvero un insieme di ingredienti provenienti da epoche diverse che lo trasformano in un vero e proprio palinsesto. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. Come le pergamene che venivano riutilizzate raschiandone il testo ma ne conservavano il ricordo (i palinsesti appunto) così il duomo di Mantova conserva le tracce di tutta la sua storia più che millenaria. Sono consapevole del fatto che i mantovani preferiscano la concattedrale di Sant’Andrea al duomo (ne ho scritto qui) ma per me la cattedrale di san Pietro è la chiesa che meglio racconta Mantova e la sua storia. Ecco perché ho pensato di raccontarvi i 5 ingredienti di questo cocktail architettonico che è il Duomo di Mantova.

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