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Alessandro Manzoni, comparsa, Coronavirus, Dalli all'untore, Epidemia, Giacomo Cecchin, I promessi sposi, I Promessi Sposi di Salvatore Nocita, Il Sacco di Mantova, La peste, Peste, Peste a Mantova, Salvatore Nocita, Sceneggiato Rai 1989
In questa settimana di paure ataviche per il CORONAVIRUS molti hanno suggerito di tornare a leggere I PROMESSI SPOSI e soprattutto la parte relativa allo scoppio della peste e alla sua diffusione. Allora mi sono ricordato che io ho avuto l’occasione di vivere in prima persona nella Milano dei Promessi Sposi e soprattutto di fare esperienza diretta del “Dalli all’untore”.
Quando facevo l’Università infatti fui reclutato insieme ad alcuni amici come comparsa nello sceneggiato televisivo sui Promessi Sposi, per la regia di Salvatore Nocita (qui trovate tutte le informazioni in merito). Era marzo e si girava a Sabbioneta e dal responsabile del casting fui etichettato come popolano: troppo basso per essere un nobile, troppi capelli per fare l’ecclesiastico.
Durante quella decina di giorni avrei interpretato nell’ordine: il popolo inferocito dell’assalto ai forni (girato nella piazzetta di San Rocco a Sabbioneta), l’appestato nel Lazzaretto (ricostruito sempre a Sabbioneta sotto la Galleria degli Antichi) ma ebbi soprattutto una parte magistrale come popolo orante all’interno della chiesa dell’Incoronata per la scena del “Dalli all’untore”.
Provate a dare un’occhiata al video della quinta puntata, partendo dal punto 1 ora, 5 minuti e 30 secondi.
L’EPISODIO DELL’UNTORE – LO POTETE VEDERE CLICCANDO SU QUESTO LINK
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Ma esistono ancora i cavalieri? e i draghi? Ebbene a Mantova possiamo andare a caccia di tutte e due le categorie. Sono tanti infatti i coccodrilli impagliati che all’interno delle chiese o delle wunderkammern rappresentavano il male e Mantova è piena di tracce dei cavalieri: quelli del Graal o dell’Ordine del Redentore, i crociati ed i templari e soprattutto quelli raccontati da Ludovico Ariosto e da Matteo Maria Boiardo. Senza dimenticare una collezione che rende davvero unica la nostra città: il nucleo di armature quattrocentesco più importante al mondo conservato nel Museo Diocesano. Le armature dei cavalieri medioevali possono essere definite dei DPI (i dispositivi di protezione individuale), le attrezzature che vengono utilizzate per evitare gli infortuni sul lavoro. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce dell’arme e dei cavallier dal Santuario delle Grazie a Sant’Andrea, dal Palazzo della Ragione al Museo Diocesano.
Com’era la Mantova del ‘700? Era molto diversa da quella che vediamo oggi? Basta provare a immaginare di indossare degli occhiali temporali e passeggiare per Mantova per rendersi conto che la nostra città non è così cambiata da quella che accolse Leopold e Wolfgang Mozart nel gennaio del 1770. Ecco allora una miniguida in 5 tappe per una passeggiata mantovana sulle tracce del genio adolescente: dalla locanda dove alloggiarono nel soggiorno mantovano al Teatro Bibiena, da Palazzo d’Arco al Palazzo di Marianna Sartoretti. Una Mantova settecentesca schiacciata tra quella dei Gonzaga e quella risorgimentale ma che ha molto da offrire e raccontare. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (
Mantova è la città di Rigoletto eppure il buffone, protagonista dell’opera di Giuseppe Verdi, non è mai esistito. Accade spesso che storie inventate diventino più reali di quelle vere come ad esempio accade a Verona con Romeo e Giulietta. Anche a Mantova possiamo trovare la casa di Rigoletto, il duomo, il palazzo del Duca di Mantova e anche la locanda di Sparafucile. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce di Rigoletto con lacune sorprese e un incontro con la contessa di Ceprano.
Ricordo che da piccoli mia madre ci portava sempre in chiesa il 3 febbraio per la messa: alla fine ci si metteva tutti in fila per la benedizione della gola che veniva fatta dal parroco imponendo due candele incrociate e recitando una preghiera.
E se ci fosse un biglietto per un viaggio nel tempo? A Mantova basta acquistare un biglietto dell’autobus della Linea CC (Circolare in città) di Apam per rivivere la città dei secoli passati. Certo occorre un po’ di fantasia e molta immaginazione ma è davvero possibile tornare indietro nel tempo. La linea CC si lancia sull’itinerario delle antiche mura, sfila nei pressi di porto Catena e passa proprio davanti alla Basilica di Sant’Andrea.
A volte si fanno progetti a lungo termine o per la pensione e io ne ho parecchi in cantiere (invece di fare l’umarel guardando i cantieri, appunto).
Il 10 gennaio 1770 Leopold e Wolfgang Mozart arrivarono a Mantova durante il primo viaggio in Italia. Rimasero in città circa 9 giorni e il 16 gennaio il tredicenne Amadeus suonò al Teatro Bibiena, deliziando tutti i mantovani. Nelle sue lettere alla moglie Leopold scriverà del teatro dell’Accademia di non aver mai visto niente di più bello. I Mozart ripartono il 19 gennaio in direzione di Milano. E oggi possiamo ancora provare a ripercorrere i passi di padre e figlio lungo le vie di Mantova, una città che a differenza di quanto pensano in molti, non è così cambiata dal 1770. Eccovi 5 spunti sulle tracce del genio adolescente.
Oggi 25 gennaio si festeggia la
Cosa succede quando il Numero Unico dell’UGM parla di te? Sei arrivato al top o sei alla frutta? E se ti presenta come massimo esperto dei cessi pubblici di Piazza Teofilo Folengo? Direi che la risposta è SIVE BONUM, SIVE MALUM FAMA EST (che tradotto in soldoni è “che se ne parli bene o male basta che se ne parli).