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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Curiosità

Dalli all’untore: una magistrale interpretazione nei Promessi Sposi di Salvatore Nocita (1989)

28 venerdì Feb 2020

Posted by mantovastoria in Curiosità

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Alessandro Manzoni, comparsa, Coronavirus, Dalli all'untore, Epidemia, Giacomo Cecchin, I promessi sposi, I Promessi Sposi di Salvatore Nocita, Il Sacco di Mantova, La peste, Peste, Peste a Mantova, Salvatore Nocita, Sceneggiato Rai 1989

In questa settimana di paure ataviche per il CORONAVIRUS molti hanno suggerito di tornare a leggere I PROMESSI SPOSI e soprattutto la parte relativa allo scoppio della peste e alla sua diffusione. Allora mi sono ricordato che io ho avuto l’occasione di vivere in prima persona nella Milano dei Promessi Sposi e soprattutto di fare esperienza diretta del “Dalli all’untore”.
Quando facevo l’Università infatti fui reclutato insieme ad alcuni amici come comparsa nello sceneggiato televisivo sui Promessi Sposi, per la regia di Salvatore Nocita (qui trovate tutte le informazioni in merito). Era marzo e si girava a Sabbioneta e dal responsabile del casting fui etichettato come popolano: troppo basso per essere un nobile, troppi capelli per fare l’ecclesiastico.
Durante quella decina di giorni avrei interpretato nell’ordine: il popolo inferocito dell’assalto ai forni (girato nella piazzetta di San Rocco a Sabbioneta), l’appestato nel Lazzaretto (ricostruito sempre a Sabbioneta sotto la Galleria degli Antichi) ma ebbi soprattutto una parte magistrale come popolo orante all’interno della chiesa dell’Incoronata per la scena del “Dalli all’untore”.
Provate a dare un’occhiata al video della quinta puntata, partendo dal punto 1 ora, 5 minuti e 30 secondi.

L’EPISODIO DELL’UNTORE – LO POTETE VEDERE CLICCANDO SU QUESTO LINK
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L’arme e i cavallier a Mantova Segreta: Giacomo Cecchin sulle tracce dei cavalieri, del Graal e di Ludovico Ariosto

16 domenica Feb 2020

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova Segreta, Storia Locale

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Armature, Cavalieri, Cavalieri dell'Ordine del Redentore, Coccodrilli, DPI, Draghi, Giacomo Cecchin, L'Orlando Furioso, L'Orlando Innamorato, Ludovico Ariosto, Mantova, Mantova Segreta, Matteo Maria Boiardo, Museo Diocesano di Mantova, Principesse, Santuario delle Grazie, Telemantova

Ma esistono ancora i cavalieri? e i draghi? Ebbene a Mantova possiamo andare a caccia di tutte e due le categorie. Sono tanti infatti i coccodrilli impagliati che all’interno delle chiese o delle wunderkammern rappresentavano il male e Mantova è piena di tracce dei cavalieri: quelli del Graal o dell’Ordine del Redentore, i crociati ed i templari e soprattutto quelli raccontati da Ludovico Ariosto e da Matteo Maria Boiardo. Senza dimenticare una collezione che rende davvero unica la nostra città: il nucleo di armature quattrocentesco più importante al mondo conservato nel Museo Diocesano. Le armature dei cavalieri medioevali possono essere definite dei DPI (i dispositivi di protezione individuale), le attrezzature che vengono utilizzate per evitare gli infortuni sul lavoro. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce dell’arme e dei cavallier dal Santuario delle Grazie a Sant’Andrea, dal Palazzo della Ragione al Museo Diocesano.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link trovate la pagina ufficiale della trasmissione sul sito di Telemantova.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito.

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Mozart a Mantova: MCG sulle tracce del genio con la rubrica Mantovagando di Giacomo Cecchin

09 domenica Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Giacomo Cecchin, La croce verde, Leopold Mozart, Locanda la croce verde, MantovaChiamaGarda, Mantovagando, Margherita Sartoretti, Marianna Sartoretti, Mozart, Mozart a Mantova, Palazzo Berna, palazzo d'arco, passeggiata mozartiana, Teatro Bibiena, Teatro Vecchio, Wolfgang Amadeus Mozart

Com’era la Mantova del ‘700? Era molto diversa da quella che vediamo oggi? Basta provare a immaginare di indossare degli occhiali temporali e passeggiare per Mantova per rendersi conto che la nostra città non è così cambiata da quella che accolse Leopold e Wolfgang Mozart nel gennaio del 1770. Ecco allora una miniguida in 5 tappe per una passeggiata mantovana sulle tracce del genio adolescente: dalla locanda dove alloggiarono nel soggiorno mantovano al Teatro Bibiena, da Palazzo d’Arco al Palazzo di Marianna Sartoretti. Una Mantova settecentesca schiacciata tra quella dei Gonzaga e quella risorgimentale ma che ha molto da offrire e raccontare. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero). Continua a leggere →

Rigoletto su Mantova Segreta: Giacomo Cecchin sulle tracce del buffone di Giuseppe Verdi

08 sabato Feb 2020

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova Segreta, Storia Locale

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Casa del Rigoletto, Francesco Maria Piave, Giacomo Cecchin, Gilda, Gilda e il duca di Mantova, Giuseppe Verdi, Il Duca di Mantova, Mantova, Mantova Segreta, Rigoletto, Sparafucile, Telemantova, Triboulet

Mantova è la città di Rigoletto eppure il buffone, protagonista dell’opera di Giuseppe Verdi, non è mai esistito. Accade spesso che storie inventate diventino più reali di quelle vere come ad esempio accade a Verona con Romeo e Giulietta. Anche a Mantova possiamo trovare la casa di Rigoletto, il duomo, il palazzo del Duca di Mantova e anche la locanda di Sparafucile. Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce di Rigoletto con lacune sorprese e un incontro con la contessa di Ceprano.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link trovate la pagina ufficiale della trasmissione sul sito di Telemantova.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito.

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San Biagio e la benedizione della gola

03 lunedì Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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3 febbraio, benedizione della gola, candele, filastrocca delle nove sorelle, Legenda aurea, mal di gola, san biagio, Santi ausiliatori

Ricordo che da piccoli mia madre ci portava sempre in chiesa il 3 febbraio per la messa: alla fine ci si metteva tutti in fila per la benedizione della gola che veniva fatta dal parroco imponendo due candele incrociate e recitando una preghiera.
San Biagio era vescovo di Sebaste e fu decapitato nel 316 ma il patronato contro i mali della gola gli deriva da un aneddoto contenuto all’interno della sua legenda: avrebbe infatti salvato un ragazzo cui si era conficcata una lisca di pesce in gola.
In realtà l’attributo iconografico di San Biagio è un pettine per cardare la lana con cui fu torturato prima di subire il martirio per decapitazione.
Vediamo il santo nell’immagine a corredo dell’articolo nelle vesti di vescovo e con il pettine in mano. L’opera è parte di un polittico che si trova nelle Marche a Monte San Martino ed è opera di Carlo e Vittore Crivelli (trovate l’immagine qui dal sito della Fondazione Zeri).
Un’ultima curiosità: esiste in molte zone una filastrocca che parla di San Biagio e delle sue nove sorelle e che doveva essere recitata tutta d’un fiato il giorno della festa del Santo per guarire dal mal di gola. Eccola in una versione modenese: Continua a leggere →

Un biglietto per un viaggio nel tempo su Mantova Segreta: Giacomo Cecchin su un autobus a caccia di storie

01 sabato Feb 2020

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova Segreta, Storia Locale

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Apam, autobus, Giacomo Cecchin, Linea CC, Macchina del Tempo, Mantova, Mantova Segreta, Telemantova

E se ci fosse un biglietto per un viaggio nel tempo? A Mantova basta acquistare un biglietto dell’autobus della Linea CC (Circolare in città) di Apam per rivivere la città dei secoli passati. Certo occorre un po’ di fantasia e molta immaginazione ma è davvero possibile tornare indietro nel tempo. La linea CC si lancia sull’itinerario delle antiche mura, sfila nei pressi di porto Catena e passa proprio davanti alla Basilica di Sant’Andrea.
Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta su un autobus Apam che, per la circostanza, si trasforma in una vera e propria macchina del tempo.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito. Continua a leggere →

Yddish e musica Klezmer, due cose da scoprire nella giornata della memoria: perchè? e perchè no?

27 lunedì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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klezmer, klezmerata fiorentina, Mantova Ebraic, Moni Ovadia, yddish

A volte si fanno progetti a lungo termine o per la pensione e io ne ho parecchi in cantiere (invece di fare l’umarel guardando i cantieri, appunto).
Uno di questi è imparare l’Yddish, una lingua fatta di altre lingue. Non so perché ma provo un’irresistibile passione per questo idioma.
Cos’è l’Yddish? Vi riporto un brano di un’intervista a Moni Ovadia (il testo integrale lo trovate qui)
“Lo yiddish è la più compiuta, perfetta, commovente e struggente lingua d’esilio. Gli ebrei della Diaspora centro europea che si esprimevano in quella lingua erano popolo in tutto e per tutto. Ma senza terra, senza confini, senza fronti, senza polizie. Un capolavoro di popolo come hanno saputo essere solo loro e i rom. Ma lo yiddish non è solo una lingua: è lingua letteraria, lingua vernacola, ma è anche una condizione dello spirito.
In che senso?
“Lo yiddish ha bisogno di un’adesione interiore e al suo universo che non è solamente grammaticale e sintattica, ma spirituale. E di questa spiritualità fa parte un umorismo vertiginoso. Non a caso Isaac Bashevis Singer ha dichiarato: “Scrivo in yiddish, perché con questa lingua non si sono mai dati ordini ai militari”
Lo yiddish è un miscuglio di idiomi diversi e proprio per questo porta in auge il tema del confronto con l’alterità.
“È una lingua assolutamente originaria, sconvolgentemente bella e grandiosa nella sua fragilità e le lingue che ha accolto sono in continua sospensione. Ma la cosa straordinaria è che lo yiddish continua ad aprire le porte! Sente ciò che si esprime in modo non traducibile e lo fa proprio. È una lingua anarchica che si nutre degli idiomi altrui ed ha eletto a proprio modello l’uomo fragile, perché lo trova spiritualmente bello”.
E l’altro elemento della cultura ebraica che mi ha conquistato è la musica Klezmer. L’ho sentita dal vivo al Teatro Bibiena con la Klezmerata fiorentina (qui il loro sito ufficiale) ed è stata una serata entusiasmante, coinvolgente, commovente, divertente: insomma un po’ come la vita che può essere tutte queste cose insieme.
Provate ad ascoltare questa aria che si intitola “The train of life” e ditemi se non vedete il treno proprio davanti ai vostri occhi: la trovate qui.
E da ultimo a chi mi chiedesse ma perchè imparare l’yddish la risposta potrebbe essere “e perchè no?” e viene in mente un libro di Moni Ovadia dal titolo “Perchè no?l’ebreo corrosivo“. Ecco come spiega la motivazione di un titolo del genere.
“Il titolo “Perché no?” costituisce già una storiella: al gentile che domanda “Perché voi ebrei rispondete a una domanda sempre con una domanda?”, l’ebreo risponde “Perché no?”. Ovadia afferma che “l’ebraico è una lingua sempre sospesa, che sempre si sospende su una domanda”. Infatti, la domanda “apre, lancia il discorso nel futuro”.

Per approfondire sulla Mantova Ebraica:
– Giacomo Cecchin vi fa scoprire la Mantova ebraica nella puntata di Mantova Segreta
– 5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria
– 5 libri da leggere prima di venire a Mantova tra mondo piccolo, matrimoni e segreti di stato

Mozart a Mantova: 5 luoghi sulle tracce del genio

26 domenica Gen 2020

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Amadeus Mozart, La croce verde, Mantova, Margherita Sartoretti, Marianna Sartoretti, Mozart, palazzo d'arco, Teatro Bibiena, Wolfgang Amadeus Mozart, Wolfgang Mozart

Il 10 gennaio 1770 Leopold e Wolfgang Mozart arrivarono a Mantova durante il primo viaggio in Italia. Rimasero in città circa 9 giorni e il 16 gennaio il tredicenne Amadeus suonò al Teatro Bibiena, deliziando tutti i mantovani. Nelle sue lettere alla moglie Leopold scriverà del teatro dell’Accademia di non aver mai visto niente di più bello. I Mozart ripartono il 19 gennaio in direzione di Milano. E oggi possiamo ancora provare a ripercorrere i passi di padre e figlio lungo le vie di Mantova, una città che a differenza di quanto pensano in molti, non è così cambiata dal 1770. Eccovi 5 spunti sulle tracce del genio adolescente. Continua a leggere →

La Conversione di Paolo di Caravaggio: due versioni per la stessa storia

25 sabato Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Alessandro Obino, Caravaggio, Collezione Odescalchi, Conversione di Paolo, Conversione di Saulo, due versioni, Giacomo Cecchin, Michelangelo, Michelangelo Merisi, Parmigianino, Raffaello, Roma, Santa Maria del Popolo

Oggi 25 gennaio si festeggia la Conversione di Paolo, uno degli episodi degli Atti degli Apostoli tra i più rappresentati dagli artisti. Molte sono le versioni di questa famosissima caduta da cavallo, come ad esempio quella di Raffaello (qui trovate l’arazzo realizzato su cartoni dell’Urbinate per la Cappella Sistina), quella di Michelangelo (la potete vedere nella cappella Paolina in Vaticano) o quella di Parmigianino (la trovate a Vienna).
Vorrei però raccontarvi una storia legata alle due versioni realizzate da Caravaggio per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma. Il pittore è lo stesso e la storia anche ma quanto diversi sono i risultati finali.
Eccovi la vicenda per intero.

Caravaggio: la storia è la stessa il risultato diverso Continua a leggere →

Sive bonum, sive malum fama est ovvero quando il Numero Unico UGM parla di te…

07 martedì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Numero unico 2019, UGM

Cosa succede quando il Numero Unico dell’UGM parla di te? Sei arrivato al top o sei alla frutta? E se ti presenta come massimo esperto dei cessi pubblici di Piazza Teofilo Folengo? Direi che la risposta è SIVE BONUM, SIVE MALUM FAMA EST (che tradotto in soldoni è “che se ne parli bene o male basta che se ne parli).
Le uniche due cose che mi trovano in disaccordo sono:
1. L’occhiello che recita “Incompetenti allo sbaraglio” – ognuno ha l’incompetenza che si merita e anche io ho la mia ma avrei preferito “dilettanti allo sbaraglio” (non so se gli altri citati nell’articolo sarebbero d’accordo). Il dilettante mantiene una certa freschezza e un modo anarchico di guardare alle cose che spesso diventa stimolante. L’incompetente è altra cosa: si occupa di tutto non sapendo fare niente.
2. L’assenza di ironia – tra l’ironizzare e il dileggiare c’è di mezzo il mare e per quello che si legge nell’articolo qui stiamo addirittura parlando di oceano. Per questo regalo all’anonimo estensore del pezzo una piccola quartina di ispirazione per il prossimo numero:
Al Giorgio Vasari che ha descritto
La mostra di Giulio in gran dispitto
Chiederei per l’avvenir la cortesia:
“Metta almeno una goccia di ironia”.

Per chi non abbia avuto modo di leggere il testo del Numero Unico UGM del 2019 trova qui il passaggio che mi cita.

Incompetenti allo sbaraglio
Cronaca di una mostra annunciata

Omissis

Segue a breve distanza l’incomparabile Giacomo Cecchin, abilissimo nell’infiltrarsi in ogni dove. Ormai è il Cicerone accreditato del Teatro Sociale, dove spara perle del tipo: <<Questa meravigliosa opera del Palladio>> oppure <<La scritta latina sul timpano “Aere Sociali Anno MDCCCXII” significa “nel sessantanovesimo anno dell’era socialista”>>.
Recentemente milord si è proposto anche come guida dei cessi pubblici siti nella vicina Piazza Teofilo Folengo, affermando di essere il massimo esperto in materia…

Omissis

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