Il cielo in una stanza: curiosità, dettagli e storie dalla Camera degli Sposi – un articolo su MCG

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La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna è una delle meraviglie dell’arte italiana del Quattrocento. Al tempo della sua realizzazione era chiamata Camera Picta, ovvero camera dipinta, e mai nome fu più indovinato visto che è interamente coperta di affreschi che raccontano storie, simboli e miti legati alla famiglia Gonzaga.
Ebbene ogni volta che si entra nella Camera degli Sposi si scoprono particolari interessanti (ne abbiamo parlato varie volte su questo blog e trovate in fondo i riferimenti).
Per questo ho scritto volentieri un articolo sulla Camera Picta per il magazine MCG (qui potete vedere il sito ufficiale) che lo ha pubblicato sull’ultimo numero speciale (che potete sfogliare qui).
Di seguito trovate il testo integrale dell’articolo e alcuni link per approfondire la conoscenza della Camera degli Sposi.

Per approfondire su questo blog
Il Palazzo ducale di Mantova: più di 500 stanze ma una sola Camera (picta)
5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato
5 modi diversi per guardare la Camera degli Sposi
5 donne da osservare nella Camera degli Sposi tra marchese, nutrici e nanette
La fedeltà è una virtù: 5 cani da osservare nella Camera degli Sposi
Il cielo in una stanza: la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna
Tre stanze vista Paradiso: tra Mantegna, Correggio e Parmigianino

Gli articoli della rubrica MANTOVAGANDO usciti su MCG
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Il campanile del Duomo e le campane a stormo: un altro frammento di Mantova Segreta

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Sembra più basso di quanto non sia in realtà eppure dalla cima si gode una vista spettacolare. Sto parlando del campanile del Duomo che è proprio di fianco al Palazzo Ducale e da cui si coglie il dettaglio del Giardino pensile, dei tetti della cattedrale e di Piazza Sordello. Ma soprattutto entrare nell’ultima parte della torre ti mette a contatto con le campane che anche in questo periodo hanno suonato a stormo, su indicazione del Vescovo, per far sentire la voce della Chiesa (trovate qui un articolo che ne racconta i motivi pubblicato su Avvenire).
Saliteci con noi:

Per approfondire sul web
Il Duomo di Mantova su wikipedia
La cattedrale di San Pietro sul sito della Diocesi di Mantova
Il capitolo della Cattedrale: i componenti
Il Vescovo Marco Busca fa suonare le campane
Suonare le campane a stormo Continua a leggere

La Specola dei Gesuiti: un punto di vista aereo su Mantova – frammenti di Mantova Segreta

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Chi di voi è mai salito sulla Specola dei Gesuiti? E poi dov’è la Specola e che cos’è soprattutto? Prima di darvi qualche dettaglio per approfondire provate a guardare la vista di Mantova che si coglie da questo punto di vista privilegiato. La potete vedere in un frammento della puntata di Mantova Segreta dedicata all’Isola dei Gesuiti.

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Escursioni da preparare per quando si potrà uscire: MCG vi porta in provincia con la rubrica Mantovagando di Giacomo Cecchin

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Mantova la fa da padrona come catalizzatrice dei turisti e anche molti mantovani (di Mantova Centro) non si spostano volentieri in provincia. Eppure il Lunedì dell’Angelo è l’occasione quasi per tutti di sfruttare la primavera e di andare a fare delle escursioni. Oggi 13 aprile 2020 con il Covid-19 che ci impedisce di uscire possiamo però provare a fare un elenco dei luoghi mantovani che meritano un “viaggio” e soprattutto di essere visti e rivisti. Io vi propongo le mie 5 scelte ma ognuno dovrebbe farsi una personale classifica. Questo il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero). Continua a leggere

Buona Pasqua da Mantovastoria con una tavola di Andrea Mantegna, da Copenaghen

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Ed è tornata la Pasqua, quest’anno un po’ strana con questo esilio forzato che comincia a stare stretto e avrebbe impedito anche alle pie donne di andare al sepolcro del Cristo per scoprire che era risorto.
E anche la corsa dei due discepoli, uno dei passaggi del vangelo che mi emoziona ogni volta che lo leggo, non si sarebbe fatta.
Ecco il passo di Giovanni (20, 1-9)
1. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. 3.  Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7. e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Questa corsa dei discepoli sembra di vederla, di viverla in presa diretta, con Giovanni che corre più veloce e supera Pietro, arriva al sepolcro ma si ferma e alla fine è l’ultimo arrivato a entrare per primo e a credere…
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Oggi 6 aprile 1520 a Roma moriva Raffaello Sanzio

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Venerdì 6 aprile 1520, Roma
E’ il giorno della morte di Raffaello Sanzio.

A 500 anni dalla morte forse è il momento di riscoprire vita, morte e miracoli (imprenditoriali e artistici) di questo immenso artista.

Ecco cosa scrive Pandolfo Pico della Mirandola a Isabella d’Este per comunicare la morte di Raffaello: i segni sembrano ricordare quelli legati alla morte del Cristo. Una curiosità il fatto che segnali che anche Michelangelo non si sente troppo bene.

“Anchor che in questi giorni santi ad altro non s’attendi ch’a confessione, et a cose devote, non ho perhò voluto restare de far reverentia ala Ex.tia V., la quale per hora non sarà advisata d’altra cosa che de la morte de Raphaello d’Urbino, quale morite la notte passata che fu quella del Venere Santo, lasciando questa corte in grandissima et universale mestitia per la perdita de la speranza de grandissime cose che se expettavano da lui, quale haverebono honorato questa etade. Et in vero per quello se dice ogni gran cosa se pottea permettere da lui, per le cose sue che già se vegono fatte e per li principii ch’havea datto a magiore imprese. De questa morte li cieli hanno voluto mostrare uno de li signi che mostrorno nela morte de Christo quando lapides scisi sunt; così il palazzo del Papa s’è aperto de sorte che ‘l minaza ruina, e Sua Santità per paura è fugito dale sue stantie et è andato a stare in quelle che feze fare Papa Innocentio. Qua d’altro non se parla che de la morte de quest’homo da bene, quale nel fine deli soi 33 anni ha finito la vita sua prima; ma la seconda, ch’è quella de la Fama, la quale non è subietta a Tempo, né a Morte, sera perpetua, sì per le opere sue quanto per le fatiche de li dotti che scriverano in laude sua, ali quali non gli mancharà subietto. […] Non altro. In bona gratia de V. Ex.tia me rac.do e basogli la mano. Rome, aprillis VII M D xx De V. Ill.ma et Ex.ma Signoria Detto Raphaello honoratissimamente è stato sepulto a la Rottunda ove lui ha ordinato che ‘l se glie fazi a sua memoria una sepultura de milli ducati, et altri tanti ha lassato per dottare la capella ove serà detta sepultura. Ha datto anchor 300 ducati a ciaschun suo servitore. Heri venni nova da Fiorenze che Michele Angelo stasea male. Fideliss.mo Servitore Pandolphi de Pici de la Mirandola

Qui trovate il testo con i riferimenti precisi

Per approfondire
Scoprire la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale
Achim Gnann parla dei rapporti tra Raffaello e Giulio Romano
Raffaello Sanzio su wikipedia

Su questo blog
A Brera a scuola di innovazione e creatività: da Perugino a Raffaello
Gli Arazzi di Palazzo Ducale: 5 storie da riscoprire tra Mantova, Vienna, Londra, Roma e Urbino
Buon Natale aspettando Raffaello2020: il cinquecentenario della morte del genio di Urbino
Una splendida serata in compagnia di Giulio, Raffaello, Leonardo e Stefano Donati: mercoledì 8 maggio a Villa Di Bagno

10 minuti con…: una nuova idea in questi tempi difficili. Si parte con SILVER

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Cosa si fa in questi tempi di isolamento forzato? Non so voi ma io sto tornando al piacere della conversazione e questo mi ha portato a pensare a questa idea che vi propongo.
Ho pensato che se una conversazione è interessante e stimolante per le persone che vi partecipano può diventarlo anche per gli altri.
Ecco allora “10 minuti con…”, un nuovo format che parte con un dialogo con Guido Silvestri (in arte SILVER) il papà di Lupo Alberto, di Enrico la Talpa e di tutti gli altri personaggi della Fattoria Mckenzie. Continua a leggere

No grazie, no grazie, no grazie. Nella giornata mondiale del teatro sulle tracce di Cyrano e Le Bret

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Ancora una giornata mondiale dopo quella dedicata alla poesia (ne ho parlato qui) e alla guida turistica (ne potete leggere qui) e in attesa di quella del libro (che ci sarà il 23 aprile) oggi festeggiamo quella dedicata al Teatro.
Il Teatro è sempre stata una delle mie passioni e l’anno scorso per la prima volta ho sperimentato il ruolo di attore (provate a leggere qui) e ho capito che il palcoscenico è vita.
Allora oggi mi sono riletto e riascoltato (perché non sono ancora riuscito a impararlo a memoria) uno dei monologhi che mi ha sempre emozionato di più. E’ tratto dal Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, una delle mie opere preferite.
Siamo all’inizio della storia e Cyrano ha appena scoperto che sua cugina Rossana di cui è perdutamente innamorato non lo ama ma anzi gli chiede di prendersi cura di Cristiano, l’uomo che ama. Continua a leggere

Uderzo e Goscinny: la coppia che oggi si ritrova in cielo insieme ad Asterix e Obelix

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Oggi se n’è andato Alberto Uderzo che insieme a René Goscinny è stato l’autore dei personaggi di Asterix e Obelix. Io li ho conosciuti sulle pagine de Il Giornalino, il settimanale a fumetti delle edizioni Paoline. I miei genitori ci avevano regalato l’abbonamento e noi, io e le mie sorelle, ce lo litigavamo per leggerlo per primi.
In quell’epoca i ragazzi si dividevano in due categorie o forse tre: quelli che leggevano Topolino, quelli che leggevano il Corriere dei Ragazzi e quelli che leggevano Il Giornalino.
Io appartenevo alla terza Continua a leggere

Voce di silenzio sottile: il cardinal Ravasi sul Domenicale e un ricordo di Festivaletteratura

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Al mattino della domenica leggo sempre il Domenicale del Sole24ore e oggi il Breviario di Gianfranco Ravasi mi ha colpito molto.
Per due motivi: uno è che si parla di silenzio e in questi giorni stiamo recuperando almeno questa possibilità. Sperimentare il silenzio è corroborante.
Il secondo invece è la magia della lettura che ti porta in un altro mondo e in un altro tempo. Io sono tornato al 5 settembre del 2004, al pomeriggio, nel cortile del Palazzo di San Sebastiano.
No, non sono andato solo a memoria ma ho provato a consultare l’archivio del Festivaletteratura (lo trovate qui) che mi ha dato i dati corretti. Continua a leggere