Quest’anno il Festivaletteratura arriva alla 30esima edizione e chi lo sa che non si riesca a fare qualcosa di speciale. L’anno scorso ho pensato di pubblicare delle interviste impossibili sul quotidiano La Voce di Mantova facendo delle domande sul Festival a Dante, Petrarca, Boiardo e ad uno dei Gonzaga.
Io mi sono divertito e non so se questa formula piacerà anche a voi. Certo che in alcune delle risposte troverete alcune delle mie opinioni e non so se gli intervistati sarebbero d’accordo.
D’altra parte la la letteratura è vita e la vita è un gioco e allora forse giocare facendo dell’ironia è una delle cose più belle che ci sia. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di venerdì 5 settembre 2025 a pagina 11 .
Dante in piazza Sordello tra terzine e monopattini
“Ho visto che hanno fatto un museo a Virgilio. Non so se gli sarebbe piaciuto”
Provate a immaginare di poter entrare nel dietro le quinte della Divina Commedia… Siamo nel VI canto del Purgatorio e prima che Dante cominci a scrivere Virgilio e Sordello vengono coinvolti in un’intervista doppia stile programma “Le Iene”.
Sono tutte e due poeti; sono tutte e due di Mantova o meglio, precisiamo, della provincia di Mantova; appartengono ad epoche diverse e hanno curriculum opposti sia come stile che come vita. E poi si incrociano in Purgatorio e, se all’inizio Sordello è un po’ sdegnoso come dice Dante poi si abbracciano come se fossero amici da sempre.
Ecco la mia intervista doppia impossibile a Virgilio e Sordello da Goito:
1. Come ti chiami?
Virgilio: Publio Virgilio Marone, ma per gli amici… no, in realtà non ho mai avuto un soprannome.
Sordello: Sordello da Goito. Nome corto, ma curriculum lungo.
2. Da dove vieni?
Virgilio: Dalla campagna mantovana, mica dal centro. Le oche erano più numerose delle persone.
Sordello: Da Goito, provincia della provincia. Altro che Mantova città: qui la campagna ti entra in casa senza bussare.
3. Come sei finito in Purgatorio?
Virgilio: Tecnicamente… non ci sono finito, sto solo accompagnando Dante. Io sono l’unica guida turistica abilitata del Tour Inferno-Purgatorio.
Sordello: Io invece sono di casa. Ma ho una bella vista e faccio un figurone nel canto VI della Divina Commedia.
4. Cosa ricordi di Mantova?
Virgilio: Di averla resa famosa… e che non mi hanno dedicato una via o una piazza fino al 1800. Grazie, eh.
Sordello: Io invece do il nome alla piazza principale. A volte la vita è questione di marketing.
5. Chi dei due è più importante?
Virgilio: A scuola, io.
Sordello: Sulla mappa di Mantova, io.
6. Single o ammogliato?
Virgilio: Celibe, senza gossip.
Sordello: Diciamo… impegnato in missioni diplomatiche sentimentali. Chiedete a Cunizza.
7. Cosa preferite tra la pace e la guerra?
Virgilio: Pace, raccontata come fosse guerra.
Sordello: Guerra, raccontata come fosse una canzone.
8. Come hai riconosciuto che l’altro era mantovano?
Virgilio: Stavo per dire “Mantova…” e lui è saltato su come se avesse sentito l’inno nazionale.
Sordello: Oh, quando uno dice “Mantova” ti scatta subito la mantovanità, anche in Purgatorio.
9. Pronuncia una frase in dialetto mantovano
Virgilio: “Mi staghi semper dla banda dal furmentùn”.
Sordello: “Mi sun quel dal furmài”
10. Com’è Dante dal vivo?
Virgilio: Appassionato, un po’ logorroico.
Sordello: Ti fa due domande e poi parte con un comizio.
11.Di chi è stata l’idea dell’abbraccio?
Virgilio: “Io ho solo detto ‘Mantova’ e mi sono trovato un trovatore addosso.”
Sordello: “Colpa mia. In Purgatorio non capita spesso di incontrare un vicino di casa di mille anni prima.”
12. A Mantova ci sono due musei dedicati a Virgilio e nessuno a Sordello: cosa ci racconta questa situazione?
Virgilio: Che alla fine la cultura paga.
Sordello: Che avrei dovuto scrivere un poema epico invece di rapire Cunizza.
13. Quale sarebbe la prima cosa che faresti se tornassi a Mantova?
Virgilio: Mangiare una sbrisolona in riva al lago.
Sordello: Parcheggiare in piazza Sordello, tanto è mia.
14. Definisci cosa è per te il fiume Mincio
Virgilio: Il filo d’acqua che lega i miei versi alla mia terra.
Sordello: Un’ottima scusa per fare battaglie… e grigliate.
15. Se un mantovano ti dice “Tafat”, tu come rispondi?
Virgilio: Con un mezzo sorriso e un “tafat anca ti”, perché a certe cose si risponde d’istinto.
Sordello: Io invece lo prendo come sfida: o parte una battuta, o parte un colpo di spada, dipende dall’umore.
16. Quest’anno il Mantova sarà promosso in serie A?
Virgilio: “Magari… ma anche Enea ci ha messo dieci anni per arrivare a destinazione.”
Sordello: “Se serve, scendo in campo in armatura. Magari spavento il portiere avversario.”
Per capire una città mai visitata prima, i romanzi sono meglio delle guide. E’ proprio così perché ci si trovano dentro atmosfere, storie e modi di fare che sfuggono alle guide turistiche impegnate a mettere stellette sui monumenti già noti.
Un romanzo ti fa sentire le emozioni, respirare gli odori, camminare in una città come se fossi in compagnia dei suoi protagonisti, gli abitanti che ti mettono a parte dei loro segreti, delle loro passioni e del loro punto di vista.
Per entrare nel mood giusto prima di visitare Mantova ecco allora almeno 5 libri da leggere o sfogliare prima di arrivare in città. Li trovate in questo articolo della rubrica Mantovagando che trovate su MCG Mantova Chiama Garda.
5 LIBRI DA LEGGERE PRIMA DI VENIRE A MANTOVA
Sono tra quelli che, prima di partire, non legge guide turistiche sui luoghi dove andrà. Di solito preferisco che a farlo siano gli altri componenti del gruppo mentre io mi dedico ai romanzi o altri testi letterari. Questo consente di vedere le cose senza averle già viste (con un’attenzione molto più forte ai dettagli e anche mantenendo la sorpresa) ma con lo spirito giusto ovvero quello del luogo che si respira nelle storie lì ambientate. Per Mantova questa indicazione è ancora più valida perché altrimenti si resta imprigionati dal dualismo Palazzo ducale e Palazzo Te e si rischia di perdere di vista i particolari più interessanti. Ecco allora 5 libri da leggere (o parti di essi) prima di venire a Mantova tra storie del mondo piccolo, matrimoni e segreti di stato.
“Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc / Parthenope; cecini pascua, rura, duces“
E’ la frase che si trova scritta sul sepolcro di Publio Virgilio Marone a Napoli ed è quella che certifica che uno dei più grandi poeti della latinità è nato a Mantova. Possiamo tradurlo così “Mantova mi generò, la Calabria (il Salento) mi rapì, e ora mi tiene Napoli; cantai i pascoli, le campagne, i condottieri”
Il compleanno di Virgilio
Conosciamo anche il compleanno di Virgilio anche se si tratta di una data ipotetica: però in passato era una ricorrenza molto sentita a Mantova. Virgilio nasce ad Andes (che molti identificano con l’attuale Pietole) il 15 ottobre del 70 A.C. e muore a Brindisi il 21 settembre del 19 A.C.
Che a Mantova sia nato Virgilio non cambia il destino della città in epoca romana. Anzi la città che era piccola e molto meno importante delle vicine Verona o Cremona viene punita per essere stata dalla parte di Bruto e subisce la centuriazione. Anche i genitori di Virgilio perdono le loro terre nonostante il poeta abbia cercato di evitarlo (ne ho parlato qui).
Una visita guidata sulle tracce di Dante immaginando che sia passato per Mantova.
Cosa avrebbe visto Dante quando è passato (forse) per Mantova? La Rotonda c’era ma la Torre dell’Orologio no! Quale Basilica di Sant’Andrea avrà visto e dove avrà girovagato? Nel 2021 cade il settecentenario della morte di Dante Alighieri. Passeggiamo per Mantova utilizzando la Divina Commedia come guida turistica e scopriamo la città medievale sulle tracce del “ghibellin fuggiasco”.
“Manto fu, che cercò per terre molte; poscia si puose là dove nacqu’io; onde un poco mi piace che m’ascolte.”
XX canto dell’Inferno – Divina Commedia
Non conosciamo il giorno in cui Manto morì e gli uomini fondarono Mantova sulla sua tomba. Questo racconta Virgilio a Dante nel XX canto dell’Inferno. Ecco i versi più famosi: “Li uomini poi che ’ntorno erano sparti s’accolsero a quel loco, ch’era forte per lo pantan ch’avea da tutte parti.
Fer la città sovra quell’ossa morte; e per colei che ’l loco prima elesse, Mantua l’appellar sanz’altra sorte”.Però conosciamo l’anno o almeno quello che viene indicato da Stefano Gionta e da Raffaello Toscano che scrivono in versi: “Questa bella del lago alma reina fu pria di 60 anni edificata ch’avesse Troia l’ultima rovina.”
Nell’anno del settecentenario dalla morte dell’Alighieri facciamoci questa domande: Dante passò per Mantova? Probabilmente sì. Ne fa cenno lui stesso nella sua Quaestio de acqua et terra dove parla di un’idea nata durante una disputa a Mantova. E poi come pensare che Dante non passi per la città che ha dato i natali a Virgilio, suo modello e sua guida nel viaggio della Commedia? Senza dimenticare che la descrizione del XX canto dell’Inferno del Mincio che esce dal Garda e alla fine cade in Po è troppo precisa perché il poeta non sia passato da queste parti. Allora, pur senza documenti certi, proviamo a raccontare almeno 5 luoghi che ha visto Dante quando è passato (probabilmente) per Mantova.
Nel mezzo del cammin di nostra vita… Com’era la Mantova del 1300, quella dove passò, quasi sicuramente, Dante Alighieri? Giacomo Cecchin anticipa le celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante e vi porta a camminare nella Mantova del Medioevo. Cosa avrà visto il poeta, com’era la città, cosa c’era e non c’è più e cosa c’è oggi e non allora? La puntata di Mantova Segreta prova a farvi fare un viaggio nel tempo e a guidarvi, come fece Virgilio con Dante, in una Mantova che ancora si può vedere sotto le tracce della città rinascimentale. Qui potete vedere tutta la puntata mentre di seguito trovate il trailer di lancio andato in onda nel TG di Telemantova.
In una Mantova in cui a volte poco si muove, le statue sembrano andare in controtendenza e si spostano da una parte all’altra della città con trasferte anche in provincia. Nella puntata di Mantova Segreta del 28 novembre (la potete vedere qui) Giacomo Cecchin va a caccia di queste statue “erranti”: due leoni sono fuggiti a Quingentole, Dante a Ostiglia e anche Virgilio sembra non avere pace.
Provate a seguire la puntata e andate a verificare sul posto se le storie che vi raccontiamo sono proprio così. Continua a leggere →
Come passa il tempo…690 anni fa Luigi Corradi de’ Gonzaga prendeva il potere su Mantova con un perfetto colpo di stato. In realtà si tratterebbe del 16 agosto ma io ne parlo il 15 perché non è un caso che abbia scelto di agire la notte della festa dell’Assunta: dopo i festeggiamenti e le gozzoviglie la guardia dei Bonacolsi avrebbe dovuto essere abbassata e così fu. Continua a leggere →