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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Mantova

I mantovani di Mantova Centro? Quelli che sentono suonare le campane di Sant’Andrea

05 martedì Lug 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, i Mantovani di Mantova Centro, il campanile di Sant'Andrea, La periferia di Mantova, Le campane di Sant'Andrea, Mantova, Mantova centro, Palazzo Te è fuori città

Nelle città italiane, e Mantova in questo non è un’eccezione, una delle frasi che si sente dire più spesso è “Andiamo a fare un giro in centro”. Ma se nelle città grandi è facile capire chi abita in centro e chi no a Mantova diventa difficile visto e considerate le dimensioni del comune e il numero di abitanti. Dovremmo dire che tutti i mantovani abitano in centro ma in realtà la geografia è un punto di vista e da noi a complicare le cose ci si mette anche l’acqua ovvero i tre laghi (ma sono davvero laghi e sono davvero tre?) e il Rio. Andiamo però con ordine e vediamo chi sono davvero i mantovani, quanti sono e soprattutto come si distinguono i mantovani di Mantova Centro.

Chi sono i mantovani?

Chi sono i mantovani? E’ difficile definirli non solo per noi che ci abitiamo ma soprattutto per chi viene da fuori. Facciamo un sondaggio non scientifico sui turisti che arrivano a Mantova: il 30 per cento dice che i mantovani sono emiliani, il 30 per cento dice che i mantovani sono lombardi, il 30 per cento dice invece che sono veneti. L’ultimo 10 per cento non si sbilancia e in questo è molto mantovano. Questa fetta di terra (se la guardate dall’alto sembra proprio una fetta di Grana Padano, se le guardi da nord, e di Parmigiano Reggiano, se la guardi da sud) si infila tra Veneto ed Emilia e costituisce l’estremo vertice di una Lombardia che gravita sull’asse Brescia-Bergamo-Milano.

Siamo la Terra di Mezzo

Siamo proprio una terra di confine, una Terra di Mezzo che ha preso il meglio e il peggio di tutte le genti confinanti e degli eserciti che l’hanno attraversata e che ha vissuto circa 4 secoli di pace sotto i Gonzaga. Dal 1328 al 1707 i mantovani hanno vissuto separati dal mondo e non se ne sono avuti a male: prima e dopo invece sono stati terra di conquista e di guerra, tanto che il Mincio, insieme all’Adda, è il fiume dove più si è combattuto in Italia. Il Mincio mormorava prima del Piave e non è un caso che le tre guerre di Indipendenza avessero uno schema fisso: si attraversa il Mincio e poi si vede come va. I fiumi, l’acqua, come si diceva prima è un confine e marca differenze.

I Mantovani sono un patchwork, un cocktail

Ma torniamo alla domanda: chi sono davvero i mantovani. Sono un patchwork, sono a macchia di leopardo. Se penso al sottoscritto ad esempio posso dire che sono nato a Mantova (questo dice la carta di identità) ma se solo risalgo ai miei genitori, il papà è nato a Castellucchio (sempre provincia di Mantova ma tra il 1859 e il 1866 per andare in centro serviva il passaporto) e la mamma a Coltaro di Sissa (PR) e se andiamo ai nonni abbiamo un quarto di mantovanità (mia nonna Grazia nata a Viadana – MN), un quarto di Emilia (mio nonno Agide nato a Parma) e 2/4 di Veneto (mio nonno Giacomo nato a Villaverla Vicentina (VC) e mia nonna Rina nata a Illasi (VR)). E’ per questo che posso dire che sono un mantovano perfetto perché nato a Mantova ma con origini nelle tre regioni che fronteggiano questa fettaccia di terra.
E’ per questo che il mitico parlamento del Nord che aveva sede a Villa Riva Berni nel comune di Bagnolo San Vito, ai tempi della Lega ruggente di Umberto Bossi, in zona non ha mai suscitato entusiasmi. L’unica provincia italiana che produce sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano e che festeggia l’Unità d’Italia sia nel 1861 (sinistra Mincio) che nel 1866 (destra Mincio) ne ha viste troppe per farsi conquistare da una sorta di appello alla purezza delle origini.

I Mantovani sono emiliani di cattivo umore?

E questa mescolanza di tratti ha contribuito a dare ai mantovani un carattere difficilmente inquadrabile. Non siamo emiliani, non siamo veneti e nemmeno lombardi. Potremmo dire di essere emiliani di cattivo umore. O almeno così sembra se recitiamo la filastrocca che dice:
<<Venesiani gran signori,
Padovani gran dottori
Vicentini magna gatti
Veronesi tutti matti
Bergamaschi brusa Cristi
Mantovani tutti tristi.>>

In realtà noi mantovani non siamo tristi ma riservati e abbiamo un’autoironia che molti ci invidiano: almeno quelli di provincia. Sì perché dobbiamo fare una distinzione tra Mantova e Provincia, un po’ come succede con Parigi e la Francia. E dobbiamo fare una distinzione anche nel comune di Mantova tra i mantovani di Mantova Centro e quelli che abitano in periferia.

Ma quanti sono i Mantovani?

Ma quanti sono i mantovani. Quelli di città nel 2011 erano 46.000 circa mentre quelli della provincia erano invece 362000. Dopo la grande crescita del centro città che dai 30.000 abitanti degli inizi del 1900 era arrivata a sfiorare i 70.000 oggi siamo in continua decrescita a favore dei comuni della cintura. Un progetto denominato la Grande Mantova che vorrebbe unire il capoluogo ai comuni limitrofi viene continuamente rilanciato ma mai attuato forse proprio per la differenza-diffidenza che divide i mantovani di città da quelli di provincia. E’ un po’ la storia di noi italiani. Se dobbiamo combattere un nemico comune ci uniamo ed esaltiamo la nostra unicità (basta vedere la guerra santa per non perdere la sede della Camera di Commercio a favore di Cremona e Pavia) mentre all’interno sono botte da orbi. E non può essere altrimenti in una provincia che vede i comuni dell’Oltre Po gravitare sull’Emilia, quelli delle colline moreniche sul Bresciano e quelli del destra Mincio su Verona (e lo si sente anche nel dialetto).

I Mantovani di Mantova Centro e la periferia

E non può essere altrimenti in una Mantova che definisce i mantovani di Mantova Centro come quelli che sentono suonare le campane della basilica di Sant’Andrea. A Mantova per andare in periferia basta attraversare uno dei ponti sul Rio e la zona di Fiera-Catena viene considerata piena periferia (anche se per me è una delle più vivaci della città). Non parliamo poi di quello che i mantovani di Mantova Centro pensano di quello che si può trovare attraversando il ponte di San Giorgio. “Ma davvero esiste qualcosa al di là del ponte? Dite che c’è un posto chiamato Lunetta? Magari qualche volta andremo a vedere ma forse è più vicina la Luna di Lunetta”. Naturalmente sto estremizzando ma non troppo.
Pensate che anche Palazzo Te, che è raggiungibile da piazza Sordello con una agevole passeggiata, per i mantovani di Mantova centro è fuori città forse perché ricordano ancora quando c’erano le mura della città e la villa di Giulio Romano era sull’isola del Tejeto. Non ci credete? Vi aspettiamo a Mantova, Mantova centro però, perché in periferia non si sa mai.

Mantova e Torino nel segno della reliquia del Sangue di Cristo e di San Giovanni Bosco

31 lunedì Gen 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Bollettino Salesiano, don Giovanni Bosco, don Mario Morra sdb, Il sangue laterale di Cristo, Mantova, Reliquia del Sangue di Cristo, Sacri Vasi, San Giovanni Bosco, San Longino, Sangue di Cristo, Santa Maria Ausiliatrice, Torino

Immagine presa dal sito della Basilica di Santa Maria Ausiliatrice https://basilicamariaausiliatrice.it/

Oggi 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani che hanno la loro casa madre a Torino, nei pressi della basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

Il legame con Mantova e la reliquia dei Sacri Vasi

Forse non tutti sanno che esiste un legame molto stretto tra Mantova e Torino che sono unite non solo dal fatto che ospitano due importantissime reliquie, i Sacri Vasi e la Sindone. ma anche da una donazione che arrivò ai Salesiani da mons. Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova e poi papa con il nome di Pio X e oggi santo.

Se leggiamo infatti quanto c’è scritto nel Bollettino Salesiano del 1° novembre 1953 si parla proprio di una particella della reliquia del Sangue di Cristo conservato a Mantova e conservata nella cripta delle reliquie nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

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“I figli del Capitano Verne”: sabato 29 gennaio ore 16.00 al Cinema del Carbone a Mantova

09 domenica Gen 2022

Posted by mantovastoria in Conferenze, Curiosità, Libri

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5 settimane in pallone, Cinema del Carbone, Elena Benazzi, Giacomo Cecchin, Giulio Verne, I figli del Capitano Verne, Il giro del mondo in 80 giorni, Jules Verne, Mantova, Michele Strogoff, Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio al centro della terra

Locandina dello spettacolo I FIGLI DEL CAPITANO VERNE

I Figli del Capitano Verne di Elena Benazzi e Giacomo Cecchin

Sabato 29 gennaio ore 16.00 – Cinema del Carbone in via Oberdan a Mantova.

Cosa ne dite di uno spettacolo dove si parla di Giulio Verne e di una gara tra 5 suoi personaggi che si sfidano per conquistare il titolo di MIGLIORE EROE VERNIANO?

Informazioni sullo spettacolo

Il costo per lo spettacolo è di 10 euro.
E’ OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE
telefonando al Cinema del Carbone allo 0376 369860
oppure scrivendo all’e-mail azzurra@ilcinemadelcarbone.it oppure a giacomocecchin@hotmail.com .

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5 curiosità su Palazzo d’Arco, la Downton Abbey mantovana, tra cucina, zodiaco e museo naturalistico

24 domenica Gen 2021

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Storia Locale

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Cucina, Downton Abbey, Giardino romantico, Giuseppe Bazzani, Il coccodrillo di Palazzo d'Arco, La Contessa Giovanna d'Arco, Luigi d'Arco, Mantova, Museo di Palazzo d'Arco, Museo naturalistico di Palazzo d'Arco, palazzo d'arco, Sala del Falconetto, Sala dello Zodiaco

Palazzo d’Arco è appena stato oggetto di un importante restauro che lo ha riportato agli antichi splendori. Per me è sempre stato uno dei luoghi più interessanti di Mantova, un elemento che staccava rispetto ai due poli imprescindibili di Palazzo Te e Palazzo Ducale. Quando ci entri è come fare un viaggio nel tempo, in una dimora che sembra si sia fermata tra fine ottocento e i primi del novecento e ci sono tantissime storie da scoprire, luoghi da vedere e sorprese inaspettate.
E’ stata una felice intuizione della Contessa Giovanna d’Arco, l’ultima discendente della famiglia, a volere che il palazzo fosse aperto alla cittadinanza costituendo una fondazione che ne garantisse la continuità.
Eccovi allora almeno 5 curiosità da riscoprire la prossima volta che si potrà tornare a visitare questo incredibile palazzo-museo. Continua a leggere →

Oggi 20 gennaio i Mozart, nel 1770, lasciano Bozzolo per Cremona

20 mercoledì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Conferenze

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AmaDeus exMantova, Ensemble Zefiro, Giacomo Cecchin, Mantova, Mozart a Mantova, Orchestra da Camera di Mantova, Paola Besutti, Teatro Bibiena, Wolfgang Amadeus Mozart, Wolfgang Mozart

Leopold e Wolfgang Mozart si svegliano a Bozzolo il 20 gennaio 1770 e ripartono per Cremona. Hanno scelto questa strada per andare a Milano perché il freddo è intenso e le strade ghiacciate consentono di percorrere questo tragitto.
In caso di strade fangose invece avrebbero preso la via alta per Brescia e Bergamo.
Sabato 16 gennaio 2020 al Teatro Bibiena abbiamo ricordato il concerto che il giovanissimo Wolfgang Mozart ha tenuto con grandissimo successo.
Eccovi i tre video degli interventi.

Giacomo Cecchin racconta Mozart e il Teatro Bibiena

https://vimeo.com/501158951

Paola Besutti parla di Mozart e i suoi viaggi in Italia 

https://vimeo.com/500867385

Ensemble Zefiro in concerto

https://vimeo.com/501076184

Santa Lucia tra Lotto e Caravaggio e una notte magica per sospensione e attesa

13 domenica Dic 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Caravaggio, Fermo Ghisoni, Giacomo Cecchin, Jesi, Lorenzo Lotto, Mantova, Michelangelo Merisi, Santa Lucia, Siracusa

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Quando ero bambino a Castellucchio, negli anni ’70, per me Santa Lucia aveva il volto di una statua con gli occhi su un piattino (e non ricordo dove fosse ma la prossima volta che passo entrerò nella parrocchiale del paese per verificare se fosse davvero lì).

Non avevo paura di lei, forse perché mia madre ci diceva sì di andare a letto presto e di dormire, ma non di stare attenti perché sarebbero successe catastrofi se l’avessimo vista. Dormivamo in tre in una stanza, con le mie sorelle, e la sera del 12 dicembre ci addormentavamo tardi ma alla fine si dormiva e quando ci si svegliava si andava in sala e c’erano tutti i regali senza la scatola, a volte già montati, e vedevamo la gioia negli occhi dei nostri genitori che alla fine era la nostra che non riusciva a contenersi. E si doveva andare a scuola* e non si voleva e i maestri capivano ed erano comprensivi. Continua a leggere →

Quando Mantova era il set della Marcia su Roma: la Cinecittà sul Mincio a Mantova Segreta

05 sabato Dic 2020

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Dino Risi, Giacomo Cecchin, La marcia su Roma, Mantova, Mantova Segreta, Telemantova, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman

Giacomo Cecchin vi porta nel 1962 in una Mantova che si trasforma in un set cinematografico. La puntata di Mantova Segreta vi fa scoprire le location in centro legate a La Marcia su Roma, un film di Dino Risi con protagonisti Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.

Per una decina di giorni nel luglio del 1962 Mantova diventa un set cinematografico e nelle foto dell’epoca si vedono gli attori e il regista in centro. sia durante le riprese sia nelle pause dove tutti i mantovani si fermano a guardarli.

La puntata di Mantova Segreta vi condurrà per le vie di Mantova che sono state la scenografia delle scene principali del film di Dino Risi: scoprirete che non solo la città non è molto cambiata ma che nella pellicola i luoghi sono perfettamente riconoscibili.

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Mantova-Parigi 5 a 3: Luigi IX il santo, la Sainte Chapelle e il Sangue di Cristo

25 martedì Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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I Sacri Vasi, Il sangue di Cristo, Jacques Le Goff, Jean de Joinville, La corona di Spine, La Sainte Chapelle, Le reliquie, Le reliquie della passione, Luigi IX, Luigi IX il santo, Mantova, Parigi, re Luigi IX, San Luigi dei Francesi

Oggi 25 agosto 1270 muore Luigi IX, re di Francia, che sarà fatto santo nel 1297 da Bonifacio VIII. E’ un personaggio molto interessante ed è legato a Mantova attraverso una porzione della reliquia del Sangue di Cristo contenuto nei Sacri Vasi.
Proviamo a ripercorrere la storia di San Luigi dei Francesi a 750 anni dalla morte e delle reliquie della passione (ne raccoglierà nella sua vita ben 23 e vedremo poi perché). Continua a leggere →

San Rocco liberaci dalla peste: il 16 agosto si festeggia il santo che proteggeva dal flagello del medioevo

16 domenica Ago 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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cane, Conchiglia, Madonna del Terremoto, Mantova, pellegrino, San Rocco, Scuola Grande di San Rocco, simboli iconografici di San Rocco, Venezia

Oggi si festeggia San Rocco, uno dei santi più venerati nel Medioevo dove si invocava la sua protezione contro la peste. La sua storia è molto particolare: nativo di Montpellier arrivò in Italia in pellegrinaggio verso Roma dove dimostrò la sua capacità taumaturgica sanando molti ammalati di peste.
Al rientro verso la Francia fu colpito dalla pestilenza nei dintorni di Piacenza ma si salvò grazie anche all’aiuto di un cane che divenne poi uno dei suoi simboli iconografici insieme alla piaga della peste sulla gamba, al mantello, alla conchiglia e al bordone da pellegrino. Morì a Voghera tra il 15 e il 16 agosto del 1379 (?). Continua a leggere →

La Specola dei Gesuiti: un punto di vista aereo su Mantova – frammenti di Mantova Segreta

19 domenica Apr 2020

Posted by mantovastoria in Curiosità, Mantova Segreta, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, Liceo Virgilio, Mantova, Mantova Segreta, Ordine dei Gesuiti, Specola, Specola dei Gesuiti, Specola Vaticana, Telemantova

Chi di voi è mai salito sulla Specola dei Gesuiti? E poi dov’è la Specola e che cos’è soprattutto? Prima di darvi qualche dettaglio per approfondire provate a guardare la vista di Mantova che si coglie da questo punto di vista privilegiato. La potete vedere in un frammento della puntata di Mantova Segreta dedicata all’Isola dei Gesuiti.

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