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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

mantovastoria

Archivi della categoria: Articoli

San Biagio e la benedizione della gola

03 lunedì Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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3 febbraio, benedizione della gola, candele, filastrocca delle nove sorelle, Legenda aurea, mal di gola, san biagio, Santi ausiliatori

Ricordo che da piccoli mia madre ci portava sempre in chiesa il 3 febbraio per la messa: alla fine ci si metteva tutti in fila per la benedizione della gola che veniva fatta dal parroco imponendo due candele incrociate e recitando una preghiera.
San Biagio era vescovo di Sebaste e fu decapitato nel 316 ma il patronato contro i mali della gola gli deriva da un aneddoto contenuto all’interno della sua legenda: avrebbe infatti salvato un ragazzo cui si era conficcata una lisca di pesce in gola.
In realtà l’attributo iconografico di San Biagio è un pettine per cardare la lana con cui fu torturato prima di subire il martirio per decapitazione.
Vediamo il santo nell’immagine a corredo dell’articolo nelle vesti di vescovo e con il pettine in mano. L’opera è parte di un polittico che si trova nelle Marche a Monte San Martino ed è opera di Carlo e Vittore Crivelli (trovate l’immagine qui dal sito della Fondazione Zeri).
Un’ultima curiosità: esiste in molte zone una filastrocca che parla di San Biagio e delle sue nove sorelle e che doveva essere recitata tutta d’un fiato il giorno della festa del Santo per guarire dal mal di gola. Eccola in una versione modenese: Continua a leggere →

Passeggiando per i 70 comuni con Renzo Dall’Ara

02 domenica Feb 2020

Posted by mantovastoria in Articoli

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Fabrizio Binacchi, passeggiando per i 70 comuni, Renzo Dall'Ara, Toni Lodigiani

Quando leggi della morte di qualcuno sul giornale a volte pensi che ne hai sempre sentito parlare, hai letto quello che scriveva ma non lo hai mai conosciuto. Questo, in alcuni casi, crea un senso di vuoto perché ti chiedi cosa sarebbe potuto accadere se avessi avuto l’occasione di parlarci.

Questo mi è accaduto con la morte di Renzo Dall’Ara che sicuramente avrei potuto conoscere visto che spesso l’ho visto in giro per Mantova e incrociato in qualche occasione. Per questo ho deciso di condividere su questo blog un suo ricordo, minore, ma importante e che racconta il modo di essere di questo giornalista.

Per me Renzo Dall’Ara era il nome che occhieggiava in piccolo sotto il titolo ben più importante di una pubblicazione dell’Amministrazione Provinciale e dell’Ente Provinciale per il turismo. Eccolo al completo:
MANTOVA, Passeggiando per i 70 comuni alla scoperta d fiumi, laghi, canali, borghi, corti, pievi e campanili dell’antica terra di Virgilio e dei Gonzaga
Continua a leggere →

Yddish e musica Klezmer, due cose da scoprire nella giornata della memoria: perchè? e perchè no?

27 lunedì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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klezmer, klezmerata fiorentina, Mantova Ebraic, Moni Ovadia, yddish

A volte si fanno progetti a lungo termine o per la pensione e io ne ho parecchi in cantiere (invece di fare l’umarel guardando i cantieri, appunto).
Uno di questi è imparare l’Yddish, una lingua fatta di altre lingue. Non so perché ma provo un’irresistibile passione per questo idioma.
Cos’è l’Yddish? Vi riporto un brano di un’intervista a Moni Ovadia (il testo integrale lo trovate qui)
“Lo yiddish è la più compiuta, perfetta, commovente e struggente lingua d’esilio. Gli ebrei della Diaspora centro europea che si esprimevano in quella lingua erano popolo in tutto e per tutto. Ma senza terra, senza confini, senza fronti, senza polizie. Un capolavoro di popolo come hanno saputo essere solo loro e i rom. Ma lo yiddish non è solo una lingua: è lingua letteraria, lingua vernacola, ma è anche una condizione dello spirito.
In che senso?
“Lo yiddish ha bisogno di un’adesione interiore e al suo universo che non è solamente grammaticale e sintattica, ma spirituale. E di questa spiritualità fa parte un umorismo vertiginoso. Non a caso Isaac Bashevis Singer ha dichiarato: “Scrivo in yiddish, perché con questa lingua non si sono mai dati ordini ai militari”
Lo yiddish è un miscuglio di idiomi diversi e proprio per questo porta in auge il tema del confronto con l’alterità.
“È una lingua assolutamente originaria, sconvolgentemente bella e grandiosa nella sua fragilità e le lingue che ha accolto sono in continua sospensione. Ma la cosa straordinaria è che lo yiddish continua ad aprire le porte! Sente ciò che si esprime in modo non traducibile e lo fa proprio. È una lingua anarchica che si nutre degli idiomi altrui ed ha eletto a proprio modello l’uomo fragile, perché lo trova spiritualmente bello”.
E l’altro elemento della cultura ebraica che mi ha conquistato è la musica Klezmer. L’ho sentita dal vivo al Teatro Bibiena con la Klezmerata fiorentina (qui il loro sito ufficiale) ed è stata una serata entusiasmante, coinvolgente, commovente, divertente: insomma un po’ come la vita che può essere tutte queste cose insieme.
Provate ad ascoltare questa aria che si intitola “The train of life” e ditemi se non vedete il treno proprio davanti ai vostri occhi: la trovate qui.
E da ultimo a chi mi chiedesse ma perchè imparare l’yddish la risposta potrebbe essere “e perchè no?” e viene in mente un libro di Moni Ovadia dal titolo “Perchè no?l’ebreo corrosivo“. Ecco come spiega la motivazione di un titolo del genere.
“Il titolo “Perché no?” costituisce già una storiella: al gentile che domanda “Perché voi ebrei rispondete a una domanda sempre con una domanda?”, l’ebreo risponde “Perché no?”. Ovadia afferma che “l’ebraico è una lingua sempre sospesa, che sempre si sospende su una domanda”. Infatti, la domanda “apre, lancia il discorso nel futuro”.

Per approfondire sulla Mantova Ebraica:
– Giacomo Cecchin vi fa scoprire la Mantova ebraica nella puntata di Mantova Segreta
– 5 spunti per una passeggiata nell’ex Ghetto ebraico di Mantova, nella giornata della Memoria
– 5 libri da leggere prima di venire a Mantova tra mondo piccolo, matrimoni e segreti di stato

Mozart a Mantova: 5 luoghi sulle tracce del genio

26 domenica Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, le 5 cose..., Storia Locale

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Amadeus Mozart, La croce verde, Mantova, Margherita Sartoretti, Marianna Sartoretti, Mozart, palazzo d'arco, Teatro Bibiena, Wolfgang Amadeus Mozart, Wolfgang Mozart

Il 10 gennaio 1770 Leopold e Wolfgang Mozart arrivarono a Mantova durante il primo viaggio in Italia. Rimasero in città circa 9 giorni e il 16 gennaio il tredicenne Amadeus suonò al Teatro Bibiena, deliziando tutti i mantovani. Nelle sue lettere alla moglie Leopold scriverà del teatro dell’Accademia di non aver mai visto niente di più bello. I Mozart ripartono il 19 gennaio in direzione di Milano. E oggi possiamo ancora provare a ripercorrere i passi di padre e figlio lungo le vie di Mantova, una città che a differenza di quanto pensano in molti, non è così cambiata dal 1770. Eccovi 5 spunti sulle tracce del genio adolescente. Continua a leggere →

La Conversione di Paolo di Caravaggio: due versioni per la stessa storia

25 sabato Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Alessandro Obino, Caravaggio, Collezione Odescalchi, Conversione di Paolo, Conversione di Saulo, due versioni, Giacomo Cecchin, Michelangelo, Michelangelo Merisi, Parmigianino, Raffaello, Roma, Santa Maria del Popolo

Oggi 25 gennaio si festeggia la Conversione di Paolo, uno degli episodi degli Atti degli Apostoli tra i più rappresentati dagli artisti. Molte sono le versioni di questa famosissima caduta da cavallo, come ad esempio quella di Raffaello (qui trovate l’arazzo realizzato su cartoni dell’Urbinate per la Cappella Sistina), quella di Michelangelo (la potete vedere nella cappella Paolina in Vaticano) o quella di Parmigianino (la trovate a Vienna).
Vorrei però raccontarvi una storia legata alle due versioni realizzate da Caravaggio per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo a Roma. Il pittore è lo stesso e la storia anche ma quanto diversi sono i risultati finali.
Eccovi la vicenda per intero.

Caravaggio: la storia è la stessa il risultato diverso Continua a leggere →

Mantovagando su MCG: tutte le pagine pubblicate su Mantova Chiama Garda

22 mercoledì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, le 5 cose...

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Giacomo Cecchin, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG

La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).
Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.

16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Sive bonum, sive malum fama est ovvero quando il Numero Unico UGM parla di te…

07 martedì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Numero unico 2019, UGM

Cosa succede quando il Numero Unico dell’UGM parla di te? Sei arrivato al top o sei alla frutta? E se ti presenta come massimo esperto dei cessi pubblici di Piazza Teofilo Folengo? Direi che la risposta è SIVE BONUM, SIVE MALUM FAMA EST (che tradotto in soldoni è “che se ne parli bene o male basta che se ne parli).
Le uniche due cose che mi trovano in disaccordo sono:
1. L’occhiello che recita “Incompetenti allo sbaraglio” – ognuno ha l’incompetenza che si merita e anche io ho la mia ma avrei preferito “dilettanti allo sbaraglio” (non so se gli altri citati nell’articolo sarebbero d’accordo). Il dilettante mantiene una certa freschezza e un modo anarchico di guardare alle cose che spesso diventa stimolante. L’incompetente è altra cosa: si occupa di tutto non sapendo fare niente.
2. L’assenza di ironia – tra l’ironizzare e il dileggiare c’è di mezzo il mare e per quello che si legge nell’articolo qui stiamo addirittura parlando di oceano. Per questo regalo all’anonimo estensore del pezzo una piccola quartina di ispirazione per il prossimo numero:
Al Giorgio Vasari che ha descritto
La mostra di Giulio in gran dispitto
Chiederei per l’avvenir la cortesia:
“Metta almeno una goccia di ironia”.

Per chi non abbia avuto modo di leggere il testo del Numero Unico UGM del 2019 trova qui il passaggio che mi cita.

Incompetenti allo sbaraglio
Cronaca di una mostra annunciata

Omissis

Segue a breve distanza l’incomparabile Giacomo Cecchin, abilissimo nell’infiltrarsi in ogni dove. Ormai è il Cicerone accreditato del Teatro Sociale, dove spara perle del tipo: <<Questa meravigliosa opera del Palladio>> oppure <<La scritta latina sul timpano “Aere Sociali Anno MDCCCXII” significa “nel sessantanovesimo anno dell’era socialista”>>.
Recentemente milord si è proposto anche come guida dei cessi pubblici siti nella vicina Piazza Teofilo Folengo, affermando di essere il massimo esperto in materia…

Omissis

Il viaggio dei Magi di T.S. Eliot: iniziare l’anno con una poesia

06 lunedì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Alec Guinnes, il viaggio dei Re Magi, John Gielgud, Journey of the Magi, Poesia, Silvana Ranzoli, T.S. Eliot

La poesia dell’Epifania

La poesia è inutile, la poesia è utile, la poesia non si capisce, la poesia quando arriva spacca. Sono alcune delle frasi che si sentono dire più spesso sulla poesia (ne trovate altre qui).

Io non ho ancora individuato perfettamente la mia posizione ma ho scritto (e scrivo) poesie e mi fa piacere quest’anno iniziare con un testo poetico di Thomas Stearns Eliot (qui trovate una sua biografia) che mi fece scoprire al liceo la professoressa Silvana Ranzoli*.

Il viaggio dei Re Magi

E’ il monologo di uno dei Re Magi (su questo blog ne abbiamo scritto qui) ed è un testo con un alto valore simbolico e, per me, molto bello.
Ve lo riporto qui sotto in versione integrale con alcuni link per approfondire e un ricordo del liceo:
– The journey of the Magi da Wikipedia
– La poesia letta da Alec Guinnes
– La poesia letta da John Gielgud

Journey of the Magi di T.S.Eliot

“A cold coming we had of it,
Just the worst time of the year
For a journey, and such a long journey:
The ways deep and the weather sharp,
The very dead of winter.”
And the camels galled, sore-footed, refractory,
Lying down in the melting snow.
There were times we regretted
The summer palaces on slopes, the terraces,
And the silken girls bringing sherbet.
Then the camel men cursing and grumbling
And running away, and wanting their liquor and women,
And the night-fires going out, and the lack of shelters,
And the cities hostile and the towns unfriendly
And the villages dirty and charging high prices:
A hard time we had of it.
At the end we preferred to travel all night,
Sleeping in snatches,
With the voices singing in our ears, saying
That this was all folly.
Then at dawn we came down to a temperate valley,
Wet, below the snow line, smelling of vegetation;
With a running stream and a water-mill beating the darkness,
And three trees on the low sky,
And an old white horse galloped away in the meadow.
Then we came to a tavern with vine-leaves over the lintel,
Six hands at an open door dicing for pieces of silver,
And feet kicking the empty wine-skins.
But there was no information, and so we continued
And arrived at evening, not a moment too soon
Finding the place; it was (you may say) satisfactory.
All this was a long time ago, I remember,
And I would do it again, but set down
This set down
This: were we led all that way for
Birth or Death? There was a Birth, certainly,
We had evidence and no doubt. I had seen birth and death,
But had thought they were different; this Birth was
Hard and bitter agony for us, like Death, our death.
We returned to our places, these Kingdoms,
But no longer at ease here, in the old dispensation,
With an alien people clutching their gods.
I should be glad of another death.

* la prima domanda che ci fece Silvana Ranzoli sulla poesia era “Qual è la sua caratteristica fondamentale?”. Dopo varie risposte tra cui la rima era la più accreditata lei ci diede la sua risposta che era Rythm. E oggi ne sono ancora più convinto perché basta ascoltare le due letture degli attori per capire che aveva perfettamente ragione.

E della misericordia di Dio non disperare mai…tra regole e visione

05 domenica Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità, Itinerari

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benedettini, Domenicani, Francescani, Gesuiti, il marketing del monaco, ordini religiosi, regola

Quest’anno mi piacerebbe ripartire anche da un tema che mi ha sempre appassionato: quello degli ordini religiosi, della loro storia e di come questa possa essere non solo interessante ma anche stimolante.
Ho già tenuto in passato alcune conversazioni e percorsi che ho chiamato Il Marketing del Monaco, un titolo volutamente provocatorio, per un incontro o itinerario che raccontava come la cultura degli ordini religiosi sia ancora attuale e abbia plasmato le nostre città (qui potete vedere una puntata di Mantova Segreta sulla Mantova domenicana).
Tuttavia accostare la parola marketing alla parola monaco non deve essere inteso in senso deteriore ma anzi: vuol sottolineare quanto i monaci e le monache, i frati e le suore avessero ben chiari i propri obiettivi di conversione dei fedeli e di glorificazione di Dio. A volte anche costruendo dei veri e propri “slogan” come nel caso dell’Ora et Labora benedettino o del Ad Maiorem Dei Gloriam gesuita.
Eccovi allora per iniziare bene l’anno un passo dalla Regola di San Benedetto.
“Non odiare nessuno.
Non nutrire gelosia.
Non assecondare l’invidia.
Non amare i litigi.
Fuggire l’alterigia e l’arroganza.
Venerare gli anziani. Amare i giovani.
Nell’amore di Cristo pregare per i nemici.
Tornare in pace con chi si è in contrasto prima che tramonti il sole.
E della misericordia di Dio non disperare mai”
.
  Cap.4,65-74

Per approfondire sugli ordini religiosi su questo blog:
– 8 secoli di domenicani e francescani tra pregiudizi, inquisizione e il Nome della Rosa
– 5 tappe per un pellegrinaggio alle Grazie tra domenicani, francescani e miracoli lacustri
– Incoronata a Mantova e la Cappella Sistina a Roma: due cappelle mariane che celebrano l’Immacolata

Anniversari 2020: Raffaello, San Domenico, Luigi IX il santo, il Venerabile Francesco, Lenin e Asimov e…

01 mercoledì Gen 2020

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Tag

Isaac Asimov, Jimy Hendrix, Raffaello, Raffaello Sanzio, san domenico, Venerabile Francesco Gonzaga

All’inizio dell’anno, soprattutto in Italia, si comincia a fare il conto degli anniversari e anch’io non mi sottraggo a questo gioco. Ecco allora un elenco sintetico e non esaustivo per non perdersi alcuni degli anniversari da festeggiare o ricordare nel 2020 (ho scelto solo gli anni tondi, 50 o 100, e ne aggiungerò altri nel corso dell’anno). Io vorrei lavorare su Raffaello (500 anni dalla morte), Luigi IX il Santo (800 anni dalla morte) e sull’Alto Adige italiano (perché ricordare aiuta a capire meglio). E voi?
Buon divertimento.
(qui trovate gli anniversari del 2019, 2018, 2017, 2016, 2015. Continua a leggere →

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